Passeggiare nel Parco della Scultura tra le opere dei grandi scultori di Bergamo, partendo da Manzù

Opera nel Parco della Scultura il parco che raccoglie le sculture dei più importanti scultori bergamaschi del Novecento

Da quando ho cominciato a scrivere su questo blog, uno dei miei rammarichi più grandi era quello di non riuscire a visitare per bene il Parco della Scultura di Bergamo e a fotografarne le opere da vicino.

Situato all’interno del perimetro del Palazzo della Provincia il Parco della Scultura è un giardino nel quale sono raccolte diverse opere, frutto di donazioni e acquisizioni mirate,  di scultori capaci di arricchire l’arte del nostro tempo. Lo si vede passando da via Camozzi, attraverso la cancellata, e lo si intuisce dal cancello principale del palazzo che si trova in via Tasso.

parco della scultura

Ho scoperto dell’esistenza del Parco della Scultura alcuni anni fa, in occasione di un evento al Palazzo della Provincia che mi permise di visitarlo. Ma al tempo ero senza il mio fedele iphone (forse non esisteva neanche) e non avevo potuto immortalare le opere da vicino come piace a me. E da alcuni anni questo luogo è chiuso al pubblico e non ci si può aggirare tra le opere. O meglio: ERA chiuso al pubblico. Fino a qualche giorno fa.

Infatti, questa mattina per caso, ho scoperto che il Parco della Scultura è visitabile grazie alla notizia della presenza temporanea del bassorilievo Morte di Abele di Giacomo Manzù al pian terreno del Palazzo della Provincia.

Una doppia occasione che non potevo perdere!

Quello che vedete sopra (nella foto) è infatti quello che potrete ammirare recandovi nella sede della Provincia di Bergamo in via Tasso fino al 15 giugno. Si tratta di un bassorilievo in bronzo realizzato da Manzù nel 1962 appartenente ad un collezionista privato. Con ogni probabilità è prima prova in cui l’artista bergamasco si è confrontato con la raffigurazione della morte di Abele. Questa formella avrebbe dovuto essere collocata nella Porta della Morte della Basilica di San Pietro in Vaticano, ma fu scartata dalla Commissione che gestiva l’approvazione delle opere. Per tanto Manzù la sostituì con un’altra versione, la stessa che oggi si trova nel battente sinistro della porta insieme ad altre tre formelle (sempre sue): Morte di Giuseppe, Morte per violenza, Morte di Papa Giovanni XXIII. E questa versione prese una strada diversa finendo in una collezione privata.

Oggi, per ricordare il grande artista, nella ricorrenza dei 110 anni della sua nascita, la Provincia in collaborazione con la Fondazione Accademia Carrara ha  allestito questa mostra temporanea. Piccola per numero di opere (una sola, infatti), ma importante se la vediamo collocata in un percorso cittadino più ampio. Un modo per promuovere e diffondere la conoscenza di una grande figura del novecento italiano a partire dai luoghi delle sue origini, Bergamo. C’è qualcosa che unisce il grande scultore e la città dov’è nato. Quale sia il legame che unisce Manzù e i suoi concittadini lo si vede subito. Ci sono sculture del grande artista ovunque.

L’Accademia Carrara ha infatti realizzato una mappa della città dove è possibile trovare tutte le opere del maestro. Questa mappa individua percorsi culturali praticabili, non solo in città, legati alla vita e alla presenza di opere di Manzù. L’artista ha molto amato Bergamo e non ha mai dimenticato i suoi inizi, difficili ma densi di forti suggestioni che lo hanno accompagnato per tutta la sua esistenza. La presenza di Manzù a Bergamo la si avverte non solo con le sue opere ma anche nell’atmosfera stessa dei luoghi.

E per permettere a tutti di ammirare  tutte le opere segnate su questa mappa, la Provincia ha (finalmente, oserei dire) aperto al pubblico il Parco della Scultura.

Ma solo fino al 15 giugno! Ecco perchè ho subito preso la macchina e mi ci sono fiondata. E grazie a una giornata di sole, ad un cielo azzurro e ad un orario con poco pubblico, sono riuscita a fotografare le opere in tutta tranquillità.

Riguardo a Manzù,  nel porticato d’accesso del palazzo troviamo  Il grande cardinale, mentre nel Parco campeggia il grande Caravaggio, a conferma dell’assoluta ammirazione che Manzù aveva per il celebre pittore; e poi ancora la Donna che guarda e Tebe distesa nell’ovale.

Poi ci sono le altre sculture, di artisti non meno importanti: Alberto Meli, Ugo Riva,  Stefano Locatelli, Franco Normanni, Edoardo Villa.

Che dire…

Non sono magnifiche!

Note: 
Le foto sono mie e le informazioni le ho raccolte in rete e sulla mappa che è a disposizione del pubblico. Consiglio a tutti veramente un giro. Anche se non siete appassionati di scultura contemporanea, sappiate che sono opere importanti di scultori del nostro tempo.

Il parco è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.00 fino al 15 giugno!