Giù nel tombino alla scoperta della Bergamo Sotterranea

Uno degli ingressi della Bergamo Sotterranea Tombino aperto in via della Fara attraverso il quale scendono le Nottole per le visite guidate di Bergamo Sotterranea

SONY DSCAppuntamento in occasione dell’Art2Night di Bergamo. Il Gruppo Speleologico Bergamasco “le Nottole” ha organizzato delle discese gratuite nelle cavità (non troppo profonde) di Bergamo alla scoperta della Cannoniera della Fara e della Sortita dell’Acquedotto. Era un po’ che pensavo che un viaggio nella Bergamo Sotterranea mi mancava e ne ho approfittato. Ed è stata un’esperienza davvero coinvolgente e strana che vi voglio raccontare.

In tutti questi mesi in cui vi ho riempito di notizie e informazioni su Bergamo, mi sono sono accorta di non avervi mai detto che oltre ad essere una splendida città d’arte, Bergamo nasconde nelle sue viscere aspetti architettonici e geologici inaspettati (oltre che affascinanti), e che è possibile scoprirli insieme al Gruppo Speleologico Bergamasco “Le Nottole” che ha fatto di questa attività divulgativa sulle bellezze e i misteri del sottosuolo bergamasco una delle proprie missioni.

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Non tutti immaginano infatti che Bergamo Alta è perforata in lungo e in  largo da canali idrici, cavità, cunicoli, passaggi sotterranei e che esiste un gruppo di studiosi speleologi che stanno mappando tutte le cavità sotterranee presenti nella Bergamo sotterranea, dalle più antiche alle più moderne (come ad esempio i rifugi antiaerei). Ma non solo. Come in ogni città fortificata che si rispetti, lungo tutto il perimetro delle Mura (5 chilometri che proteggono la città) si trovavano le cannoniere, una trentina, alcune di queste murate e inaccessibili, altre (ri)scoperte e visitabili. Va detto infatti che, anche se le cannoniere e le sale di manovra  non furono mai veramente usate perché Città Alta non venne mai attaccata dai nemici, sono comunque un reperto storico che racconta molto della storia di Bergamo, della Repubblica Veneta e delle tecniche di guerra del passato. Le Nottole negli anni le hanno ripulite e rese visitabili al pubblico.

Un viaggio nella Bergamo sotterranea che comincia da un tombino

Ingresso per la visita guidata alla Cannoniera della Fara di Città Alta
La scala a pioli che entra nel tombino di via della Fara

Non so se sia possibile vincere davvero la claustrofobia o la paura dell’altezza  in pochi minuti, ma l’esperienza che  racconto questa volta è davvero particolare: scendere con una scala a pioli in un tombino di Bergamo per andare a visitare le cavità nascoste sotto le Mura di Bergamo, camminare lungo le Mura ed entrare in quello che era la Sortita della vecchia condotta dell’acquedotto bergamasco.

Devo confessare che non è stato facile per me. Che vedere i miei amici entrare ad uno ad uno in un tombino immersi nel buio, indossando un elmetto con la lucina, e addentrarsi in un luogo a me ignoto fino ad allora mi aveva messo addosso una strana agitazione. Il tombino era lì, aperto, e si vedeva uscire la parte terminale della scala a pioli. Un tombino che quando è chiuso sembra come tutti gli altri, ma che aperto diventa la porta segreta di una cannoniera secentesca.

Il gruppo dei visitatori era composto da 15 persone di età e corporature molto diverse. Ci siamo messi in fila con gli elmetti da speleologi in testa attendendo il nostro turno per calarci alla scoperta della Bergamo Sotterranea. Qualcuno è sceso sorridendo, qualcun altro ha voluto che si puntasse una torcia sul pavimento di quello che avremmo dovuto raggiungere. Poi c’è stato qualcun altro che ha guardato semplicemente quanto fosse lungo lo spazio da percorrere nel cunicolo verticale e si è ritirato. Io sono rimasta per ultima, senza sapere cosa fare. Fino a quando la Nottola che teneva la scala e dava le istruzioni a chi scendeva, mi ha guardato e mi ha detto: “Che si fa? andiamo? guarda che ti aspettano”. Sarà che ero curiosa, sarà che non avevo voglia di dare spiegazioni della mia defezione a quelli che comunque erano scesi prima di me, ma ho preso il coraggio a due mani (anzi, la scala a due mani) e sono scesa da quel benedetto tombino di via Fara.

Dalla Cannoniera della Fara…

Il primo ambiente raggiunto durante questa insolita visita guidata nei sotterranei di Bergamo è stata la Cannoniera posta a difesa della faccia nord-ovest del baluardo della Fara.

La guida delle Nottole ci ha raccontato le differenze tra le varie cannoniere che si trovano lungo le mura e ci ha fatto notare la  postazione per il cannone. Questa era una cannoniera doppia, in casamatta, costituita da una sala di manovra con volta a botte e un tunnel per avvicinare il cannone e sparare dalla bocca posta nelle mura. Guardandovi intorno però noterete anche che la struttura è piena di materiale da riporto: proviene dalla costruzione di Via Fara e “siccome è al di sotto del piano stradale, ” ci spiega la Nottola “rimuoverlo potrebbe comportare dei rischi”.

Credetemi, già arrivare qui per me è stato un’esperienza, ma la visita non era finita.

... alla Sortita dell’Acquedotto.

Per accedere alla Sortita dell’Acquedotto, che rappresentava  una galleria militare al servizio della cannoniera della Fara, bisogna scendere ancora con una scala a pioli appoggiata alla parete delle Mura, questa volta senza nessun appiglio laterale, percorrere la base della fortificazione veneta ed entrare in un semplice ingresso squadrato, superato il quale si vede subito una grossa tubatura idrica a sinistra (canalizzazione dell’acquedotto di Prato Baglioni) e una canalizzazione in disuso, a destra. Si tratta dell’antico acquedotto, costituito da un cunicolo e da un canale dove in origine scorreva una sorgente che portava l’acqua verso Sant’Agostino.

Il cunicolo  si perde in uno scuro passaggio che i fontanari percorrevano quando dovevano provvedere alle operazioni di manutenzione del condotto. Vi entravano addirittura coi cavalli (o con gli asini) e quando dovevano entrare nei cunicoli più stretti lasciavano fermo l’animale e si mettevano a carponi per raggiungere le zone più profonde. Il lavoro del fontanaro consisteva nel mantenere pulito e libero questo dedalo di cunicoli, liberandolo da radici, rami, oggetti e animali che potevano finirci dentro compromettendo l’approvvigionamento dell’acqua per la popolazione che abitava in superficie. Mentre la guida raccontava tutto questo non potevo fare a meno di pensare a queste figure antiche al lavoro, alla difficoltà e alla pericolosità di questa professione che neanche mi immaginavo. Comunque, se vi chiedete se esistono ancora questi personaggi, sappiate che dopo che fu realizzato l’Acquedotto comunale nel 1881, la sorgente fu abbandonata e i fontanari cambiarono modo di lavorare.

Quello che ho imparato con questa visita guidata

La zona su cui fu costruita Bergamo Alta  fin da tempi antichi è ricca di acqua per via di numerose sorgenti naturali che  nel Medioevo e sotto la dominazione Veneta avevano costituito un grosso vantaggio, perché la città poteva rimanere autonoma anche in caso di assedio.

Le sorgenti hanno alimentato acquedotti e fontane (17, addirittura) fino a tempi relativamente recenti, quando la messa in funzione del nuovo Acquedotto comunale (1871) le ha sostituite, determinando in massima parte il loro abbandono. Non solo: esse sono state letteralmente dimenticate, riempite e sotterrate ed è merito di gruppi volontari come quello degli speleologi delle “Nottole” se sono tornate progressivamente alla luce.

Ma non è l’unica cosa che le Nottole hanno riportato alla luce. Non dobbiamo infatti dimenticare le Cannoniere.
Come ho già scritto erano una trentina. Rimasero aperte per diversi anni, poi, quando Bergamo divenne una città daziaria queste cannoniere diventarono il passaggio perfetto per i contrabbandieri che portavano le merci all’interno della città senza pagare le tasse. Per questo le autorità le fecero riempire di terra e detriti e le fecero chiudere definitivamente. Solo recentemente si è deciso di riaprirne alcune e di renderle visitabili.

La risalita, verso nuove avventure.

img_2398Così come siamo scesi, siamo risaliti: con le stesse scale a pioli e attraverso lo stesso tombino. Quando ho toccato il suolo e il marciapiedi mi sono sentita un’eroina. Non che avessi fatto molto, ma sono riuscita a vincere la mia paura di ritrovarmi nella Bergamo Sotterranea e ho pensato che, ora, la prossima avventura potrebbe addirittura essere quella di lanciarmi con il parapendio dall’altipiano di Selvino o dalle alture di Palazzago (sempre in Provincia di Bergamo).

Qualcuno ha alzato gli occhi al cielo mentre lo dicevo, ma… why not? Mica mi lancio da sola! E poi si tratta  solo di farlo “almeno una volta nella vita”!

Note
Le foto sono in parte mie e in parte delle persone che erano con me durante la visita. La faccia in parte terrorizzata e in parte rassegnata è la mia. Giuro non c’è trucco e non c’è inganno. La soddisfazione di averlo fatto è del tutto reale. 

Per avere informazioni sulle prossime visite guidate delle Nottole nella Bergamo Sotterranea, basta andare sul sito del gruppo di speleologi bergamaschi che vi ho messo a inizio articolo.