Torre de’ Roveri: alla scoperta delle stanze segrete di Villa Astori, la villa che “respira”

Sono sempre stata affascinata dalle ville e dalle dimore storiche: le ho cercate e visitate in ogni dove, rincorrendole sul web e rincorrendo chiunque me ne sapesse raccontare la storia e le storie. Per questo quando si presenta l’occasione di visitarne una non me la lascio sfuggire. E quella che sto per raccontarvi è la storia di una dimora nobiliare che si trova nella bergamasca e che mi ha permesso di fare una delle esperienze più belle e particolari da quando ho iniziato a scrivere questo blog. Sto parlando di Villa Astori, una residenza storica nel cuore di Torre de’ Roveri, nelle Terre del Vescovado. Un’antica residenza nobiliare molto affascinante immersa in uno splendido parco all’inglese. Un edificio di cui ho visitato le stanze più segrete con lo spirito dell’esploratrice Urbex, ma in compagnia di Laura, la figlia del proprietario, che mi ha raccontato degli aneddoti e mi ha mostrato quello che pochi hanno il privilegio di vedere. Una dimora che sta tornando lentamente alla vita grazie alle cure e all’amore di chi crede che la bellezza dei luoghi sia una risorsa importante da curare e preservare.

Il “respiro” di Villa Astori e del suo parco

Villa Astori è un edificio di impianto settecentesco, ampliato nei secoli successivi, tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento. La villa occupa una superficie totale di circa 1.700 metri quadrati per 40 vani disposti su tre piani. Si riconoscono saloni di rappresentanza, salottini privati, studioli, stanze, sale da bagno, cucine, lavanderie e disimpegni.

Entrando si trovano sale decorate con gusto. E nelle decorazioni sopravvissute al tempo si distinguono alcuni stilemi di moda nell’Ottocento e altri tipici del Liberty. Notevoli i saloni del primo terra con i camini monumentali e lo scalone d’onore. Una vera chicca  è il salottino al primo piano che precede due stanze da letto affrescato con scene e raffigurazioni paesaggistiche. Era uso dell’epoca infatti rappresentare scene agresti e panorami per raccontare delle storie e portare la natura all’interno delle ville. Gli stemmi presenti in vari punti della casa appartengono invece, con ogni probabilità ai casati dei diversi proprietari che abitarono negli anni.

Le foto qui sotto sono di Laura Pietra Ph.

Il grande e pregiato parco all’inglese occupa una superficie di circa 15 mila metri quadrati ed è di una tale bellezza e rarità da lasciare senza fiato. Grazie alla presenza di pergolati e lunghe passeggiate, unite alla varietà di alberi secolari e specie pregiate, con querce, lecci e magnolie, costituisce un patrimonio naturale incredibile che dona a tutta la proprietà un pregio notevole. Composto ad arte e con passione è di grande effetto scenografico, anche per il lieve dislivello del terreno che lo muove e lo impreziosisce nelle forme.

Ma c’è una cosa che noterete entrando e visitando questo luogo: Villa Astori respira. Come respira il suo parco. Attraversando le stanze sentirete la presenza benevola di questa casa che ha mille storie da raccontare e che ha voglia di futuro. Un edificio che ha voglia di raccontare altre storie.

La storia e gli abitanti di Villa Astori

La famiglia Astori giunse a Torre de Roveri nel 1915 acquistando Villa Sottocasa. Questa era stata l’abitazione della famiglia Cortesi di Torre de’ Roveri che, verso la fine del 1800 fu costretta a venderla al dottor Guido Frizzoni (lo stesso della Tenuta Frizzoni di cui vi parlerò presto che ho visitato durante la Prima Tappa del Cammino del Vescovado). Dopo un breve periodo di permanenza, anche lui aveva deciso di vendere la nobile dimora lasciandola così ai Sottocasa di Pedrengo.

La casa fu acquistata e sistemata proprio per accogliere i rampolli delle famiglie nobili Sottocasa e Piccinelli che erano convolati a nozze, ma questo legame non durò molto e quando la coppia si separò la villa fu messa nuovamente in vendita.

La acquistò Mansueto Astori che ci andò a vivere con la moglie Maria dei Baroni Scotti e con la figlioletta Anna Maria. Mansueto morì nel 1933 a causa di un gravissimo morbo. Maria Astori trovò conforto nella figlia Anna che nel frattempo era cresciuta era stata promessa sposa ad un giovane pretore di Lovere, il futuro avvocato Tobia Taddeo.

Villa Astori era diventata il centro di una vita un po’ ottocentesca, ma familiare e accogliente. Tanto accogliente che durante la Guerra pur essendo in parte requisita da alti ufficiali dell’aviazione germanica, donna Maria Astori non ebbe alcuna esitazione nell’ospitare la famiglia di un ricercato e di un condannato politico.

Donna Maria non aveva complessi, era semplice e sincera. Con il sorriso sulle labbra seppe salvare situazioni estremamente difficili. Si dedicava ad opere di carità e faceva beneficenza come avevano fatto prima di lei suo marito Mansueto e i suoi genitori. Negli ultimi suoi giorni, pur avvertendo che le sue forze si facevano sempre più deboli sperava di ritornare nella sua dimora di Torre de Roveri che aveva lasciato per andare a vivere a casa del genero e della figlia. Morì il 2 aprile 1967 tra le braccia della sua amata Anna.

Anna Maria Astori

Nata a Bergamo il 6 maggio 1913, visse la sua infanzia e giovinezza nella magnifica villa di Torre de’ Roveri. Quando il padre morì (11 luglio 1933 a 47 anni) si trovò improvvisamente, senza nessuna esperienza, a supportare la madre e a gestire la proprietà paterna. Con coraggio, e in breve tempo, fu in grado di gestire ed amministrare il patrimonio di famiglia. Questo tragico avvenimento e le esperienze successive formarono il suo carattere e fecero di lei una donna attiva, impegnata e desiderosa di sapere e conoscere sempre e ovunque.

Dopo il matrimonio con Naddeo Tobia, avvocato penalista, si trasferisce con il marito e la madre prima  in via Stoppani a Bergamo poi nella abitazione di viale Vittorio Emanuele. Il suo cuore rimane però a Torre de Roveri ove ritornerà spesso per rivedere i luoghi più cari e per trascorrervi felici momenti intrisi di nostalgie e di tanti ricordi.

La madre muore nel 1967. Il marito nel 1987. Villa Astori rimane in eredità ad Anna che vi tornò ad abitare alla morte del marito condividendo la casa con la fidata Teresina che, entrata in casa Astori  a Torre de Roveri nel 1913 a 14 anni, vi è rimasta sino alla sua morte avvenuta nel febbraio 1995.

Opere di filantropia e beneficenza

Dotata di una grande capacità di capire l’animo umano, la vita di Anna Maria Astori è sempre stata improntata da un profondo amore per l’arte e dal desiderio di aiutare chi era in difficoltà e chi era disposto ad ascoltare gli altri. Dal padre Mansueto, benefattore dell’Istituto Matteo Rota e di altre molteplici iniziative caritatevoli, apprese la rara virtù del donare. A Torre de Roveri, a Osio Sopra, a Orio al Serio, a Bergamo sono state innumerevoli le sue donazioni che hanno permesso a Enti pubblici e privati di realizzare opere utili alla collettività e ai bisogni della gente.

Negli ultimi anni di vita Anna Astori si era più volte posta il problema di fare qualcosa per aiutare la ricerca medica perché era convinta che la cura di una malattia e la guarigione fossero il più bel regalo che si potesse fare ad una persona ammalata. Pensò senz’altro a questo quando nel 1994 decise di donare le sue proprietà di Torre de’ Roveri e quando decise di lasciare, alla sua morte, tutti i suoi beni all’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Bergamo. Grazie alla vendita di questa villa sono stati finanziati importantissimi studi che ancora oggi proseguono.

Il fascino delle stanze segrete di Villa Astori

Le case disabitate sono la mia passione perché hanno una voce e un alfabeto. L’ho scoperto leggendo un libro: «La voce delle case abbandonate. Piccolo alfabeto del silenzio», Ediciclo.

Mute solo in apparenza – si legge –, cominciano a vivere di vita propria, come dei figli, quando le persone si allontanano. È in questo momento che prendono respiro. Per sentirlo bisogna entrarci in punta di piedi, senza forzarle, mettendosi in ascolto.

E durante il mio giro ho ammirato il meraviglioso pavimento della veranda su cui dà lo studio e che porta verso lo scalone d’onore.

Ho salito le scale ammirando i soffitti e le pareti dipinte con il trompe d’oil.

Sono entrata nel salottino con le pareti e il soffitto dipinto, un giardino interno. Ho riconosciuto (o mi è sembrato di riconoscere) i paesaggi del Lago d’Endine.

E poi sono entrata nelle stanze più segrete, nel cuore della villa. Ho curiosato tra le stanze da letto e i bagni. Ho letto il foglio con l’inventario della biancheria presente nel vecchio armadio. Mi sono chiesta se quella grafia fosse proprio quella della fedele Teresina, che fino al 1995 visse con Anna Maria Astori, prendendosi cura di lei e della casa.

Mi sono affacciata dalle finestre. Da tutte quelle che ho potuto.

Sono salita in soffitta, calpestando i pavimenti che durante la guerra furono calpestati dai componenti di una famiglia perseguitata dai tedeschi.  Ho salutato la sirena.

Sono scesa dalla scala di servizio, quella che veniva percorsa dai domestici che vivevano a Villa Astori.

Ho visitato le cucine. Ho fatto girare il passavivande, quello che serviva per passare i piatti dalle cucine alla sala da pranzo.

E mi sono immaginata quei giorni, quando lì vivevano delle famiglie, ricche si, ma con i loro carichi di gioia e di dolore, come tutti. E ho sentito di nuovo il respiro di questa villa testimone di mille vite.

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Il futuro di Villa Astori

Oggi Villa Astori sta tornando alla vita.

I suoi proprietari da quest’estate hanno aperto le porte al pubblico organizzando eventi e momenti di svago nel meraviglioso giardino, con un servizio di ristorazione all’aperto, curato da Mario’s Bakery, corsi di tai chi, pilates, massaggi shiatsu, letture per bambini all’interno del parco, per iniziare a creare una vera vita di respiro per chi ama l’ascolto ed il rispetto dello star bene, un invito a prender tempo e dargli valore.

Ma il futuro è ancora tutto da disegnare e da scrivere. Bellissime a questo proposito le parole di Laura Panseri che mi ha accompagnato in questo viaggio nella storia di Villa Astori e che sta pensando al futuro di questi spazi:

Vorremmo che questo luogo diventasse davvero un posto “senza tempo” dove rifugiarsi, ritrovarsi, rigenerarsi, imparare a stare fermi, essere grati di ciò che è stato. Investire sulla parte che l’uomo ultimamente ha dimenticato: recuperare la vera parte di sè. 

Ambizione che questo diventi il posto ideale dove poter vivere leggeri, spogliati da pensieri e preoccupazioni, godersi le attenzioni dei servizi dedicati. Un antidoto sano alla solitudine. Sarà che il silenzio aiuta l’ascolto, sarà che pur di non sentire spesso si alza il volume di tutto il resto, ma abbiamo il dovere di ripulire e far tornare a galla ciò che conta davvero. 

Note

Tutte le foto – dove non diversamente segnalato – sono mie e sono state scattate durante il mio giro nelle stanze più segrete di Villa Astori in compagnia di Laura, una degli attuali proprietari. Durante il giro ho scoperto che la Villa sarà restaurata e sarà trasformata in un Relais. 

Questo articolo è il frutto di una collaborazione con l’associazione Terre del Vescovado che ha organizzato per me un blog tour per farmi conoscere le bellezze e le eccellenze del territorio  nell’ambito del bando regionale Viaggio #InLombardia (o #viaggioinLombardia sui social).

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36 commenti

  1. Questa villa ha davvero un fascino d’altri tempi. Per fortuna che ancora ci sono persone che si preoccupano dei nostri patrimoni artistici.

  2. Deve essere stata un’esperienza davvero unica la tua esplorazione di questa splendida villa… Il tuo bellissimo articolo mi ha riportato alla mente le mie estati toscane, quando da bambina frequentavo un’antica e storica villa di proprietà dei nonni di una mia amichetta.. le scale della servitù, le soffitte impolverate, i meravigliosi pavimenti, emozioni uniche, grazie per avermele ricordate e sempre complimenti per il tuo bellissimo sito.

  3. Io me ne sono già innamorata: un’antica villa con chissà quante storie racchiuse al suo interno, lo stile liberty e un grande parco tutt’intorno! Il fatto che sia stato aperto il grande giardino è di per se una bellissima occasione per godersi questo posto e non lasciarlo al degrado: immagino tutta la fatica di manutenzione e organizzazione!

  4. Bellissima scoperta! E bellissimo il fatto che ultimamente abbiano deciso di organizzare eventi al suo interno! Recentemente ho fatto due matrimoni all’interno di dimore storiche e la cerimonia è stata molto affascinante

  5. Davvero molto interessante questa villa e la storia dei suoi abitanti.Mi affascinano sempre le dimore storiche.

  6. Che luogo meraviglioso! Come te ho una passione per le antiche dimore e la loro storia. Anche ora che vivo all’estero Non perdo l’occasione di visitarle (sono fortunata, anche l’Inghilterra è piena di affascinanti residenze). Molto belle le foto, sei riuscita a trasmettere il fascino di questi interni che, seppur disadorni, sono pieni di personalità.

  7. Quanta magia, una vera chicca! Anch’io ho letto “La voce delle case abbandonate”, sai? Sono attratta come te dalle ville e dalle case che sanno parlare, dai muri e dagli arredi che hanno vissuto fasti e stanno in piedi con una voglia matta di raccontare e di farsi sentire 🙂

  8. La villa è meravigliosa di suo, le stanze, i pavimenti e i decori sono uno splendore. E mi piace tantissimo il progetto di farla diventare un luogo che ognuno consideri casa, dove ognuno possa ritrovarsi

  9. Villa Astori mi era sconosciuta fino ad ora… Ma che meraviglia! Lo stile ottocentesco ha il suo fascino e da appassionato di storia e storia dell’arte questo posto mi intriga. Dalle foto ho apprezzato questo tour virtuale. – Paolo

  10. La villa è bellissima e se riportata all’antico splendore, potrebbe divenire un luogo dove voler tornare più spesso per visitarla. Sicuramente il fatto che stiano cercando di riportarla in vita e farla conoscere è lodevole. Soprattutto fanno sì che la storia di certi personaggi storici non muoia mai.

  11. Mi auguro davvero che il progetto di Laura prenda sempre più vita. Adoro le ville: mi piace pensare a come vivessero le persone che le abitavano, immaginarle nei loro gesti quotidiani, “sentire” la loro presenza.

  12. Trovo che Villa Astori sia una costruzione splendida. Con il suo giardino all’inglese, pronto per essere ammirato nella sua bellezza e per essere anche luogo di realizzazione di attività ed eventi, nonché con i suoi interni ricchi di storia, essa si presta ad essere un gioiellino da salvaguardare e valorizzare.
    Mi piacerebbe davvero visitarla.
    Maria Domenica

  13. Adoro le dimore storiche. Mi piange il cuore nel vedere certe Terre abbandonate alla loro storia e “vecchiaia”. Non mi sembra essere questo il caso, me la segno assolutamente nei miei preferiti.

    1. Non solo. Sarebbero perfetti anche come set di un film o di un video musicale. Mentre ero lì che mi aggiravo non potevo fare a meno di pensarci.

  14. Bellissimo che diano la possibilita’ di visitarla, spero che davvero in futuro siano sempre piu’ i modi di tenerla viva il piu’ possibile. Io ho adorato le stanze con le pareti come un quadro. Mi immagino a viverci e a lasciarsi andare con la fantasia davanti a quella meraviglia!

  15. Che meraviglia questa dimora d’epoca!
    Io adoro questi posti ricchi di storie da raccontare, aggirasi per le stanze, ammirare dettagli e
    immaginare il suo passato 😍
    Grazie di averne scritto, mi hai fatto scoprire un luogo super affascinante!

  16. Una dimora meravigliosa! Mi piacciono sempre tantissimo questi posti pieni di storia da perderci tutta la giornata e riempirmi di cultura. Me ne sono innamorata man mano che leggevo il tuo articolo!

    1. Ti ringrazio, mi fanno molto piacere queste parole. Spero che vorrai continuare a seguirmi: ho in serbo nuove chicche per tutti.

  17. Mi piace molto visitare ville e castelli! E poi ho sempre amato i giardini all’inglese. Grazie per avermi fatto scoprire Villa Astori e la sua storia, davvero un excursus interessante, mi è sembrato di visitarla un po’ insieme a te!

  18. Sono felice di leggere che questa splendida villa sta tornando a prendere vita grazie agli eventi che vengono qui organizzati. E’ un vero peccato che certi capolavori si perdano nel tempo e nella memoria. Se anche solo una stanza continua a rimanere viva, credo sia una grande vittoria per tutti!

  19. Molto bella questa casa. Anche a me piace visitare le case antiche, i palazzi, sopratutto con i loro arredi e se hanno una storia. Interessante l’idea di realizzare degli eventi, in questo modo si può farla vivere ancora.

  20. Mi è piaciuto molto questo post. Anche se probabilmente non riuscirò a venire a rvisitarla, mi hai comunque dato degli spunti di riflessione importanti. Grazie.

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