Scoprire Santa Maria in Valvendra a Lovere: la basilica che non ti aspetti.

Nonostante abbia trascorso due mesi l’anno a Lovere negli anni della mia adolescenza, mi sono resa conto di conoscere davvero molto poco questa cittadina sulle sponde del Lago d’Iseo. Un po’ perchè a 15 anni ero poco interessata ad aggirarmi per vicoli e chiese chiedendomi origine e storia dei monumenti di Lovere, un po’ perché negli anni Ottanta non c’era ancora stata questa bella apertura al turismo che caratterizza il Lago da qualche anno. Piazza Tredici Martiri era un parcheggio e sulla fontana ci si sedeva per chiacchierare incuranti del traffico e di qualsiasi divieto. Oggi Lovere è cambiata moltissimo ed ha saputo valorizzare il proprio patrimonio naturalistico e artistico diventando uno dei Borghi più Belli d’Italia. In questa mia riscoperta ho deciso di iniziare un percorso che mi porterà a visitare e raccontarvi tutto quello che impreziosisce questa cittadina, a partire dalla sua bellissima basilica, Santa Maria in Valvendra. 

Dove si trova la Basilica di S. Maria in Valvendra

S. Maria in Valvendra nonostante sia in provincia di Bergamo fa parte storicamente della diocesi di Brescia. Sorge all’estremità nord di Lovere, all’esterno del Borgo sviluppatosi tra Quattro e Cinquecento al di fuori delle mura trecentesche. Si trova a pochi metri da Palazzo Bazzini il cui portone è proprio diretto verso la basilica. Per arrivarci dal Lungolago dovete percorrere la Promenade Mary Montegou dirigendovi dalla parte opposta della Piazza Tredici Martiri e e prendere la via XX settembre. Da qui, sono poche centinaia di metri in salita, ma se le percorrete a piedi e non siete allenati andate piano e fate attenzione: la strada è talmente ripida che io sono arrivata a destinazione con il cuore che mi schizzava fuori dalle orecchie. Per fortuna ho potuto riposarmi qualche minuto prima di entrare a visitarla e l’ho fatto seduta sulla scalinata coperta da un portico che conduce ad un portale rinascimentale davvero molto bella.

Una Basilica detta il Chiesone

Prendetevi un momento per respirare e per ammirare questo ingresso. Guido Piovene, in uno scritto degli Anni Sessanta, la definisce “una delle chiese più grandi e belle del Rinascimento Lombardo”.  Pare sia da sempre soprannominata il “Chiesone”, proprio per le sue grandi dimensioni rispetto al piccolo borgo che la ospita, ma io questo soprannome sinceramente non l’ho mai sentito con le mie orecchie.

Grandiosa per dimensioni e mirabile per l’armonia delle decorazioni, la Basilica di Santa Maria in Valvendra, fu voluta come santuario votivo dedicato alla Vergine delle Grazie dalle famiglie del Borgo, che si erano notevolmente arricchite con il commercio del “panno di Lovere”, un tessuto in lana tipico per cui erano famose e commerciavano in tutta Europa

A partire dal 1473, forse riprendendo qualche preesistenza, iniziò la costruzione di questa imponente chiesa per cui fu necessario addirittura deviare il torrente Valvendra.  Ed è a questo corso d’acqua che si deve  il nome della chiesa che sorge proprio al centro dell’antico alveo.

Basilica di Santa Maria in Valvendra: 500 anni di storia.

Costruita in dieci anni (1473-1483) grazie al contributo delle ricche famiglie del borgo, fu completata agli inizi del XVI secolo con l’aggiunta del convento. Nel 1513-1514 infatti fu deciso di dare una sede stabile ai Francescani Osservanti, che già si prendevano cura della chiesa almeno dagli anni Ottanta del Quattrocento e di costruire un annesso lanificio per la produzione del panno monachino.

La chiesa fu consacrata il 2 agosto 1520. L’anno prossimo nel 2020 si festeggerà il cinquecentenario della consacrazione di questa Basilica e si farà sicuramente grande festa a Lovere. Quindi ricordiamoci la data e mettiamo in calendario una gita a Lovere nel mese di agosto.

La costruzione di Santa Maria in Valvendra iniziò in forme tardogotiche e continuò poi in forme rinascimentali di gusto lombardo-veneto. Verso la metà del XVII secolo i rapporti fra i frati, il clero locale e il Comune iniziarono a guastarsi, tanto che nel 1686 quest’ultimo fece espellere gli Osservanti chiamando in loro vece i Barnabiti.

Nel 1769 il convento fu soppresso in base al Decreto del Senato veneto del 10 giugno e gli immobili annessi furono posti all’incanto da parte del governo. Il Comune di Lovere riacquistò i beni nel 1779 e trasferì qui prima l’accademia Brigenti, poi anche il seminario diocesano minore e successivamente il ginnasio statale e il collegio convitto comunale.

Durante l’Ottocento furono eseguiti alcuni lavori di restauro che proseguirono anche nel Novecento, fino a giungere agli ultimi ingenti interventi della fine del secolo scorso e dei primi anni del Duemila, durante i quali fu eseguito il consolidamento delle strutture e il rifacimento della copertura. Per comprendere quanto ci fosse bisogno di questi lavori di consolidamento, guardate gli affreschi sopra l’altare: il fatto che alcune parti siano venute via denota che l’edificio aveva subito dei movimenti di assestamento importanti e che questo aveva fatto staccare la pittura dall’intonachino.

Per accedere alla Basilica, l’ingresso con una scalinata in discesa. 

Per mantenere il canonico orientamento est-ovest e per collocare l’accesso sulla via di comunicazione tra Bergamo e la Val Camonica, la soluzione architettonica adottata fu quanto di più ardito ci si potesse aspettare in un piccolo borgo come Lovere. Infatti  l’ingresso della chiesa è posto a 8 metri dal ciglio della strada  e vi si accede percorrendo un lungo scalone esterno realizzato nel 1520. Questo rende il colpo d’occhio sulla facciata davvero unico. La facciata è scandita da quattro contrafforti che anticipano la ripartizione in tre navate dell’interno. Ma ancora più unico è il colpo d’occhio dalla scalinata che porta dall’ingresso alla navata centrale della chiesa.

L’interno della basilica: un po’ gotica, un po’ barocca

L’interno di Santa Maria in Valvendra mostra una grande equilibrio compositivo dovuto all’uso di moduli proporzionali e geometrici e mantiene una coerenza anche nell’apparato decorativo, sebbene all’originaria decorazione cinquecentesca si aggiungano molteplici interventi effettuati intorno alla metà del Seicento, in pieno periodo Barocco. Pur nella diversità degli stili il programma iconografico è unitario e caratterizzato da temi mariani ed episodi legati alla storia della Salvezza.

Entrando, come vi ho anticipato, sono rimasta senza parole per il colpo d’occhio assolutamente unico su tutta la chiesa. Di assoluto effetto è la copertura a botte della navata centrale, decorata a cassettoni, che dona ampio respiro a tutto l’interno grazie alla sua importante lunghezza (50 metri).

La decorazione a rosoni si ripete per tutti i 50 metri in modo ordinato, ad eccezione di una formella sopra la scalinata d’ingresso che riporta un unico rosone diverso. Si tratta probabilmente di un tentativo decorativo che si è deciso di non percorrere oltre, ma di lasciare. Praticamente c’è un rosone diverso ed è divertente provare a cercarlo.

Sulle navate laterali, coperte da volte a crociera, sono presenti finte architetture con figure di Profeti e Sibille, realizzate alla fine del XVI secolo, probabilmente da maestranze lombarde.

Sulla parete sinistra si trovano sette cappelle, inserite agli inizi del secondo decennio del
Cinquecento dagli Osservanti in sostituzione di alcuni primitivi altari che erano collocati sulla parete della navata, e modificate nel tempo con aggiornamenti stilistici che si sono sovrapposti alla decorazione originaria.  La parte destra invece presenta un apparato decorativo che infonde profondità e da qui si apre il portone laterale sulla via XX settembre.

Dietro l’altare, nel presbiterio, le opere più significative di Santa Maria in Valvendra

Il presbiterio e l’abside poligonale presentano un ricchissimo apparato decorativo portato a compimento nel Seicento dal quadraturista bresciano Ottavio Viviani (Brescia 1579-1646) con architetture trompe-l’œil nelle quali sono inserite scene mariane con figure fortemente scorciate, di autore ignoto. Il presbiterio è dominato dall’ancona lignea cinquecentesca di legno dorata nella quale è inserita la pala attribuita a Tommaso Bona (Brescia 1548 – 1614) raffigurante l’Assunzione della Vergine.

Di particolare pregio anche il coro ligneo intarsiato, probabile opera di Clemente
Zamara, attivo fra la fine del Cinquecento ed i primi del Seicento, con i vari stemmi delle antiche famiglie loveresi che maggiormente contribuirono all’edificazione della Basilica.

Il complesso d’organo, l’opera più straordinaria della Basilica

L’opera più straordinaria è il complesso dell’organo (1518): a Stefano Lamberti si deve l’opera di intaglio ligneo della cassa, a Floriano Ferramola l’Annunciazione dipinta sulla parte esterna delle ante e al Moretto i poderosi S. Faustino e S. Giovita, dipinti sulla parte interna.

Il meraviglioso complesso composto dalla cassa e dalle ante dell’organo che il Comune di Brescia nel 1514 commissionò per il Duomo Vecchio della città a tre fra i più insigni artisti bresciani del tempo e lì custodito fino al 1550. Non è nota la data del trasferimento di tale complesso a Lovere, ma le fonti ne citano qui la presenza alla fine del XVII secolo.

Note

La maggior parte delle foto sono state scattate a marzo, in occasione delle apertura di Primavera del FAI. Le informazioni sono state raccolte sul posto e dai materiali distribuiti dai volontari.

14 commenti

  1. Il complesso di Palazzo Bazzini con i suoi affreschi esterni, di Santa Maria in Valvendra, imponente ma armoniosa ma ora purtroppo senza la Chiesa Nuova che stava fronte ai 2 edifici come pure la Porta San Defendente che dava accesso all’abitato per chi veniva dalla Val Camonica, entrambe demoliti per dare spazio alla ferrovia che collegava Lovere e Bergamo agli inizii 900, era un complesso scenografico unico per maestosita’ e interesse. Poi da ricordare l’ottagonale e bramantesca cappella del Santo Salvatore poco oltre, demolita per l ‘allargamento stradale anni 60.

  2. Lovere, come anche tanti altri paesini sul Lago d’Iseo, è davvero un bel posto. Davvero, come scrivi tu, ci sono alcuni luoghi che dovremmo conoscere a menadito, dopo averci trascorso tanto tempo durante la nostra infanzia… e che in realtà non conosciamo poi così bene… Grazie per questo tuo resoconto!

  3. Anche io come te ho sviluppato negli anni la passione di apprendere di più, di informarmi, leggere, conoscere quello che si cela dietro i luoghi che ho conosciuto e che oggi inizio a scoprire.
    Nulla di più elettrizzante e costruttivo

  4. Raffy, mi sa che dovrai cambiare il titolo al tuo blgo, ovvero 10000+1 cose da fare a Bergamo, cento le hai superate da mo’. Mi piace leggerti non solo per scoprire nuovi posti, nuove chiese o musei, ma soprattutto perchè leggendoti imparo cose nuove, scopro segreti e curiosità… è un po’ come leggere un bellissimo libro d’avventura.

  5. Siamo stati a Lovere, sul Lago di Iseo ad Ottobre e ci è piaciuta tantissimo! Purtroppo non abbiamo visitato questa belle Basilica, davvero molto affascinante. Può essere una scusa per tornare sul Lago di Iseo! 😉

  6. È la primissima volta che vedo una scalinata in discesa all’interno di una Chiesa o Cattedrale! È stupenda e al tempo stesso crea una sorta di atmosfera fuori dal luogo sacro. Mi ha colpito tantissimo questo dettaglio Raffi guarda non so nemmeno spiegare il perché ma non riesco a smettere di pensare a quella scalinata in discesa!

  7. Mi piace gironzolare per Chiese e Abbazie, la provincia di Bergamo è ricca di luoghi densi di storia e lo scopro ogni settimana, grazie al tuo blog. Credo che prima o poi programmerò un bel weekend!

  8. Non ci si aspetterebbe un chiesa così elaborata e ricca in un piccolo borgo, ma l’Italia riserva queste sorprese dove meno uno se le aspetta. Mi ha colpito in particolare la navata centrale con la sua volta a botte, molto scenica.

  9. Da ragazzina non prestavo molta attenzione all’immenso patrimonio storico-culturale che abbiamo, solo con gli anni ho iniziato ad apprezzarlo. le giornate del FAI sono ottime occasioni per visitare chiese, palazzi e siti altrimenti dimenticati.

  10. Con i tuoi post mi stai facendo scoprire dei posti che non ho mai visto! E se, come in questo caso, si parla di chiese e luoghi di culto sono ancora di più interessata e incuriosita! Grazie per questa spiegazione dettagliata. La Chiesa molto bella soprattutto all’interno!

    1. Non sono brava come te a raccontare storie e bellezze dei luoghi sacri. Mi fa piacere di averti incuriosito. Quando passerai dalle mie parti fammi un fischio che ci prendiamo un caffè e ti mostro un po’ di chicche bergamasche

  11. Davvero delizioso questo tuo blog dedicato al microcosmo bergamasco! Mi ha incuriosito molto la Basilica di Lovere e non mancherò di visitarla, e continua a suggerire piccole chicche come questa

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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