bunker e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia

Guerra in Ucraina | Bunker e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia: i bergamaschi vogliono sapere dove sono

Mai avrei pensato di ritrovarmi a scrivere questo articolo, ma gli eventi di quest’ultima settimana e le evidenze che ho rilevato studiando i numeri degli accessi a questo blog mi hanno spinto a farlo. Dove sono bunker e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia? Dove si possono acquistare case con bunker? Esistono anche a Bergamo e in provincia? La guerra in Ucraina fa paura e comincio a vedere gli effetti di questa paura persino su mio blog. Nell’ultima settimana le ricerche in rete di chi googola quelle che in gergo si chiamano key phrase,  Bunker e Rifugi antiaerei a Bergamo e provincia, sono aumentate in modo molto importante: i bergamaschi vogliono sapere dove sono quelli più vicini a loro e dove potrebbero nascondersi in caso di attacco.  Come faccio a saperlo? Semplice: gli accessi agli articoli del mio blog che hanno queste parole chiave al loro interno sono schizzati del + 193% e del 72%.

Le domande dei bergamaschi: dove sono i bunker e i rifugi antiaerei a Bergamo e provincia?

Bunker e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia_Dalmine oggi

E sul finire della pandemia, quando pensavamo di poter tornare alla normalità, ecco che una paura che sembra ancora più grande ci entra dentro: la paura della guerra. Se il lockdown ci aveva fatto credere che la casa poteva proteggerci, la guerra ci fa sapere che non è così e che dobbiamo cercare altro: bunker e rifugi antiaerei. I bergamaschi cominciano a guardarsi intorno e a chiedersi dove sono i rifugi più vicini a loro. Ma non solo. Qualcuno cerca anche case con bunker e rifugi antiatomici sui siti di ricerche immobiliari.

Negli scorsi giorni ho notato un numero di accessi crescente agli articoli che parlano di bunker e rifugi antiaerei provenienti da ricerche che solitamente non sono in linea con il tema del mio blog, ma che avevano a che fare con le notizie arrivate dal fronte di guerra. Sollecitati evidentemente dalle notizie su Kiev dove gli abitanti da diversi giorni sono nascosti nei bunker o nelle stazioni della metropolitana, i bergamaschi si sono chiesti dove avrebbero potuto nascondersi in caso di attacco sul nostro territorio.

Dove sono i bunker antiaerei a Bergamo e provincia?

Bunker e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia

I bergamaschi che hanno cercato risposte alla domanda “Dove sono i rifugi antiaerei a Bergamo e provincia sul web” sono stati molti. Sul mio blog hanno cercato risposte negli articoli che trovate qui sotto:

I miei due articoli non rispondono del tutto alle domande, ma fanno capire certamente che di rifugi antiaerei ce ne sono, anche quelli più impensabili. Ma se volete approfondire per scoprire dove sono quelli usati durante la Seconda Guerra Mondiale potete leggere: Tutti i rifugi antiaerei di Bergamo e provincia e Dove sono i rifugi antiaerei a Dalmine.

Dove sono i bunker antiatomici a Bergamo e provincia?

Dove sono i bunker antiatomici a Bergamo e provincia? Chissà quanti hanno googlato questa domanda in cerca di risposta perché la ricerca è apparsa anche su questo blog! In realtà non mi è dato sapere dove sono i bunker antiatomici in tutta la provincia, ma sempre in Rete sono riuscita a recuperare una notizia di qualche anno fa che racconta come in prossimità della barriera autostradale di Bergamo c’è un albergo di 1a categoria lusso, dotato di ogni comfort compreso il rifugio antiatomico. Si tratta del Cristallo Palace Hotel.

Realizzato sui modelli svizzeri a metà degli anni Ottanta, il bunker del Cristallo Palace Hotel era stato progettato da tecnici della Nato e della Nasa. Il rifugio sarebbe dotato di un gruppo elettrogeno autonomo, magazzini, serbatoi per le riserve d’ acqua, uscite di sicurezza, ed è un grande cubo sotterraneo di cemento armato, ubicato proprio sotto la sala-congressi dell’albergo. Costo della sua realizzazione mezzo milione di euro (un miliardo delle vecchie lire).

Il bunker se allestito adeguatamente pare possa ospitare fino a 150 persone e avrebbero un’ autonomia di circa tre mesi. Chissà se dalla sua inaugurazione (1986) ad oggi non sia stato trasformato in qualcos’altro.

La guerra fa paura: i bergamaschi si informano sul web

Molti si informano: dove sono Bunker e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia? Che la guerra in Ucraina faccia paura sembra una cosa così ovvia, ma non era così ovvio che i Bergamaschi si chiedessero dove rifugiarsi se la guerra dovesse arrivare fino a qui. La ricerca di informazioni sul web relativa a Rifugi antiaerei e Rifugi guerra a Bergamo e provincia è cresciuta nell’ultima settimana. In crescita anche le ricerche sulla presenza di Bunker a Bergamo. E’ quanto emerge dai dati che analizzo ogni giorno. Le ricerche che i netsurfer fanno on line per arrivare agli articoli pubblicati in questo local blog indipendente attivo dal 2016, rivelano come gli accessi agli articoli che contengono la parola chiave rifugi antiaerei siano cresciuti del 193% e quelli agli articoli che contengono le parole chiave Rifugi guerra a Bergamo e provincia e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia siano cresciuti del 72%.

Da quando ha avuto inizio l’attacco della Russia ai danni dell’Ucraina, a partire dal 23 febbraio scorso,  i bergamaschi che si sono chiesti dove si trovano bunker e rifugi antiaerei nella bergamasca sono aumentati di giorno in giorno e gli accessi agli articoli del blog che in qualche modo rispondono a queste domande, o che potenzialmente possono rispondere,  sono cresciuti in modo esponenziale.

Va detto che il mio è un osservatorio certamente limitato ma abbastanza affidabile perché rilevo subito dagli accessi agli oltre 500 articoli dedicati a Bergamo e provincia quello che interessa ai bergamaschi in un particolare momento e quali sono gli stimoli che hanno ricevuto dalla cronaca.

Dove sono i bunker e i rifugi antiaerei a Bergamo? Psicosi, paura o semplice curiosità?

Bunker e rifugi antiaerei a Bergamo e provincia. Le ricerche sul sito cosedibergamo.com sono frutto di psicosi, paura o semplice curiosità? I bergamaschi hanno davvero paura che la guerra possa arrivare fino a qui? Abbiamo tutti paura (mi ci metto anch’io) di un’escalation e di un’espansione della guerra fino a Bergamo? Difficile dirlo, anche perché le ricerche dedicate agli eventi del Carnevale sul territorio continuano ad essere costanti e in linea con la stagionalità, così come le ricerche sui luoghi da visitare durante il week end.

Eppure la ricerca sui luoghi che potrebbero proteggerci in caso di guerra non mi ha sorpreso più di tanto, perché anche io mi sono fatta la stessa domanda, chiedendomi se Bergamo e i paesi della provincia avrebbero luoghi dove accogliere gli abitanti in caso di attacco nemico.

Come tutti i bergamaschi che hanno raggiunto questo blog, anche io ho condotto una ricerca in rete e ho recuperato alcune informazioni in merito. Ma questo mi ha tranquillizzato? No, decisamente. La paura della guerra è qualcosa che ti entra nelle ossa e che non ti fa stare sereno, soprattutto quando la guerra è a 2000 chilometri di distanza, in Europa. Quando le immagini delle persone rifugiate nelle stazioni della metropolitana, nelle cantine e nei bunker antiaerei arrivano fino a noi con la potenza dirompente di una bomba che va ad agire sulle nostre emozioni innescando tristezza, ansia, paura.

E’ possibile costruirsi un bunker antiaereo in Italia?

Sempre in rete, mentre scrivevo questo articolo ho scoperto che i piani regolatori del nostro Paese non concepiscono la possibilità di costruirsi rifugi antiatomici e l’unico modo per farlo è proprio quello di realizzarli come cantine. Sempre in rete si scopre che la spesa media è di 20mila euro, una cifra decisamente non riservata solo ai più ricchi ma abbordabile anche da ceti medi e risparmiatori. Porte di cemento, impianti di ventilazione con schermi antiatomici, cisterne e generatori per l’autosufficienza idrica ed elettrica e radio per comunicare con l’esterno: sono queste alcune delle caratteristiche con cui qualcuno si è già provvisto di un rifugio sotterraneo per difendere la propria famiglia.

Con il conflitto tra Russia e Ucraina alle porte dell’Europa, chi realizza rifugi di sicurezza nucleari, batteriologici e chimici e lavora per la Nato e l’Aviazione italiana ha denunciato “un’isteria ingiustificata” che ha portato famiglie, piccole ditte e commercianti a “una corsa all’acquisto spinta da un impulso emotivo“. Acquisti non da poco: un piccolo bunker può costare tra i 50 e 90 mila euro. I prezzi vanno dai 1.200 ai 3 mila euro a metro quadro.

Cosa succede all’estero: case con bunker antiaereo e altre curiosità

Case con bunker antiaereo in Svizzera

A poca distanza dall’Italia, in Svizzera (Paese per definizione neutrale), una legge degli anni ’60 ha reso obbligatoria la dotazione di un bunker sotterraneo per ogni costruzione. La Svizzera garantisce ai cittadini un sistema di sirene, allarmi, ponti ricoperti di dinamite da far saltare all’occorrenza così da fermare l’invasore, autostrade concepite come possibili piste di atterraggio per jet da guerra.

Bunker e rifugi antiaereo negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti le minacce del terrorismo e dell’uso di armi biologiche hanno dato vita al mercato dei rifugi antiatomici prefabbricati, business per alcuni produttori. Tuttavia in molti paesi sono presenti rifugi antiatomici. Quello meglio congegnato risulterebbe essere proprio negli Stati Uniti, nascosto all’interno di una montagna, centro probabilmente destinato ad ospitare l’alto comando statunitense in situazione di gravissima emergenza nucleare.

In America esistono addirittura delle comunità che hanno costruito interi villaggi sotterranei a prova di guerre, epidemie e tragedie di dimensioni globali, addirittura dotati di confort come piscine, locali comuni per la vita sociale e sale riunioni iper-attrezzate e dotate di ogni tecnologia per le aziende e i loro dipendenti. Vere e proprie cittadelle sotterranee sempre più attrattive per tanti cittadini, spesso in overbooking di acquirenti, che – forse senza nemmeno tutti i torti purtroppo – immaginano un presente e un futuro di eventi incontrollabili e pericolosi da cui l’unica via di fuga è l’isolamento.

In Canada un rifugio antiatomico sotto una fattoria

In Canada, per la precisione nel villaggio di Honing’s Mills (100 km circa da Toronto), è divenuta rapidamente celebre la fattoria di Bruce Beach. Non si tratta infatti di una semplice tenuta rurale, dal momento che il proprietario ha deciso di nascondere qualcosa di gigantesco sotto le sue verdi distese. Si tratta di un rifugio antiatomico, ed è tra i più grandi (considerando quelli appartenenti a privati) dell’intero continente nordamericano. Dimensioni gigantesche, che giustificano il nome scelto, Ark Two, ovvero la Seconda Arca.

La realizzazione ha avuto inizio circa 40 anni fa, ovvero nel 1980, arrivando fino a un’estensione totale sottoterra di circa 3mila mq. Ciò che però ha aiutato la fama di questo bunker a raggiungere quota mondiale, è la struttura di fondo scelta dal signor Beach, che ha sfruttato ben 42 scuolabus gialli per realizzare il suo progetto di una vita.

In Gran Bretagna ci sono 258 bunker nucleari

Al culmine della Guerra Fredda, quando le tensioni tra Est e Ovest raggiunsero livelli astronomici, il governo del Regno Unito costruì una rete di bunker in tutta la Gran Bretagna. Centinaia di questi cupi buchi di cemento sono stati costruiti in tutto il Regno Unito e dotati di apparecchiature di comunicazione e forniture per coloro che ospitavano. La rete non è mai stata progettata per offrire rifugio a tutti nel Regno Unito, poiché ciò sarebbe logisticamente impossibile. Invece, il progetto è stato progettato per preservare la funzionalità delle istituzioni britanniche inviando dati da ciascun rifugio per coordinare i danni causati e pianificare le risposte.

Quando le tensioni tra le superpotenze si allentarono, il progetto del bunker fu messo in secondo piano e alla fine molti caddero in uno stato di abbandono. Secondo Subterranean Britannica, 258 bunker nucleari rimangono sparsi in tutto il Regno Unito.

 

Un pensiero per la pace

L’umanità non si è mai sentita così fragile, così esposta ad eventi incontrollabili che minacciano la sua stessa sopravvivenza e verso cui si trova per buona parte impotente.  Oggi non ho luoghi da consigliare, ma solo pensiero rivolto a tutte quelle persone che si trovano sotto le bombe. Io non so cosa significhi e che cosa voglia dire vivere con la paura delle bombe che vengono sganciate sulla mia testa e su quella dei miei cari, ma so che nessuno dovrebbe vivere così. No, davvero.

In questi giorni mi sono chiesta se continuare a pubblicare i miei articoli a vocazione turistica su Bergamo e provincia in un momento così complicato e pieno di ansia. Sto vivendo con disagio quelli che fingono che non stia succedendo nulla. Ma alla fine ho deciso che sì, continuerò: continuerò a scrivere e voi continuerete, spero, a leggermi.

Scriverò di Bergamo e provincia con la speranza che raccontare la bellezza stimoli quelli che danno tutto per scontato a riflettere su quanto siamo fortunati, quando dobbiamo tutti adoperarci perché le guerre, vicino o lontane che siano, finiscano presto. Scriverò col cuore appeso ma soprattutto con la speranza di tornare a scrivere presto con la leggerezza nell’anima che contraddistingueva questo spazio. Perché questo vorrà dire solo una cosa:  che la guerra sarà finita.

 

NOTE: Cosedibergamo.com è un blog indipendente a vocazione turistica dedicato alle “cose di Bergamo” curato da Raffaella Garofalo milanese trapiantata da oltre 25 anni nell’Isola Bergamasca.
Cosedibergamo.com dal 2016 consiglia le cose di Bergamo da vedere e da fare almeno una volta nella vita. Ogni mese il blog è letto da una media di 35.000 lettori interessati a visitare e scoprire i luoghi e le bellezze di Bergamo e della bergamasca. 

La foto di questo articolo è stata estrapolata dal video incluso nell’articolo pubblicato su Vivere Bergamo. 

Questo articolo lo trovate anche in forma ridotta sulla testata Bergamonews. 

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