Regalarsi un week end sul Lago d’Iseo, nel luogo che ispirò l’artista Aligi Sassu

Qualche mese fa, nella mostra dedicata ad Aligi Sassu organizzata dalla Fondazione Creberg, nella sezione dedicata ai paesaggi naturalistici mi sono innamorata di una tela. Si intitolava Zorzino:  era datata 1944  ed era la testimonianza della presenza dell’artista sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo. Le mie antennine si sono subito alzate: era una di quelle “storie” che dovevo assolutamente scoprire e raccontare.

Spesso non ci rendiamo neanche conto della bellezza dei nostri laghi e non dovrebbe essere così. Soprattutto quando si parla del Lago d’Iseo che da alcuni anni è stato riscoperto diventando per tutti la Romantic Choise. Ecco perché ho deciso di farla diventare un dei miei luoghi del cuore e l’ho fatto alla mia maniera: partendo dalla suggestione di un quadro, Zorzino di Aligi Sassu

Zorzino non è solo un quadro splendido, ma è anche una località che si affaccia sul Lago d’Iseo e che per anni ha ospitato l’artista  che proprio in quel borgo sopra Riva di Solto si era costruito una casa. Mi sono messa sulle tracce di Aligi Sassu sul lago immaginando un percorso fatto di storia, di arte e di natura. L’ho fatto attraverso le sue opere e le testimonianze raccolte nelle varie biografie scritte su questo artista. Ho letto i suoi racconti e quelli di chi l’aveva conosciuto di persona. Ho cercato i luoghi che l’avevano ispirato e che sono diventati i soggetti delle sue opere. E quando ho raccolto un po’ di materiale ho preso la macchina e mi sono recata a Zorzino, frazione di Riva di Solto, all’Hotel Ristorante Miranda.

Perchè proprio all’Hotel Miranda? Perchè da qui è partito tutto. Mettetevi comodi e seguitemi in questo percorso dalla storia di Aligi Sassu a quella di un hotel che oggi è tra i migliori e più conosciuti della sponda bergamasca del lago d’Iseo.

Chi era Aligi Sassu 

Aligi Sassu
Aligi Sassu

Aligi Sassu nacque a Milano nel 1912 e quando compì 9 anni, la famiglia Sassu si trasferì nel paese natale del padre di Aligi, Thiesi, in Sardegna. La Sardegna sarà molto importante per la pittura di Sassu, perchè qui incontrò i cavalli, che sarebbero diventati i principali protagonisti delle sue opere.
Nel 1925, dovette abbandonare gli studi e aiutare la famiglia a risollevarsi da un dissesto finanziario. Iniziò così a lavorare come apprendista nella litografia di un amico del padre e l’anno seguente come aiutante di un decoratore murale. Riuscì comunque a concludere gli studi frequentando le scuole serali. Poco dopo incontrò Marinetti che definì Sassu “una delle promesse dell’arte italiana”.

Nel 1929 entrò nell’Accademia di Brera, ma dopo due anni, sempre a causa di problemi economici, dovette abbandonarla.  Frequentò quindi  l’Accademia Libera, istituita dal direttore della Galleria di Milano, che abbandonò presto per dedicarsi al suo lavoro con Manzù, nel loro studio. Sempre nel ’29, partecipò per la prima volta ad un’esposizione, a Milano.  Nel 1934, partì per Parigi e per tre mesi  studiò artisti francesi dell’Ottocento, come Cezanne e Delacroix. L’anno successivo tornò a Parigi, dove cominciò ad avere una posizione antifascista. Tornato a Milano, continuò a manifestare contro il fascismo, fino a quando, nel 1937, fu arrestato per l’accusa di complotto contro lo Stato e fu condannato a dieci anni di reclusione. Il padre sollecitò Marinetti a intercedere per Aligi e nel ’38 fu liberato per grazia regia, rimanendo, però, costantemente sorvegliato con l’ordine di allontanarsi da Milano.

Ed eccoci arrivare sul Lago d’Iseo….

In quel periodo tumultuoso conobbe l’industriale Primo Minervino, che lo invitò sul lago d’Iseo a Zorzino, con la scusa di realizzare un affresco nella sua villa. Nonostante la sorveglianza e le raccomandazioni di non cacciarsi di nuovo nei guai, Sassu continuò proprio dalle sponde di quel lago a svolgere la sua attività antifascista, occupandosi  dei collegamenti tra la V Armata e la 53° Brigata Garibaldi sul lago d’Iseo.
Attraverso Minervino entrai in contatto con i partigiani della Valcamonica e precisamente con Montagna, un fotografo di Lovere, comunista, comandante partigiano di collegamento di quella unità combattente”, raccontò Sassu. Si occupò in prima persona di rifornire di armi e di dispacci quell’unità. Ma non solo. Alcuni anni dopo, parlando della guerra, raccontò di aver portato bombe a mano da Milano ai partigiani sul lago, superando con timore blocchi dei tedeschi a Bergamo e a Lovere. Ma quando non era impegnato in queste “missioni” dipingeva, ispirato da questo magnifico panorama.

Nei giorni della Liberazione si trovava a Lovere, presso il Comando della 53° Brigata Garibaldi. Erano giorni furiosi, dove le notizie si susseguivano con lanci e smentite e nuove conferme. La sorella ad un certo punto lo contattò per informarlo che una lettera anonima lo stava accusando di aver rivelato nomi di antifascisti durante gli interrogatori subiti a San Vittore nel 1937, motivo per cui era stato liberato. Sconvolto da quelle accuse infamanti, si recò immediatamente a Milano armato e si presentò al comando delle Brigate Matteotti dove consegnò le armi. Raccolte le testimonianze delle brigate che aveva aiutato in quegli anni, gli fu subito riconosciuta la concreta attività antifascista e fu lasciato andare. Così, al termine della Guerra, festeggiò la Liberazione dell’Italia insieme ai suoi amici combattenti sul lago d’Iseo.

Nel 1954 incontrò Picasso e dieci anni dopo si trasferì a Mallorca. Esporrà in Canada, Spagna, Germania, Italia e Olanda, Brasile, Argentina, Colombia, Belgio e Svezia. Nel ’95 ci fu un esposizione alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e Aligi Sassu fu nominato Cavaliere della Gran Croce dal Presidente della Repubblica.

Nel 2000 Sassu morì e fu fondata a Besana Brianza l’Associazione Culturale Amici dell’Arte di Aligi Sassu. Nel 2005 il Presidente dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, conferì all’artista il diploma di benemeranza di I classe (Medaglia d’oro) per la scuola, cultura ed arte per l’anno 2005.

L’anima di Aligi Sassu all’Hotel Miranda…

Aligi Sassu fu molto amato in quelle zone, non solo per la sua attività antifascista, ma anche per quel suo fare d’artista schivo e lontano dalla pomposità dei grandi circuiti d’arte. Sino a qualche anno fa si poteva ancora trovare qualcuno che durante la guerra  era andato in bici a Lovere a procurargli pennelli e colori, oppure che sapeva indicare la dimora dove abitava, ceduta nel ’59 all’amico Oreste, che ne ha fatto un ristorante-albergo, il «Miranda», appunto. Oggi in Hotel si possono ammirare tre ceramiche realizzate da Sassu, che l’artista donò all’amico Oreste per averlo aiutato a vendere alcune delle sue opere in tempo di guerra.

Venga a trovarmi, caro Sassu, e vedrà che bel posto!” gli aveva detto Primo Minervino l’industriale che gli era stato presentato dall’amico Giacomo Manzù il giorno che lo invitò sul Lago d’Iseo.  Sassu ci andò con Fernanda, la prima moglie, e ne rimase incantato.  Come dargli torto? Avete idea di che paesaggio deve essersi trovato di fronte? Guardate solo queste foto e ditemi se anche voi non ve ne sareste innamorati!

Pochi mesi dopo, ricevuta l’offerta per l’acquisto di un pezzo di terra dove costruire una casa fra gli ulivi, accettarono subito. Nella sua autobiografia Un grido di colore (1998), Sassu raccontò i momenti di entusiasmo per la costruzione di quella nuova casa. Benchè fosse inverno si diede infatti subito da fare per trovare un mastro muratore e un garzone da assumere e tirare su i muri della casa. Non si risparmiò nemmeno, aiutando lui stesso, quando ci fu bisogno di portare i vetri delle finestre, “quelli più piccoli, impacchettati come mattonelle“, camminando per qualche tratto sul lago ghiacciato.

Aligi Sassu Un grido di doloreTra le pagine si legge: “… In questa casa sul lago d’Iseo vissi per qualche tempo, circa un anno, con mia moglie, e vi trovai la quiete necessaria per dipingere parecchi quadri, specie di battaglie, anche se non pochi furono quelli d’altro soggetto. Amici e conoscenti furono miei ospiti o vennero a farmi visita nella nuova abitazione dove conobbero o ritrovarono persone perdute di vista. Si era formato un certo ambiente sulle sponde del Sebino […]. Pare possibile, ma in quel tempo di guerra, nel ’44-45, rimaneva un certo mercato per noi artisti, si vendevano quadri perché, nello sfascio generale e nella disperazione dei più, c’era della gente che guadagnava vere fortune…”.

L’albergo Miranda prende vita da un sogno

Ed eccomi qui, all’Hotel Miranda di Zorzino, il luogo da dove Sassu  dipinse il quadro e che ha dato il via a questo viaggio nella storia e nelle storie di questo lago lombardo. Se guardo in lontananza posso scorgere la chiesina ripresa nel quadro immersa tra gli alberi, che un tempo non dovevano esser certo così alti: è la chiesina di San Cassiano, di impianto medievale.

Nel 1959, Aligi Sassu aveva deciso di trasferirsi in Spagna e Oreste, suo amico, si offrì di acquistare la casa per farne un hotel ristorante. Oreste era originario di queste zone e con Sassu condivideva un’amicizia e le posizioni politiche prese durante la guerra. Per anni si era fatto esperienza nei grandi hotel delle Alpi svizzere e desiderava fare qualcosa di suo, per sè e per la sua famiglia sul suo amato lago. Così, acquistato l’immobile, fece costruire una strada che al tempo non c’era ancora e iniziò la sua attività di ristoratore.

Oggi sono passati anni e si sono avvicendate due generazioni dopo Oreste e sua moglie che negli anni l’aveva affiancato occupandosi della cucina, portando l’Hotel Miranda ad essere un luogo dotato di tutti i confort e con una spiccata vocazione al buon cibo.

L’Hotel Ristorante Miranda è gestito da uno dei figli di Oreste, Roberto, con la moglie Wilma e il figlio Sergio.

Camere confortevoli con una vista lago che vi colpirà per il paesaggio mozzafiato.   Insomma, tutto è perfetto per un week end romantico e tranquillo. Dalla quiete all’atmosfera che avvolge questo luogo dotato anche di un solarium meraviglioso e di una piscina immersa in un uliveto che domina il lago, tutto è perfetto.

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Io sono stata in una stanza molto carina, decorata con le farfalle, che non poteva non piacermi visto che Farfalla è l’anagramma del mio nome. Ovviamente nessuno poteva sapere che ho questa fissa. 😉 Dal terrazzino il panorama è incantevole e si apre a 180 gradi, dal Corno dei Trentapassi fino a Monte Isola. Cosa chiedere di più?


Un ristorante segnalato anche dalla guida Michelin

Se volete trascorrere dei momenti davvero indimenticabili con il vostro lui o la vostra lei,  godendo del buon cibo della tradizione rivisitato in chiave moderna e dell’ottimo vino accuratamente selezionato tra i migliori della zona , non dovete fare altro che fermarvi al ristorante dell’Hotel Miranda. L’offerta è davvero eccellente, credetemi. E anche la vista sul lago: incantevole.

ristorante vista lago

Io ho voluto assaggiare i piatti con il pesce di lago per provare le specialità Km0 della zona rivisitate in chiave moderna e ne sono rimasta assolutamente entusiasta. Era tutto talmente buono e particolare che avrei fatto il bis di ogni piatto.

Volete sapere cos’ho mangiato? Ve lo racconto in un altro post perché è stata una di quelle esperienze che merita di essere raccontata con tutti i dettagli.

Occasioni speciali all’Hotel Miranda

Per farvi capire cosa potrete trovare all’Hotel Ristorante Miranda ecco due pacchetti con un menù speciale realizzato per festeggiare San Valentino. Ma è solo un evento perchè ogni mese si organizza qualcosa di diverso.

Il primo con cena a lume di candela, pernottamento in camera vista lago e colazione a buffet. Il secondo con arrivo giovedì 14 febbraio e partenza sabato 16, sistemazione in camera doppia vista lago in mezza pensione (e cena a lume di candela il 14, ovviamente). Spero che dalle immagini si legga il menù, altrimenti vi lascio il link al sito dove potete leggere tutto più comodamente. 

 

Note
Questo articolo è frutto di una collaborazione con l’Hotel Ristorante Miranda. Per realizzare questo post sono stata aiutata da Sergio figlio del titolare che mi ha raccontato molti aneddoti sui dintorni e sulla storia dell’Hotel Miranda. Le informazioni storiche su Aligi Sassu le ho raccolte in rete. Le immagini dei suoi quadri sono prese dal web.
Le foto sono mie ad eccezione di quella del tavolo del ristorante (quando sono andata a mangiare ero troppo contro sole per fare foto) e quella della piscina.