Cascina del Frances a Scanzorosciate

Agriturismo Cascina del Francès tra le vigne del Moscato di Scanzo: dall’antipasto al dolce, tutto a km zero

Se siete alla ricerca di un posto carino e un po’ informale, se vi piace gustare i sapori di un piatto, se vi va di prendervi una pausa dalla vita frenetica e trascorrere un po’ di tempo in tranquillità tra i vigneti, questo è il posto giusto: Agriturismo Cascina del Francès di Scanzorosciate, sulle colline del Moscato di Scanzo. Una zona  piena di natura che potete visitare a piedi o in bicicletta come ho fatto io durante il blog tour dedicato al percorso cicloturistico Quadrifoglio organizzato dalle Terre del Vescovado.

Una sosta a Scanzorosciate

Terre del Vescovado è un’associazione turistica che riunisce 15 comuni a est della città di Bergamo, in una zona verdissima tra le colline e la pianura, un territorio impreziosito da un importante patrimonio storico, artistico e di sapori – di eccellenza –  che ho cominciato a conoscere proprio da quando ho questo blog e che spero di avervi fatto venire la voglia di scoprire di persona.

Qui, tra le colline, si trova il comune di Scanzorosciate, che con i suoi vigneti di vitigno Moscato di Scanzo rappresenta la più piccola DOCG d’Italia. Arrivati a Scanzorosciate, siamo saliti per una strada che  si apre magicamente tra i vigneti e siamo arrivati all’Azienda Agrituristica Cascina del Francès, agriturismo e azienda produttrice di Moscato di Scanzo. Questo è il posto ideale dove fermarsi per un pranzo o una cena e, perchè no, acquistare qualche bottiglia dalla cantina dell’azienda.

Cascina del Francès

Una cucina tradizionale con tocchi moderni

L’Agriturismo Cascina del Francés propone una cucina tradizionale a Chilometri Zero, rivisitata con fantasia e originalità.  Lo chef Vanny ha cura di ricercare personalmente tutti gli ingredienti, in gran parte reperiti nella zona (soprattutto i salumi, i formaggi e la carne), seguendone la disponibilità stagionale (in particolare per gli ortaggi). Ma non solo. Qui troverete anche il tartufo, la pasta fatta in casa, la polenta…

Gusterete i prodotti di una cucina genuina, attenta a riproporre sapori antichi, ma contemporaneamente aperta alla sperimentazione, soprattutto quando si tratta di creare nuovi piatti impreziositi dal tocco aromatico dei  vini prodotti direttamente, dal Bastia al Moscato di Scanzo.

Il menù fisso che ti “accoglie con un sorriso”

Se volete sapere cosa mangerete, non posso aiutarvi. Non ci sono menù preimpostati con piatti definiti giorni e giorni prima, chi arriva deve sapere che qui si mangia quello che il momento ha ispirato lo chef. E questo significa che ogni volta è una sorpresa.

Il menù (fisso) viene illustrato a voce e non preoccupatevi di chiedere maggiori delucidazioni perché  la loro regola è essere accoglienti e sorridenti sempre: ci sarà sempre qualcuno che vi spiega i piatti e le proposte, che vi guarderà in faccia e vi sorriderà. Ma il mio consiglio è di affidarvi completamente a loro. Dite solo se volete assaggiare tutto o se preferite un’accoppiata “Antipasto primo o secondo”, “Primo o secondo”. Non rinunciate al dolce è il mio consiglio. E non rinunciate nemmeno all’antipasto, se potete.

Cosa si mangia

I cavalli di battaglia dello chef sono legati ai prodotti del territorio e della Cascina del Francés: primo fra tutti il Risotto col moscatello rosso (Bastia Rosso), ma anche il Risotto con Bastia bianco ed Erborinato e il Risotto al Moscato di Scanzo D.O.C.G. (proposto soprattutto in occasioni particolari,  festività e con le giornate dei sapori scanzesi). Io ho assaggiato subito il Risotto col Moscatello e una pasta fatta in casa con funghi, salsiccia e tartufo nero della zona: strepitosi.

Ma, naturalmente, non ci si poteva limitare ai primi piatti: il tocco della Cantina Francés si può cogliere nei  brasati, marinati nel “Bastia” rosso, e persino nei dolci, fra cui la Torta con Moscato di Scanzo D.O.C.G. e confettura di fichi, glassata al cioccolato fondente, e i  cantucci, che sostituiscono al classico Vin Santo il Moscato nella preparazione.

Cosa si beve

La Cascina del Francés produce un buon vino da tavola. Noi abbiamo pasteggiato con un Bastia rosso fermo, ottenuto dall’unione di tre vitigni: Moscato di Scanzo, Cabernet Sauvignon e Merlot. Di colore intenso, è contraddistinto da un profumo e un retrogusto fruttati. E’ ottimo abbinato agli insaccati e alle carni rosse. Per chi preferisce il bianco, invece, c’è il Bastia fermo da tavola, ottenuto da uve di Moscato giallo della bergamasca. Di colore paglierino, ha un aroma persistente tendente al fruttato con sentori di pesche e mele ed è ottimo per accompagnare aperitivi, risotti ai funghi e ai formaggi. Devo dire che dopo averlo assaggiato avrei preferito questo, ma è semplicemente gusto personale: io preferisco i bianchi ai rossi.

Il fiore all’occhiello è rappresentato invece dal Moscato di Scanzo Docg, vino da meditazione, di colore rosso rubino intenso, che presenta un profumo di frutta matura che con l’invecchiamento assume note speziate. Il sapore è dolce e aromatico, con sentori di marasche, frutti di bosco, vaniglia e spezie: è ottimo se accompagnato da formaggi stagionati, pasticceria secca o cioccolato fondente. E infatti io lo avevo già assaggiato durante la degustazione nel quale avevo provato l’abbinamento con il cioccolato fondente, in occasione della Festa del Moscato di Scanzo.

Il mio bis: le verdurine bio pastellate

Se vi dicessi che io ho addirittura fatto il bis di antipasti? Si, non ho saputo resistere e mi sono fatta portare una porzione di verdurine fritte bio. Una delizia che non potete neanche immaginare. Anzi, forse proprio perché non potete immaginare quanto sia buona dovete proprio andare ad assaggiarla di persona.

E se vi dicessi che non ho chiesto il bis di dolci solo per… colpa della bicicletta? Questa volta ho resistito, ma solo perché mi aspettava una discesa in bici fino a Seriate e non volevo esagerare, ma ho fatto davvero fatica. Il vassoio di assaggi di dolci era un tripudio di forme e di sapori. Fantastico non solo per gli occhi, ma anche per il palato.

Antipasto chilometri zero

Una cascina che conta più di 100 anni di storia

La famiglia Marchesi coltiva vigne in questo magnifico territorio fin dall’inizio del secolo tramandando passione ed esperienza.
Dalla nascita della “Cascina Francés”, dove il bisnonno Luigi si dedicò alla coltivazione e alla produzione di vino da tavola, sono ormai trascorse più di cento anni. Anzi, forse è meglio dire 100 vendemmie, visto che questa è una terra di vino e vigneti e il tempo si misura in raccolti e vendemmie.

Alla Cascina Francés si sono avvicendate tre generazioni, ma è con Valentino che si ha avuto una svolta significativa grazie alla coltivazione dei vigneti con mezzi meccanici.
Ottenuti risultati lusinghieri con la produzione di Moscato di Scanzo, Cabernet e altri vini da tavola, è maturata l’idea di ampliare il servizio offerto: la passione per la cucina di Giovanni unita alla volontà di Luca e alla collaborazione di tutta la famiglia, ha portato alla nascita dell’ “Agriturismo Cascina del Francés”, aperto nell’aprile 2006.

Una curiosità: da dove viene il nome Frances

Il nome pensato per l’agriturismo, spesso fonte di domande circa la pronuncia, ha una storia curiosa. E’ stato scelto in continuità con la tradizione, ricalcando il soprannome che la comunità di Rosciate aveva dato al bisnonno e alla sua famiglia dopo gli anni trascorsi in Francia: “i francesi”, “Francés”, appunto, in dialetto bergamasco.

Rimettersi in viaggio

Ricominciare a pedalare dopo un pranzo così non è facile: la voglia di prendersela comoda è tanta, ma se non vi corre dietro nessuno, potete godervela. E poi, si tratta di fare una bella pedalata in discesa, prima di tornare al punto di partenza.

Anche se di solito a pranzo evito di bere  vino, soprattutto se poi sarò io a dover guidare, questa volta non ho saputo resistere e  ho assaggiato un bicchierino di Moscato di Scanzo della casa. Per fortuna ho pedalato un’ora e mezza prima di rimettermi in auto per tornare a casa e l’alcool l’ho smaltito ben bene. Ricordatevi sempre di bere responsabilmente quando andate in giro e dovete guidare. Meglio poco ma di qualità. E il vino della Cascina del Francés in questo vi aiuta.

Note

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con le Terre del Vescovado nell’ambito del progetto di promozione turistica Viaggio In Lombardia (#viaggioinlombardia).

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