Ammirare l’opera Osiride Addormentato di Igor Mitoraj installata nel 2007 nella piazza di Osio Sotto

Le sue opere si trovano nelle piazze e nei musei di molte città europee: al British Museum di Londra, nel quartiere della Défense di Parigi, in Piazza del Carmine a Milano, agli Uffizi di Firenze e anche a Roma. Sono le sculture in bronzo o marmo di Igor Mitoraj, una delle figure  più importanti del panorama mondiale dell’arte della seconda metà del Novecento. Questo meraviglioso artista ha scolpito non solo una  splendida Annunciazione per i Musei Vaticani, ma anche le porte bronzee e una statua di Giovanni Battista per la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Immaginate quindi la mia sorpresa e la mia gioia quando ho scoperto che nella piazza di fronte al Municipio di Osio Sotto, in provincia di Bergamo, dal 2007 si trova un esemplare dell’opera Osiride Addormentato di Igor Mitoraj. Potevo non andare ad ammirarla di persona e inserirla in una delle 101 cose da fare e da vedere in provincia di Bergamo almeno una volta nella vita?

Il mio incontro con l’arte di Igor Mitoraj

L’arte di Mitoraj aveva (e ha) la caratteristica di piacere un po’ a tutti. Grandi retrospettive a lui dedicate sono state ospitate nei giardini delle Tuileries di Parigi, nei Mercati di Traiano a Roma, a Venezia, a Pisa, a Pompei e nella Valle dei Templi di Agrigento. Ed è proprio nel sito archeologico siciliano che nel 2011 mi sono imbattuta nelle opere di Igor Mitoraj per la prima volta e ne sono rimasta folgorata: un’arte colta, continuamente riferita al classicismo ma estremamente moderna, che riesce a entrare nelle corde anche dei “non addetti”, per l’armonia delle forme e l’eleganza dei tratti.

Valle dei Templi Igor Mitoraj

Da allora, ogni volta che scopro la presenza di un’opera di Igor Mitoraj in una delle città che visito, cerco sempre di andare ad ammirarla di persona e ad immortalarla con uno scatto. L’ho fotografato (male e quindi le foto che vedete sotto non sono mie) a Londra, a Firenze, a Sheveningen (L’Aja, Olanda), a Milano e… ieri anche a Osio Sotto.

Ammirare l’Osiride Addormentato a Osio Sotto

Osiride Addormentato è un’opera di Mitoraj molto amata e ammirata nel mondo.  L’amministrazione di Osio Sotto ne ha acquistato un esemplare per sostituire il Monumento ai Caduti realizzato negli Anni Sessanta. Non voglio e non posso entrare nel merito della scelta (da quello che ho letto le polemiche sono andate avanti anni e mi sembrerebbe sciocco rivangarle), ma da semplice appassionata d’arte, trovo che la presenza di un’opera di Mitoraj in un paese della provincia bergamasca, così, a disposizione di tutti, sia un dono meraviglioso.

Per ammirarlo basta andare nella piazza principale di Osio Sotto, proprio di fronte al Municipio. Si trova al centro di un’aiuola, nella piazza su cui si affacciano banche e negozi.  Una targa in bronzo segnala titolo dell’opera, data di installazione e autore.

Targa

Se lo osservate attentamente, coglierete un particolare che torna sempre nelle sculture di Mitoraj: un piccolo tocco che è diventato una sua cifra stilistica, un refrain, quasi una firma. Spesso si tratta di una finestrella che i suoi eroi portano sul petto, all’altezza del cuore o in altri punti del corpo, ma in questo caso è un’incisione al centro della fronte.

opera di Igor Mitoraj a Osio Sotto.jpg

Dentro a questa sorta di finestra immaginaria c’è un altro eroe, più piccolo, che salta fuori come un dio minore, o un diavoletto, o forse soltanto un figlio più umano di quegli irraggiungibili esseri metà uomini e metà dei, o, come ha scritto Soavi, “un complice dichiarato che offre, con la sua presenza animata, lo spettacolo e l’ironia del nostro tempo”.

Un Monumento ai Caduti straordinario

Immagine frammentata, mutilata, attraversata da vuoti: reperto proiettato nella modernità. Quello di Mitoraj è un colosso reclinato, affossato, prostrato, ma non vinto, perché come disse l’artista un giorno:

«Il vero eroe è quello che sa perdere. Per questo nelle mie sculture creo sempre dei guerrieri che recano evidente il segno della ferita.»

Un volto monumentale, resecato e scheggiato. Le mille screpolature che intaccano la levigata perfezione del viso, le ferite che segnano il volto denunciano tutta la fatica del vivere, il logoramento causato da una tensione senza fine. Questo è l’uomo che non guarda al passato glorioso, ma che sa rinascere dalla sconfitta. Che sa guardarsi dentro. Che non dimentica.

Osiride-Addormentato-tra-gli-alberi.jpeg

 

Chi era Igor Mitoraj

Igor Mitoraj nasce nel 1944 a Oederan in Germania da madre polacca e padre francese, entrambi deportati dai nazisti; un anno dopo la città di Dresda, poco distante, viene devastata dal bombardamento degli Alleati. Nonostante sia impossibile che la sua memoria abbia potuto fissare il ricordo dei cumuli di macerie e delle strade disseminate di cadaveri mutilati, divenuto adulto, la sua arte si nutre di corpi caduti e smembrati. Ritornato in Polonia in tenera età,  Igor prenderà il cognome del nuovo marito della madre Czeslaw Mitoraj che adotta.

Studia pittura all’Accademia di belle arti di Cracovia seguendo i corsi di Tadeusz Kantor e nel 1968 si trasferisce a Parigi dove si iscrive all’Ècole des Beaux-Art e inizia a praticare la scultura.  In breve tempo riesce ad impadronirsi di una tecnica perfetta, pari a quella dei grandi maestri dell’antica Grecia come Prassitele, Scopas, Fidia che viene subito accolto dai favori del pubblico e della critica. Diviene famoso per le sue opere in bronzo realizzate in grandi dimensioni, per lo più teste e arti mozzati per “denunciare” lo scempio delle sculture dell’antichità.

Scultore, pittore, scenografo e regista teatrale, la sua vita è stata costellata di grandi incontri in giro per il mondo. Innamorato dell’Italia, nel 1983 apre uno studio a Pietrasanta, città toscana a cui rimarrà sempre molto legato, incrociando la propria maestria con gli artigiani del posto, da secoli insuperabili nel trattare il marmo e il bronzo.

Perchè questo artista è così importante

Potrei raccontarvi il motivo per cui Mitoraj mi ha colpito così tanto, ma sarebbe troppo lungo e sicuramente vi annoiereste. Posso però scrivere perché è così importante per la storia dell’arte del Novecento. Mitoraj ha il grande pregio di aver portato la grande arte classica nel Ventesimo secolo senza essere un neoclassicista.

Anzi, guardate attentamente le sue opere: se Canova propone sculture caratterizzate dall’assoluta perfezione delle forme e dalla levigatezza delle superfici, le opere di Mitoraj sono mutilate, crepate, sono frammenti che non subiscono la rovina ma testimoniano drammaticamente l’operare del tempo, raggiungendo l’effetto della monumentalità con il solo richiamo ad una passata perfezione di dimensioni imponenti.

mitoraj a Pompei - Fondazione terzo Pilastro

Le sue opere: reperti inquieti

Mitoraj è stato l’artista dei volti tormentati e bendati. Colossi caduti e frammentati, busti mutilati, teste bendate che raccontano la perdita d’identità, di riferimenti dell’uomo contemporaneo, la fatica nel dare senso ad una condizione precaria e le crepe. Le screpolature che intaccano quei volti e quei corpi perfettamente levigati, denunciano la fatica del vivere. Un viaggio nell’arte durato quasi quarant’anni, durante il quale più volte si affida alla figura di Icaro per rappresentare la sfida ai limiti che connotano la condizione umana, l’incoscienza dell’uomo moderno destinato a soccombere.

Al centro delle sue opere c’è sempre l’uomo, avvolto nella precarietà del vivere. La sua scultura da una parte si richiama apertamente ai modelli della tradizione greco-romana, dall’altra esprime una tensione fortemente attuale. La classicità non viene rievocata o rimpianta, più semplicemente le sue opere sono frammenti di storia che si interrogano sul disagio e il progressivo smarrimento della società contemporanea.

mitorajpietrasanta Foto Luca Zuccala ArtsLife.jpg

 

Note
Le immagini dell’opera esposta a Osio Sotto sono mie. Anche quelle della valle dei Templi sono mie. Le altre le ho recuperate in Rete. Metto sotto la foto della mia visita a Osio Sotto perché un giorno, quando ho iniziato a scrivere questo blog, mi hanno detto che si fa così. 😉

Raffi Garofalo a Osio Sotto.jpg

16 commenti

  1. Io ho avuto modo di vedere dal vivo le sue opere proprio nella valle dei templi di Agrigento. Le ho adorate. Ora sono curiosa di vedere anche questa! Ma si vede già dalle foto lo stile inimitabile dell’autore.

  2. Condivido la tua passione per Mitoraj. Anni fa c’è stata una grande mostra di sue opere a Lugano, ed una è stata comperata dalla città o da una banca (non ricordo, forse una banca). Vieni a visitarci! La statue è quella dell’Eros Bendato e la puoi trovare all’entrata principale del Parco Ciani, vicino al Kursaal e al quartiere Maghetti.

  3. Non sono un’amante dell’arte (forse perché non riesco a comprenderla appieno) e non conoscevo questo artista. Il tuo articolo mi ha però incuriosito e ora farò attenzione nel caso in cui dovessi recarmi in città che espongono qualche sua opera.

  4. Riesci a farmi conoscere sempre nuovi artisti che sono quasi sempre sconosciuti prima di leggere i tuoi post, almeno per me. Bellissimo come tutte le sue sculture contengano un secondo eroe o diavoletto e si può scorgere se si fa ben attenzione.

  5. Le sue opere, già di loro meravigliose, valorizzano spesso altri luoghi incantevoli. Opere “antiche” ma così moderne allo stesso tempo: apprezzo sempre più questo artista

  6. Mi piace molto Mitoraj, abitando vicino a Pietrasanta ho avuto modo di vedere le sue opere molte volte nei luoghi dove il maestro le ha realizzate, ma è sempre un’emozione vederle in giro per il mondo e in luoghi spettacolari come Pompei.

  7. Un artista contemporaneo che piace molto ai poi proprio per la sua ‘incompletezza” la mutilazione dei suoi soggetti mi ricorda molto le opere di artisti viennesi del primo ottocento. Bergamo offre veramente molto a livello artistico anche contemporaneamente con questa opera per i caduti

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