Provincia di Bergamo | 5 luoghi bergamaschi descritti come mete esotiche

Luoghi bergamaschi descritti come mete esotiche. Da qualche anno è scoppiata la moda di raccontare i luoghi di casa nostra come se fossero destinazioni esotiche, anche in provincia di Bergamo. Per alcuni è una pratica acchiappa-like, per altri una pratica odiosa che snatura l’essenza dei luoghi trasformandoli in ciò che non sono. Per altri invece è un modo nuovo di esplorare luoghi familiari, di vederli sotto una luce nuova associandoli a destinazioni lontane da noi.

Comunque la si voglia vedere, la provincia di Bergamo rivela la sua sorprendente diversità e offre l’opportunità di trasformare luoghi ben noti in esperienze straordinarie. Ecco per voi un affascinante viaggio attraverso la Bergamasca, per scoprire che la provincia è una meravigliosa fusione di luoghi familiari e destinazioni lontane,  e che offre esperienze uniche per fare in giro per il mondo senza lasciare le sue affascinanti terre.

Val Vertova: le Maldive o i Caraibi bergamaschi

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Partiamo dalla prima località, quella che negli anni ha raccolto più consensi e visitatori, tanto da costringere ad un certo punto gli amministratori del luogo a trovare delle soluzioni per gestire gli afflussi provenienti dalle grandi città vicino. Si tratta della Val Vertova, una valletta laterale della Val Seriana che sui grandi quotidiani è stata definita: “i Caraibi (o le Maldive) ad un’ora da Milano”.

Nascosta tra le valli, la Val Vertova è un luogo davvero strepitoso. I suoi sentieri vi porteranno attraverso una natura incontaminata, creando l’atmosfera di una fuga tropicale. Passeggerete fra cascate  esotiche, specchi d’acqua cristallina, con il suono dell’acqua che viaggia attraverso la valle.

Per un bergamasco è impossibile non conoscere le sue acque cristalline. D’estate è il rifugio fresco per migliaia di persone che nel week end affollano questa piccola valletta. Un vero parco acquatico naturale in Valle Seriana, anche se è bene invitare tutti (soprattutto i giovanissimi) ad avere prudenza: saltare nelle pozze è divertente, ma anche molto rischioso.

Se volete viverla con relativa tranquillità, il consiglio è quella di raggiungerla quando c’è meno gente, in autunno, inverno, e all’inizio della primavera.

LeggeteLa Val Vertova: rocce, cascate e pozze d’acqua verde smeraldo.

 

Baia del Bögn: le Filippine sul Lago d’Iseo

La tranquilla Baia del Bögn è la seconda località bergamasca finita sui quotidiani paragonata ad un luogo esotico, ossia  un’isola delle Filippine. “Le acque serene del Lago d’Iseo vi trasporteranno in un’isola esotica” è quello che si legge e che cattura immediatamente l’attenzione. I grossi lastroni di roccia che si tuffano verticalmente nelle calme acque del lago (in dialetto, Bögn), creano uno scenario, dobbiamo ammettere, quasi estraneo alle classiche viste italiane, molto più affine alle sponde tropicali di una qualche spiaggia delle Filippine. Ma tant’è. Siamo comunque sul Lago d’Iseo e questo rende tutto davvero straordinario.

Situata tra Riva di Solto e Castro, si riesce a raggiungere le sponde di questo luogo davvero magico costeggiando la strada litoranea. Improvvisamente si assiste alla natura che prende il sopravvento, e si fa fatica ad immaginare che ci si ritrovi ancora in Italia.

Per ammirare al meglio il paesaggio e fare il bagno, è consigliabile parcheggiare l’auto a  Riva di Solto e proseguire a piedi. In questo modo si intraprenderà la passeggiata panoramica lungo il lago e si potrà godere di tutte le meraviglie del Sebino.

Leggete: Una passeggiata alla Baia del Bogn di Riva di Solto, meraviglia sulla sponda bergamasca del Sebino.

 

Tre Faggi: la Stonehenge della Valle Imagna

La località i Tre Faggi, in Valle Imagna, è entrata nelle cronache per i suoi tre alberi secolari, ma anche per un monumento religioso realizzato dagli Alpini che ricorda un monumento celtico che si trova in Gran Bretagna. Blogger e influencer ne parlano continuamente raccogliendo consensi e curiosità.

Le pietre e i mattoni che compongono l’altare dedicato alla Madonna si alzano sul “tetto della Valle Imagna”. La sacra effigie delle vergine è posizionata al centro di un cerchio e per questo circondata da “dolmen” che ricordano le pietre celtiche del sito di Stonehenge. Proprio per questo motivo l’area viene chiamata la Stonehenge della Valle Imagna.

Il monumento, come detto, sorge in località Tre Faggi,  un’area che prende il nome proprio dai tre alberi secolari sembrano voler custodire questo luogo incantato. Perché qui a 1.200 metri di altezza si trovano i tre fusti che sopravvivono da anni al vento, il sole e la neve e che giacciono su un dosso ai piedi della cresta dello Zucco di Pralongone.

LeggeteValle Imagna: trekking per tutti (anche con la neve) fino ai Tre Faggi di Fuipiano.

 

Val Taleggio: la “Piccola Svizzera” della Val Brembana

Credit: Alessandro Della Torre

Arriviamo al quarto luogo bergamasco raccontato come se fosse una destinazione straniera: la Val Taleggio. La maestosità alpina della Val Taleggio per qualcuno si fonde con il fascino svizzero, tanto da  averla definita la  “Piccola Svizzera”. Montagne imponenti e prati verdi fanno, in effetti, dimenticare di essere ancora in Italia, portandovi in un’atmosfera alpina che richiama la Svizzera. Il territorio va detto è ricco di enormi pascoli verdeggianti, alpeggi, zone boschive e corsi d’acqua.

Grazie anche alle ricchissime precipitazioni e alla presenza di roccia calcarea, la vegetazione è molto ricca e rigogliosa. Per questo motivo tutta la zona è caratterizzata da suggestivi sentieri dove è possibile camminare o andare in bicicletta tra prati immensi dove respirare solo aria pura e salubre.

E per rimanere nella somiglianza con la Svizzera, la Val Taleggio è meta indiscussa anche degli amanti dei formaggi prodotti qui da secoli: il Taleggio e lo Strachìtunt DOP della Val Taleggio. E proprio come in Svizzera ce ne accorgiamo vedendo gli animali al pascolo e le casere che producono il formaggio.

Leggete: Tradizione casearia delle valli bergamasche: tutti i segreti per degustare i formaggi delle Orobie

Ponte Nossa: la “Piccola Parigi” della Val Seriana

L’ultima località che chiude questo itinerario insolito tra i luoghi bergamaschi raccontati come se fossero luoghi esotici o stranieri è Ponte Nossa in Val Seriana. Il paese apre le porte dell’Alta Valle, appena oltre il Ponte del Costone.  Questa località è nota come la “Piccola Parigi” per via del suo fascino e dell’atmosfera romantica. Un borgo con molti secoli di storia, con tanti dettagli storici e artistici tutti da svelare, tra cui un bellissimo mosaico.

A Ponte Nossa si trovano i quartieri del lavoro, le vie con i locali di svago della ‘Piccola Parigi’, il municipio e il suo racconto in mille pezzi, i luoghi della fede con le chiese di Santa Maria Annunciata e San Bernardino, oltre a tante leggende popolari. E oggi come un tempo ci sono punti di interesse certamente non banali tutti da scoprire.

Il paragone con Parigi è esagerato? Chissà.

Leggete anche: Tradizioni bergamasche | A Ponte Nossa, la Festa del Màs: il rito arboreo che porta il Màs sul Pes.

 

Raccontare luoghi conosciuti come se fossero esotici o stranieri

Qualcuno inorridisce, ma la moda di raccontare luoghi conosciuti come se appartenessero a mondi esotici esiste già da qualche anno e non è del tutto negativa. Infatti, se presa dal verso giusto, apre le porte a un’esperienza di scoperta straordinaria, trasformando paesaggi familiari in avventure inaspettate. Di contro, se si esagera, potrebbe trasformare i luoghi in stereotipi superficiali.

Le visioni possono essere diametralmente opposte: scopriamole insieme.

La visione positiva

Raccontare luoghi conosciuti come se fossero esotici o stranieri si basa sull’abilità di reinterpretare la bellezza locale attraverso una lente internazionale, stimolando la curiosità e l’immaginazione dei visitatori. Così una baia del Lago d’Iseo diventa un’isola delle Filippine.  La Val Taleggio diventa la “Piccola Svizzera” della Val Brembana, catturando l’essenza alpina e la maestosità delle montagne in una cornice che richiama l’atmosfera svizzera. Ponte Nossa si trasforma nella “Piccola Parigi”, dove la sua atmosfera dipinge un quadro romantico simile alla capitale francese.

Questo approccio non solo aggiunge un tocco di mistero e esotismo a luoghi quotidiani, ma anche celebra la ricchezza e la diversità di ogni angolo della provincia di Bergamo, invitando i visitatori a guardare oltre ciò che è evidente e a esplorare la magia insita nei dettagli più familiari.

Chi non ama questo modo di raccontare i luoghi bergamaschi

La tendenza di raffigurare luoghi conosciuti come se appartenessero a mondi esotici può suscitare d’altro canto riserve e critiche. Coloro che non amano questa pratica sottolineano, infatti, il rischio di perdere l’autenticità e la specificità culturale dei luoghi, trasformandoli in stereotipi superficiali. Ritengono che etichettare la Val Vertova come i Caraibi della Val Seriana o i Tre Faggi come la Stonehenge della Valle Imagna  potrebbe semplificare e ridurre la complessità e la ricchezza di ciascuna località, relegando la loro identità unica a mere analogie con mete più famose.

Questi critici sostengono che questa pratica porti inevitabilmente alla perdita di apprezzamento per le caratteristiche autentiche e le peculiarità di ogni luogo, poiché si rischia di sovrapporre una narrazione esteriore che non sempre rispecchia la realtà locale. La preoccupazione principale è che questa moda tenda a omogeneizzare l’esperienza di viaggio, rendendo i luoghi intercambiabili e perdendo di vista la ricchezza della diversità culturale.

E voi, come la pensate?

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, blog indipendente attivo dal 2017 che vi suggerisce le mille mila cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita.

Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio, nell’ottica di ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

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Vi è mai capitato di scegliere una meta vicino a casa perché qualcuno ve l’ha descritta come se fosse uguale ad una meta esotica o straniera? Siete rimasti soddisfatti, affascinati o delusi? Fatemi sapere cosa ne pensate. 

 


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2 comments

  1. Buongiorno,
    bellissimo l’itinerario della Val Vertova. Mi propongo di farlo nei prossimi giorni ma vorrei stampare tutto l’itinerario con le relative indicazioni ma vedo che non è proprio possibile?
    Grazie dell’eventuale risposta

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