A caccia di leoni in Città Alta, armati solo di macchina fotografica

Il Leone della Serenissima

Leone medievale o leone veneziano? Bianco o rosso? amico o nemico?
Girando per la città ci si accorge subito che i Leoni di Bergamo sono delle figure importanti e molto visibili. Certo, la rappresentazione zoomorfa dei Leoni scolpiti di Città Alta è la stessa, ma le posizioni, i materiali, la loro collocazione sugli edifici li rendono ogni volta unici non solo nella forma, ma anche nei significati in funzione dell’uso e dei momenti storici a cui fanno riferimento. Fotografandoli ad uno ad uno ci si rende subito conto che sono molto diversi l’uno dall’altro. E che sono tanti. Viene quasi voglia di contarli tutti.

Era un po’ che desideravo fare questo tour a caccia di leoni scolpiti e non e l’occasione finalmente è arrivata.  Valter Nava, architetto paesaggista e guida turistica di Bergamo, è stato la mia guida in una “caccia al leone” nelle immagini scolpite o dipinte realizzate dal medioevo in poi in Città Alta a Bergamo. I leoni scolpiti, ma anche quelli dipinti o realizzati in fusione sono infatti una traccia e rimando tangibile della passata autorità, alla forza, alla regalità e talvolta alla sacralità dei luoghi in cui sono ospitati.

Ecco quindi il percorso iniziato durante la Notte Bianca Art2night organizzata dalla Proloco di Bergamo che mi ha portato a catturare con un clic della macchina fotografica o con un semplice iphone tutti i leoni  di Città Alta, a partire da Piazza Vecchia. Ma che poi è proseguita nei giorni successivi, da sola, armata di forza e coraggio, occhi e orecchie, iphone e collegamento a Internet.

  • I leoni scolpiti della Fontana Contarini

Sono i primi da cui partiamo, semplicemente perchè il ritrovo è in Piazza Veccchia con Valter Nava è davanti alla celebre Fontana Contarini. Cominciamo col dire che non sono i più antichi, ma sono certamente i leoni più instagrammati insieme al leone alato di Porta San Giacomo. Infatti la posizione della fontana li rende perfetti per una foto con lo sfondo dell’iconica Torre Civica (campanone). A dir la verità, essendo 4 leoni (con vari altri animali, come ad esempio serpenti e sfingi) e girando intorno alla vasca della fontana, è possibile riprenderli con lo sfondo di tutta la piazza e dei suoi monumenti (Palazzo della Ragione, Biblioteca Angelo Mai, Palazzo del Potestà).

I leoni scolpiti della Fontana Contarini sono seduti e hanno in bocca la catena della fontana. Sono in pietra di Zandobbio, che non è un vero e proprio marmo ma è una pietra bianca locale molto utilizzata nella realizzazione dei monumenti cittadini (come ad esempio il Portone del Diavolo della Celadina di cui ho già raccontato).

La fontana dalla vasca ottagonale risale al 1780 e prende il nome dal potestà che stava lasciando l’incarico (Alvise Contarini) e aveva deciso di lasciare un monumento alla cittadinanza.
Questa fontana ha avuto una vita travagliata: posizionata nel 1780 al centro della piazza, dopo l’Unità d’Italia lasciò il posto alla statua di Garibaldi (anche questa con 4 leoni), per poi ritornare negli anni Trenta del Novecento al suo posto. Se cercate un po’ sul web trovate una gustosa vignette di quel tempo in cui i bergamaschi ironizzano sulle traversie di questa fontana.

  • I Leoni Scolpiti sul Palazzo della Ragione

Sul palazzo della Ragione troviamo invece due rappresentazione diverse dei leoni.  Troviamo infatti dei Leoni scolpiti cosiddetti mansueti sui capitelli delle colonne e un Leone di San Marco, ricordo della dominazione veneta sulla facciata rivolta verso Piazza Vecchia.

img_2390I primi, i leoni mansueti, sono un’opera medievale che nasce insieme al Palazzo nel 1100. Si trovano sul capitello di una delle colonne rivolte verso Piazza del Duomo e sono rappresentati con la bocca chiusa, gli occhi grandi e sopracciglia marcate, quasi con fattezze umane.
I leoni raffigurati sono due: il leone più grande è tozzo e ha la criniera riccioluta come quella di un uomo. La zampa è appoggiata sulla spalla di un leone più piccolo, forse il cucciolo, che è appoggiato sulla schiena con le zampe rivolte verso l’alto in segno di completa fiducia verso il grande. Dietro di lui un uomo si tiene la mano sul petto. Questa immagine simboleggia un governo forte e vigile, ma allo stesso tempo  pacifico e giusto.

img_2389Sulla facciata rivolta verso Piazza Vecchia, invece, troviamo il Leone di San Marco in marmo bianco. Il leone alato è un simbolo prima di tutto di potenza e maestosità, oltre che essere anche simbolo del Santo, e per questi motivi fu scelto da Venezia come vessillo ed esportato in tutti i possedimenti della Serenissima, Bergamo compresa. Quindi non stupitevi se lo trovate in Piazza San Marco o sul Palazzo della Ragione di Bergamo Alta (e in altri luoghi della città).

La curiosità è che quello che si vede campeggiare sul Palazzo, in realtà, è una copia del più vecchio Leone di San Marco seicentesco, che al termine della dominazione veneziana fu scalpellato e tolto dalla facciata. Tornò al suo posto (in copia) solo nel Novecento durante una ristrutturazione e recupero dei monumenti cittadini.

  • I Leoni ai piedi della Scalinata dei Giuristi

img_2459In primavera ed estate la Scalinata dei Giuristi è un altro di quei luoghi che troviamo su instagram se digitiamo Bergamo Alta o Piazza Vecchia. I suoi fiori bianchi e viola in sequenza appoggiati alla ringhiera delle scale sono bellissimi.
Ma se siamo impegnati nella Caccia al Leone, non possiamo non fotografare i leoni dei Suardi sul sarcofago ai piedi della Scalinata. Dovete cercare con attenzione ma, appena scorgerete il primo, sarà tutto più facile. Di fronte al cancellino di ingresso trovate una specie di balconcino. Ecco, quello è un vecchio sarcofago recuperato da una chiesa e posto lì per non farlo andar perso.
Troverete il leone simbolo dello stemma dei Suardi e i leoni (un po’ rovinati per la verità) sulle due mensoline che reggono il sarcofago.

 

  • I leoni scolpiti sulla facciata della Biblioteca Angelo Mai

Di fronte al Palazzo della Ragione troviamo la Biblioteca Angelo Mai e sulla facciata, in corrispondenza del colonnato troviamo delle facce di leone. I leoni hanno espressioni ironiche, il muso deforme e terrificante.

Se devo dirla tutta non li avevo mai notati, ma questo ha dimostrato quanti siano davvero i leoni, anche solo quelli di Piazza Vecchia che dovevo ancora scoprire.

 

 

  • Tutti i Leoni scolpiti della Basilica di Santa Maria Maggiore

Cominciamo col dire che la Basilica di Santa Maria Maggiore è davvero un tripudio di leoni, qualcuno molto evidente (i leoni stilofori) e qualcun altro da riconoscere con occhio attento.

I leoni stilofori rossi
img_2464
Il portale settentrionale della Basilica di Santa Maria Maggiore, quello rivolto verso Piazza del Duomo, fu realizzato nel 1351/53, ed è caratterizzato dai leoni stilofori dal colore rosso del marmo di Verona. Stilofori non è una parolaccia, ma significa semplicemente che sorreggono una colonna.

Il leone nell’architettura medievale aveva un valore simbolico enorme. La porta dei leoni rossi è orientata verso nord, verso la notte , verso il buio e le tenebre, simbolicamente verso la morte. Al leone simbolicamente la chiesa affidava anche la funzione di impedire al profano di varcare la soglia del tempio.

Allo stesso tempo il leone rappresentava la vita eterna e la morte terrena. Guardando questa scultura con attenzione, noterete, decine di figure, decine di dettagli tutti diversi tra loro. Comunque non sono mai soli e questo oltre ad avere un valore simbolico ha anche un valore strutturale perchè in questo modo i leoni con i leoncini e cani e altri animali formano un blocco di marmo che resiste e riesce a scaricare meglio il peso delle colonne a terra.

I leoni che “controllano” il mondo animale
Non è semplice notarli, ma aguzzate la vista e ci riuscirete sicuramente. Sull’arco della porta, nella decorazione troviamo un leone e una leonessa che si guardano e che sono in presenza di una scena di caccia, a simboleggiare che sono i detentori dell’ordine del mondo animale.

I Leoni stilofori bianchi
img_2467
Il protiro meridionale, invece, è la porta d’ingresso alla Basilica ed è conosciuto come “Il portale dei Leoni bianchi”. Il protiro meridionale è molto simile al portale rivolto verso nord, sia nella struttura architettonica sia nei soggetti raffigurati.

Diverso, invece, è il tipo di materiale che il suo autore, Giovanni da Campione, utilizzò per quest’opera scultorea. Il portale dei Leoni Bianchi è tutto di marmo di Candoglia. L’uso di questo materiale candido non è casuale ed ha un alto valore simbolico. Questa porta d’ingresso alla chiesa è rivolta a Sud, verso il sole, e simbolicamente verso la luce e la vita.

Tutti gli elementi raffigurati in questa scultura: i capitelli, le colonne, i leoni, gli animali reali e fantastici, sono tutti tratti dalla tipica rappresentazione figurativa gotica e tutti hanno un valore simbolico intrinseco legato al peccato originare e al peccato di usura che qui trovava la propria espiazione. Dietro i leoni troviamo infatti un uomo e una donna con una borsa da usurai inginocchiati in segno di penitenza e sopra, tra le decorazioni dell’arco troviamo il viso di Adamo ed Eva a rappresentare il Peccato originario.

I leoni in pietra
I leoni in pietra sulle mensoline che reggono l’arco a cuspide della terza porta della Basilica di Santa Maria Maggiore. Sono abbastanza nascosti e non si notano molto, ma anche questi stanno a significare che sono a guardia delle anime che entrano nella Basilica.img_2466

 

  • I Leoni della Cappella Colleoni

img_2391I leoni ritornano anche sulla facciata e sulla cancellata della Cappella Colleoni, il mausoleo che il celebre condottiero si fece costruire proprio accanto alla Basilica di Santa Maria Maggiore.
Non tutti sanno infatti che oltre al  celebre stemma di famiglia con i tre scroti, Colleoni aveva ottenuto dalla Regina di Napoli, per i suoi servigi, uno stemma personale. Si trattava di due teste di leone specchiate e due bande che li collegano da parte a parte. Lo troviamo e lo vediamo benissimo rappresentato sulla cancellata ottocentesca che protegge il Mausoleo.

img_2462Inoltre, sulla facciata del mausoleo troviamo nelle formelle di marmo scolpito che raccontano le sette fatiche d’Ercole, la fatica in cui stritola il Leone invincibile. Lo stesso leone di cui prende la pelle e che usa come mantello invincibile. Dove aguzzare la vista per riconoscerlo perchè non è perfettamente conservato e va interpretato. La formella si trova su un fascione orizzontale ed è la seconda da sinistra.

 

  • I leoni sulla facciata di Palazzo Colleoni

Dopo aver scoperto che Colleoni aveva uno stemma personale con i leoni, non è stato difficile andare ad esplorare la facciata di Palazzo Colleoni, lungo la via che da porta San Giacomo porta a Piazza delle Scarpe e ho scoperto che sui portoni troviamo un batti porta con la testa di leone e lo stemma quadripartito con i tre scroti e due leoni. Una perfetta sintesi dei due stemmi.

 

  • I leoni alati sulle porte delle Mura Venete

img_2442Il Leone di San Marco o Leone Alato è la rappresentazione simbolica dell’evangelista San Marco e divenne simbolo di Venezia dopo che il corpo del santo fu trafugato ad Alessandria d’Egitto da due mercanti veneziani e portato a Venezia il 31 gennaio dell’829.
Nell’iconografia cristiana il leone simboleggia la forza della parola dell’Evangelista e le ali l’elevazione spirituale. Nel libro aperto che comunemente appare sotto la zampa anteriore destra si legge la scritta: “Pax Tibi Marce Evangelista Meus” e si riferisce al sogno che una notte avrebbe avuto San Marco di passaggio nella Laguna di Venezia, durante il quale un Angelo, sotto forma di leone alato, si sarebbe rivolto all’Evangelista dicendo “Pace a te, Marco, mio evangelista, qui riposerà il tuo corpo”.

Anche a Bergamo, come in tutte le città in cui la Serenissima costruì mura di difesa, il simbolo fu posto sui frontoni delle porte di accesso alla città. Gli originali andarono però perduti nelle successive occupazioni (francese, austriaca e sabauda che nei timpani dedicati posero i propri simboli).Leone sant'Agostino.jpg

Oggi li possiamo di nuovo ammirare nei siti originali grazie all’Amministrazione bergamasca del 1958 che pensò con lungimiranza al restauro delle porte. Su disegno e direzione lavori del grande Luigi Angelini, il nostro eccellente scultore Piero Brolis realizzò e donò alla città quelli di Porta S.Agostino e Porta S.Giacomo mentre quella di Porta S.Alessandro fu un dono della città di Venezia in memoria dei 350 anni di collaborazione e fedeltà.

  • Il Leone dipinto su porta San Lorenzo
    Anche se non è scolpito e non lo vediamo più, vale la pena segnalare il leone di Porta S. Lorenzo. Anni or sono era visibile sopra l’arco d’ingresso un leone dipinto e molto scolorito; poi il tempo e le intemperie hanno finito col cancellarlo.

 

  • Girovagando…

Sempre in quella via ho individuato due teste di leone scolpite sulla parte alta delle arcate che sovrastano le porte di un palazzo di fronte a Palazzo Medolago Albani.

Stesse teste di leone su vari ingressi in giro per la città. Per curiosità ho cercato delle informazioni che motivassero certe scelte decorative, ma in alcuni casi ho scoperto che si trattava di… pure scelte decorative. Ossia si trattava di motivi ornamentali di riporto più antichi inseriti in contesti settecenteschi o anche più tardi.

Leone nello stemma sulla facciata del palazzo cinquecentesco che ospita la Funicolare.

  • Il Leone Alato di Bruno Bozzetto

Leone BergamoIl Leone Alato di Bruno Bozzetto non lo troviamo in Città Alta, ma è comunque un personaggio che ho voglia di ricordare perchè ha accompagnato i giovani bergamaschi nelle ultime fasi del percorso che hanno portato le Mura Veneziane a diventare patrimonio dell’Unesco.
Infatti il celebre cartoonist Bruno Bozzetto, bergamasco, è stato chiamato a realizzare un cartone animato per raccontare le Mura Venete ai più giovani. Ne è nata un’opera molto carina, dove il personaggio guida era un simpatico Leone Alato.

E voi? ne avete trovati altri?

 

Qualche informazione in più sui leoni che trovate in giro…
Dopo aver visto tutte le rappresentazioni possibili, ho cercato qualche informazione in più per spiegarne forme e significato ed ecco quello che ho trovato.

Il Leone di San Marco poteva essere rappresentato in modi diversi:
Rampante: di profilo, sulle zampe posteriori
In moeca: di fronte, seduto e con le ali spiegate
In gazzetta: seduto, con le ali spiegate e l’aureola
Vessillifero: rampante, sorregge un vessillo
Passante: di profilo, con zampa anteriore destra appoggiata sopra il libro

Il Leone di Venezia rappresentava la posizione che assumeva la città stessa nei confronti del dominatore:
– con un libro aperto, significa che la città doveva pagare le tasse a Venezia.
– con la zampa sopra il libro chiuso, lo spadone puntato sul libro o rivolto verso l’alto, la città erano esentata dal pagamento delle tasse, per meriti relativi alla guerra, oppure perché alla Serenissima faceva comodo «tenersela buona».

Il Leone di San Marco era utilizzato anche come sigillo nei cippi confinari, ovvero i confini tra due stati.

 

 

Nota 1
Le foto sono mie. Le informazioni sui leoni le ho raccolte un po’ in rete, un po’ nei documentari e durante l’interessantissima visita con Valter Nava. Consiglio a tutti di monitorare le visite guidate che propone perchè sono davvero interessanti e nel caso doveste passare da Bergamo fateci un pensierino. 


Bergamo è davvero piena di Leoni. Viene voglia di contarli tutti. Sono certa che qualcuno l’ha fatto: anzi, so per certo che qualcuno l’ha fatto. Io ho solo cominciato. 😉

Nota 2
Avendo inserito tra le parole chiave Leone di San Marco, è possibile che questo post venga monitorato dai gruppi di indipendentisti veneti. Volevo solo dire che questo è un destination blog e non ha nessun fine o orientamento politico e come tale deve rimanere. Commenti politici non verranno pubblicati. Punto. 

 

26 Comments

  1. Ah per fortuna che è una cacci fotografica, mi era preso un colpo. Non credevo ci fossero così tanti leoni a Bergamo, ne ho visto forse due. Per tua informazione, anche nel paese dove abito io c’è grande leone in piazza, è il leone della Serenissima… potremmo fare un gemellaggio 🙂

    1. Bergamo è stata una città della repubblica veneta per oltre 300 anni. E le Mura oggi patrimonio dell’Unesco sono parte di tutte le fortificazioni costruire da Venezia.

  2. Chi l’avrebbe detto che a Bergamo ci fossero tutti questi leoni?! hahahaha! ormai sei un punto di riferimento per quando andrò a bergamo 😀

  3. Io vado spesso in cerca di leoni in città che sono state parte della Serenissima. Mi piace, soprattutto, osservare i “segni particolari” come la coda (se è su, giù, tra le gambe) e la posizione della zampa sul libro (che poi dovrebbe essere il Vangelo ma non sempre è così). A seconda delle posizioni, cambia il significato del rapporto tra la Città e Venezia.

  4. Bellissima questa caccia ai leoni bergamasca! Super interessante 🙂 Non conoscevo tutte le sfacettature e i significati nascosti in queste fiere di pietra e marmo. Ora non mi resta che armarmi di Reflex e venire di persona a partecipare a questo tour leonino 🙂

  5. Amo queste passeggiate “monotematiche”, perché permettono di cogliere fili conduttori e dettagli che altrimenti sfuggirebbero. Chi, camminando per Bergamo, direbbe che è una città piena di leoni? Eppure quanti ce ne sono! I miei preferiti sono quelli mansueti ^_^

  6. Adoro Bergamo, in particolare Bergamo alta. La prima volta che ci sono stata mi sono innamorata, e ora spesso ci vado per rilassarmi un weekend! La prossima volta prendero’ spunto da qualche tuo articolo!

  7. Ma che carina la caccia ai leoni di Bergamo! Io qualche anno fa l’ho fatto a Torino: la caccia ai mostri! E’ fantastico scoprire nella tua città queste cose che difficilmente si notano durante la quotidianità. Chi è che ha detto che viaggiare non è vedere posti nuovi ma vedere gli stessi posti ma con nuovi occhi?

Rispondi