L’amore sboccia sul Lago d’Iseo: cose da vedere sulla sponda bergamasca in un week end per innamorarsi del Sebino per sempre

Quando penso al Lago d’Iseo lo vedo come un unicum: faccio fatica  a privilegiare la sponda bergamasca a scapito di quella bresciana e per questo l’ho raccontato senza curarmi che le esperienze suggerite fossero dentro i confini delle Cose di Bergamo.  Questa volta però ho deciso di rispettare la mia mission e di portavi in tour sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo mostrandovi tutte le cose da vedere assolutamente. Un itinerario (o forse sarebbe meglio dire “gli itinerari”) che potrete percorrere anche in un paio di giorni e che, se siete come me, vi faranno innamorare perdutamente del Sebino e di tutti i borghi e i panorami mozzafiato che incontrerete. Ecco quindi il Lago d’Iseo e le cose da vedere sulla sponda bergamasca. Sempre secondo me, ovviamente.


I borghi bergamaschi del Lago d’Iseo da non perdere

Se fosse per me, suggerendo un itinerario, partirei sempre da Lovere visto che ho una casa di famiglia a due passi (Costa Volpino), ma visto che questo deve essere un itinerario ragionato, ho deciso di partire da Sarnico e risalire verso nord, fino a Lovere. Sul Lago d’Iseo cose da vedere ce ne sono davvero tante e scoprirete che, costeggiando il lago con l’auto, ci sono dei tratti di strada che meritano particolare attenzione: potrebbero rivelarsi insidiosi soprattutto nella parte finale, verso Lovere, ed è meglio arrivarci nel pomeriggio quando il sole è alle spalle.

Sarnico

sarnico

La prima tappa da cui vi consiglio di partire è Sarnico: elegante e vivace borgo commerciale, con una vocazione turistica molto spiccata. Qui troverete molte strutture recettive, ristoranti, gelaterie, lidi con attività di sport e tempo libero. Una cittadina affacciata sul lago con una lunga tradizione e un nome conosciuto in tutto il mondo grazie al legame con i grandi motoscafi Riva. A metà tra la provincia di Bergamo e quella di Brescia, la cittadina è stata costruita proprio nel punto in cui le acque del lago d’Iseo defluiscono verso la pianura attraverso il fiume Oglio.

Di particolare pregio sono gli edifici sacri presenti sul territorio: la più antica è la chiesetta dedicata ai Santi Nazario e Rocco, in località Castione, edificata in stile romanico nel corso del XIII secolo, e restaurata due secoli più tardi. Anche la chiesetta di San Paolo, costruita sui resti di un castello di proprietà della famiglia Marenzi, del quale possiede la torre ora utilizzata come campanile, risale all’anno 1428; all’interno pregevoli affreschi dell’epoca.

Sarnico il riconoscimento Unesco

A Sarnico si trovano alcuni edifici in stile liberty di gran pregio di cui si è avviato l’iter per ottenere il riconoscimento UNESCO. Furono costruiti per volontà di membri della locale famiglia Faccanoni e, se vi capita, vi consiglio di andare a visitarli: ogni tanto la proloco organizza delle visite guidate molto interessanti ed esclusive. Questi edifici sono Villa Pietro Faccanoni (attuale Villa Passeri che ho visitato un paio di anni fa), Villa Luigi Faccanoni (attuale Villa Surre), Villa Giuseppe Faccanoni (anche questa raccontata in un post che vi lascio qui), la scuola dell’infanzia e il mausoleo di famiglia, tutte opere dell’architetto Sommaruga.


Predore

Predore torri

Percorrendo il lungolago e la pista ciclabile, da Sarnico arriverete quasi a Predore, alla chiesetta romanica di San Giorgio: vi consiglio una sosta fotografica.  Proseguendo per circa un chilometro raggiungerete centro del paese, posto su un declivio tra lago e collina, formato dai sedimenti del torrente Rino, che qui trova sfogo nel lago d’Iseo. Il paese, ricorda una “piccola Sanremo” per via di quell’atmosfera d’altri tempi, le sue vie strette e ripide e le casette antiche affacciate sull’acqua.

Nell’ariosa piazza Vittorio Veneto, sorge il municipio, affiancato a sinistra dalla storica fontana dell’anno 1709 e dall’olmo a cui un tempo era intitolata la piazza. L’antica pieve, oggi sconsacrata, venne eretta prima dell’anno 1000 nell’antico borgo di Predore, e nel corso dei secoli subì molteplici trasformazioni che ne compromisero la struttura altomedievale. La facciata orientata verso il lago è semplice nella forma, la pianta è ad unica navata di stile barocco, la copertura attuale è a capriate e sostituisce la volta che è crollata per via del periodo di abbandono che ha subìto. Nei primi anni 2000 è stata trasformata in un Centro Civico polivalente.

Villa Lanza e le terme romane

In riva al lago, all’interno della bella villa della famiglia Lago – oggi Lanza – si trova la Mezza Torre del XII secolo, che faceva parte della fortificazione di Predore. La leggenda vuole che due fratelli, l’uno guelfo e l’altro ghibellino, si scontrarono e vollero uno lasciare in piedi, e l’altro abbattere la torre. In realtà non è certo che cosa sia stato a provocare il crollo del mastio, ma il risultato è quello che si vede.

Nell’area della ex fabbrica Lanza, da alcuni anni si trova un sito archeologico, musealizzato visitabile: si tratta di un edificio termale pertinente a una più ampia villa, che risale al I sec. d.C. e che rimase in uso con diversi rifacimenti fino al V sec. d.C. In base al ritrovamento, sempre nel centro storico di Predore, di un’epigrafe votiva incisa su un’ara dedicata a Diana (CIL V 5092) è stato ipotizzato che il complesso appartenesse alla famiglia del console Marco Nonio Arrio Cuciano (201 d.C.).

Il centro storico arroccato a monte della rivierasca

L’altro centro storico, quello arroccato a monte della strada rivierasca, conserva alcuni resti dell’antico borgo fortificato e del castello medievale. Caratteristiche sono le strette viuzze che si articolano in ripido pendio fino ai margini più elevati del nucleo abitato.

A nord del paese, in una stupenda posizione a mezza montagna sorge il Santuario della Madonna della Neve, edificato nel XV secolo. Esso subì in successione profonde trasformazioni e ampliamenti. Il Santuario è accessibile per una strada particolarmente ripida, o a piedi per una scalinata di ben 288 gradini. Ottimo da qui il panorama sul lago e sulla riserva ambientale delle Torbiere di Iseo.

Un territorio armonioso e dolce nel susseguirsi dei dossi lungo il filo delle creste, in cui l’unica eccezione è rappresentata dalle pendici orientali del territorio, il cosiddetto Corno di Predore (area di grande interesse scientifico e naturalistico), dove la roccia si erge in impervie pareti, le quali rappresentano un mosaico di rocce che affiora anche nell’arco alpino.


Tavernola Bergamasca

Tavernola Bergamasca

Superata la galleria, la tappa successiva è Tavernola Bergamasca: da non perdere gli affreschi del Romanino nell’antica Parrocchiale di San Pietro. Non sono gli unici affreschi di questo autore presenti sul lago. Ve ne ho già parlato nel post dedicato alla giornata sul Treno dei Sapori (se non vi ricordate, andate a rileggerlo).

Le prime testimonianze storiche rinvenute sul territorio, precisamente una serie di sepolture, risalgono all’epoca longobarda, databili attorno al VI secolo. Nei secoli seguenti il borgo acquisì una sempre maggiore importanza, dovuta alla sua posizione litoranea che permetteva lo sviluppo dei commerci. In epoca medievale la zona fu quindi interessata da un notevole sviluppo, che implicò conseguentemente la costruzione di torri e fortificazioni a scopo difensivo, attorno alle quali si sviluppò il paese. Nel XV secolo, il borgo si sviluppò ulteriormente grazie all’arrivo della dominazione veneta, che diede nuovo impulso ai traffici con le altre zone lacustri.

I colori del Monte Guglielmo come previsioni del tempo

Tavernola Bergamasca gode di un clima mite: fresco in estate e temperato in inverno. Di fronte a sé ha un paesaggio mozzafiato –  il lago con i suoi mille colori, Montisola e il Monte Guglielmo – che in ogni momento della giornata muta nella scala cromatica. Il colore del lago, quello del cielo e delle montagne, la direzione del vento e l’increspatura delle acque, i suoni percepiti e le variazioni di temperatura fanno del paesaggio un fidato elemento di previsione.


Parzanica

Parzanica

Da Tavernola Bergamasca, con una deviazione  potete risalire la montagna arrivando a Parzanica e ammirare il lago. Se la giornata è limpida e volete godere di una vista mozzafiato ve lo consiglio. Ma se c’è foschia o ci sono le nuvole basse lasciate perdere.

Le notizie storiche che riguardano Parzanica, contrada rimasta isolata dai grandi traffici ed avvenimenti per gran parte della sua storia, sono davvero poche. E’ infatti una storia fatta di piccole cose e scandita dai ritmi della natura, senza sussulti e situazioni degne di particolare nota.

Il borgo storico ha conservato la sua anima rurale, con scorci tipici dei secoli passati, ma anche la chiesa parrocchiale, dedicata a San Colombano, edificata verso la fine del XVI secolo, che custodisce affreschi, paramenti ed arredi religiosi di buon pregio. La chiesa è sede dell’omonima parrocchia afferente al vicariato di Predore, diocesi di Bergamo. Il campanile ospita un concerto campanario, composto da 5 bronzi in tonalità Mib, è stato fuso nel 1953 da Ottolina in Bergamo.

Riva di Solto

Riva di Solto

Un susseguirsi di tornanti conduce a Riva di Solto: piccolo centro storico, uno dei più pittoreschi del lago, che merita senz’altro una sosta. Da qui si gode di una vista a 180° sul Sebino, di Monte Isola e della Corna Trentapassi. Il clima è particolarmente mite e presenta caratteristiche tipiche di quello mediterraneo. Grazie all’esposizione a sud e alla presenza del lago, gli inverni si presentano meno rigidi rispetto alla media lombarda, con temperature che di rado toccano valori inferiori allo zero. Le estati sono invece calde e ventilate. Queste condizioni climatiche hanno permesso lo sviluppo di attività come l’olivocultura e la diffusione di specie esotiche come palme e buganville.

Interessanti sono alcuni edifici religiosi, tra cui spicca la parrocchiale, dedicata a San Nicola Vescovo. Le prime tracce di questa chiesa risalgono addirittura all’XI secolo, anche se l’attuale costruzione venne edificata nel corso del XVIII secolo su progetto di Bernardo Fedrighini da Predore. Custodisce, nella sua struttura a tre navate, statue, dipinti ed affreschi di Pilati, di Antonio Cifrondi e di Enea Salmeggia. Merita menzione anche la chiesetta di San Rocco, edificata nel 1530 per un voto della popolazione durante un’epidemia di peste. Posta a sud dell’abitato, è dotata di un portale in pietra di Sarnico e di preziosi dipinti.

Un tempo era un porto fortificato

Vi consiglio di soffermarvi ad ammirare le quattro torri, testimonianza della funzione del paese come porto fortificato del borgo di Solto. Erano posizionate in maniera strategica per l’avvistamento dei nemici che potevano giungere dal lago. Se invece vi piacciono le ville storiche, qui potete anche ammirare Palazzo Martinoni (e visitarla on line con questo post). 

Zorzino e l’Orrido del Bögn

Salendo verso la montagna arriverete a Zorzino, un piccolo villaggio agricolo di antica origine, da sempre costituito in parrocchia e creato in comune dal governo veneto per distacco da Riva di Solto nel 1742. Qui potrete distinguere degli edifici di origine tardo medievale tra cui un castello oggi trasformato in casa vacanza.
Personalmente mi sono innamorata di Zorzino perchè qui si trova l’Hotel Miranda, che un tempo era la residenza dell’artista Aligi Sassu. Da questo punto di vista privilegiato dipinse delle opere stupende che ancora oggi ricordiamo. E, detto tra noi, qui si mangia anche benissimo: ve lo consiglio.

Uscendo dal paese si apre il maestoso spettacolo dell’orrido del Bögn, una suggestiva insenatura dove rocce verticali si tuffano a strapiombo nel lago. A poche centinaia di metri dall’abitato si trova questo spettacolare anfiteatro naturale, una magnifica conformazione di faraglioni che celano piccole baie e spiagge di ghiaia. Se avete voglia di vederlo da un punto di vista davvero impattante, con la bella stagione vi consiglio di farlo dall’acqua. Se non avete una barca di vostra proprietà, potete noleggiare uno dei magnifici motoscafi Riva oppure arrivarci in canoa o kajak dalla località Grè. Quest’ultima opzione infatti è offerta da Sportaction, a due passi da Riva di Solto.

 


Tra Fonteno e Solto Collina

Una breve deviazione nei borghi collinari di Fonteno e Solto Collina regala una delle
più belle viste panoramiche. Se avete tempo vi consiglio di fare una passeggiata fino alla Panchina Gigante (o Big Bench) posizionata in modo da farvi godere del miglior panorama in assoluto con vista dall’alto sul lago.

Salite fino a Fonteno, seguendo le indicazioni per la Panchina Gigante. Dopo aver parcheggiato, per raggiungerla dovrete camminare solo una ventina di minuti in un sentiero molto facile. Se invece decidete di arrivarci da Solto Collina sappiate che si tratta di un’escursione di circa un’ora di media difficoltà.

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Castro

Castro

Proseguendo, invece, sulla strada costiera, si incontra il piccolo centro medievale di Castro. Qui, sul confine con Lovere, si trova ancora oggi l’acciaieria Lucchini, attiva da più di 150 anni. Qui vengono colate e forgiate le ruote per treni più silenziose al mondo che hanno permesso a Lucchini di diventare leader mondiale del settore. Qui, un tempo si recavano artisti del calibro di Arnaldo Pomodoro quando dovevano fondere le loro opere monumentali. Ogni volta che ci passo davanti, ci penso. E penso anche a quando da piccola trascorrevo le mie vacanze in via Paglia, lungo il rettilineo che da Lovere porta a Castro e la mattina alle 6 sentivo passare le auto degli operai che smontavano dal turno di notte e tremavano i vetri

Lovere

Lovere

Lovere, uno de “I Borghi più belli d’Italia”, è una cittadina ricca di edifici storici medievali e palazzi di pregio. Situato sull’incantevole sponda occidentale del lago d’Iseo, venne definita dalla scrittrice inglese Lady Mary Wortley Montagu “il luogo più romantico che abbia visto”. Oggi questa frase che ha dato lo spunto per posizionare il Lago d’Iseo come The Romantic Choise, la troviamo scritta sulla Promenade a lei dedicata a Lovere.

Stretta tra lago e montagna, la cittadina si presenta come un grande anfiteatro con splendidi palazzi costruiti con buon gusto e perfetto senso architettonico. Tra questi, il più importante è senza dubbio il palazzo che ospita la Galleria dell’Accademia di Belle Arti Tadini (1821-1826), al cui interno sono conservate alcune importanti opere di Antonio Canova: il raro bozzetto in terracotta della Religione e la Stele Tadini, tra le ultime e più belle opere del grande scultore.

Il centro storico di Lovere

Notevole e ben conservato è il suo centro storico. Partendo da Piazza 13 Martiri, fra le più belle dei laghi lombardi e attraversando il rione delle “beccarie”, si raggiunge Piazza V. Emanuele II con l’imponente Torre Civica. Delle fortificazioni medievali il borgo conserva la Torre Soca (sec. XIII-XIV), la Torre degli Alghisi (sec. XII-XIII) e la Torricella dell’antica cinta muraria. La piazza e la torre ogni anno a dicembre e in estate diventano lo schermo di bellissime installazioni luminose che hanno permesso al borgo di diventare anche Borgo di Luce.

Oltre ad essa meritano menzione: il monastero di Santa Chiara e il Santuario delle Sante Capitanio e Gerosa, meta di numerosi pellegrinaggi. Nel borgo rinascimentale è situata invece la splendida Basilica quattrocentesca di Santa Maria in Valvendra. Di fronte alla basilica, Palazzo Bazzini. 

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Lago d’Iseo dove si trova e come raggiungerlo

Qualche tempo fa mi hanno fatto notare che do per scontato che i miei lettori sappiano sempre come raggiungere i luoghi che nomino nei miei post. In effetti hanno ragione: visto che il 35 per cento di loro non sono bergamaschi, devo essere più precisa. Per questo la prima cosa che farò oggi sarà darvi le indicazioni per collocare il Lago d’Iseo sulla cartina geografica, dandovi tutte le indicazioni per raggiungerlo in auto o coi mezzi pubblici.

Il Lago d’Iseo è il terzo lago lombardo e si trova a metà tra la provincia di Bergamo e quella di Brescia. La sponda ovest è bergamasca, mentre quella est è bresciana. Le isole invece (Monte Isola, l’Isola di Loreto e l’Isola di San Paolo) si trovano all’interno dei confini bresciani.

Indicazioni stradali

Dista circa una quarantina di chilometri da Milano, 25 da Bergamo e 80 chilometri da Verona. Cito queste tre città perché qui trovate gli aeroporti più vicini e le stazioni da cui potete raggiungere il lago abbastanza velocemente.

Per raggiungerlo potete arrivarci in auto (o in pullman) con l’autostrada A4, uscita Seriate e seguite le indicazioni per Sarnico (Sebino Basso Lago) o per Lovere (Sebino Alto Lago).

Note: le foto sono state recuperate in rete. Anche quella dove ci sono io sulla Big Bench (anche quella l’ho recuperata in rete).  

18 commenti

  1. Che bello questo”viaggio”che hai descritto e proposto!
    Ti leggo sempre con interesse e,a volte,con un pizzico di sana invidia pere le esperienze che vivi: bravissima👏👏👏🌸

  2. Ci sono un sacco di cose interessanti da vedere. me lo segno visto che non è molto distante da casa mia

  3. Ciao mi piacciono molto i laghi e le cittadine che li costeggiano in genere frequento il centro ed i l sud ma se mi trovo da quelle parti mi piacerebbe visitare i luoghi che hai citato ed il lago

  4. È la sponda del lago che frequentiamo più spesso, vista la vicinanza a casa nostra. Lovere è stupenda e, complice la presenza di un ristorante certificato Aic per la nostra piccola celiachina, ci andiamo spesso!

  5. Non tutti i laghi hanno borghi così pittoreschi che si specchiano nelle loro acque. Devo ammettere che sarei davvero felice di venire a scoprire queste località dal vivo, magari in un week end di primavera, quando i colori sono più vivi e le temperature più permissive.

  6. Non conosco Bergamo, ma mi piacerebbe tanto. Il tour che hai proposto è davvero interessante, ho solo il dubbio che si riesca a vedere tutto in un paio di giorni… grazie e a presto!

  7. Solitamente anche noi frequentiamo questa sponda di lago… A Sarnico non ci perdiamo mai il Busker Festival. Carinissima Fonteno dove ho festeggiato diversi miei compleanni al ristorante Panoramico.

  8. Conosco molto poco il lago d’Iseo in quanto l’unica toccata e fuga è stata per un weekend a Leolandia e la scelta di trascorrere la notte in un campeggio sul lago anziché nel piazzale del Parco. Il Lago però ci ha incuriosito molto e ci siamo ripromessi di tornare al più presto. Il tuo articolo calza a pennello perché mi permette di prendere spunto sui paesi meritevoli di visita.

  9. Devo ammettere che con degli amici passavo spesso dal lago di Iseo durante i giri in moto. Ci fermavamo solo a mangiare la tinca ripiena, non mi sono mai fermata a visitare lago.

  10. Ho iniziato ad innamorarmi dei laghi qualche anno fa, rapita dai Loch scozzesi, dal lago Trasimaneo e i suoi villaggi e dalla natura selvaggia del lago di Fiastra! Proponi un itinerario così ricco che per vedere tutto non basterebbe una settimana! Mi piace quando ci sono così tante cose da fare e vedere in un posto … e ovviamente non potrei perdermi le viste panoramiche da Fontena, seduta sulla sua panchina gigante 🙂

  11. Che meraviglia, ho sempre amato il lago d’Iseo e gli itinerari che suggerisci sono davvero interessanti. Alla prima occasione seguirò i tuoi consigli.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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