Assaggiare il Dolce M’Oro, un mattoncino delle Mura Venete incartato nell’oro

Ma se vi dicessi che tra le 101 cose da fare a Bergamo e provincia dovreste proprio inserire assaggiare uno dei mattoncini più buoni delle Mura Venete e che sarebbe una delle esperienze più golose proposte finora? Certo, dovreste essere degli amanti del cioccolato, ma credetemi non sto scherzando. Si, perché a Bergamo da qualche anno esiste un dolce a forma di mattoncino, il Dolce M’Oro, che è una vera delizia.

L’ho scoperto un giorno per caso e non ho potuto fare a meno di correre ad assaggiarlo. Stavo andando in Val Brembana e si è presentato quel solito languorino e voglia di qualcosa di buono. E, non avendo nessun Ambrogio da interrogare, ho impostato le mie varie app sul telefono ho letto di questo dolce. La fortuna ha voluto che ero a poche centinaia di metri dalla rotonda dove si trova l’Arlecchino più grande del mondo e visto che ero sulla strada ho deviato verso la Pasticceria Brembati di Villa d’Almè per andare a fare una bella colazione e con l’occasione provare il Dolce M’Oro.

Come si presenta il Dolce M’Oro

Comincio col dire che se già amate il cioccolato questo è il dolce che fa per voi.

Si tratta di una torta che si presenta come un soffice panetto da affettare. Realizzato con  farina di mais, farina di nocciole e farina miscelata a cioccolato fondente, al centro ha un morbido cuore di pasta di mandorle e crema gianduia. Completa il tutto una leggera nota di Grappa di Moscato Giallo, mi dicono, “invecchiata cinque anni”.

Realizzato utilizzando ingredienti tipici della tradizione bergamasca  questo dolce ha l’aspetto di un mattoncino simile a un lingotto d’oro. Ma ricorda anche nella forma le pietre squadrate che caratterizzano le Mura Venete del XVI secolo di Bergamo Alta.

Facile da trasportare (anche grazie alla pratica maniglia), delizioso e adatto a ogni momento della giornata – dalla colazione, al pranzo, alla merenda – il Dolce M’Oro rappresenta un’ottima idea per far conoscere Bergamo a parenti e amici. E’ a questo che ho pensato mentre lo guardavo sistemato sul sedile del passeggero tornando a casa.

Tra le altre cose dura un mese ed è perfetto se passate un giorno e decidete di acquistarlo da regalare. Farete sicuramente una bellissima figura. Io purtroppo non sono ancora riuscita a tenerlo tanto tempo in casa: è finito molto molto prima!

La storia del Dolce M’Oro

Come ormai sapete, mi piace scoprire delle storie bergamasche e quindi appena arrivata a casa ho cominciato a scandagliare la rete e le mie amicizie per scoprire tutto quello che potevo su questo dolce.

Come quasi tutti i dolci di Bergamo, anche questo è abbastanza recente. Anzi, possiamo dire che è uno dei più giovani. Infatti è stato inventato in occasione della candidatura all’UNESCO delle Mura Venete e presentato al pubblico per la prima volta nel 2014, a pochi giorni dalla candidatura delle Mura Venete a Patrimonio dell’Umanità che, ricordiamo, hanno ottenuto il titolo nel 2017, e a pochi mesi dall’inizio di EXPO.

Il  Dolce M’Oro nasceva con l’obiettivo di raccontare Bergamo attraverso il suo territorio e la sua storia.  Ecco perché il nome Dolce M’Oro: la M che richiama le Mura di Città Alta, l’Oro che ritroviamo nell’araldica dei colori di Bergamo (insieme al rosso) e il Moro che richiama la dominazione della Repubblica Veneta. Ma nella sintesi anche Mura venete d’oro.

L’idea del Dolce M’Oro nasce da alcuni incontri informali avvenuti tra gli undici pasticcieri più importanti e attivi sul territorio di Bergamo e provincia, tutti appassionati di cioccolato: Pasticceria Morlacchi, Ristorante Da Vittorio e Pasticceria Cavour, Pasticceria Manzanilla, Pasticceria Paolo Riva, Pasticceria Cortinovis, Pasticceria Ol – fa, Pasticceria Brembati, Pasticceria Ruffoni di Milesi, Pasticceria Adriano, Gelateria Pasticceria Oasi e Pasticceria Melograno.

Quando i pasticceri si sono riuniti per studiare come avrebbe dovuto essere questo dolce erano tutti d’accordo che avrebbe dovuto essere qualcosa legato alla tradizione dolciaria della città (ma in chiave moderna) e che avrebbe dovuto essere uno strumento di promozione del territorio bergamasco. Devo dire che ci sono riusciti nel gusto e nella forma, che è precisa, essenziale e non banale. E anche nel packaging: facile da trasportare, curato nei dettagli e accompagnato da un piccolo booklet informativo.

Aggiungo che è un dolce abbastanza complesso, che non si prepara in due minuti, anzi.
“La sua preparazione dura almeno 24 ore, tra tutto” ci ha tenuto a dirmi il suo ideatore. E dopo averlo assaggiato, io mi inchino.

Dove potete acquistarlo

Nelle pasticcerie che ho elencato sopra, sicuramente. Ma non perdetevi una sosta nella Pasticceria Brembati di Villa d’Almè. Luca Brembati, insieme a Sergio Soldo della Pasticceria Morlacchi, è stato l’inventore di questo dolce.
Se siete fortunati potete scambiare un paio di chiacchiere con lui e farvi raccontare qualche segreto di pasticceria.

Come abbinarlo

Mentre lo assaggiavo mi sono chiesta come abbinarlo. Ecco, i più esperti consigliano un bel moscato di Scanzo. Come dargli torto?


Note

Le foto pubblicate nell’articolo in parte sono state scattate durante la mia visita in Pasticceria e successivamente a casa, mentre lo aprivo e lo tagliavo per assaggiarlo. Una foto è tratta dal sito della Pasticceria Brembati

Il Dolce M’Oro che vedete nelle foto me lo sono davvero spazzolato in 15 minuti (non sa sola, ovviamente). Avevo anche scattato un selfie della mia faccia contenta mentre gustavo il dolce, ma avevo la bocca sporca di cioccolato e ho avuto un po’ di pudore.

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Eco Turismo Valle Imagna, Turismo e Innovazione e la Pasticceria Brembati.
Iniziativa realizzata nell’ambito del bando Wonderfood & Wine di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia per la promozione di Sapore inLOMBARDIA

Un ringraziamento a Marco e Luca Brembati per il tempo che mi hanno dedicato.

Il dolce M’Oro costa 15,00 euro.

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