(Ri)scoprire Città Bassa (e non solo) con la nuova Guida dell’Architettura di Bergamo 1907>2017

Quanti di noi ogni tanto, ritrovandosi in Città Bassa a Bergamo, si guardano intorno e rimangono affascinati da un edificio e si chiedono di chi sia? Quanti di noi vorrebbero saperne di più su Bergamo Bassa e le sue architetture moderne, quelle che non si trovano ancora nei libri di storia moderna e contemporanea? Alzate la mano, forza, che la alzo anch’io!

Ecco che finalmente questa cosa cambierà e potremo finalmente visitare la città con il naso in sù, girando la testa di qua e di là, con una guida in mano che ci aiuterà a scoprire (o riscoprire) tutto quello che c’è da sapere sui palazzi moderni che punteggiano la città. Si tratta della nuova Guida all’architettura di Bergamo (1907-2017) di Michela Bassanelli e Maria Cristina Rodeschini.

La (nuova) Guida dell’architettura di Bergamo 1907>2017

Non è la prima volta che qualcuno scrive una guida dell’architettura di Bergamo, ma quella di Bassanelli e Rodeschini è una guida moderna che si inserisce all’interno di un progetto più ampio. Nei prossimi mesi infatti vedrà  la luce un nuovo volume dedicato alle architetture moderne che si trovano in provincia di Bergamo e una serie di iniziative correlate ai due volumi (non si escludono delle visite guidate di Città Bassa che seguono le tracce evidenziate nella guida).

Il volume infatti raccoglie 100 casi di architetture presenti solo nei confini comunali della città di Bergamo, con lo scopo di definire una geografia di luoghi da riscoprire, per ri-abitare la città e per costruire una memoria storica che diventi uno strumento attivo di conoscenza per il presente e strumento utile per il futuro.

La guida ripercorre più di cento anni di architettura (110 per la precisione) dalla fondazione della città moderna fino a oggi, con l’obiettivo di farci comprendere l’evoluzione dello spazio nella città e del suo rapporto con l’uomo.

La raccolta apre e termina il suo percorso non a caso con due progetti di riconversione che hanno segnato il centro cittadino con gradi e intenzioni progettuali differenti: la riconversione dell’area della Ex Fiera di Marcello Piacentini (1907), progetto che ha portato alla definizione di un nuovo centro per Bergamo Bassa, e l’intervento previsto per l’area delle ex Caserme Montelungo-Colleoni. In mezzo ci stanno palazzi pubblici, edifici industriali, quartieri, chiese, ville e condomini…

Il percorso fotografico di Enrico Bedolo 

La Guida all’Architettura di Bergamo è anche un racconto per immagini di architetture abitate, trasformate, abbandonate. A ciascuna scheda si associano infatti due immagini in bianco e nero del fotografo Enrico Bedolo che ha raccontato con la sua macchina fotografica la città, gli edifici (nella pagina a sinistra) e i particolari che li caratterizzano (nella pagina a destra).

Bedolo ha fotografato con un obiettivo 35mm medio grandangolare (spero di aver riferito correttamente le sue parole) e l’ha fatto per simulare quanto più possibile lo sguardo umano. Ha fotografato camminando lungo le strade, dai marciapiedi, così come un passante guarderebbe i palazzi e gli edifici che si trovano sul suo cammino. Proprio come chi, girando per la città con la guida di Bassanelli e Rodeschini in mano, potrebbe incontrare sul proprio cammino gli edifici di cui vuole saperne di più. Ma l’ha fatto con uno sguardo attento e sapiente che possiamo solo ammirare e cercare di imitare.

Sono 232 fotografie totali, 212 in bianco e nero e 20 a colori. Queste ultime, nelle pagine finali del libro sono quelle che amo di più perché sono le immagini dei segni.

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Le domande a cui risponde la Guida all’architettura di Bergamo

Sono stata alla presentazione di questa guida alla GAMEC qualche giorno fa e al termine non ho potuto fare a meno di comprarla. Non ricordo nessuna guida di recente acquisizione nella mia biblioteca dedicata a Bergamo che racconti così bene la storia dei palazzi che amo di più e che ogni volta che sono in città mi portano a sollevare un sacco di domande.

Di chi è quel palazzo? Quando è stato costruito? In che stile è? Qual è la sua particolarità? Qual era la sua destinazione d’uso? Qual è la storia del suo architetto? Ci sono altre opere dello stesso architetto in città? Chissà…  chissà chi ci abita…

Ecco, in questa guida troverete 100 schede relative a 100 opere d’architettura selezionate dalle autrici; 100 opere che hanno cambiato il volto della città o che si sono inserite nel contesto cittadino portando una ventata di novità in diversi momenti degli ultimi 110 anni. Con questa guida darete finalmente molte risposte alle domande che finora non avevano trovato seguito.

Una guida ben fatta, ottima per andare alla scoperta della Bergamo contemporanea

Scrivere questa guida non deve essere stato per niente facile. Non solo per la raccolta delle informazioni che si trovano spesso in archivi privati o pubblicate solo su testate di architettura di diversi anni fa, ma anche per il fatto di aver dovuto selezionare 100 edifici e non uno di più, per non rendere questa guida eccessivamente mastodontica. E si sa, selezionare alcune opere quando ce ne sarebbero molte di più, non è mai facile.

Tra tutte, ce ne sono alcune che trovate anche su questo blog (La Casa Minima di Pizzigoni  e la Camera di Commercio di Bergamo)  e altre che hanno qualche contatto con la mia vita personale (ci vive qualcuno della mia famiglia, ci vado a fare la spesa, ci sono stata spesso, ci parcheggio la macchina, ci passo davanti ogni domenica mattina quando vado in Città Alta a fare colazione, etc.) su cui ho messo un appunto. Per questo, non appena il tempo sarà più clemente e potrò fare delle foto come dico io, armata di iphone e guida andrò sul posto e mi farò il mio personalissimo tour. Che trasformerò in una delle 101 cose da fare almeno una volta a Bergamo e che vi racconterò, ovviamente.

Perchè questo è il bello delle guide, che ti lasciano la libertà di costruirti un percorso tutto tuo, che rispetti i tuoi tempi e le tue curiosità.

Come consultare la Guida all’architettura di Bergamo in giro per la città

Anche se al momento non è previsto una versione ebook di questa guida (c’è ancora chi è affezionato al cartaceo) la guida ha un formato facilmente trasportabile e nel pieghevole della quarta di copertina si trova un’ottima mappa.

Su ciascuna scheda è presente un QR Code che serve a geolocalizzare su google map gli edifici.

Alcuni spunti, ricordi e idee che mi sono venuti leggendo questa guida

Note
Presentazione libro Guida all'architettura di BergamoLe foto sono mie e sono state scattate in parte durante l’evento di presentazione che si è svolto alla GAMEC. Le informazioni le ho raccolte in parte in rete, e in parte durante il dibattito a cui hanno preso parte le autrici Maria Cristina Rodeschini e Michela Bassanelli, il fotografo Enrico Bedolo, uno storico della fotografia Paolo Barbaro e il direttore della Gamec Lorenzo Giusti. 

Il volume costa 22 euro ed è stato regolarmente acquistato. Ricevuta archiviata su supporto digitale. La trovate anche in offerta nella libreria on line ellelibri.com

5 commenti

  1. Il progetto di catagolazione degli edifici è davvero notevole. Mi piacerebbe una guida del genere in ogni città perché mi capita spesso di rimanere affascinata da edifici non citati nelle guide tradizionali. L’integrazione del QR code con Google Maps poi credo possa fare davvero la differenza per i viaggiatori interessati a un particolare edificio.

  2. Ormai ti seguo da un po’… e mi hai fatto venire una voglia pazza di visitare Bergamo!! Giuro, la prossima volta che vado a Leolandi mi prendo due giorni in più e mi dedico alla tua città! Mi fai da guida?

    1. Ti accompagno, ma come guida coinvolgo una guida professionista. Non vorrei essere denunciata per abuso di professione. 😇

  3. Ciao Raffaella ho scoperto il tuo blog solo oggi. Ho raccontato della mia visita a Bergamo proprio nel mio ultimo post. La città mi è piaciuta molto al punto che ho già messo in preventivo di ritornarci presto. Leggerò tantissimi tuoi post e mi piacerebbe avere nella mia biblioteca questa guida . Io le colleziono. Soprattutto queste che mettono in risalto l’architettura e l’artigianalità dei locali commercilali.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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