Trekking estivo: alla Cascata del Vò a due passi da Schilpario (Bg), in Val di Scalve, tra boschi e sentieri storici tutti da scoprire

Volete un suggerimento per un trekking estivo facile facile, immerso nei boschi, con un sentiero largo e battuto che porta ad una bellissima cascata bergamasca? Basta andare in Val di Scalve, in località Ronco (a due passi da Schilpario) e dirigersi verso la Valle del Vò. In meno di mezz’ora raggiungerete una magnifica cascata formata dall’omonimo torrente. Un salto di 25 metri immerso nel verde dei boschi che vi lascerà a bocca aperta, la Cascata del Vò merita una gita fuori porta e una camminata con occhi e cuore aperto.

Ve l’avevo già segnatala nell’articolo Itinerario dell’Acqua in provincia di Bergamo: 9 cascate bellissime tutte da scoprire, ma avendo ricevuto molte domande nella mia casella email ho pensato di scrivervi un post dettagliato corredato di fotografie. Non c’è niente di più ispirante di un articolo e  ve lo dico con cognizione di causa, visto che io stessa ho tratto ispirazione per questa esperienza navigando in Rete.

Dove si trova la Cascata del Vò

La Cascata del Vo è una delle cascate più belle della provincia di Bergamo. Si trova nella Valle del Vò, in Val di Scalve.

La Valle del Vò prende il nome dal torrente che nasce dal monte Demignone e che, dopo aver  raccolto le acque di vari ruscelli, diviene il maggior affluente del fiume Dezzo.

E’ costituita da un ampio terrazzamento alluvionale, interamente boscato e conserva molte tracce di attività umane risalenti ad epoche remote. E’ possibile percorrere la parte bassa della valle con un itinerario ad anello in circa due ore, adatto a tutti, particolarmente consigliato a chi desidera conoscere un ambiente ricco di spunti storici, etnografici e naturalistici.

Per arrivare all’imbocco della Valle del Vò dovete arrivare in località Ronco (frazione di Schilpario, il paesino dove si trova anche la Panchina Gigante rossa e gialla di cui vi ho già parlato), in corrispondenza di una segheria, lungo la provinciale. Troverete un parcheggio dove lasciare l’auto.  Seguite le indicazioni del percorso CAI 413A.

La partenza in località Ronco

Il sentiero che porta alla Cascata del Vò è largo, ben battuto e segnalato con la sigla 413A. Parte dallo Chalet del Vò in località La Paghera.

Non presenta difficoltà, per questo è adatto per una gita anche con i bambini. Sale con pendenza costante con vista sul fiume del Vò. Immerso nei boschi è percorribile in tutta tranquillità ed è quasi del tutto all’ombra. La vegetazione si alterna tra boschi di abete, pino mugo e noccioli che creano con il muschio verde un ambiente da favola.

Il percorso nel bosco: una storia antica

Sotto forma di stradina forestale, si attraversa il torrente che scende dalla valle del Venerocolino e inizia a risalire la valle del Vò con un ponticello in legno molto suggestivo che merita una foto.

Raffi Garofalo sulla passerella nella Valle del Vò

Questo sentiero veniva percorso già centinaia di anni fa dai “trafficanti” che valicavano il confine per raggiungere la vicina Valtellina. Siamo al confine delle Orobie, al cospetto della parete Nord della Presolana e delle severe cime Scalvine del Monte Venerecolo, del Pizzo Camino, del Cimon della Bagozza e della Concarena

Dopo circa 30′, il 413A si biforca (bivio segnalato): a  sinistra, un altro ponte in legno permette di attraversare il torrente e salire sino a raggiungere in pochi minuti il soprastante sentiero 413.

Raffi Garofalo sul ponte che porta al Rifugio Tagliaferri in Val di Scalve

Continuando dritti, invece, in 1 – 2 minuti si giungerà alla bella Cascata del Vò. Non potete sbagliarvi perchè troverete sempre le indicazioni e il rumore dell’acqua si farà più intenso.

L’arrivo alla cascata: uno spettacolo che lascia senza parole

Alla cascata è presente un tavolo con panchine, dove si può mangiare al sacco. Seguite il rumore dell’acqua: arriverete davanti ad uno spettacolo della natura che vi lascerà a bocca aperta.

Davanti ai vostri occhi apparirà un salto di 25 metri, incassato nella parete della montagna e avvolto da spruzzi d’acqua gelata che si tuffa in una pozza azzurra creando giochi di luce e colore. Tutto intorno acqua nebulizzata che annullerà il calore del sole che picchia sulle rocce. Non vorrete più venir via, credetemi.

Il Salto d'acqua alla Cascata del Vò in Val di Scalve

Tornare al punto di partenza con il percorso ad anello

Se  avete voglia di fare il percorso ad anello e tornare al punto di partenza in località Ronco, dalla cascata potete tornare alla passerella in legno che porta sull’altra sponda del fiume.

Risalendo il sentiero nel bosco si incrocia la mulattiera sentiero (CAI n. 413) che a destra sale verso il Rifugio Tagliaferri, mentre tenendo la sinistra riporta al piccolo borgo di Ronco.

Indicazioni Sentiero CAI

Giunti al borgo di Ronco, con qualche centinaio di metri sulla strada asfaltata tornerete  al punto di partenza dove avete lasciato l’auto.

Proseguire verso il rifugio Tagliaferri

Se invece siete allenati e se avete con voi l’attrezzatura giusta, dalla cascata potete proseguire verso il rifugio Tagliaferri.  Con i suoi 2328 metri il Tagliaferri è la casa alpina più in quota delle Orobie bergamasche, in Valle di Scalve. Su questo rifugio sventolano le bandiere di Save the Mountains, progetto che punta alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale delle nostre montagne.

Ricordatevi sempre di affrontare le montagne con il dovuto rispetto. Arrivati al Rifugio scoprirete che un pasto caldo e una birra vanno a braccetto con la fatica, la gioia e lo stupore di quello che state attraversando. Scoprirete che basta la vista di quell’edificio in lontananza per farti capire che la bellezza di queste cime ti hanno dato energie che nemmeno sapevi di avere.

Rifugio Tagliaferri in Val di Scalve

Perché visitare la Cascata del Vò

Le meraviglie d’acqua della Val Seriana e Val di Scalve fanno parte della storia che per secoli ha interessato quest territori. Raccontano delle bellezze che regalano emozioni in estate e che racchiudono tra ripide pareti tesori che difficilmente si possono dimenticare. Ma raccontano anche pezzi di storia, come ad esempio la storia di boscaioli e minatori.

Curiosità

Sul tragitto per arrivare alle cascate si trova un esempio di “poiat”, una struttura di rami e tronchetti di legna attua alla fabbricazione del carbone di vitale importanza per le genti che un tempo abitavano la zona.

Raffi Garofalo nel bosco del Valle del Vò

L’antica mulattiera che oggi è diventata il percorso per arrivare alla cascata in passato veniva sfruttata per raggiungere “la reglana” un forno di fusione del minerale (del quale ne rimane traccia poco prima della cascata). La Val di Scalve, per secoli, sviluppò il lavoro in miniera che diede ferro già ai tempi dei Romani.

 

Scoprire le montagne in modo responsabile

E’ il caso di dirlo: alle  Orobie non manca proprio nulla e garantisce esperienze entusiasmanti sia per gli alpinisti esperti che per gli appassionati di escursioni e passeggiate.

Se anche voi quest’anno trascorrerete le ferie in Italia, vi invito ad andare alla scoperta di quei territori che meritano di essere frequentati e conosciuti. A cominciare dai luoghi meravigliosi sulle  montagne bergamasche e nelle vallate alpine e prealpine della provincia di Bergamo, come ad esempio la Val di Scalve.

Il turismo di prossimità è infatti uno dei pochi vantaggi legati alla pandemia che ci ha colpiti. Sarebbe un bel gesto decidere di uscire dalla routine e visitare una località bergamasca che non ci è ancora nota. Ne beneficerà l’economia locale (forse) e la nostra conoscenza dei luoghi in cui viviamo.

Evitate il mordi e fuggi. Se potete acquistate i prodotti tipici del territorio e del paese dove vi trovate da portare a casa. E’ un segno di vicinanza e riconoscimento al territorio che vi ha ospitato e un atto di sostegno all’economia locale. E quando siete a casa e decidete di acquistare on line usate quei siti e-commerce di valle, di territorio. E’ fondamentale per sostenere le aziende agricole e artigiane dei territori di montagna.

 

 

Note: le foto sono mie e sono state scattate il 5 luglio 2020, Giornata Nazionale delle Montagne.

 

 

 

 

 

 

 

12 commenti

    1. Come ho scritto basta mezz’ora per arrivare alla cascata e un’ora e mezza/due ore per fare tutto il percorso ad anello.

  1. Mi sembra un itinerario davvero interessante e fattibile, inoltre lo spettacolo della cascata immagino che ripaghi dalla fatica. Sono lontana dalla zona altrimenti sarebbe uno di quei tour che mi piacerebbe fare.

  2. Un posto fantastico, che mi piacerebbe visitare questa estate visto che stimo a luglio e devo ancora pianificare le ferie

  3. Ora che mi sono cimentata nel trekking non la smetto più, mi piace moltissimo scoprire zone fresche e verdi camminando. Bellissimo questo itinerario, vediamo se quest’estate riesco a tornare in Lombardia.

  4. Sono stata a Bergamo ma non conoscevo questo posto, altrimenti ci sarei andata. Peccato a saperlo prima.

  5. Hai ragione, anche io per le mie gite traggo ispirazione dalla rete e poi, ovviamente, scrivo a mia volta la mia versione per raccontare la mia esperienza e le mie emozioni. Adoro le cascate e questo giro ad anello mi piacerebbe molto.

  6. Ma questa cascata è splendida! Somiglia un pò alla Cascata delle Marmore di Terni (Umbria), che si trova a pochi km da casa mia! Me la segno tra le cose da vedere!

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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