Una serata al Castello di Calepio, per gli amanti dell’arte, della storia e del paesaggio

A 3 chilometri dall’uscita dell’A4  di Ponte Oglio, in direzione Sarnico, si trova un borgo molto carino. Si tratta del borgo antico di Calepio (frazione del Comune di Castelli Calepio). Qui, parallela alla Strada provinciale 91 si trova la via centrale dell’abitato, via Conti Calepio.  Ecco, questa è la strada che conduce a una delle 101 cose da fare almeno una volta nella vita in provincia di Bergamo, ossia una visita serale al Castello di Calepio.

Avevo provato a visitarlo un pomeriggio di luglio, ma ero arrivata troppo tardi a causa del traffico, così, quando ho scoperto che era possibile partecipare alle visite guidate serali, ho scritto e ho prenotato.

Castelli Calepio

Castelli Calepio è un piccolo borgo molto affascinante sul confine della provincia bergamasca fiancheggiato dal fiume Oglio.  Vicinissimo al lago d’Iseo, Castelli Calepio gode di un’invidiabile posizione che contraddistingue tutta la valle fluviale: colline soleggiate, terreni fertili, boschi e vigneti, scorci suggestivi sul paesaggio e sulle importanti testimonianze storiche e artistiche che si trovano nei dintorni. Senza dimenticare la produzione dei pregiati vini D.O.C. Valcalepio e riserve.

Castelli Calepio 2
Credit_Fondazione Conti di Calepio

Se non fosse per le macchine che girano (non moltissime, a dire il vero) nelle sue viette, ci si dimenticherebbe di essere nel 21o secolo e si potrebbe pensare di aver fatto un salto indietro nel tempo di qualche secolo.

Il Castello dei Conti Calepio (detto Castello di Calepio)

La visita  comincia all’esterno del castello Calepio, dove la giovane guida ci introduce alla storia del borgo e degli edifici storici che si trovano nelle vicinanze del maniero. Quest’ultimo risale all’anno 1430, così come troviamo inciso sull’arco d’ingresso.

Castello calepio 4
Credit: Fondazione Conti di Calepio

Fu edificato al posto di un precedente fortilizio che, distante poche decine di metri, fu distrutto dagli attacchi di Niccolò Piccinino nel 1428 e da successivi scontri. I ruderi di questo rimasero visibili fino al XIX secolo, epoca in cui fu descritto da Gabriele Rosa come un edificio di dimensioni più ridotte, collocato su un promontorio con burroni che lo cingono su tre dei quattro lati del perimetro.

Durante il periodo di scontri tra Milano e Venezia, i Conti di Calepio presero le parti della Serenissima Repubblica di Venezia.  Con la vittoria dei veneziani, Trussardo I iniziò la costruzione del castello attuale, ottenendo inoltre  l’investitura feudale sulle terre della Val Calepio per il sostegno prestato contro i Visconti di Milano.

Il conte Trussardo I, che diede il via ai lavori del castello nella posizione attuale, fu tra i personaggi più importanti del casato. Alla struttura da lui voluta venne data un’impostazione difensiva, ma oggi è una vera e propria dimora signorile grazie agli interventi e alle modifiche che si sono apportate nei secoli successivi. Gli interventi più importanti furono eseguiti tra il XVII ed il XVIII secolo con l’aggiunta di numerose stanze e giardini.

 

Le trasformazioni d’uso del Castello di Calepio e quello che trovate in mostra

Nel 1842 moriva il conte Trussardo Giulio e la consorte, seguendone le indicazioni, fondava nel 1849 l’Opera Pia “Ospizio Conti di Calepio”. Un’istituzione benefica che si prendeva cura delle ragazze orfane o appartenenti ai ceti meno abbienti. Durante la visita potrete vedere alcuni oggetti di quel periodo, ossia le divise che indossavano le ragazzine durante la loro permanenza nella struttura, le letterine che scrivevano alla Maria Bambina con i loro desideri e le loro speranze, i registri di classe con i commenti delle insegnanti. E’ molto interessante leggere come si svolgeva la settimana scolastica, i compiti che venivano assegnati e le materie di studio. E’ davvero un mondo molto lontano dal nostro, così come l’istruzione per le fanciulle era dedicata essenzialmente a trasformarle in attente e compite donne di casa.

Oggi, l’Ente Ospizio è divenuto Fondazione Conti Calepio e si dedica ad altre attività socio-assistenziali. La Fondazione ha come finalità principale il benessere di molte persone in condizioni disagiate. Fiore all’occhiello è il Centro Polivalente Conti Calepio che assiste giovani e adulti in gravissime condizioni di disabilità. Nel 2015 la Fondazione Conti Calepio ha anche restaurato il castello dei Conti, ora utilizzabile per iniziative culturali e private, al fine di rendere economicamente autonoma la gestione dello stesso.

Tra le iniziative culturali sostenute, ricordo quella dedicata ad Ambrogio Calepio, frate agostiniano, figlio del fondatore Trussardo I e inventore del primo dizionario latino.
Ambrogio, nel 1502, diede alle stampe il primo “Calepino”, il famoso Dictionarium latinum, che rimase il testo di riferimento di studiosi e letterati per almeno tre secoli, non solo in Italia, ma anche oltre i nostri confini. La cosa straordinaria è che Ambrogio avrebbe voluto dedicarsi all’arte oratoria, ma una leggera balbuzie avrebbe compromesso le sue attività oratorie e perciò non seguì questa strada. Così il frate si dedicò allo studio delle lettere antiche e i risultati furono quelli che tutti conosciamo!

Durante la visita potrete ammirare una delle edizioni di questo straordinario testo custodito in una teca. Quest’opera è importante non solo perché è uno dei primi dizionari di latino al mondo, ma perché ne furono prodotte oltre duecento edizioni in meno di tre secoli. Questo dal punto di vista editoriale è molto interessante perché allora non esisteva il diritto d’autore.


L’edificio e il magnifico giardino all’italiana

Il castello di Calepio si trova in un’ottima posizione, lungo la valle del fiume Oglio, in una posizione rialzata rispetto alla valle che in quel punto forma una scarpata che delimita il lato sud della struttura. La parte ovest è difesa in modo naturale da Cimavalle, mentre i lati Nord ed Est sono protetti da un profondo fossato.

Castello di Calepio 3
Credit: Fondazione Conti di Calepio

Il perimetro è provvisto di cinta muraria costituita da pietre di piccole dimensioni. Possiamo scorgere i resti della merlatura guelfa che, quando il castello divenne residenza signorile, fu sostituita con una merlatura a coda di rondine.

 

Sul lato nord troviamo due torri: una di piccole dimensioni e l'altra a base quadrata, posta a fianco dell’ngresso a cui si accedeva tramite un ponte levatoio. Questa torre è possibile che fosse una preesistenza e che venne integrata nel castello successivamente. Lavori di ampliamento riguardarono anche l’aggiunta di una nuova ala posta a sud-ovest, nella quale si trovano le decorazioni ad affresco di Luigi Deleidi (detto il Nebbia) e tappezzerie preziose.

Altri importanti interventi furono attuati nella zona sud, che venne dotata di contrafforti nell’area perimetrale e di giardini all’italiana. Fu anche costruita una nuova cappella dedicata all’Angelo Custode e a San Celestino Martire. Quest’ultima, ricavata in uno spazio accanto all’ingresso, fu costruita tra il 1693 ed il 1695 e ancora oggi conserva le spoglie mortali di San Celestino Martire, portato con una lunga processione da Roma fino a Calepio, quale dono papale e motivo di prestigio per il casato dei Conti. Ancora oggi è possibile ammirare il catafalco in legno nobile utilizzato per trasportare la reliquia di San Celestino.

Nell’edificio si possono ammirare decorazioni di alta qualità in stile barocco e neoclassico, risalenti agli interventi del diciottesimo e diciannovesimo secolo, tra cui gli stucchi attribuibili a Muzio Camuzio e gli affreschi di Innocenzo Carloni. Al centro del cortile troviamo la statua di Trussardo I da Calepio.

Le sale interne sono tenute benissimo e vi lasceranno a bocca aperta per la luminosità dei colori e la raffinatezza delle decorazioni. Ma soffermatevi, se potete, sulla terrazza con vista e affaccio sulla valle, da cui si gode un magnifico orizzonte e si ascolta uno straordinario… silenzio. Ne rimarrete incantati. Credetemi.

io al castello

Anche in questo caso non vi voglio spoilerare tutta la visita, ma vi invito ad andare al Castello di Calepio. Ho preso un sacco di appunti (come potete vedere dalla foto che mi hanno scattato e che mi trova intenta a scrivere) e probabilmente qualcosa mi sarà sfuggita o sarà stata sintetizzata non correttamente, ma ho  dovuto fare una cernita delle informazioni, altrimenti vi avrei tolto il gusto della scoperta.

 

 

Note

Le foto riprese all’imbrunire sono state scattate ad agosto e sono mie, come sono mie quelle riprese di giorno scattate durante una visita nel borgo di Calepio fatta nel mese di aprile.

Alcune immagini sono gentilmente concesse dalla Fondazione Conti di Calepio. 

Durante la visita scoprirete che all’interno non è possibile fare foto in quanto proprietà privata. Continuo a non capirne la logica, anche se posso intuire le ragioni che hanno portato a questa decisione. Per tanto durante la visita ho evitato di scattare le foto al Calepino esposto, ai mobili di fattura pregiata e alle suppellettili appartenute alla Famiglia Conti di Calepio o alla Fondazione, alle monete storiche e a tutto quello che mi è sembrato veramente di valore. 

L’ingresso con visita guidata (che ho regolarmente pagato con rilascio dello scontrino debitamente conservato su archivio digitale) costa solo 5 euro a persona e il ricavato viene devoluto alle opere benefiche della Fondazione Conti Calepio. Se volete saperne di più andate sul sito della Fondazione Conti Calepio, dove trovate puntualmente aggiornati tutti gli appuntamenti, le proposte e le date in cui visitare il castello.