Tartufo nero di Bracca

Alla Festa del Tartufo di Bracca, in Val Serina, il tartufo nero bergamasco è una gioia in (e per) tutti i sensi.

Da 10 anni ormai, a Bracca, un paesino della Val Serina in provincia di Bergamo, nella prima metà di settembre, si svolge la Festa del Tartufo dove si celebra la bontà del tartufo nero bergamasco. Io ci sono stata e devo dire che è stata una bella sorpresa. La Festa del Tartufo di Bracca è una giornata che mette d’accordo tutti, estimatori del tartufo e non, con iniziative culturali e gastronomiche, banchetti di vendita con prodotti delle valli a chilometro 0. Ma soprattutto offrendo un punto di degustazione gratuito che ti invoglia a saperne di più e a provare esperienze legate alla coltivazione e raccolta dei tartufi nella Bergamasca.

Ho scoperto solo recentemente che il tartufo nero bergamasco è un prodotto molto apprezzato e che sono diversi i ristoranti e le trattorie in cui si preparano piatti con questo prezioso tubero veramente a chilometro 0. Così, quando ho saputo che ci sarebbe stata la Festa una delle ultime domeniche di settembre, l’ho segnata in calendario e ci sono andata. Ecco quello che ho scoperto.

Cesto di tartufo nero scorzone di Bracca

La provincia di Bergamo è un territorio ricco di tartufo nero 

Il tartufo nero della Val Serina sta conquistando appassionati che vengono da ogni parte d’Italia e riscuote consensi al punto da essere annoverata tra le specie di tartufo nero più pregiate fra quelle raccolte in Italia. Da diversi anni sul territorio sono nate delle associazioni di tartufai che portano avanti la cultura (e la coltura) del tartufo consapevoli di quanto questo prezioso alimento possa diventare attrattivo per moltissimi appassionati.

Piace talmente che nella Bergamasca c’è sempre maggiore richiesta, anche nei ristoranti, di tartufo nero pregiato e la produzione locale ormai non basta più, ecco perché da alcuni anni per soddisfare il mercato sono diventati così importanti  i tartuficoltori, quelli che mettono a disposizione un terreno per piantare gli alberi idonei a produrre, dopo almeno cinque anni, ottimi tartufi. In provincia – non vengono comunicate le località esatte per ovvi motivi – ci sono quattro impianti tartufigeni di grossa entità, con 150-250 piante, inoltre ce ne sono altri 11 che stanno crescendo e che stanno cominciando a produrre ora.

 


Quali sono le 8 tipologie di tartufo più pregiato

Se vi dicono che se non è tartufo bianco, non è buono, non credeteci. Ci sono alcune varietà di tartufo nero strepitose.

Le specie di tartufi che si possono raccogliere in Italia sono 13. Di queste, 8 sono le tipologie più pregiate. Esistono anche delle specie lievemente tossiche e di odore nauseabondo, che quindi non si prestano alla raccolta, ma non preoccupatevi: per fortuna non esistono specie molto tossiche o velenose.

Queste le otto tipologie di tartufo più pregiate (il nome comune e il termine scientifico), in ordine di pregio decrescente:

  1. Bianco pregiato, Tuber magnatum Pico;
  2. Nero pregiato, Tuber melanosporum Vittad;
  3. Moscato, Tuber brumale var. moschatum De Ferry;
  4. Nero estivo, Scorzone, Tuber aestivum Vittad;
  5. Uncinato, Tuber uncinatum Chatin;
  6. Nero invernale, Tuber brumale Vittad;
  7. Bianchetto o Marzolino, Tuber borchii Vittad. Tuber albidum Pico;
  8. Nero liscio, Tuber macrosporum Vittad.

Ogni tartufo ha caratteristiche di colorazione, sapore e profumo ben precise,  determinate dal tipo di alberi nelle vicinanze dei quali si sviluppa. Ad esempio, i tartufi che crescono nei pressi della quercia, avranno un profumo più pieno, mentre quelli vicino ai tigli saranno più chiari e aromatici. La forma, invece, dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenta più liscio, se compatto, diventa nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.

La raccolta del tartufo nero bergamasco

Il territorio bergamasco non è certo Alba, ma è comunque il quarto territorio italiano per importanza nella raccolta di tartufi. E’ una terra vocata soprattutto per i tartufi neri di pregio: l’estivo, da giugno ad agosto; l’uncinato, da settembre a novembre; il nero pregiato, tra dicembre e gennaio. Rarissimo il bianco che si può trovare in pochi terreni sabbiosi di pianura.  Gli alberi sotto i quali si possono cogliere pregiati tuberi bergamaschi sono il carpino nero o bianco e il nocciolo. In pianura, il tiglio.

Non i tutti i boschi e terreni la raccolta è libera. Esistono infatti tartufaie di proprietà privata presso le quali  – per essere riconoscibili e controllate da un punto di vista qualitativo – è imposta dalle Leggi Forestali l’apposizione di tabelle delimitanti le tartufaie stesse e nelle quali non è possibile entrare.

La raccolta libera, invece, non è proprio del tutto libera. Esistono alcune regole da seguire, vigenti in Lombardia:

  • Per raccogliere i tartufi è necessario possedere un tesserino di idoneità, rilasciato dalle province e dalle sezioni di addestramento private dopo uno specifico percorso formativo. Informatevi dove potete frequentare questi corsi se avete il desiderio di cimentarvi nella raccolta dei tartufi senza incorrere in sanzioni.
  • Nei periodi di apertura del calendario, la raccolta dei tartufi commestibili maturi può essere effettuata nell’arco delle 24 ore giornaliere. Quindi controllate il calendario che trovate sul sito della Regione Lombardia.
  • Il quantitativo di tartufi che si possono raccogliere non può superare il peso di 1 chilogrammo al giorno per persona, fatta salva la raccolta di un unico esemplare di peso superiore. Ma per favore, non siate ingordi: non raccoglietene più di quanto concesso dalla normativa.

 


La raccolta nei boschi demaniali è a rischio

Oggi si contano alcune centinaia di patentini assegnati ai tartufai bergamaschi. Tantissimi, ma molti cominciano e poi lasciano perdere: quelli che più o meno costantemente fanno questa attività non arrivano a un centinaio e girano tutti con i loro fidati cani da tartufo.

Una volta di tartufi nella nostra provincia ce n’erano molti di più e si trovavano addirittura in città (ho letto in Rete che qualcuno raccontava di averne trovati alcuni esemplari al Parco Suardi). Oggi, a causa di raccoglitori improvvisati che non sanno come proteggere e favorire la ricrescita di questo prezioso tubero,  la quantità di tartufi si è notevolmente ridotta. Il pericolo infatti è l’avidità dei cercatori, che pur di portare a casa del raccolto non si limitano a usare i cani addestrati ma ricorrono alla zappa, rovinando l’habitat naturale che si ribella e non produce più.

boschi bergamaschi dove si raccoglie tartufo

Dalle tartufaie ai tartuficoltori bergamaschi

In Bergamasca c’è sempre maggiore richiesta, anche nei ristoranti, di tartufo nero pregiato e la produzione locale ormai non basta più. Ecco perché oggi sono diventati così importanti i tartuficoltori, che mettono a disposizione terreni per piantare gli alberi idonei a produrre, dopo almeno cinque anni, ottimi tartufi. In provincia – meglio non dire la località – ci sono quattro impianti tartufigeni di grossa entità, con 150-250 piante. Inoltre pare ce ne siano almeno una decina che stanno crescendo e produrranno nei prossimi anni.

Si pensi che il periodo migliore di produzione è dopo 10-12 anni di impianto della tartufaia. Ogni pianta può arrivare a produrre 800-1000 grammi l’anno di tartufo nero, il cui valore sul mercato bergamasco varia da 80 euro al chilo per l’estivo fino a 6-700 euro al chilo per il nero pregiato.

Una decina di altri giovani imprenditori stanno facendo richiesta di mini-impianti tartufigeni. Insomma, il settore è vivo e fa parte della economia bergamasca. Un calcolo approssimativo dice che ogni anno, tra raccolta e produzione in tartufaia, la terra bergamasca metta sul mercato circa un quintale di tartufo nero. Valore approssimativo: circa 300 mila euro. Cifra che può aumentare a seconda della stagione e della produzione. La richiesta comunque è superiore almeno dell’80 per cento.

 

Come raggiungere Bracca e la Val Serina

Se vi è venuta voglia di saperne di più sul tartufo bergamasco, visitare le tartufaie o assistere ad una dimostrazione di ricerca coi cani da tartufo, non dovete far altro che recarvi a Bracca, a settembre, in occasione della Festa del Tartufo.

Bracca si trova all’inizio della Val Serina, una valle che collega la Val Brembana con la Val Seriana. E’ famosa per l’Acqua che sgorga dalla Sorgente Bracca e per un orrido molto suggestivo. Dista da Bergamo una ventina di chilometri e la si raggiunge percorrendo la Statale della Valle Brembana fino a Zogno. Seguire le indicazioni per Serina e poi per Bracca.

 

Se invece settembre è troppo lontano e volete comunque assaggiare i piatti della tradizione profumati dal tartufo, non dovete far altro che andare nelle trattorie della zona e assaggiarli.

Se poi volete fare una gita nei dintorni, vi suggerisco il Santuario del Perello (di cui ho già parlato qualche tempo fa).


Note

Le informazioni su tartufi bergamaschi e tartufaie le ho raccolte in rete e parlando con la gente del posto a Bracca. Le foto sono mie o di mia proprietà. Il tartufo che vedete nella mia mano è stato acquistato alla Festa del Tartufo di Bracca e proviene dalle tartufaie della val Serina. 

12 commenti

    1. Allora devi assolutamente fare un giro dalle nostre parti. Poi, in caso prosegui per Alba. Tanto sei sulla strada. 😉

  1. Interessante sapere che ci sono otto tipologie di tartufo, non lo sapevo. Conoscevo solamente i famosi tartufi di Alba. Non sapevo che anche a Bergamo, una città molto più vicina a Vicenza, dove vivo, ci fosse questa festa, e questa usanza di raccoglierli.
    Mi dispiace leggere che la raccolta nei boschi demaniali sia a rischio, perché questo è un prodotto del nostro territorio molto pregiato che andrebbe maggiormente promosso e valorizzato anche all’estero.

  2. Amo particolarmente il tartufo sia come spolverata sulla pasta che sull’uovo ma non ho mai capito la loro differenza e come viene catalogati le varie specie di tuberi. Mi piace molto come hai impostato il tuo post e adesso ho le idee molto più chiare di prima.

  3. Non conoscevo questa fiera del tartufo, a me e al mio compagno piacciono particolarmente questo tipo di eventi. Grazie per avermelo presentato, sopratutto per la classificazione del tartufo del quale sapevo veramente poco

  4. Sono abituata al tartufo di Alba, vicino al paese natale di mia mamma in Piemonte e lo adoro da morire. Non conoscevo quello bergamasco, ma ora che ne hai parlato tu ne sono incuriosita. Non vedo l’ora di provarlo, grazie per i tuoi consigli!

  5. Io adoro il tartufo, anche se non sono né esperta né intenditrice. Non conoscevo affatto questa varietà bergamasca. Motivo in più per organizzare un viaggio in quelle zone, anche se lontane per me.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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