10 cose da sapere sulle vetrine di Città Alta a Bergamo

Fotografare le vetrine Turista fotografa con la sua macchina una vetrina di Città Alta a Bergamo

Quando ero una ragazzina mi piaceva molto andare in centro a Milano (allora abitavo là) a guardare le vetrine, a studiarmi i capi in e out, a scovare le ultime novità. Quando sono cresciuta ho conosciuto una ragazza che aveva il fidanzato vetraio che quando le proponeva “andiamo a vedere le vetrine in centro” intendeva proprio “vedere le vetrine” e come erano montati i vetri. Perché vi racconto tutto questo? Perché oggi vi parlerò proprio di vetrine e vi inviterò a guardare le vetrine di Città Alta a Bergamo insieme a me e scoprire perché sono così particolari.

  • la prima cosa che vi invito a notare è che le vetrine, gli accessi e le insegne sono perfettamente  in armonia con lo stile architettonico e i colori degli edifici in cui si inseriscono;

 

  • la seconda è che non sono particolarmente sporgenti, questo perchè non devono togliere l’armonia alla Corsarola e alle vie più  commerciali di Città Alta, ossia Borgo Canale, dei Borghi Pignolo, Santa Caterina, Palazzo (fino all’intersezione con via Serassi), Sant’Alessandro e San Leonardo, via Quarenghi compresa. Segnatevi il nome di queste vie, perchè quando sarete in Città Alta scoprirete che sono davvero incantevoli.
  • la terza è che le vetrine di Città Alta non hanno le insegne luminose e non sono illuminate con luci al neon (ad eccezione di Kiko, di proprietà del patron dell’Atalanta, che però ha i vetri fumè che riducono molto l’effetto che troviamo in tutti gli altri negozi della catena);
  • la quarta è che molte insegne sono (o sembrano) quelle originarie: quasi tutte hanno la tipica forma ad arco a tutto sesto inventata dai romani e ripresa poi nel medioevo. Nella bottega del fabbro Scuri le 2 vetrine mostrano sia l’aspetto medioevale che innesti rinascimentali con capitelli, esattamente come le torri che dominano Piazza Mercato del Fieno. In Vicolo Aquila nera si può ancora ammirare la tipologia di bottega con le ante che venivano aperte la mattina e chiuse la sera.

  • la quinta è che non trovate le insegne delle grandi catene di abbigliamento, nè fast food, sexy shop, centri massaggi;
  • la sesta è che le vetrine hanno la sola finalità espositiva, in modo da garantire il decoro sulle vie su cui si affacciano;
  • la settima  è che i negozi sfitti (e si, di questi tempi ci sono anche qui) o chiusi per qualche motivo hanno i vetri oscurati o serrati dalle imposte in ferro;
  • l’ottava è la cura con cui la merce viene esposta e inserita nel contesto storico. Troverete spesso dei muri antichi restaurati, banconi, tavoli o porte antiche inserite nell’arredamento. Ma troverete anche oggetti storici o di modernariato far capolino tra la merce a ricordare la storia di Bergamo.

  • la nona è che ci sono vetrine di Città Alta molto instagrammate. Vi capiterà sicuramente di desiderare di fotografarle. Fatelo: non costa niente e non trovate nessun cartello che lo vieta. Io sono innamorata di alcune vetrine in particolare. Se andate su Instragram scoprirete che non siete soli.
  • la decima cosa che vi invito a notare sono i negozi che troverete solo qui: che sono gli esercizi storici, quelli degli artigiani locali, quelle degli artisti…

Tutto questo ovviamente è frutto di un disposizioni e interventi precisi messi a punto dal Comune di Bergamo per salvaguardare il decoro delle aree storiche della città non solo da un punto di vista architettonico, ma anche per quel che riguarda le categorie merceologiche consentite .

Adesso vi lascio il tempo di venire a Bergamo per fare un giro a guardare le vetrine di Città Alta. Sono certa che lo farete con occhi nuovi.

Note
Le foto sono mie. L’elenco delle particolarità delle vetrine di Città Alta tiene conto della normativa vigente con qualche mia aggiunta.