Salutare il risveglio dell’ex cabina dei taxi sul Sentierone ballando come se non ci fosse un domani

ex cabina dei taxi Bergamo.jpgChissà quante volte le siamo passati accanto senza neanche vederla. Una piccola cabina dei taxi in disuso, sul Sentierone, nel cuore del Centro Piacentianiano di Bergamo. Di fronte al Teatro Donizetti, si trova l’ex cabina dei taxi, proprio in corrispondenza di quello che era il posteggio dei mezzi in attesa di una chiamata per iniziare il servizio, e che anni prima era stato il posteggio delle carrozze in fila ad attendere i clienti. Ecco, per un mese, a partire dal 27 settembre, questa vecchia ex cabina dei taxi si rianima e diventa un’installazione d’arte viva e pulsante, voluta da Contemporary Locus. E voi, come me, non potete perdervi questo evento. Perché “salutare il risveglio della cabina dei taxi in disuso e ballare come se non ci fosse un domani” può essere a pieno titolo inserita tra le 101 cose da fare almeno una volta nella vita a Bergamo di questo ultimo scorcio di 2018.

Trasformare una ex cabina dei taxi in un’installazione d’arte

5_contemporary_locus_13_norma_jeane_ex_cabina_taxi_bergamo_ph_mario_albergati-200x300.jpgLa piccola stazione a telefono fisso di 1 x 1 x 3 metri, in vetro e ferro arrugginito, l’ex cabina dei taxi, dimenticata da molti anni, svela tutta la sua fragilità e ci racconta una storia di abbandono. Il tempo ne ha usurato i materiali, l’arrivo dei cellulari ne ha vanificato la funzione. Se chiedete in giro, nessuno sembra vedere o ricordare la sua presenza reale. Ciò che resta della sua storia è un numero fisso senza telefono per la risposta e un’affezione simbolica del Consorzio dei tassisti della città che non hanno mai voluto eliminarla.

Trasformare una cabina dei taxi in disuso in una vera e propria installazione d’arte è la tredicesima sfida lanciata dall’associazione Contemporary Locus per riportare luoghi dimenticati e abbandonati a rivivere con un ruolo nuovo, quello del luogo d’arte o luogo per l’arte. La  sfida è stata raccolta dall’artista Norma Jeane che non si è fatto intimorire dallo spazio ristretto e l’ha trasformato in qualcosa che illumina e risuona nello spazio.

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L’installazione di Norma Jeane

Blow Up, il titolo scelto da Norma Jeane per il progetto Contemporary Locus 13 nell’ex cabina dei taxi, segue una metafora ispirata al film di Antonioni per la quale, attraverso l’ingrandimento dell’immagine, il piccolo può diventare grande e l’inosservato può diventare protagonista.

Il concetto di festa è il secondo elemento che Norma Jeane propone nel progetto: la piccola cabina, silente di giorno, si accende di notte per diventare, attraverso luci e suoni proiettati all’esterno, un inaspettato spazio di festa lungo tutte le notti del progetto (27 settembre- 18 novembre).

Come assistere all’evento

Le cose che mi chiedo sempre quando mi accosto per la prima volte ad un’opera d’arte contemporanea o ad un’installazione d’arte è “Cosa devo fare? come la devo guardare? come la devo vivere?”

Perché vivere un’opera d’arte contemporanea non è semplice e dipende da milioni di fattori. Primo fra tutti se l’artista ha voglia di raccontarsi, se ha voglia di spiegare e se è l’opera è immediatamente comprensibile.

Accorgersi di questa ex cabina dei taxi di giorno non sarà facile. Di notte, invece, non se ne potrà fare a meno. Armatevi quindi di macchina fotografica e auricolari e avvicinatevi all’opera. Avvicinatevi con curiosità, come farebbe un qualsiasi passante e guardatevi intorno. Cercate di capire di cosa si tratta e quali sono le sensazioni che vi trasmette e che trasmette a tutti quelli che sono lì con voi.

Blow Up per un mese e mezzo sarà un dispositivo aggregativo pubblico. Recuperando il concetto di festa come rito di passaggio e di trasformazione, la vecchia cabina dei taxi ritroverà il suo momento di attenzione nella condizione attuale, senza operare maquillage temporanei o senza pregiudicarne il futuro.

L’ex cabina dei taxi sarà un punto di incontro e ci si potrà ballare davanti, come se fosse la parte esterna di un club, seguendo il ritmo della musica dance che «trasmette». Ci potrete andare da soli, con tutti i vostri amici amici, per ascoltare musica, bere una birra, chiacchierare, come dentro un locale. Lo spirito dovrà essere uguale. Solo che qui nessuno vi chiederà il biglietto o di ordinare la vostra consumazione. Lo spazio, la musica e la panchina sono pubbliche. L’intervento artistico attiva il recupero del ruolo sociale degli oggetti dimenticati. L’ex cabina ora richiama la danza, la musica, il divertimento, le luci della ribalta, la festa. Dovrete solo armarvi di un paio di cuffiette per ascoltare la musica. E di voglia di ballare. Ballare come se non ci fosse un domani!

Cos’è Contemporary Locus

Contemporary Locus è un’associazione culturale che si occupa di restituire alla città  luoghi abbandonati, chiusi o dimenticati attraverso l’arte. Attiva dal 2012, realizza progetti d’arte in luoghi dismessi, segreti o dimenticati della città di Bergamo. Luoghi che vengono temporaneamente riaperti attraverso opere e progetti site specific di artisti internazionali.

In questi anni il concetto di site-specific si è evoluto ed è diventato più complesso nella definizione di arte ambientale. Questa particolare disciplina trasforma interi ambienti in opere attraversabili ed esperibili a livello performativo dal visitatore.

Contemporary Locus  promuove progetti espositivi e di ricerca, talk e pubblicazioni con particolare attenzione all’ambito tecnologico e alla costruzione di una rete di collaborazioni multidisciplinari.

Attivare sguardi in grado di riaccendere il potere della latenza e restituire ciò che nel tempo è diventato invisibile agli occhi della mente. Questa è la pratica che Contemporary Locus, al suo tredicesimo progetto, conduce ai limiti invitando l’artista Norma Jeane a lavorare in una ex cabina dei taxi.

Chi è Norma Jeane

Norma Jeane è lo pseudonimo usato da un gruppo di artisti che lavorano tra l’Italia e Los Angeles. Il nome è quello della divina Marilyn Monroe che proprio a Los Angeles ha trovato la morte diventando definitivamente un mito.

Norma Jeane è un’identità multipla in continuo divenire. Difficile rintracciare una biografia o un itinerario univoco. E’ un artista che di volta in volta si incarna in persone differenti.

Norma Jeane reagisce alla contemporaneità creando spazi fisici e mentali di resilienza attraverso installazioni ambientali, spesso modificabili dai fruitori. Si tratta di strutture ad alta tecnologia che creano condizioni acustiche o luminose estreme.

Note
Alcune foto sono mie o della mia amica Barbara, altre sono tratte della documentazione di Contemporary Locus.