Palazzo Martinoni, a Riva di Solto, una dimora storica tutta da scoprire (ma solo on line)

Per tutti quelli che hanno voglia di scoprire qualcosa che ricorderanno per tutta la vita, consiglio di visitare Riva di Solto, una delle località più pittoresche del Lago d’Iseo, il Sebino, e anche paese della Sardina di Lago. Un borgo dal fascino antico che si raggiunge percorrendo la strada del lago che da Lovere porta verso sud, alternando verde ad insenature rocciose davvero mozzafiato. Un paesaggio che ha ispirato artisti e scrittori: il primo che mi viene in mente è il pittore Aligi Sassu che ha ritratto questi luoghi negli anni Quaranta proprio dalle pendici di Riva, a Zorzino.

Le case a torre di Riva di Solto

In questa parte di lungolago, durante la bella stagione si trovano i tavolini dei bar all’ombra delle palme e panchine dove prendere il fresco magari leggendo un libro.  E’ così bello rilassarsi ascoltando solo il frangersi delle onde sulle sponde del lago o guardando il paesaggio straordinariamente tranquillo. Ma credetemi, anche in inverno è una piccola gemma: il lungo lago, le viuzze strette dall’impianto medievale, gli edifici storici…

L’ho girato in lungo e in largo fotografando ogni angolino romantico e ancora oggi a distanza di giorni non so quale scegliere tra i più romantici.

Guardatevi intorno, fate una passeggiata e scoprirete come me, all’inizio del paese un imponente palazzo. Si tratta di Palazzo Martinoni, della famiglia di conti Martinoni di Caleppio originaria del paese che ha dato lustro non solo a Riva, ma a tutto il Sebino.

Palazzo Martinoni

Come faccio sempre quando mi trovo di fronte a qualcosa di inaspettato di cui non ho notizie sono subito andata a cercare su internet informazioni a proposito di questo stupendo palazzo che sembra all’apparenza lasciato andare. Anche se mi dispiace, non mi stupisce che sia chiuso: immagino che essendo una proprietà privata venga aperto (magari anche al pubblico) solo in particolari eventi. Con pochi clic ho scoperto che si tratta di Palazzo Martinoni e che questo antico palazzo dal grande valore artistico e architettonico, situato sulle sponde del Lago d’Iseo, è in vendita da alcuni anni.

Edificato e ampliato a più riprese tra il XVII e XIV secolo, ha una superficie di circa 3.000 mq.  Un alto e mosso frontone caratterizza la forma a ferro di cavallo di questa proprietà. Al piano terra si trova il bel portico affrescato con cortile.

Il giardino di pertinenza, che un tempo arrivava fino al lago fu staccato dal palazzo per la costruzione della strada litoranea. Adiacente a questa struttura fu fatta costruire dal conte Martinoni una grande casa in pietra, nel cui sotto interrato si trova la cantina in cui veniva conservato il vino prodotto nella zona.

La villa si dispone su differenti piani accogliendo gli ospiti tramite un grande porticato su colonne e volte a crociera riccamente affrescate con dipinti originari dell’epoca.
Internamente è disposta su più livelli collegati da una scala in pietra e con una raffinatissima ringhiera in ferro battuto, tipica del liberty lombardo.

Si caratterizza per ampi saloni e sale di rappresentanza ornate da alti soffitti a cassettoni in legno massiccio, caminetti in pietra scolpita e sulle pareti alti dossali in noce e affreschi di valore artistico portati al loro originario splendore.

Sul retro della villa si trova ancora un piccolo ma folto parco con magnolie, larici altissimi, cedri centenari e davanti un breve giardino che la separa dalla strada con cancelli e ringhiera in ferro battuto. Al di là del cancello, subito dopo la strada, una bella darsena con balaustra in pietra e ringhiere in ferro battuto congiunge il monumento al lago d’Iseo per l’attracco delle barche. A margine del parco alcuni rustici in pietra e con le balaustre in legno, completano il complesso della Villa Martinoni.

I Conti Martinoni Caleppio

Famiglia di antica origine bergamasca. Attorno al 1350 viveva a Riva di Solto, sulla sponda occidentale del Lago d’Iseo, Benedetto, padre di Antonio e avo di Zovanello, che era già morto nel 1431. Il figlio di questi Bertolino, fu padre di un altro Zovanello, già morto nel 1501, il quale a sua volta ebbe un figlio: Andrea, che è il comune capostipite dei due rami che prosperarono in seguito tra Bergamo e Riva di Solto.

Il primogenito, Marco, che dev’essere morto attorno al 1540 fu padre di Giovanni. Andrea (morto nel 1591), al quale il 17 aprile 1575, dal Consiglio di città di Bergamo, venne rilasciata una dichiarazione in cui si riconosceva che i Martinoni erano cittadini abitanti e originari di questa città. Fu suo figlio Giulio, che nel 1635 venne ammesso col nipote Nicolino al Consiglio Nobile di Bergamo e nel 1656 fu fatto conte di Solto dalla Repubblica di Venezia, per benemerenze acquisite nella guerra di Candia al comando di una galea; sulle mura di Candia, poi, cadde uno dei suoi figli Giovani. Andrea, che nel 1642 era stato accolto nell’Ordine di Malta, quale Cavaliere di giustizia. Linicio, l’altro figlio di Nicolino (1632-1679), sposò Paola dei Conti Secco-Suardo dalla quale ebbe due figli: Francesco (nato nel 1671), e GIULIO (nato nel 1678), che furono ambedue cavalieri di Malta e che morirono senza discendenti. Così al principio del secolo XVIII si estinse il ramo primogenito.

L’altro ramo, oggi vivente, ha origine da Giorgio, fratello di Marco e figlio di Andrea. Giorgio ebbe un figlio di nome Andreache fu padre di Giovanni. Giorgio (m. 1600), e avo di Giacomo (n. verso il 1574 e m. 1661). La famiglia continuò ad avere la propria residenza a Rivo di Solto, sino a Francesco di Giacomo (n. 1610, m. 1689), mentre invece il figlio suo Giovanni. Giorgio (1666-1743), sulla fine del XVII secolo si trasferì in Brescia (parrocchia di S. Agata), ed ivi sposò Maria-Giovanna Cittadini, di famiglia pure bergamasca residente in Brescia. Vivendo in questa città, dove esercitò con fortuna il commercio, la famiglia continuò col figlio di Giorgio. Giorgio Francesco (1711-1762), marito di Maria-Laura Bonandrini e con discendenti da padre in figlio: Alessio (nato nel 1743), marito di Luigia Tanghetti, e Francesco (nato nel 1770), marito di Laura Camplani, Alessio Luigi (n. 1807-1868) che sposò nel 1834 in Bergamo la nobile Elisabetta dei conti Lupi dalla quale ebbe due figli, uno dei quali LUIGI (1837-1890), continuò la famiglia sposando Maria dei conti Caleppio, dalla quale il 28 marzo 1878 nacquero gemelli: Camillo e Francesco.

Francesco morì giovinetto il 3 settembre 1896, e Camillo divenne negli anni capo della famiglia.


Il Conte Camillo Martinoni di Caleppio

Ciò che rende speciale la visita virtuale di questo edificio, per me è sicuramente scoprire  anche la vita dei personaggi che hanno abitato queste mura, come ad esempio il Conte Camillo Martinoni di Calepio che fu sindaco di Riva di Solto, capitano d’artiglieria in guerra, Cavaliere d’onore e devozione del S. M. Ordine di Malta, commendatore della Corona d’Italia.

Nel 1914 venne adottato dallo zio materno, Conte Giuseppe Caleppio e alla di lui morte nel 1924 ottenne di aggiungere al proprio il cognome Caleppio avendo ottenuta la rinnovazione per lui e discendenti maschi del titolo di conte (Regie Lettere Patenti 1924). Egli sposò il 10 ottobre del 1908 Erminia Fenderl nata ad in Alessandria d’Egitto nel 1886, dalla quale ebbe: Camilla, nata il 27 gennaio 1910, sposatasi il 23 aprile 1931 con il conte Aymo Maggi; Paolina, nata il 16 gennaio 1911; Luigi, nato il 1 febbraio 1913; Maria-Vittoria nata il  3 luglio 1916; Gabriella, nata il 5 maggio 1923.

Sempre navigando on line ho trovato un documento autografo della contessa Erminia in cui ringrazia un’amica per gli auguri ricevuti in occasione del fidanzamento del figlio Luigi.

Cartolina e messaggio della contessa Martinoni

Camillo fu un esempio di lungimiranza che unì impegno civile e sport (era un abile sciatore, tennista e vogatore) come strade coerentemente orientate al progresso delle comunità. Sindaco di Riva di Solto promosse nel 1909 la strada fra questo paese e Lovere, finita nel 1916 dal Genio militare, opera ricordata da una lapide sulla parete del fantastico orrido del Bögn.

Questa e infatti una zona fra le più suggestive del Lago d’Iseo. Un paesaggio che incute timore e che ci riporta all’Inferno dantesco: una rupe altissima dalle pareti levigate che si sprofonda a perpendicolo nel lago. La strada e scavata nella roccia, in un susseguirsi di strette curve: fu aperta nel 1911, fino ad allora il paese poteva essere raggiunto soltanto via lago, ed ecco spiegato perché per secoli il porto di Riva di Solto sia stato uno dei principali dell’intero Sebino.

Qualche notizia su Riva di Solto

Uno dei porti antichi del lago fu Riva, che ebbe nome dall’approdo, come la Riva del Garda e quella di Chiavenna. La Riva del Sebino era il porto di Solto, antica pieve che sta ad un’ora di cammino sul vertice del colle dividente il lago d’Iseo da quelli di Gaiano e d’Endine. Solto era centro romano, poi divenne il centro ecclesiastico di Esmate, Zorzino, Riva, Fonteno, Rova, Pienico, Castro, Sellere. A Riva si contano le rimanenze di tre castelli e di potenti feudatari. Vi prevalevano i Foresti, i Panigoni, li Oldrati, i Codoferri, dei quali uno da Esmate nel 1300 aprì un forno fusorio di ferro ad Adrara.

La pendice di Riva sino ad Esmate è la più ricca e florida d’ulivi di tutta la riviera del lago d’Iseo. Riva diventa comune negli Statuti di Bergamo del 1301. Nel 1440 Venezia concesse a Riva libertà di navigazione e la costruzione di una via carrozzabile che portava a Solto e in Val Cavallina.

Nel XV secolo aveva cinque case torri sulla riva, delle quali una sola rimase quasi intera. Gli stemmi che si vedono ancora sono quelli della famiglia Panigoni e della famiglia Martinoni. Quest’ultimi nel 1869 costruirono una filanda a vapore che impiegò diverse famiglie della zona. Era una zona dove si produceva dell’ottimo olio d’oliva e proprio a Riva si trovata un pressoio. Nel 1877 si cominciò ad estrarre un calcare per la produzione di cemento idraulico e Portland.

 

Nota
Le foto della villa si trovano in rete sui siti di compravendita immobiliare. Le informazioni storiche sulla villa si trovano in rete. Lo stesso riguardo alle informazioni sulla famiglia dei Conti Martinoni e di Camillo Martinoni. 

Le foto di Riva di Solto sono mie e sono state scattate durante la mia permanenza all’Hotel Miranda di Riva di Solto.