Treno dei Sapori esce da una galleria

Treno dei Sapori: una giornata sul Lago d’Iseo, tra splendidi panorami, arte e sapori del territorio

Ho sempre provato una grande attrazione per il Lago d’Iseo, sia per la sponda bergamasca che per quella bresciana. Per questo ogni volta che se ne presenta l’occasione mi piace vivere nuove esperienze, siano esse legate al mondo dell’arte e della storia che del cibo. E grazie al Treno dei Sapori, iniziativa di Trenord, è possibile vivere tutto questo coniugando splendidi panorami, arte e sapori del territorio.

Come? Seguitemi.

Treno dei Sapori: cos’è?

Avete presente quei treni storici, piccoli, ma affascinanti che ti portano in giro per la regione facendo tappa ad ogni piccola stazione? Ecco, si tratta proprio di questo, ma con qualcosa in più. Il Treno dei Sapori è un treno che fa tappa in luoghi d’arte molto affascinanti e ti permette di assaggiare i piatti della tradizione di quel territorio, direttamente in carrozza.

La struttura e il fascino del mezzo sono quelli del primo ‘900 senza però rinunciare ai vantaggi offerti dalla modernità. Per permettere la sua operatività durante qualsiasi stagione dell’anno sul  Treno dei Sapori sono stati installati moderni impianti di  aria condizionata. Le carrozze sono tutte arredate in modo da essere accoglienti e adatte a un pranzo a tre portate.

Aprite le tendine e guardate il paesaggio: be’, quello (il panorama) c’era già, ma dal treno sembra scorrere come un film davanti ai vostri occhi e ne rimarrete incantati.


Una giornata a bordo sul treno tra arte e sapori 

Arrivate a Iseo. Vi consiglio di parcheggiare vicino alla stazione, ma oltre la ferrovia, vicino al ponte pedonale che vi porterà poi sulla pensilina. I parcheggi all’interno del paese sono a pagamento.

Quando vedete arrivare un treno colorato arancione e panna, saliteci. Ovviamente controllate che sul lato delle carrozze ci sia la scritta Treno dei Sapori. Se è il vostro treno, salite in carrozza, accomodatevi e godetevi il viaggio.

Da Iseo arriverete alla fermata Provaglio d’Iseo. Con meno di una decina di minuti a piedi raggiungerete  il Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa, proprio di fronte alle Torbiere del Sebino. Visitatelo: è davvero incantevole.

Finita la visita, tornerete verso la stazione e aspetterete che il treno passi a riprendervi. Infatti il treno, nonostante sia privato e dedicato alla vostra giornata, è costretto a muoversi e ad assecondare il passaggio degli altri treni che transitano sulla linea. Ma non è un problema, anzi. Aspettare in stazione darà un vero senso a questo viaggio nella storia e nel gusto.

Saliti di nuovo sul treno, percorrerete la ferrovia fino a Pisogne. Qui scenderete e vi dirigerete alla Chiesa di Santa Maria della Neve dove visiterete gli affreschi del Romanino che hanno fatto di questo luogo la Sistina del Lago d’Iseo.

Poi tornerete in stazione e una volta risaliti a bordo comincerete finalmente il pranzo. Perchè il treno non sarà solo il vostro mezzo di trasporto, ma anche il vostro ristorante durante la sosta in stazione tra una visita e l’altra

Pranzo a base di eccellenze locali del Lago d’Iseo, sul Treno dei Sapori

Una volta a bordo, è il caso di dirlo, sono stata letteralmente viziata: si è partiti da una degustazione di vini,  passando poi ad un pranzo completo rigorosamente con prodotti a Chilometro Zero, servizio bar, dolcetti con caffè .

Ecco il menù della giornata

  • Slnzega con olio e pepe, lecca lecca di Grana Padano, Rosa Camuna, Silter stagionato 6 mesi, Patuli (formaggio di capra bionda dell’Adamello) Salame di Monte Isola. 
  • Gnocchi di patate ripieni di rosa camuna, zafferano e straccetti di pancetta 
  • Manzo all’olio tipico di Rovato, capitale della Franciacorta. Polenta e patate novelle.
  • Torta sbrisolona e caffè
  • Vino, quello buono della Franciacorta. Rosso della Cantina Archett

Cibo per l’anima? Ecco i luoghi tra i più affascinanti del Lago d’Iseo

Il programma prevede l’alternarsi di diverse visite guidate coordinate da spostamenti a bordo di questo speciale treno che farà tappa in diverse località a seconda dell’itinerario prescelto.

Le guide che accompagnano durante l’itinerario sono assolutamente preparate e seguiranno i turisti non solo nella visita ai paesi ma anche commentando il paesaggio mentre si è sul treno e condividendone l’intera giornata.

L’associazione partner che fornisce queste guide è “Guida Artistica” che propone anche altre iniziative al sito https://www.guidaartistica.com/

San Pietro in Lamosa: un percorso nella storia dell’arte sacra

Fondata su un rialzo roccioso che domina le Torbiere, e legata anche nel nome (Lamosa) alla natura paludosa dei luoghi, San Pietro è la più antica (e l’unica ancora riconoscibile) delle fondazioni cluniacensi del Sebino. Non lo avevo mai visitato prima d’ora e sono stata felice di averlo fatto in quest’occasione.

La bella chiesa romanica è in posizione elevata e dominante a occidente del paese sulla distesa delle torbiere, da sempre chiamate “lame” e ciò spiega perché si dice “in Lamosa”.

Pianta del Monastero

La storia di questo monastero inizia come spesso accade con una donazione a suffragio delle anime. Furono infatti due fratelli, Ambrogio e Oprando, di nazione Longobarda, come essi dichiararono, a donare nel dicembre 1083 al monastero benedettino di Cluny una chiesetta con tutti i beni di cui la dotarono sperando così di accedere in Paradiso con un trattamento, se così si può dire,  privilegiato.

Nel giro di pochi anni quella chiesetta che doveva essere piccola e raccolta si trovò accanto ad un vero e proprio monastero che nel 1147 divenne priorato cluniacense. La chiesetta originaria era già stata ampliata. Lo attestano le diverse murature esterne. Accanto alla primitiva absidiola del XI secolo si era aggiunta la navata laterale romanica.

Nuovi ampliamenti si eseguirono nel XIII secolo nella parte che risulta oggi incorniciata in cotto e altri ancora nel cinquecento con l’elevazione dell’abside centrale e dell’ultima cappella. Una lapide in latino ricorda il passaggio, avvenuto nel 1536, della chiesa ai canonici regolari di San Salvatore che officiavano a San Giovanni in Brescia.

San Pietro in Lamosa navata centraleOggi il complesso religioso è costituito dalla navata centrale, da quella laterale a nord con quattro cappelle e dal campanile. A sud della chiesa si apre il chiostro. La navata maggiore termina con un coro ad abside fiancheggiato da due altari barocchi insediati in due absidiole. I pilastri e le pareti sono parzialmente coperti di affreschi in buono stato.

Negli anni sessanta e settanta del Novecento il complesso ha subito gravi danni oltre per le intemperie anche per atti vandalici. Nel 1983 l’antica chiesa e l’antistante cappella fu donata alla parrocchia. Dopo aver provveduto al risanamento del tetto, è nata l’associazione “Amici di San Pietro” che si è già impegnata a restaurare e valorizzare il monastero. Restauri recenti avrebbero messo in mostra opere lignee del Fantoni.

Pregevole è il ciclo di affreschi dell’Historia salutis (XV-XVI secolo) nell’attiguo oratorio di Santa Maria Maddalena, sede dell’omonima disciplina.

Come avrete capito da questo breve riassunto sulla storia della chiesa, è stata costruita e ampliata in momenti successivi. Tutte le aggiunte sono visibili e grazie a questo è possibile fare davvero un viaggio nella storia dell’arte sacra, percorrendo diversi secoli in pochi metri.

La vista dal Monastero sulle Torbiere del Sebino

Una delle cose che mi ha lasciato senza fiato è la natura che circonda questo monastero, ma soprattutto la vista che gli si apre davanti: le Torbiere del Sebino. Le avevo già sorvolate con l’ultraleggero di Sport Action, ma vederle da vicino, dalla posizione così privilegiata come quella del Monastero fanno tutto un altro effetto.

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La Torbiere del Sebino

La Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, si trova sulla zona sud del Lago d’Iseo. E’ oggi un parco naturale dichiarato “zona umida di importanza internazionale” e considerato un’area prioritaria per la biodiversità nella Pianura Padana lombarda. Si tratta di un’area di 360 ettari, composti prevalentemente da canneti e specchi d’acqua circondati da campi coltivati, strade e abitazioni. Essa comprende: le Lame (vasta distesa di specchi d’acqua profilati da argini, risultato dell’escavazione di un giacimento torboso), le Lamette (una specie di laguna torbosa a nord, sul lago), alcune vasche a sud ed ovest (risultato degli scavi di depositi argillosi, profonde fino a 10-15 metri e dall’aspetto più limpido, in alcune delle quali è tuttora permesso pescare), alcuni prati e coltivi adiacenti.

La riserva è caratterizzata da un ecosistema unico quanto delicato per la varietà di habitat e di specie acquatico-palustri pregiate presenti nel territorio. Lungo il perimetro della torbiera si possono percorrere percorsi pedonali attrezzati oppure raggiungere alcune passerelle e punti di avvistamento per ammirare da vicino gli uccelli che abitano e nidificano nella riserva.

Chiesa di Santa Maria della Neve

La chiesa di S. Maria della Neve è ancora oggi ubicata ai margini dell’abitato di Pisogne, nell’area nord-est del territorio, dove un tempo passava la via Valeriana. L’Antica Strada Valeriana conduceva ai passi alpini ed era la via che portava alle miniere e in Val Trompia. Non solo. Rappresentava l’unico modo per raggiungere la Val Camonica via terra dal settore bresciano.

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Santa Maria della Neve ripresa di fianco

La facciata principale di questa ex chiesa con il tetto a capanna è completamente dipinta a fresco, con motivi a losanga contenenti elementi floreali. Il sottogronda è costituito da archetti trilobati intervallati da dipinti a mezzo busto raffiguranti i profeti. Il portale, in pietra simona, si apre nella parte inferiore con piedritti finemente scolpiti con motivi a candelabra, l’architrave mostra al centro il simbolo di S. Bernardino e ai lati due profili di santi fra i quali si inseriscono elementi floreali a volute contrapposte. Questi motivi decorativi si ripetono anche nella lunetta a tutto sesto, che si inserisce nella parte soprastante, contenendo la statua della Madonna con Bambino affiancata da due angeli dipinti.

Dal lato nord fuoriesce un protiro sorretto da tre eleganti colonne e decorato con preziosi dipinti quattrocenteschi, che ricoprono anche gli archetti trilobati del sottogronda. Questo elemento architettonico caratterizza l’intera struttura ecclesiale.

L’interno presenta un’unica aula divisa in tre campate coperte da volte a crociera, con abside semicircolare. Le pareti sono state interamente dipinte da Romanino con Storie della Passione, morte e resurrezione di Cristo. Le varie sequenze fanno da corollario alla scena della Crocifissione dipinta in controfacciata.

Sulle volte si affacciano figure di sibille e profeti con i tipici atteggiamenti dialoganti che caratterizzano lo stile romaniniano. Nell’abside sono conservati due frammenti di affreschi dello stesso autore raffiguranti il corteo dei Re Magi, strappati nella parete laterale della chiesa nel 1878 prima della demolizione del porticato.Oggi non è più consacrata, ma entrando si ha subito una sensazione di sacro unito alla quotidianità.

All’interno degli affreschi, infatti, il pittore ha raffigurato dei personaggi della vita comune, come una donna un po più in carne, un cavaliere, dei bambini che si azzufano. Per questo è anche chiamata “Cappella Sistina dei Poveri“.

Gli affreschi del Romanino

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Santa Maria della Neve di Pisogne

Il vasto ciclo affrescale di Santa Maria della Neve occupa la volta, l’arco santo, le pareti laterali e la controfacciata; originariamente si estendeva anche alla zona absidale e, all’esterno, alla parete a settentrione e alla cappella appoggiata al fianco meridionale.
Le vele e gli arconi che formano la volta sono decorati ,secondo un precisa disposizione iconografica, con figure di profeti e sibille che reggono misteriosi cartigli annuncianti la venuta del Cristo. Più in basso, sulla stessa parete, sono poste le scene della Discesa dello Spirito Santo e della Deposizione che fungevano da pale d’altare.

Sull’arco trionfale che dà accesso al presbiterio troviamo ,disposte in uno schema abituale , la figura di Dio, dell’Arcangelo Gabriele e della Vergine Annunziata; più in basso, a far da pala a due altari successivamente eliminati, la “Discesa dello Spirito Santo” e la “Deposizione al Sepolcro”.

Le pareti laterali sono affrescata secondo due registri: più in alto, ad occupare le grandi arcate gotiche, troviamo le scene finali della “Passione” (partendo dall’angolo a sinistra dell’arco e procedendo in senso antiorario, la Cattura di Cristo nell’Orto degli Ulivi, l’ Ecce Uomo, la Salita al Calvario, la Crocifissione sulla controfacciata, la Resurrezione, la Discesa al Limbo e l’Ascensione); sotto di esse in una zoccolatura di finto marmo troviamo altre scene della vita di Cristo (la Cena in casa del Fariseo, Cristo davanti a Pilato, Cristo flagellato, Cristo coronato di spine, l’Ultima Cena, la Lavanda dei piedi e l’Ingresso in Gerusalemme), raffigurate in scala più piccola dentro riquadri rettangolari che fanno pensare ad una galleria di quadri.

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Affreschi del Romanino a Pisogne in Santa Maria della Neve

Punto focale di tutta la raffigurazione è la grande “Crocifissione”, che occupa l’intera controfacciata. L’affresco vede come punto centrale la figura dolente del Cristo crocifisso ed  quella di Maddalena dalle braccia e dal volto di contadina posta in primo piano ad abbracciare in modo disperato la croce. Ai lati della stessa si vedono le figure possenti dei due ladroni crocifissi.

Sotto le croci la scena è riempita da una imponente calca umana: le pie donne sembrano voler stare in disparte sul lato sinistro della scena; sul lato opposto un gruppo di soldati  si gioca ai dadi la tunica di Gesù. La folla si addensa al centro della scena attorno ai soldati romani a cavallo. In primo piano è la figura di Longino, il centurione che trafisse con la lancia il corpo di Cristo, che si staglia pensieroso nella sua armatura d’argento.

E per finire?

Un bel tour sul battello privato circumnavigando le tre isole del Lago d’Iseo: l’isola di Loreto, l’Isola di San Paolo e Monte Isola. Ma questo ve lo racconterò presto in un altro post. Continuate a seguirmi se volete  saperne di più sul Castello di Monte Isola, sui retifici del lago, sulle leggende che animano questo lago e sul soggiorno di Chopin e George Sand sul Lago d’Iseo.

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Giro delle tre isole del Lago d’Iseo

Informazioni sul Treno dei Sapori

Se vi è venuta voglia di trascorrere una giornata a bordo del Treno dei Sapori, vi consiglio di andare direttamente sul sito del Treno e scegliere tra tutti gli itinerari proposti.

Note

Questo articolo è stato scritto in seguito ad un blog tour organizzato da ToBe Incentive&Convention Srl per Regione Lombardia. 

40 commenti

  1. Io non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo treno. Mi hai fatto scoprire un itinerario penso meravigioso e l’abbinamento gastronomico poi è da leccarsi i baffi. Sto cercando delle mete in Italia per i ponti della prossima primavera e non nego che questa è un’opzione che entra diretta in cima alla lista!

  2. Certamente un’esperienza a tutto tondo questa del treno dei sapori. Mi piacerebbe portare mia figlia e poi la chiesa della neve deve essere strepitosa

  3. Amo il buon cibo, mi piacciono molto i treni e da tempo desidero visitare il Lago D’Iseo 🙂 Credo proprio che terrò in considerazione questa escursione per la prossima primavera 🙂 Mi hai proprio suggerito una bella gita, grazie!

  4. I treni come questo sono da sempre i miei preferiti. Lenti, con i sedili di legno e le tendine morbide. Che oltre al paesaggio meraviglioso ci sia anche un pranzetto da leccarsi i baffi è un plus da non sottovalutare. Credo siano di quelle esperienze che veramente esaltano tutti i sensi in un colpo solo!

  5. Un connubio di sapori e meraviglie! Il menù sembra interessante e propone delle chicche come il lecca lecca al grana padano. I paesaggi poi sono da mozzare il fiato! Un’esperienza che farei volentieri.

  6. Mi piacciono moltissimo i tuoi giretti, invogli davvero tanto a visitare i luoghi che ci racconti. Mi piacerebbe molto viaggiare a bordo di un treno storico come questo, mi sentirei una diva d’altri tempi.

  7. Non sapevo che esistesse questo treno, non avevo mai letto nulla a riguardo. Però è molto interessante, poi l’idea che hai il ristorante con tutte quelle specialità in carrozza è fantastica. Da provare.

  8. Questa è un’esperienza che ti invidio in sacco. Mi sa che mi devo proprio organizzare. Ci torni con me?

  9. Non avevo mai sentito parlare del Treno dei Sapori! 🙂 E devo dire che oltre la bellezza dei luoghi che si vedono, anche l’atmosfera di una volta delle carrozze e la possibilità di assaggiare piatti tipici mi hanno incuriosita!

  10. Avevamo partecipato anche noi lo scorso anno allo stesso tour. Molto bello sia per i luoghi che si visitano che per la particolarità di mangiare in treno durante il viaggio

  11. Ne avevo già sentito parlare, molto sommariamente. Nel tuo articolo ho trovato solo conferme, e ottimi consigli su come organizzare al meglio questa esperienza. Farò una sorpresa a mia figlia!

  12. ne avevo sentito parlare di questo treno, ma non avevo mai capito bene come funzionava.
    Ora mi è venuta una gran voglio di provarlo: in quale altra occasione capita di poter ammirare paesaggi così belli e allo stesso tempo mangiare dell’ottime specialità. Un connubio che mi attrae.

  13. Esistono poche cose piu’ affascinati di un viaggio in treno, ancor di piu’ se di quelli piccolo e un po’ antichi che richiamano I viaggi di una volta. Se poi abbiniamo paesaggi e luoghi memorabilia e cibo buonissimo, la combo perfetta e’ assicurata!

  14. A luglio sono stata nei pressi delle torbiere e ho girato il lago e mont’isola. Non sapevo del treno ma la prossima volta ci faccio un pensierino, ciao

  15. Che meraviglia! Non sapevo dell’esistenza del Treno dei Sapori mi organizzo per salirci a bordo il prima possibile, grazie per avermi fatto conoscere questo meraviglioso “viaggio del gusto” sul treno storico.

  16. Questa è una quelle esperienze emozionanti e caratteristiche che ti ringrazio di avermi fatto conoscere perché oltre a essere vicina a me, è proprio il genere di gita che mi piace fare!

  17. Questa è un’esperienza da non perdere!! Spero di riuscire a venire da quelle parti ed inserire anche questo, oltre al menu goloso e ricercato, vorrei visitare anche la zona. Non sono mai stata sul lago di Iseo! *_*

  18. Ho sentito parlare tanto – e soprattutto bene – di questo treno. E’ nella mia lista dei viaggi da sogno in treno, tra quelli realizzabili, che include anche il trenino della Val Vigezzo e quello del Bernina. Non so solo se riuscirei a scendere dal treno nella varie stazioni con tutte quelle cose buone da mangiare che ti offrono a bordo 😉

  19. Un’iniziativa di Trenord davvero originale…abbinare visite e cibo locale è sempre una scelta vincente! In più adoro i laghi e viaggiare in treno mi rilassa un sacco 😊

  20. Queste iniziative che coniugano treni “speciali”, territorio e buon cibo mi piacciono tantissimo. Complimenti a Trenord per averla organizzata!

  21. Grazie Raffaella, mi dato un ‘ottima idea Forse tel’ho scritto che ho parenti che abitano nel bresciano. La prossima volta che vado a trovarli potrei approfittare per seguire il tuo itinerario e salire sul trenino del gusto. Ai miei figli, secondo me, piacerebbe un sacco. 😊

  22. dai ma che bello noi abbiamo prenotato per fare il tour dei mercatini di natale mio figlio adora i treni e in questo modo uniamo la felicità sua di andare in treno con quella di vedere luci e colori dei mercatini di natale

  23. Direi proprio un’idea geniale questo trenino! Non mi dispiacerebbe affatto farci un giro! D’altronde la scoppiata bei panorami + buon cibo è sempre vincente!

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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