Bergamo Sotterranea nel documentario Under Italy

Il documentario Under Italy racconta Bergamo sotterranea esplorando antiche cannoniere, cunicoli, scavi romani e molto altro.

Lo scorso 7 ottobre 2024, Rai 5 ha trasmesso in replica una puntata di Under Italy, un documentario che nel 2016 ha portato il conduttore Darius Arya nei sotterranei di Bergamo. La puntata ci ha mostra una città diversa, nascosta sotto la superficie, fatta di cunicoli, cisterne e antichi rifugi. Un viaggio tra storia e mistero, tra tracce del passato romano e testimonianze più recenti, come i rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale. Il documentario è un invito a scendere nelle viscere di Bergamo, là dove pochi hanno messo piede.

L’archeologo americano Darius Arya, con l’entusiasmo di chi sa raccontare il passato con passione, si è avventurato in questo mondo sotterraneo: ha strisciato nel fango, nuotato nelle cisterne di acqua cristallina, si è mosso in spazi angusti e oscuri sotto le Mura di Bergamo.

Un percorso insolito, ma necessario per svelare i segreti di una città che ha ancora molto da raccontare. Arya ci ha portato dalla superficie della città agli strati più profondi, dove ogni pietra sembra voler parlare e raccontarci di storie antiche e lontane.

Bergamo come non l’avete mai vista

Mi sono goduta ogni attimo di questo documentario e invito chi non l’ha ancora visto a farlo. Questo tour è stato reso possibile grazie all’esperienza delle Nottole di Bergamo, il gruppo di speleologi urbani che da anni si occupa di riscoprire i segreti sotterranei della città. Darius Arya, insieme a loro, ha avuto accesso a luoghi inaccessibili al grande pubblico, posti difficili da raggiungere, posti che pochi hanno visto ma che custodiscono storie incredibili, posti che vi lasceranno senza fiato.

Se non avete il tempo di guardare subito il documentario, qui sotto troverete alcune informazioni (tratte da articoli che ho già scritto di cui vi metto il link) riferite alle tappe più emozionanti e 7 screenshot del documentario per farvi comprendere quando siano esclusive le immagini che vedrete nei 50 minuti di documentario.

Le tappe del documentario Under Italy su Bergamo

Il viaggio inizia dalla Cannoniera di Porta San Giacomo, parte delle Mura veneziane, e prosegue nella Cisterna di Piazza Mercato delle Scarpe, una delle più grandi strutture idriche di Bergamo Alta. Si sposta poi alla Domus di Lucina, un’antica casa romana nascosta nelle fondamenta di un’abitazione privata, e agli scavi archeologici sotto l’ex hotel di Piazza Mascheroni, dove si trovano ancora i resti di epoca romana, medievale e rinascimentale.

Ma non è finita qui. Il documentario ci conduce nelle Cannoniere della Fara, utilizzate come sistema di difesa e nascoste sotto la città. Arya si addentra nell’antico Acquedotto della Fara, che nel settecento portava acqua ai cittadini, passando poi per i sotterranei del Castello di San Vigilio, con i suoi passaggi segreti che collegano il castello alle mura difensive.

Una delle parti più toccanti del documentario riguarda i rifugi antiaerei di Bergamo Alta e Bassa, vere e proprie fortezze sotterranee costruite per proteggere la popolazione durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Cannoniera di Porta San Giacomo

La Cannoniera di Porta San Giacomo è una delle strutture difensive più emblematiche della Bergamo Sotterranea. Costruita per difendere la città dagli attacchi esterni, si trova all’interno del sistema di mura veneziane, patrimonio dell’UNESCO dal 2017. La sua posizione strategica, tra il baluardo di San Giacomo e la piattaforma di Sant’Andrea, la rendeva un importante punto difensivo per la città. Tuttavia, già alla fine del Settecento, la cannoniera perse la sua funzione militare originale, venendo riadattata ad altri usi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Cannoniera riacquistò importanza quando fu convertita in rifugio antiaereo e caveau di una banca. Nel 1943, fu effettuato un intervento significativo per permettere alla Banca Mutua Popolare di Bergamo di utilizzare lo spazio come deposito sicuro per titoli, documenti e beni preziosi. Per adattarla a questa nuova funzione, la bocca della cannoniera fu chiusa con un muro di cemento armato, lasciando solo una stretta apertura per l’ingresso. Questo intervento rende la Cannoniera di Porta San Giacomo una testimonianza sia del passato militare di Bergamo che del suo ruolo durante la guerra.

Quelle che vi sto dando sono tutte informazioni che trovate sia su questo blog che su molte guide turistiche, ma difficilmente avrete la possibilità di entrare di persona. Ecco, con questo documentario potrete farlo.

Leggete anche: Entrare nell’ex caveau della Banca Popolare di Bergamo sotto Porta San Giacomo

Cisterna di Piazza Mercato delle Scarpe

La Cisterna di Piazza Mercato delle Scarpe è uno degli elementi più imponenti e affascinanti della Bergamo Sotterranea di cui si scopre l’esistenza leggendo una targa sul muretto all’uscita della Funicolare. Costruita nel 1485, la cisterna ha una capacità notevole, essendo in grado di contenere fino a 1350 metri cubi d’acqua. Questa struttura fu fondamentale per l’approvvigionamento idrico di Città Alta, garantendo acqua potabile alla popolazione e ai visitatori che si trovavano nel cuore della vita commerciale di Bergamo. La cisterna è circondata da un complesso sistema di vasche di decantazione, che permettevano di filtrare le impurità dell’acqua proveniente dall’Acquedotto Magistrale prima di essere conservata.

La tromba del vecchio pozzo, che il documentario mostra al centro della cisterna, è un simbolo della Bergamo medievale. Questo sistema ingegnoso permetteva di attingere acqua direttamente dalla piazza, e nel 1795 fu sostituito da una moderna pompa a stantuffo.

Vedere le immagini del documentario permette di comprendere quanto fosse avanzato il sistema idrico medievale, con cunicoli e canali che attraversavano la città, garantendo l’acqua necessaria per la vita quotidiana e per un eventuale assedio nemico. Un vero gioiello nascosto, poco conosciuto anche dalla maggior parte degli abitanti che ogni giorno attraversano Piazza Mercato delle Scarpe ignari di cosa ci sia sotto i loro piedi.

Domus di Lucina

Sotto Casa Angelini, una tranquilla abitazione in via Arena, si cela uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della Bergamo romana: la Domus di Lucina. Scoperta nel 1963 grazie a scavi condotti dal proprietario Sandro Angelini, la Domus risale a un periodo compreso tra il I e il III secolo d.C. Gli scavi rivelarono resti di una sontuosa abitazione romana, dotata di portico, stanze termali e affreschi che decoravano le pareti.

Ho avuto la possibilità alcuni anni fa la Domus e vi assicuro che è davvero un viaggio indietro nel tempo. Quello che ho visto e che voi potete vedere nel documentario è un esempio perfetto di come la Bergamo sotterranea nasconda tracce del suo antico passato; tracce che coesistono con le strutture medievali e rinascimentali della città in superficie.

Parte degli ambienti originali della Domus sono ancora visibili. Un elemento particolarmente affascinante che vedrete è l’ipocausto, un sistema di riscaldamento a pavimento utilizzato dai Romani per riscaldare le abitazioni di lusso. La Domus prende il nome da una terrina in argilla nera, ritrovata durante gli scavi, che reca l’iscrizione “Lucina”. Questo dettaglio ci trasporta indietro nel tempo, permettendoci di immaginare la vita quotidiana in una Bergamo romana, nascosta oggi sotto strati di storia.

Vi invito a guardare le immagini del documentario e se volete saperne di più, leggete l’articolo in cui parlo della mia visita alla Domus di Lucina: Alla scoperta della Bergamo romana, con un’App, una mostra e una tappa alla Domus di Lucina

Scavi nell’ex hotel di Piazza Mascheroni

Gli scavi archeologici in Piazza Mascheroni rappresentano uno dei più importanti siti della Bergamo Sotterranea, che testimoniano l’evoluzione della città attraverso i secoli. Quest’area, situata in un edificio che ospitava il Relais San Lorenzo (oggi in via di trasformazione in condominio di lusso), ha rivelato una stratificazione che va dall’età protostorica al Rinascimento. Gli scavi, condotti tra il 1998 e il 2011, hanno portato alla luce reperti che raccontano una storia ricca e complessa, inclusi resti di un muro di terrazzamento del III/II secolo a.C., uno dei ritrovamenti più antichi della zona.

Ciò che rende questo sito particolarmente interessante è la varietà dei resti archeologici. Si sono trovati frammenti di ambienti absidati, botteghe medievali e taverne seicentesche, segno che Piazza Mascheroni ha sempre svolto un ruolo centrale nella vita economica della città. Questo luogo, pur nascosto agli occhi dei visitatori occasionali, è un vero e proprio tesoro storico, che racconta il legame profondo tra Bergamo e la sua antica vocazione commerciale.

Avere la possibilità di visitare questi scavi significa attraversare secoli di storia in pochi metri, con la possibilità di ammirare resti che coprono oltre 2000 anni di evoluzione urbana. Le immagini che vediamo nel documentario risalgono al 2016, quando gli scavi erano diventati il superbo scenario di un ristorante di livello. Oggi questo ristorante, purtroppo, non c’è più e gli scavi sono visibili da un corridoio che viene aperto in particolari occasioni dell’anno.

Castello di San Vigilio

Il Castello di San Vigilio domina la città di Bergamo dall’alto del colle che porta il suo nome, situato a 496 metri d’altitudine. La sua posizione strategica lo ha reso, per secoli, un simbolo del potere militare della città. Costruito nel VI secolo, il castello ha visto numerose modifiche e ampliamenti nel corso del tempo, specialmente tra il XII e il XVI secolo, quando fu dotato di quattro imponenti torrioni, collegati da un muraglione di cinta di forma poligonale. Durante la dominazione veneziana, il castello divenne una delle principali strutture difensive della città, a guardia di Bergamo e delle sue colline. I quattro torrioni – Castagneta, Belvedere, Del Ponte e San Vigilio – oggi rappresentano le caratteristiche architettoniche più visibili della fortezza.

Oltre alla sua imponenza esterna, il Castello di San Vigilio nasconde un complesso sistema di sotterranei e passaggi segreti, utilizzati per secoli per ragioni militari e di difesa. Uno dei più affascinanti è il cunicolo che collega direttamente il castello al Forte di San Marco, situato sulle mura nord della città. Questo passaggio sotterraneo, costruito per permettere movimenti segreti durante gli attacchi nemici, è ancora percorribile grazie alle visite guidate organizzate dal Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole. I sotterranei non solo collegavano le diverse sezioni della fortificazione, ma ospitavano anche depositi e magazzini per la conservazione di armi e viveri, essenziali durante gli assedi. Esplorare questi spazi significa immergersi in un mondo nascosto, dove storia e architettura si fondono per raccontare il passato militare di Bergamo.

Cannoniera della Fara e sortita dell’Acquedotto

Situata nel baluardo della Fara, a nord-ovest di Città Alta, la cannoniera rappresenta uno degli angoli più affascinanti e meno conosciuti della Bergamo Sotterranea. Questa cannoniera, risalente all’epoca della dominazione veneziana, era parte del sistema di difesa delle mura e veniva utilizzata per proteggere uno dei punti d’accesso alla città. A differenza di altre strutture difensive, la cannoniera della Fara presenta una particolarità: è una cannoniera doppia, in casamatta, il che significa che disponeva di una sala di manovra con una volta a botte, utilizzata per avvicinare il cannone alle feritoie. Questo dettaglio architettonico permette di capire quanto fosse sofisticato il sistema difensivo di Bergamo, pensato per massimizzare la potenza di fuoco pur mantenendo una struttura ben protetta.

Oltre al sistema di difesa, sotto il baluardo della Fara si trova l’antico acquedotto, parte di una rete idrica che riforniva la città d’acqua potabile. Questo acquedotto, noto come l’acquedotto di Prato Baglioni, rappresentava una risorsa fondamentale per la popolazione di Città Alta. Il documentario Under Italy ci porta alla scoperta di questo intricato sistema sotterraneo, dove ancora oggi si possono vedere le grandi tubature che trasportavano l’acqua. Gli speleologi che hanno esplorato questi cunicoli ci hanno descritto un mondo nascosto fatto di passaggi stretti, tubature antiche e cavità dove, in passato, i fontanari lavoravano per mantenere pulite le condotte idriche. Questo sistema, ormai in disuso, ci ricorda l’ingegnosità e l’importanza che le risorse idriche hanno avuto nel mantenere viva una città come Bergamo.

Se volete saperne di più e leggere la mia esperienza della discesa nel Baluardo della Fara e nell’antica Sortita dell’Acquedotto, leggete: Giù nel tombino alla scoperta della Bergamo Sotterranea

Rifugi antiaereo di Bergamo Alta e Bergamo Bassa

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bergamo, come molte altre città italiane, dovette affrontare la minaccia costante dei bombardamenti aerei. Per proteggere la popolazione, vennero costruiti numerosi rifugi antiaerei, molti dei quali ancora oggi rimangono nascosti sotto le strade e gli edifici della città. In particolare, Under Italy ha esplorato i rifugi antiaerei di Città Alta, realizzati scavando nelle viscere della collina su cui si erge la parte più antica della città. Questi rifugi, spesso nascosti sotto le mura veneziane o celati in edifici storici, offrivano un riparo sicuro agli abitanti durante i raid aerei. Il documentario ci guida attraverso questi tunnel e spazi angusti, immaginando le storie delle persone che vi trovarono rifugio.

Anche in Bergamo Bassa, la parte più moderna della città, vennero costruiti rifugi antiaerei, soprattutto nelle zone industriali e residenziali, dove la popolazione era più densa. Questi rifugi sotterranei erano costruiti prevalentemente in galleria o con strutture tubolari, progettate per proteggere dai bombardamenti. Oggi, grazie al lavoro del Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole, molti di questi rifugi sono stati mappati e in parte aperti al pubblico per visite guidate. Il documentario Under Italy ci offre uno spaccato toccante della vita durante la guerra, quando famiglie intere cercavano rifugio sotto terra per sfuggire alla distruzione in superficie. Esplorare questi rifugi significa immergersi nella storia di una città che ha dovuto fare i conti con la guerra, ma che ha saputo rialzarsi e custodire il ricordo di quei momenti difficili.

Se volete approfondire, prima di guardare il documentario, vi invito a leggere:

Chi è Darius Arya

Darius Arya è un rinomato archeologo e antropologo statunitense di origini persiane, nato a Buffalo, New York, nel 1971. Cresciuto a Huntington, nella Virginia Occidentale, Arya ha sempre avuto un forte interesse per la storia e l’archeologia. Dopo essersi diplomato alla prestigiosa Phillips Exeter Academy nel New Hampshire, ha conseguito la laurea all’Università della Pennsylvania nel 1993. La sua formazione accademica si è ulteriormente arricchita in Italia, dove ha studiato a Roma nel programma ICCS Research Master, un’esperienza che ha rafforzato il suo legame con la storia antica. Nel 2002, Arya ha conseguito un Ph.D. presso l’Università del Texas a Austin, specializzandosi nella storia romana dell’età imperiale, campo in cui è diventato un vero esperto.

Oltre alla sua carriera accademica, Arya ha dedicato gran parte della sua vita alla divulgazione archeologica attraverso documentari e programmi televisivi. La sua serie più famosa, Under Italy, trasmessa su Rai 5, ha permesso al pubblico di esplorare i tesori nascosti del sottosuolo italiano, portando alla luce meraviglie archeologiche spesso ignorate. Grazie al suo approccio appassionato e coinvolgente, Arya ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Shorty Social Good Awards, per il suo impegno nella divulgazione. Attualmente vive a Roma con la sua famiglia, dove è anche direttore esecutivo dell’American Institute for Roman Culture, un’organizzazione che si dedica alla promozione e alla salvaguardia del patrimonio culturale romano.

Una visita che pochi possono fare

Ciao, io sono Raffaella e sono l’autrice di cosedibergamo.com, il blog che vi suggerisce le 1001 cose da fare a Bergamo e in provincia almeno una volta nella vita. Appassionata da sempre di scrittura e comunicazione, ho deciso di aprire Cose di Bergamo per condividere le mie esperienze e la mia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è ispirare e aiutare voi, che mi leggete, a viaggiare e scoprire Bergamo e la sua provincia con occhi nuovi.

Vedendo il documentario vi renderete conto di quanto sia esclusivo questo tour, non solo per l’inaccessibilità di alcuni posti, ma anche per la difficoltà evidente di fare alcune esplorazioni. Proprio per questo ho deciso di scrivere questo articolo, perché credo che la Bergamo Sotterranea rappresenti un tesoro ancora poco conosciuto, e questo documentario permette di mostrare a tutti luoghi altrimenti destinati alla vista di pochi. Grazie al documentario Under Italy, abbiamo l’opportunità di esplorare la storia nascosta della nostra città e apprezzarne la complessità.

 

Bibliografia e sitografia

AA.VV.; Le Mura di Bergamo; Bergamo; Bolis Editore

Massimo Glazer, I rifugi antiaerei progettati e costruiti a Bergamo durante la Seconda Guerra Mondiale; Bergamo; Gruppo Speologico Bergamasco “Le Nottole”; 2018

http://www.nottole.it

http://www.amicidellemura.it

Visitbergamo.eu

wikipedia.it

rayplay.it

 


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