Nembro Selvino: la salita dei campioni bergamaschi e la storia del ciclismo orobico in 19 tornanti

La salita dei campioni bergamaschi”: così viene chiamata la salita Nembro Selvino da quando i 19 tornanti sono stati intitolati a 22 campioni del ciclismo orobico. L’ho scoperto un giorno per caso, mentre salivo in auto verso Selvino e contavo i tornanti che restavano all’arrivo: 19, 18, 17… Non amo le curve, e cerco sempre di non distrarmi e rimanere concentrata sulla strada. Ma, ad un certo punto, mi sono accorta che in corrispondenza di ciascun tornante c’era un cartello con il nome di un ciclista. Ed ecco che  la mia solita curiosità, mi ha portato a volerne sapere di più.

Felice Gimondi, Gotti, Savoldelli, Pesenti, Algeri… Salire (o scendere) è un’immersione nella storia del ciclismo tutto bergamasco. Credetemi anche io che non sono un’appassionata di ciclismo non ho potuto fare a meno di entusiasmarmi ogni volta che riconoscevo un nome o che, guardando su Internet, scoprivo le gesta di ognuno di loro.

Un’idea nata in occasione del 100simo Giro d’Italia

La salita dei campioni bergamaschi è un’idea promossa dal Velo Club Selvino, in occasione del passaggio della quindicesima tappa (21 maggio 2017) del 100° Giro d’Italia, da Valdengo a Bergamo, con passaggio proprio da Selvino.

Ma i cartelli stradali con il nome dei campioni bergamaschi non è stata l’unica cosa fatta in occasione del giro d’italia di quell’anno. Infatti a pochi metri dal cartello di Selvino si trova una murata dipinta dallo street artist Wiz Art che dà il benvenuto a chi arriva sull’altopiano di Selvino Aviatico.

murale di benvenuto wiz art.jpg

La salita Nembro-Selvino

La salita da Nembro a Selvino è una delle più amate dai ciclisti bergamaschi, dagli amatori ai professionisti. E’ stata infatti una vera e propria palestra di allenamento per tanti di questi campioni che negli anni hanno scritto la storia del ciclismo e dello sport. Nel 2017 è stata parte del percorso del Giro d’Italia e da alcuni anni  è parte del percorso della Granfondo Felice Gimondi.

Inizia a Nembro (Valle Seriana, BG) e termina a Selvino dopo 10,5 km circa e con un dislivello di 600 metri circa. Va comunque detto che come molte di queste salite epiche, quando non c’è una gara, ciclisti, motociclisti e automobilisti condividono gli stessi spazi e questo impone grandissima attenzione da parte di tutti, specialmente in prossimità dei punti ciechi tipici della montagna.

I tornanti della Salita di Selvino.jpg

La numerazione dei tornanti

A me capita di percorrerla quasi sempre in discesa (non salgo in elicottero, tranquilli, ma dalla Valle Brembana) e quindi quando conto i cartelli parto dal numero 1, quello dedicato a Felice Gimondi che poi sarebbe l’ultimo.

Infatti la numerazione dei tornanti avviene in senso inverso, ossia, all’inizio della salita (a Nembro) trovate quello con la numerazione più alta, così salendo sapete sempre quanti tornanti mancano all’arrivo. Questo aiuta i ciclisti a dosare le forze e chi, non ama le curve e soffre la macchina, a sapere quante ne mancano e se è il caso di fermarsi un attimo al primo spiazzo per respirare.

Salita e tornanti selvino 1

Ad ogni tornante il suo campione

Oltre al numero, ad ogni tornante trovate affisso un cartello con il nome del corridore a cui è dedicato. La grafica risponde ai requisiti imposti dalla Provincia di Bergamo. Sul cartello informativo trovate l’altitudine sul livello del mare, la distanza chilometrica e il numero di tornante, oltre al nome del campione a cui è dedicato.

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Chi sono i campioni bergamaschi segnalati nei 19 tornanti della Salita Nembro-Selvino

Se non siete degli esperti, ecco l’elenco e qualche info su ciascuno di questi corridori.

1. Felice Gimondi

E’ sicuramente il più celebre tra tutti i ciclisti della bergamasca (senza nulla togliere agli altri). Nato a Sedrina (BG) il 29 settembre 1942  è stato ciclista su strada, pistard e dirigente sportivo italiano. Professionista dal 1965 al 1979, è stato un campione completo, capace di tenere sul passo, di vincere in salita, a cronometro e anche in volata.

È uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri, cioè Giro d’Italia (per tre volte, nel 19671969 e 1976), Tour de France (nel 1965) e Vuelta a España (nel 1968). Tra le corse di un giorno si aggiudicò un campionato del mondo su strada, nel 1973, e alcune classiche che gli appassionati definiscono monumento:  una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia. Suo è il record di podi al Giro d’Italia, 9, dove ottenne anche sette vittorie di tappa.

2. Ivan Gotti

Nasce a San Pellegrino Terme il 28 marzo 1969. E’ stato ciclista su strada. Professionista dal 1991 al 2002 con caratteristiche da scalatore puro, vinse due edizioni del Giro d’Italia.

Pacato e riflessivo, Ivan Gotti è davvero il manifesto dell’antipersonaggio che ha sempre preferito l’essere all’apparire. Il fare alle parole. «La bicicletta alle gare…»

3. Paolo Savoldelli

Nato a Clusone il 7 maggio 1973 è stato ciclista su strada e commentatore televisivo italiano. Professionista dal 1996 al 2008, vinse il Giro d’Italia nel 2002 e nel 2005.

Soprannominato Il falco per le sue straordinarie qualità di discesista (considerato uno dei più forti di sempre), aveva buone qualità di cronoman ed una buona capacità di difendersi sul passo in salita, cose che gli hanno permesso di lottare nella classifica finale delle grandi corse a tappe.

4. Antonio e Guglielmo Pesenti

Antonio “Tone” Pesenti in Bergamo era una celebrità: era stato il primo bergamasco a vincere un Giro d’Italia, nel 1932, e a sfiorare la vittoria nel Tour de France del 1931 e del 1932 (arrivò rispettivamente terzo e quarto). Nel 1937 aveva ventinove anni e ancora correva, anche se il suo astro era ormai declinato. Prese i risparmi sudati sulle salite di mezza Europa e li investì nel negozio. A quel tempo, piazzetta Santo Spirito era un cuore nevralgico della città, così come Pignolo era una via (e un quartiere) che pullulava di vita.

Guglielmo Pesenti, un grande pistard degli anni ’50-’60, che dal padre Antonio aveva ereditato la passione per la bicicletta. Anzichè alla strada, Guglielmo si era dedicato con successo alla pista. Primatista continentale dei 200 e 500 metri e del chilometro, aveva gareggiato sui velodromi di quasi tutta Europa inanellando vittorie e confrontandosi alla pari con i velocisti più noti del momento. Alle Olimpiadi del ’56 a Melbourne si vide negare l’oro dal francese Rousseau che l’anno successivo gli soffiò anche quello mondiale di Rocourt. La fine della carriera arrivò presto: nel ’63 una brutta caduta sulla pista di Colonia lo costrinse a ritirarsi dall’attività agonistica.

5. Pietro e Vittorio Algeri

Pietro e Vittorio Algeri, entrambi colonne del movimento ciclistico italiano, prima come corridori e poi come direttori sportivi. Tutti e due insigniti, Vittorio nel 2016 e Pietro nel 2017, del “Timone d’Oro” la massima onoreficienza che Adispro attribuisce come riconoscimento alla carriera ai suoi associati. Vittorio attualmente è direttore sportivo (in gergo tecnico si dice diesse) del team Mitchelton – Scott e in questi giorni sarebbe dovuto essere in ammiraglia a seguire i suoi ragazzi al Tour de Pologne

6. Gaetano e Gian Battista Baronchelli

Gianbattista Baronchelli (Ceresara, 6 settembre 1953) è un ex ciclista su strada italiano. Professionista dal 1974 al 1989, nel 1980 fu medaglia d’argento ai mondiali di Sallanches. In carriera vinse inoltre due Giri di Lombardia, un Giro del Piemonte, sei Giri dell’Appennino consecutivi e cinque tappe al Giro d’Italia. Per tre volte giunse al podio del Giro d’Italia (due volte in seconda posizione ed una volta in terza).

Nonostante le numerose vittorie non è però mai riuscito a trionfare nelle più importanti corse a tappe. Ritiratosi nel 1989 dall’attività professionistica, ha proseguito a gareggiare per qualche tempo nella mountain bike, gestendo contemporaneamente un negozio di biciclette ad Arzago d’Adda, nei pressi di Bergamo, insieme al fratello Gaetano anche lui ciclista.

Era soprannominato “Tista” per gli amici e “Gibì” per i tifosi.

7. Giuseppe Guerini

Giuseppe Guerini nasce a Gazzaniga il 14 febbraio 1970. E’ stato un ciclista su strada.  Professionista dal 1993 al 2007, conta due successi di tappa al Tour de France e uno al Giro d’Italia. Si tratta di uno scalatore, cioè di un ciclista particolarmente adatto alle salite, diventato professionista nel 1993.

La vittoria più prestigiosa è stata la tappa al Tour nel 1999, che vedeva l’arrivo in salita sull’Alpe d’Huez. In questa fu protagonista di un episodio che lo portò a scontrarsi con un imprudente fotografo tedesco che lo fece cadere, riuscendo a rialzarsi e ad arrivare comunque primo.

8. Flavio Giupponi

Flavio Giupponi (Bergamo, 9 maggio 1964) è un ex ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Professionista dal 1985 al 1994 e secondo classificato al Giro d’Italia 1989.

Passista e scalatore, si mise in luce già da dilettante conquistando il Giro della Valle d’Aosta e la Settimana Lombarda del 1984 e il Giro delle Regioni del 1985.

Passato professionista nel settembre 1985  riuscì a classificarsi quinto al Giro d’Italia 1987; l’anno seguente, al Giro 1988, migliorò il risultato precedente chiudendo quarto: in quelle due edizioni risultò peraltro il primo tra gli italiani nella generale. Collezionò tre vittorie da professionista, la più importante delle quali è la quattordicesima tappa del Giro d’Italia 1989, da Misurina a Corvara in Badia.

9. Claudio Corti

Claudio Corti (Bergamo, 1º marzo 1955) è un ex ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Fu campione del mondo dilettanti nel 1977, e poi professionista dal 1978 al 1989, vincendo due titoli nazionali, nel 1985 e 1986. Dopo il ritiro è stato direttore sportivo dei team Chateau d’Ax/Gatorade/Polti, Saeco, Lampre-Caffita, Barloworld e Colombia.

Passò professionista nel 1978 dopo aver vinto l’anno precedente fra i dilettanti il titolo mondiale e il Giro Baby. Tra i professionisti fu attivo dal 1978 al 1987, vincendo due campionati italiani consecutivi, due Giri del Friuli, un Giro del Trentino e una Coppa Sabatini; in maglia azzurra si piazzò secondo ai campionati del mondo 1984 a Barcellona e quinto l’anno successivo.

10. Valerio Tebaldi

Valerio Tebaldi (Chiuduno, 2 luglio 1965) è un dirigente sportivo ed ex ciclista su strada italiano, professionista dal 1988 al 1999 e vincitore di due tappe al Tour de France. Dal 2017 è direttore sportivo alla Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini.

Passista, comincia la propria carriera tra i professionisti nella stagione 1988; nello stesso anno si mette subito in luce aggiudicandosi una tappa del Tour de France, successo bissato nell’edizione successiva della Grande Boucle. Le stagioni seguenti, nelle quali svolge compiti di gregariato, si dimostrano meno ricche di successi.

Al termine della sua carriera sale sulla macchina ammiraglia rivestendo il ruolo di direttore tecnico sportivo.

11. Wladimir Belli

Wladimir Belli (Sorengo, 25 luglio 1970) è un dirigente sportivo ed ex ciclista su strada italiano. Scalatore, professionista dal 1992 al 2006, conta diversi successi di tappa in corse italiane ed estere. Dopo il ritiro dalle corse è stato commentatore televisivo di gare ciclistiche per Eurosport e poi direttore sportivo del team Gazprom-RusVelo.

È stato uno dei ciclisti italiani più continui degli anni a cavallo tra gli anni novanta del XX secolo e il decennio successivo. “Regolarista”, capace di entrare spesso tra i primi dieci posti delle grandi corse a tappe specialmente nel Giro d’Italia (senza però mai riuscire a vincerne una).

12. Mirco Gualdi

Mirco Gualdi (Alzano Lombardo, 7 luglio 1968) è un ex ciclista su strada italiano. Nel 1990 da dilettante si è laureato campione del mondo su strada, vincendo la prova in linea a Utsunomiya in Giappone, è stato poi professionista dal 1993 al 2000.

Dopo sei stagioni da dilettante in cui diventa campione del mondo su strada il 1º settembre del 1990 e in cui partecipa ai Giochi olimpici di Barcellona nel 1992, passa professionista nel 1993.

In otto anni di professionismo si distingue come buon gregario e vince poche gare, tra cui spicca però il successo di tappa a Verona al Giro d’Italia 1997. In quegli anni colleziona una sfortunata serie di infortuni che lo tengono lontano per parecchio tempo dalle corse, e dopo l’ennesimo infortunio avvenuto nel 2000 è costretto a ritirarsi dalle corse.

13. Marco Pinotti

Marco Pinotti (Osio Sotto, 25 febbraio 1976) è un ex ciclista su strada, pistard e dirigente sportivo italiano, professionista dal 1999 al 2013. Specializzato nelle prove a cronometro su strada, ha vinto due tappe al Giro d’Italia e vinto sei volte il titolo nazionale a cronometro.

Laureato in ingegneria gestionale, è stato nel consiglio direttivo dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani in qualità di revisore dei conti. Dal 2014 è allenatore e direttore sportivo del team BMC.

14. Giovanni Fidanza

Giovanni Fidanza (Bergamo, 27 settembre 1965) è un dirigente sportivo ed ex ciclista su strada italiano. Professionista dal 1989 al 1997, ottenne una vittoria di tappa al Giro d’Italia e una al Tour de France. Dal 1998 al 2011 è stato direttore sportivo di squadre professionistiche maschili, mentre dal 2018 è alla guida dell’Eurotarget-Bianchi-Vitasana.

Velocista, Fidanza passò professionista nel 1988 con la Chateau d’Ax di Gianluigi Stanga. Nei due anni seguenti riuscì ad imporsi in una tappa sia al Tour de France, nel 1989, che al Giro d’Italia, nel 1990. Nella “Corsa rosa” del 1989 vinse invece la maglia ciclamino della classifica a punti. Fra i risultati di rilievo spiccano anche il secondo posto nel Trofeo Laigueglia nel 1990 e le vittorie in due tappe del Tour de Normandie e in una della Tirreno-Adriatico. Si ritirò dalle corse nel 1997, dopo una stagione alla Saeco-Estro.

15. Attilio Rota

Attilio Rota (Clusone, 29 aprile 1945) è un ex ciclista su strada italiano. Professionista dal 1969 al 1980, vinse un’edizione della Milano-Vignola.

Passato professionista nel 1969, ottenne alla Milano-Vignola la sua prima e unica vittoria tra i prof. Nello stesso anno si piazzò poi terzo nel Giro di Toscana, dietro a Giorgio Favaro e Ernesto Jotti, e al Giro d’Italia fu quarantunesimo, guadagnandosi così a fine stagione il nono posto nella classifica del Silvestro d’Oro.

Nelle stagioni successive corse da gregario, ma non mancarono comunque diversi piazzamenti, come il secondo posto nella Sassari-Cagliari del 1970 e il terzo al Gran Premio Industria e Artigianato. Disputò undici volte il Giro d’Italia e due volte il Tour de France.

16. Paolo Lanfranchi

Paolo Lanfranchi (Gazzaniga, 25 luglio 1968) è un ex ciclista su strada italiano. Professionista dal 1993 al 2004, vinse una tappa al Giro d’Italia.

Buon professionista, capace di difendersi in salita, ha spesso concluso nei primi quindici le grandi corse a tappe riuscendo ad centrare un successo di tappa nel Giro d’Italia 2000. Numerosi i piazzamenti nelle classiche italiane: su tutti il secondo posto al Giro di Lombardia del 1997 e la medaglia d’argento al Campionato italiano su strada del 1995. Tuttavia ha centrato la maggior parte delle vittorie in Estremo Oriente: due volte il Tour de Langkawi e la Langkawi Classic. Ed è per questo affettuosamente soprannominato il “tigrotto della Malesia” da i suoi sostenitori

17. Ennio Vanotti

Ennio Vanotti (Almenno San Salvatore, 13 settembre 1955) è un ex ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Professionista dal 1978 al 1990, vinse una tappa al Tour de Suisse.

Vabotti esordì tra i professionisti nel 1978 con la maglia della Zonca-Santini. Passò alla Bianchi-Piaggio e poi alla Ceramiche Ariostea, dove ricoprì il ruolo di gregario. Ha all’attivo una sola vittoria, al Tour de Suisse del 1979.

Terminata la carriera agonistica, svolse il ruolo di direttore sportivo prima in società dilettantistiche, poi alla Index-Alexia, ed infine nelle categorie giovanili della provincia di Bergamo.

18. Oliviero Morotti

Oliviero Morotti di Nembro (classe 1944) è stato un ciclista su strada italiano, professionista dal 1969 aal 1971. Il suo miglior piazzamento è stato 26esimo al Giro d’Italia.

19. Diego Magoni

Diego Magoni, classe 1955, è stato professionista nel 1977 con la GBC e nel 1978 con Zoppas prima e Willora poi, non ha mai corso il Giro d’Italia e all’attivo ha una sola vittoria, una tappa del Giro di Gran Bretagna.

E tutti gli altri campioni?

Il ciclismo è uno sport molto amato e molto praticato nella bergamasca e possiamo senz’altro dire che questo territorio ha sfornato molti campioni. Talmente tanti che 19 tornanti non bastano a raccontarli tutti. Per questo qualcuno ha proposto di dedicare nuovi tornanti o gli stessi già occupati dai nomi eccellenti ad altri nomi di campioni altrettanto importanti.
Ovviamente io non entro nella polemica e mi limito a dire che l’idea di dedicare una ciclovia in salita ai campioni di questo sport mi è sembrata ottima e forse da replicare. Voi cosa ne pensate?

 

 

2 commenti

  1. A vedere quei tornanti mi venuto il mal d’auto!! Qui da noi il ciclismo non è molto praticato, ma vedo che da voi diventa un vero e proprio stile di vita. Bella l’idea di assegnare un campione ad ogni tornante!

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