Libro di poesie preso al punto bookcrossing del GombitHotel di Città Alta a Bergamo

Paradiso Bergamo A/R, in viaggio con un libro di Fabiano Alborghetti preso al bookcrossing

Ci sono giornate così, che ti svegli e non sai che sta per succedere qualcosa di strano, qualcosa che leggerai come un segno. Ci sono giornate così, che conterai un sacco di coincidenze che ti verrà voglia di metterle insieme come i puntini di un gioco. Ci sono giornate così, che a Bergamo ti succede qualcosa che non avevi previsto e che che diventerà una storia. La storia di un libro di poesie di Fabiano Alborghetti preso al punto di Bookcrossing del GombitHotel che da Città Alta, passo dopo passo, ti condurrà fino in Paradiso alla scoperta di un poeta e ritorno. Come un viaggio che ad un certo punto ti farà trovare sulla riva opposta o L’opposta riva

No, non sto vaneggiando. Con un libro si può davvero finire in Paradiso. Ma non quel Paradiso che tutti immaginiamo, quello che speriamo ci sia dopo la morte, parlo di un Paradiso con le case col tetto spiovente, la funicolare, le montagne, un lago. E non  sto nemmeno parlando di Bergamo (anche se ho citato le montagne e la funicolare) ma sto parlando di Paradiso, un paese della Svizzera, nel Canton Ticino sul lago di Lugano.

Ma andiamo con ordine. Mettetevi comodi e seguitemi in questo viaggio strano, da Bergamo verso Paradiso e ritorno…

Bookcrossing al GombitHotel

E’ di qualche giorno fa un post dedicato al GombitHotel. In quell’occasione vi avevo accennato che nel Design Hotel di Città Alta, tra le miriadi di cose affascinanti che ho potuto ammirare, mi sono imbattuta anche una postazione di bookcrossing vera e propria. Non una casetta dei libri e nemmeno un cestone, ma una vera postazione dell’iniziativa bookcrossing.com. Nella particolarissima libreria di design disegnata da Steven Cavagna si possono infatti trovare e prendere dei libri messi a disposizione dell’hotel e della casa editrice LietoColle, una ventina di libri tutti diversi e tutti molto belli.

Potete prenderne uno e sfogliarlo, leggerlo mentre siete nel salottino, portarvelo in camera, metterlo in borsa e tirarlo fuori quando avete un attimo di tempo mentre siete a Bergamo, potete leggerlo in camera mentre vi state riposando in attesa di andare a cena o prima di addormentarvi. O potete portarvelo a casa, dove abitate, leggerlo e rilasciarlo in una qualsiasi altra postazione di bookcrossing, in giro per il mondo. Si, perchè una delle caratteristiche di questa iniziativa è proprio quella di far girare i libri, di far girare la cultura. E non importa se sono già stati letti mille volte, se hanno dei segni sulla copertina o le orecchie sulle pagine. Avete presente la canzone di Bersani e Pacifico scritta in occasione della Giornata internazionale del libro? “Le storie che non conosci non sono mai di seconda mano”…

La scelta di un libro fra tanti

Ci sono molti modi per scegliere un libro: la dimensione, la copertina, la casa editrice, il numero di pagine, la suggestione del titolo. Il libro mi è praticamente capitato in mano. Non so come, ma qualcuno ha pensato che fosse quello giusto e io mi sono fidata. E dopo aver dato un’occhiata a tutti gli altri titoli, mi è sembrato perfetto e ho capito che non ne avrei scelto un altro. Così l’ho preso e ho cominciato a sfogliarlo.

Il titolo, L’opposta riva

Mi piacciono i titoli che lasciano aperti tanti spunti di riflessione. Mentre lo tenevo in mano mi sono fatta molte domande sull’urgenza di quel titolo: “Cosa voleva dire l’autore, di che riva si tratta, dove mi porterà?”
Ho pensato che se c’è una riva, c’è anche un viaggio e i  libri sono sempre viaggi.
Parla di viaggi? che tipo di viaggi? Viaggi belli, difficili, d’amore o di speranza?

Dove mi avrebbe portato questo libro?

La dedica, A Raffaella, mio ponte tra le rive

Ecco inutile dire che quando me lo sono ritrovata in mano e ho letto la dedica, chiamandomi io Raffaella mi sono sentita come quella volta in cui stavo andando a Milano per assistere alla trasmissione Il grande cocomero e Linus aveva postato sul suo blog Oggi Raffaella (riferendosi alla Carrà, purtroppo).

So che non si parla di me, ma il fatto che proprio su questo libro ci sia una dedica legata al mio nome, mi fa dire che qualcosa deve significare. E’ senz’altro una coincidenza sincronica e io sono specializzata in coincidenze sincroniche.

Così, leggere che c’è una Raffaella che fa da ponte tra le rive, mi ha fatto pensare che anche io potevo essere un ponte tra due rive, forse tra Bergamo e qualcos’altro…

Bergamo e l’autore? Bergamo e l’argomento della sua opera poetica? Bergamo e cosa?

Così ho continuato a cercare… E sono arrivata all’Autore.

L’autore, Fabiano Alborghetti

Alborghetti-interno-poesia.jpgFabiano Alborghetti nasce a Milano nel 1970.  E’ un poeta e promotore culturale svizzero di lingua italiana. Vive in Canton Ticino. È stato Premio svizzero di letteratura nel 2018

Ha pubblicato le raccolte Verso Buda (LietoColle, 2004), L’opposta riva (LietoColle, 2006; con prefazione di Giampiero Neri) – che è quella che ho in mano io- , Registro dei fragili (Edizioni Casagrande, 2009; con prefazione di Fabio Pusterla) e L’opposta riva – dieci anni dopo (Edizioni La Vita Felice, 2013) oltre alla suite Supernova (L’arcolaio, 2011) e svariate plaquettes e edizioni d’arte. Del 2017 è il romanzo in versi Maiser (Milano, Marcos y Marcos, collana Le Ali), prodotto dalla RSI, Radiotelevisione Svizzera italiana per essere un radiodramma e messo in onda a Febbraio/Marzo 2019.

Promuove la traduzione di autori italiani e svizzeri verso l’estero e di traduzioni di autori esteri verso l’italiano. Ha scritto di critica letteraria per riviste e sul web, ha fondato riviste letterarie, creato rubriche, programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali. Dal 2014 al 2017 è inoltre stato direttore editoriale della rivista di letteratura, poesia e critica Atelier.

Attualmente è nel comitato scientifico del festival Babel di Bellinzona, nella commissione di programmazione di Chiassoletteraria e direttore della collana di poesia per Gabriele Capelli Editore di Mendrisio. Dal Maggio 2017 è nel consiglio direttivo della A-D-S (Autrici ed Autori della Svizzera) e Presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana con sede a Lugano.

Collabora con diverse case editrici, è stato direttore artistico per la Svizzera e l’Italia del festival PoesiaPresente; ha inoltre collaborato con la Fondazione Sasso Corbaro per le Medical Humanities per i quali ha tenuto interventi per mettere in dialogo letteratura e le pratiche di cura. Questo tema mi interessa molto perché credo nel potere salvifico dell’anima della lettura. Ma non avevo mai pensato alle pratiche di cura e alla salvezza del corpo.

Il personaggio è intrigante e così comincio a sfogliare le pagine del libro…

L’argomento: i clandestini

L’argomento che troviamo in questa opera  di poesia è di quelli che non possiamo ignorare, sopratutto in un periodo storico come il nostro. Riguarda infatti gli emarginati, i fuggitivi, i “sans papier”, tutti quegli uomini insomma che riassuntivamente vengono chiamati in una parola “clandestini”.

Problema spinoso del nostro tempo, al quale qui si vuole soltanto accennare, e che trova il nostro Paese e tutta l’Europa coinvolti anche se non sempre in modo omogeneo.

Fabiano Alborghetti ha voluto avvicinarlo e approfondirlo non da osservatore neutrale, ma facendosi uno di loro, conquistandone la fiducia, avendone in cambio le confidenze, dividendo con loro i dolori e le asprezze della loro grama vita. Nessuna approssimazione, nessuna superficialità, ma in modo intenso e singolare. 

Ho scelto la poesia che mi ha colpito di più. Ma non chiedetemi perchè. E’ così e basta.

poesia Alborghetti.jpeg

Dove vive l’autore? In Paradiso

Insomma, milanese di nascita, ma svizzero d’adozione. Guarda al mondo attraverso la poesia. E volete sapere dove vive Fabiano Alborghetti? Paradiso.

Vive a Paradiso, in Svizzera. O almeno così ho trovato in rete. Ma ho paura di chiedere conferma, perché l’idea di trovare qualcuno che ha scelto di vivere in un paese che si chiama Paradiso è così bella che se non fosse vero non lo vorrei scoprire. E supponendo che sia  vero, vado alla ricerca di tutto quello che posso su Paradiso per cercare altri “segni” o coincidenze sincroniche che leghino questo viaggio attraverso un libro alle Cose di Bergamo.

Alla scoperta di un Paradiso (che non conoscevo)

Eccoci quindi a Paradiso.

Paradiso e Svizzera si prestano a battute fin troppo scontate sui paradisi fiscali, Heidi o cose di questo tipo. Ma io vorrei allontanarmi da questi stereotipi e andare alla scoperta di un paesino nel comprensorio di Lugano in Svizzera con un nome così ispirante.

Paradiso è un paese di circa 4000 abitanti (4298 a fine 2018). Nasce ufficialmente nel 1335 come Calprino e nel 1929 prende il nome di Paradiso. Situato ai piedi del monte San Salvatore e sulle rive del lago di Lugano, comprende le frazioni di Calprino, Guidino, Fontana e Morchino.

Scavi condotti nel 1951 hanno portato alla luce reperti di epoca romana a Calprino, dove nel VII sec. è attestata anche la presenza di una fara longobarda. A Calprino si trovavano beni del monastero benedettino di S. Carpoforo di Como (1040) e dal 1264 al 1375 beni allodiali e feudi vescovili; nel XII sec. a Guidino vi erano possedimenti dell’abbazia benedettina di S. Ambrogio di Milano.  L’oratorio della Beata Vergine alla Geretta è attestato dal XVI sec.

L’economia tradizionale era basata sull’agricoltura (cerealicoltura, viticoltura), dal XVIII sec. e fino alla fine del XIX sec. integrata dalla lavorazione della seta.

Grazie alla posizione panoramica sul lago di Lugano, soprattutto con l’apertura della Ferrovia del Gottardo (1882), Paradiso divenne un importante centro di soggiorno per forestieri.

L’inaugurazione della funicolare del San Salvatore nel 1890 e la promozione della navigazione sul lago contribuirono ulteriormente allo sviluppo a Paradiso dell’industria alberghiera e del turismo, con un forte e parallelo sviluppo demografico.

All’inizio del XXI sec. il ruolo turistico di Paradiso appare ridimensionato rispetto al passato e il comune ha conosciuto uno sviluppo residenziale, anche con la costruzione di stabili di prestigio. Se volete fare un giro, potete anche farlo in occasione dei numerosi eventi che vi segnalo qui.

Bergamo e Paradiso, la funicolare e Mario Botta

E poi ci sono alcune cose che ho scoperto e che mi piace raccontare di Paradiso che la legano con un filo rosso a Bergamo. Prima fra tutte la Funicolare. Anche loro ne hanno una, praticamente coeva delle nostra di Città Alta. Fu costruita nel 1890 e rimodernata negli anni, come è successo a Bergamo.

E poi Mario Botta, architetto ticinese che ha realizzato opere sia a Paradiso che a Bergamo. Tutti e tre rivestiti con mattoni faccia vista, elemento tipico delle opere dell’architetto.  A Paradiso troviamo il centro Cinque Continenti, un edificio circolare adibito ad attività commerciali e residenza. Nella bergamasca troviamo invece la chiesa del Centro Pastorale Giovanni XXIII di Seriate e  la Biblioteca di via Tiraboschi a Bergamo Bassa, vicino all’università

Eccoci quindi di ritorno a Bergamo…  E’ bello che questo viaggio attraverso un libro di poesie che ci ha portato da Bergamo a Paradiso e ritorno si concluda in una biblioteca, non trovate?

Note

Le foto del libro e della libreria sono mie. Le foto delle architetture di Mario Botta le ho trovate on line. Anche le foto di Paradiso le ho recuperate on line. 

11 commenti

  1. Grazie. E’ un piacere leggerti. Sono ticinese di nascita e quindi conosco bene i luoghi che hai descritto. Da Lugano Paradiso si sale e in cima alla collina c’e’ Gentilino. Li ho vissuto per molti anni. Apprezzo il parallelo con Bergamo che conosco molto bene e pure ci ho vissuto. Mi si apre il cuore nel vedere il progresso nella promozione di Bergamo e i suoi dintorni. Ho sempre sostenuto che Bergamo avrebbe meritato di entrate nei maggiori siti turistici. Da quanto vedo finalmente ci siamo. Di nuovo grazie e continuero’ a leggerti, Enrichetta

    1. Ti ringrazio davvero molto. E’ bello leggere commenti come il tuo. Mi riempie di orgoglio.

  2. Mi è piaciuto tantissimo l’Hotel a cui hai dedicato l’articolo in precedenza, oggi scopro che all’interno esiste anche il bookcrossing! Un’ottima idea, soprattutto per i lettori seriali come me. Arte e lettura inserite in un contesto ospitale è davvero un connubio fantastico!

  3. Ho lottato molto per avere nella mia città diversi punti di book crossing. Ne abbiamo due ora, ma molto altro nelle strutture ricettive della zona. Ed hanno molto successo. Come te, proprio così sono riuscita a scovare libri che mi hanno letto nell’anima. E credimi, quello con le dediche scritte a mano, con tanto di data, mi fanno emozionare solo tenendolo in mano.

  4. Non conoscevo questo scrittore, non sono tanto un tipo da pesie ma questo mi ha affascinato, lo cercherò per comprarlo

  5. Raffaella ma è davvero un segno! A questo punto non se sia stata tu a scegliere il libro dal bookcrossing o se sia stato il libro a farsi scegliere da te. Con una dedica così il dubbio non può che nascere spontaneo! Ps. Adoro che si possa riconsegnare il libro in qualunque altro bookscrossing! 😉

  6. Mi piace un sacco il concetto del Bookcrossing. Quando vivevo in Svizzera c’era un punto molto bello al Parco Ciani di Lugano e ci andavo spesso per lasciare dei libri.

  7. È proprio vero i libri ci possono portare ovunque È un modo per viaggiare Quando non possiamo farlo fisicamente

  8. Che bello il bookcroasong e che bello che questo hotel di design si sia avvicinato a questa meravigliosa avventura! Arte di design e letteratura!

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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