Visitare la Villa dei Tasso alla Celadina

Villa di campagna dei Tasso Villa di campagna della famiglia Tasso di Bergamo

img_2330Avrei voluto visitarla in occasione della rassegna Ville Palazzi e Dimore Storiche bergamasche, ma non avevo fatto in tempo. Per questo, quando si è presentata l’occasione di visitare Villa dei Tasso con la Notte Bianca Art2Night non ci ho pensato due volte e mi sono subito iscritta. E ho fatto bene.

Villa dei Tasso conosciuta come Cerradina o “Serandina” è una residenza storica risalente agli inizi del ‘500 e situata nel comune di Bergamo nel quartiere Celadina che da essa prese il nome. Era la residenza di campagna della famiglia Tasso che possedeva come tutte le famiglie ricche e nobili un palazzo in città, in questo caso nella nobilissima Via Pignolo.

Villa dei Tasso e Oratorio.png

La Villa dei Tasso era posta in aperta campagna, in uno dei cosiddetti Corpi Santi; costruita da Gabriele Tasso come residenza estiva era circondata dalla Roggia Morlana e altri corsi d’acqua che servivano a far funzionare i mulini e a dare acqua alle coltivazioni di gelso e cereali che venivano poi venduti dalla famiglia alla Repubblica veneta.

Cortile Interno Villa Tasso

Un po’ di storia della Villa dei Tasso

Gabriele Tasso, era figlio di Domenico che morì lasciandolo solo in tenera età. Il piccolo crebbe con la famiglia dello zio Agostino, condividendo l’attività di gestione delle poste pontificie dal 1450 al 1537, e un banco dei pegni, a Roma con lo zio e i figli Domenico e Pietro Andrea. Si era spostato a Roma e quando venne liquidato con una ricca buona uscita, avendo perso l’appalto delle poste, investì il denaro nella costruzione della villa e nell’attività agricola in terra bergamasca. In prossimità della villa vennero infatti costruite due abitazioni per i contadini che lavoravano alle loro dipendenze chiamate Daste e Spaleng.

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Fu Giovanni Giacomo Tasso, canonico, a proseguire nei lavori della tenuta facendo costruire anche una porta d’accesso, che, conseguenza una leggenda viene chiamata Ol purtu del diaol.

img_2333L’anno scorso è stato un anno speciale, perché è ricorso il 500esimo anniversario della morte di Francesco Tasso, l’inventore delle poste.
Una curiosità: se in rete trovate scritto che nella villa fu assassinato per rapina, il 3 settembre 1520, il cugino Luigi Tasso vescovo di Recanati, sappiate che non è vero. Questo signore fu assassinato invece nella villa di Redona. Per conferma contattate l’Associazione Nel nome dei Tasso, i cui componenti vi sapranno dare tutte le informazioni storiche su questa importantissima famiglia bergamasca.

 

La Villa dei Tasso fu polo agricolo e anche culturale

All’epoca, la Villa dei Tasso in Celadina era la più grande tenuta agricola di Bergamo e doveva essere una residenza molto piacevole e ricca. Gli interni ancora oggi sono impreziositi da stucchi e affreschi che ne evidenziano il fasto e il prestigio. Uno scalone tardo seicentesco conduce al primo piano dove troviamo il Salone dei Leoni e la Sala dei Generali dove 12 erme (rappresentazioni maschili in stile greco-romano) ricordano importanti personaggi della famiglia coinvolti nell’attività postale nei vari stati europei.

Nella sua lunga storia la villa dei Tasso, così come avveniva in quasi tutti i Corpi Santi bergamaschi, ha accolto ospiti di prestigio quali Torquato Tasso, i cui parenti erano i proprietari dell’abitazione, ed i pittori Giambattista Tiepolo e Francesco Zuccarelli ospitati dal mecenate e storico dell’arte Francesco Tassi.

Girando per le varie stanze della villa vi accorgerete che le sale sono vuote, ad eccezione dell’ingresso dove si trova un bar per gli eventi e al primo piano dove si trova qualche tavolo con le sedie. Gli arredi all’interno della Villa sono quasi tutti conservati all’Accademia Carrara. Dipinti e altri oggetti sono entrati nella collezione museale quando l’ultimo ramo della famiglia, che si stava ormai estinguendo, confluì nella famiglia Baglioni, che decise l’imponente donazione all’Accademia.

Ma non preoccupatevi perchè, anche se le sale sono prive di arredo, rimarrete comunque a bocca aperta quando la guida vi spiegherà le particolarità architettoniche  e pittoriche dell’edificio. A partire dall’enfilade, ossia il modo di distribuire le stanze una dietro l’altra con un gioco prospettico dato dalle dimensioni delle stanze. La prima più grande, la seconda più piccola e via via così… In questo modo le porte sono dimensionate per stare tutte nel colpo d’occhio. Credetemi, molto molto belle.

Villa dei tasso salone con quadri Moroni

Io sono rimasta letteralmente colpita dalla stanza Dell’Uva (che vedete qua sopra nella foto), nella zona della torre preesistente trecentesca, con il soffitto a volta, che sembra un gazebo fiorito e che si apriva sul giardino interno.

Villa dei Tasso affreschi e Enfilade

A proposito, non vi ho detto che pur essendo stata costruita nel 1500, la villa fu costruita partendo da una preesistenza classica dei Corpi Santi bergamaschi, ossia una casa a torre usata nel medioevo per proteggere il signorotto e il contado dagli assalti nemici. Di quel periodo si conserva ancora una scala trecentesca.

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Annessa alla villa dei Tasso si trova una piccola chiesa (l’Oratorio dei Tasso), dedicata a San Francesco e più tardi dedicata alla Vergine del Rosario, secondo una tradizione non verificata in ricordo della vittoriosa battaglia di Lepanto. Dal primo piano della villa, nel salone dove normalmente si tengono i concerti di musica classica potrete notare una particolarità che era un gran privilegio concesso ai Tasso direttamente dal Papa: gli appartamenti privati e la chiesa sono collegati da una finestrella che si apre sulla chiesetta. Essendo molto lontana dalla città, per permettere al contado di partecipare alla santa messa della domenica e non doversi mescolare con la plebe, i Tasso su concessione papale assistevano alla funzione direttamente dalla finestrella.

La Villa dei Tasso oggi

È grazie a un cavillo legale che si è impedito che anche la cinquecentesca Villa di campagna dei Tasso, venisse smembrata o trasformata in residenze, come successo ai palazzi di rappresentanza di Città Alta in via Tassis e Pignolo.

Oggi questa Villa è una delle più importanti Dimore Storiche di Bergamo. E’ privata e viene utilizzata per eventi culturali e privati.

E possibile fare visite guidate insieme ai volontari dell’associazione culturale Nel nome di Tasso. Fanno un lavoro splendido e le visite sono davvero ben fatte e interessanti.

Nota
La maggior parte delle foto sono tratte dal sito della Villa e dalla pagina FB dei volontari che oggi diffondono la storia della Famiglia Tasso (entrambi hanno dato autorizzazione).
Le foto che si trovano sul sito della villa sono solo un assaggio di quello che potrete vedere coi vostri occhi.

Alcune foto sono mie e sono state realizzate all’ingresso, prima di varcare la soglia in cui si è chiesto espressamente di non fotografare gli interni. Tutte le foto degli interni sono state prese dal Sito dell Villa e dalla pagina FB su autorizzazione dei proprietari.

Purtroppo (sapete quanto io sia sensibile su questo punto!) instagrammers e fotografi amatoriali non potranno scattare foto e pubblicarle sui Social se non contravvenendo le richieste degli attuali proprietari.
Tuttavia, nella speranza che questo divieto venga superato al più presto (siamo nell’era dei Social e non se ne capisce il motivo!) e che la bellezza di questa villa diventi virale (se lo merita, tanto è bella e ricca di storia), vi invito ad andare a visitarla durante una delle aperture al pubblico (tenete d’occhio la pagina FB dell’associazione culturale).

E ora passo e chiudo che ho messo troppe parentesi.