Volo in parapendio dai Colli di San Fermo, in Val Cavallina: un’esperienza indimenticabile

Volare in parapendio è un’esperienza alla portata di tutti, in quanto, senza alcuna preparazione specifica fisica o atletica, è possibile librarsi in volo semplicemente come passeggero in un cosiddetto “volo in biposto“ o “volo tandem” effettuato da istruttori o piloti abilitati dall’Aero Club Italia per il trasporto del passeggero. Io l’ho provato dai Colli di San Fermo in Val Cavallina giusto qualche giorno fa con Volo Anch’io, un team di piloti professionisti che opera nelle Prealpi Lombarde con l’obiettivo di promuovere l’attività di volo libero in parapendio e, credetemi, è un’esperienza che non dimenticherò mai.

Questa disciplina sportiva è abbastanza recente e vede il suo boom alla fine degli anni ottanta, primi anni novanta. La si conosce spesso solo per notizie eclatanti, eventi mondiali, personaggi famosi, gare o incidenti, ma in realtà il Volo in Parapendio, o Volo Libero, è soprattutto praticato da persone che amano la libertà, e che coltivano la loro passione anche solo per il piacere di volare. In Italia ci sono circa 6000 praticanti abituali. Certo tra loro ci sono quelli che praticano il parapendio per professione, istruttori di volo o sportivi professionisti, ma la maggior parte di loro ha cominciato per caso, ha continuato per passione senza più smettere. Del resto la sensazione di libertà che si prova quando si è in volo è davvero incredibile.

La mia esperienza di volo Tandem in Parapendio

Quando ho detto a Martina di In Val Cavallina che mi sarebbe piaciuto provare un volo col parapendio, mi ha subito organizzato un volo con uno dei piloti professionisti di Volo Anch’io. Lei aveva già provato  questa esperienza dai Colli di San Fermo e le era piaciuto tantissimo. Così abbiamo fissato: il primo giorno di sole avrei fatto il mio battesimo del Volo Tandem in parapendio.
Il lunedì ci siamo sentite con il Meteo.it in mano e abbiamo fissato per mercoledì. Sole senza nuvole: perfetto (sulla carta, anzi sull’App). Peccato che a mezzogiorno mi ha contattato il pilota dicendomi che il vento da nord non consentiva di decollare e così abbiamo rimandato al giorno seguente.

Il decollo è avvenuto dai Colli di San Fermo, meravigliosa località posta a 1200 m s.l.m. di cui vi avevo già parlato quando sono stata alla Panchina Gigante. Dal punto di ritrovo, a Monasterolo del Castello vicino a Spinone al Lago, dove ho lasciato l’auto, sono stata accompagnata con un comodo pulmino dal pilota professionista Libero Peluchetti al punto in cui saremmo decollati. Il volo sarebbe durato circa una ventina di minuti, sorvolando la zona del  lago di Endine e atterrando nel prato vicino al luogo di ritrovo nei pressi del castello di Monasterolo.

Un volo pieno di emozioni

Il mio è stato un volo che di solito fanno quelli che hanno già volato in parapendio. La prima parte è stato un volo in termica con guadagno di quota, poi siamo passati alla planata (una discesa morbida) e nell’ultimo tratto una bella vite per scendere e arrivare al punto di ritrovo. Praticamente mille emozioni condensate in 25 minuti di volo. Ovviamente questo va concordato prima col pilota, ma se siete al primo volo è consigliabile fare la discesa semplice per prendere confidenza con il parapendio. L’intera attività (ritrovo e brieafing – salita – preparazione – volo – debriefing) è durata circa 90 minuti. 
Mentre ero in volo, ho potuto filmare la mia esperienza con la GoPro messa a disposizione dal pilota e devo dire che riguardando i video colgo un sacco di particolari che durante il volo non ero riuscita a cogliere per la grande emozione.

Volare col parapendio: un’esperienza adatta a tutti

Il Parapendio non è uno sport “estremo”, ma è quello che si definisce uno sport di avventura in cui una persona si “libra” nel cielo grazie ad una grossa vela fatta di un materiale leggerissimo di altissima tecnologia e costituita da tante piccole cellette interconnesse tra di loro.

E’ una esperienza adatta a chiunque sappia camminare, respirare, spegnere il cervello e vivere il qui e ora. Non è necessaria alcuna preparazione fisica o attitudine sportiva. L’unico requisito necessario è poter effettuare una breve corsa e non avere sofferenze fisiche. Il peso massimo del passeggero è di 120 kg. M

I piloti professionisti di Volo Anch’io sono in grado di far decollare e atterrare anche persone con disabilità. Con l’aiuto di uno speciale carrellino è possibile gestire la fase della corsa per il decollo e poi non ci sono più limiti.

Anche chi soffre di vertigini può volare con il parapendio perché in volo si perdono i punti di riferimento e quelli che ci sono cambiano di continuo; in rapporto al numero di praticanti, c’è un numero rilevante di piloti che soffrono di vertigini e tuttavia continuano a volare senza problemi.

Non esistono limiti d’età

Non esistono limiti d’età finché c’è voglia di volare. Anche le persone anziane possono provare l’emozione del volo in biposto. Il decollo in parapendio biposto avviene in condizioni aerologiche adatte a “staccarsi” dolcemente da terra, senza dover in realtà fare sforzi eccessivi, vista anche la moderata pendenza dei pendii predisposti allo scopo.  Ho chiesto a Libero, il pilota che mi ha fatto fare il battesimo del volo, se avesse mai portato un anziano in volo e mi ha detto di sì: l’ultima persona era stata una signora di 76 anni della bergamasca.

Anche i bimbi, dai 6 anni in su, possono provare a “volare”. E infatti qualche tempo vedendo una collega blogger che faceva provare questa esperienza alla figlia dodicenne, mi sono detta: “Se può farlo un bambino, posso farlo anche io”.

Consigli: alimentazione e abbigliamento

Un consiglio è quello di mangiare leggero prima di volare per essere certi di godersi al massimo ogni istante. Il secondo consiglio è quello di coprirsi bene, di indossare un piumino leggero in autunno, anche se c’è il sole e la giornata è calda, perché in quota potrebbe abbassarsi la temperatura, un paio di guanti e delle scarpe sportive (meglio delle pedule o scarponcini da montagna).

Come si svolge un volo tandem in parapendio

Prima di fare questa esperienza ho fatto un po’ di ricerche per sapere cosa mi sarei dovuta aspettare nelle diverse fasi del volo in parapendio: decollo, volo e atterraggio.  Ma non bisogna dimenticare il briefing, ossia il momento in cui incontrate l’istruttore che piloterà il parapendio  che vi darà tutti i dettagli e le indicazioni sul volo e al quale potete fare tutte le domande. E’ importante che questo incontro si svolga nel modo più sereno possibile perché dovete potervi fidare e affidare al pilota. Fategli tutte le domande che vi vengono in mente.

Prima di cominciare

Quando sono scesa dal furgoncino che ci ha portato in vetta, il pilota mi ha messo sulle spalle quello zaino che vedete nella foto. Nonostante la dimensione era assolutamente portabile: saranno stati al massimo 7 chili. Dentro c’era la vela del parapendio, ma io questo l’ho saputo dopo, altrimenti mi sarei sentita una vololiberista di quelle vere e sulla mia faccia avreste visto un’espressione un po’ meno da… sherpa. Ovviamente scherzo, ma guardate la foto: sembro Calimero con le zampette. 😉

Raffi Garofalo e Libero Peluchetti si avviano sul Campo di Decollo

Arrivati al prato da dove saremmo partiti mi ha mostrato un po’ di punti di interesse per darmi dei riferimenti delle cose che avrei visto in volo. Nel frattempo sopra di noi c’erano dei vololiberisti che prendevano delle colonne d’aria e andavano sempre più in alto.

il pilota mostra i punti di interesse

L’imbragatura 

Una volta tirata fuori la vela e sistemata per terra, il pilota vi metterà l’imbragatura (la selletta) e vi sistemerà caschetto e tutto quello che serve. L’imbragatura anche quando è allacciata vi sembrerà un po’ lenta, come se fosse grande. In realtà serve perché quando sarete in volo sarete seduti e quello che vi sembrava largo in realtà diventerà una sorta di seggiolino.

Il pilota e il passeggero siedono nell’imbrago, detta anche selletta, a cui vengono agganciati tramite moschettoni i due cavi funicolari, ed è legato ad essa da due cosciali e un pettorale. Anche il paracadute di emergenza è collegato alla selletta (quello del pilota, che in caso di emergenza continuerà ad essere legato a voi). Il fondo della selletta è normalmente rigido e imbottito, per assorbire eventuali urti dovuti ad un atterraggio troppo violento. La selletta è spesso dotata di numerose tasche per permettere al pilota di portare con sé in volo l’attrezzatura completa che altrimenti sarebbe costretto a lasciare in decollo.

Poi vi farà provare la partenza per farvi capire quale sarà la forza contro cui dovrete correre appena il parapendio si apre e prende aria. Sentirete una sorta di “rinculo”, ma niente di particolarmente forte.  Provarlo è molto utile tanto che io ho chiesto di poterlo riprovare una seconda volta, per essere sicura.

 

Il decollo col parapendio in tandem

La cosa che mi aveva colpito del decollo mentre studiavo le esperienze degli altri era la descrizione di una ragazza: “Il decollo in parapendio assomiglia  nella sua prima fase a far salire un aquilone e nella successiva ad una partenza in seggiovia, una volta in volo si è comodamente seduti”.

A differenza delle credenze comuni in parapendio non ci si lancia nel vuoto come saltando da un aereo a 200 km/h ma ci si invola (decollo) correndo per qualche metro su un prato leggermente inclinato trascinando il parapendio che, aprendosi, vi solleverà. Si parte da una posizione sopraelevata, come la cima di una montagna .

La corsa è semplice e dura qualche metro, il tempo di far aprire la vela che prende aria e si alza. E mentre voi continuerete a correre, ad un certo punto sentirete che i vostri piedi si sono staccati da terra e che  voi state correndo nel vuoto. E da qui in poi, sfruttando la forza del vento e delle correnti, sarete letteralmente in volo.

Il volo tandem in parapendio

Il volo tandem in parapendio è pura contemplazione: le cose difficili le fa il pilota, voi dovete solo abbandonarvi e godervela. Dopo la fase più adrenalinica  (una condizione che dura circa una decina di minuti dalla partenza) si sta comodamente seduti nella selletta e ci si lascia cullare dal vento. Ogni tanto l’istruttore vi chiederà qualcosa, per sapere se va tutto bene. Lasciatevi andare, immergetevi nel presente e guardatevi in giro: questa prospettiva sarà unica e la sognerete per giorni. La sensazione che ho avuto è proprio quella di volare e di essere in piena e totale sicurezza.

Raffi Garofalo e Libero Peluchetti in volo tandem

Prima di partire avevo chiesto quali fossero i dispositivi di sicurezza e il pilota mi ha spiegato che aveva un piccolo paracadute sotto il sedere, ma che in trent’anni di attività non gli era mai capitato di aprirlo. Poi mi ha spiegato che saremmo sempre stati monitorati durante il volo, attraverso un sensore che trasmetteva dei segnali e che in caso di bisogno saremmo stati subito individuati. Il pilota inoltre è dotato di alcuni dispositivi di volo indispensabili: la bussola, il gps, il variometro e la radio.

Il variometro serve a rileva la velocità verticale. Risulta molto utile per la gestione del volo in termica, quando si tratta di riconoscere il core (cuore) delle termiche (colonne d’aria ascendente) e valutarne precisamente l’intensità. È anche utile per sfuggire a situazioni di pericolo generate da “discendenze” (zone di aria fredda in discesa). Emette un beep beep che il pilota sa riconoscere e sfruttare.

In volo potrete vedere tutta la Val Cavallina fino alla fine del Lago d’Endine e anche oltre. Il panorama è spettacolare e quella prospettiva sarà assolutamente unica e inedita: non potrete rivederla se non con un altro volo in parapendio.

L’atterraggio col parapendio in tandem

Col parapendio si atterra molto dolcemente. La sensazione è di dover riprendere le misure dell’ambiente terreno. Dicono che la velocità d’atterraggio si può paragonare ad un salto da un gradino delle scale di casa. Se non c’è vento a sostenere il vostro arrivo, sarà sufficiente fare qualche passetto di corsa per smaltire la velocità residua e fermarsi in piedi. Io ho dovuto semplicemente tenere le gambe sollevate e ha fatto tutto il pilota.

Dove si trova Colli di San Fermo, Grone (BG)

Se l’idea di provare un volo col parapendio vi attrae, potete andare ai Colli di San Fermo. Situato a 1075 metri sul livello del mare, Colli di San Fermo o semplicemente San Fermo, è una frazione del comune di Grone in provincia di Bergamo. Si trova sulle montagne orobiche in una posizione geografica strategica tra la Val Cavallina e il Lago d’Iseo.

Una località caratterizzata da ampi spazi naturali , vallate e dolci pendii da dove lo sguardo si perde tra scorci panoramici incantevoli. L’austera bellezza del luogo fanno dei Colli uno dei posti più attraenti di tutto l’arco prealpino bergamasco: regno di sole , il cielo azzurro e del verde intensissimo della vegetazione.

I colli di San Fermo sono il luogo prediletto per gli appassionati del volo libero, ma anche degli appassionati di fiori, visto che i suoi prati sono ricchi di splendide fioriture di narcisi e genziane. La scorsa estate ci sono stata in occasione dell’inaugurazione della Panchina Gigante, anzi, delle Panchine Giganti, visto che sono due.

Se volete saperne di più, leggete: Alle due Panchine Giganti di Grone per ammirare la Val Cavallina dai verdi prati dei Colli di San Fermo

Panchina Gigante di Grone in Val Cavallina, a pochi metri dal campo di Decollo del parapendio

Volo in Parapendio con Volo anch’io dai Colli di San Fermo

Volo Anch’io è un team di piloti professionisti specializzati nel volo in tandem. Obiettivo di Volo Anch’io è promuovere il Volo Libero e avvicinare quante più persone a questo sport.

I piloti di Volo anch’io sono dei personaggi, o meglio, il pilota che ho conosciuto io è un personaggio. Sempre in movimento, ha vissuto in Africa da bambino, da ragazzo ha fatto parte di una missione ONU in Mozambico, ha fatto mille sport, fa il pilota di parapendio professionista e in inverno fa il maestro di sci. Ha iniziato per gioco una trentina di anni fa, è diventato pilota professionista e ora lo fa a tempo pieno da maggio a dicembre, organizzando anche competizioni di un certo prestigio per piloti professionisti e non.

Ma anche altri personaggi che gravitano sulla pista di decollo sono particolari, come ad esempio un signore che vola in giacca e cravatta. Mentre lo guardavo mi sono immaginata un avvocato o un professionista che tra una riunione e l’altra decide di andare a farsi un voletto, così, giusto per occupare il tempo. Magari non è così, ma quando mai mi ricapita di incrociare un colletto bianco vestito di tutto punto che atterra a due passi da me col parapendio? Oppure dei signori vestiti come piloti d’aereo seduti nel prato con un telecomando in mano che fanno volare degli alianti radiocomandati che costano migliaia di euro. Si, ci sono anche loro. Ma questo ve lo racconterò in un nuovo articolo.

 

Note  Questo articolo è stato scritto in seguito al blog tour individuale organizzato dall’associazione di promozione turistica In Val Cavallina nell’ambito della campagna di promozione del territorio.

 

 

 

 

3 commenti

  1. GRAZIE RAFFY DELLA BELLA DESCRIZIONE.
    SABATO VADO A PRENOTARE UN VOLO IN TANDEM IN MODO DA DIVENTARE UNO DEI PIU’ ANZIANI.
    TI FARO’ SAPERE.
    CIAO.

    1. Il volo tandem base costa 100 euro. Sul sito http://www.voloanchio.com sono esposti i prezzi sulle 3 località in cui operano i piloti del team. Per le esperienze di cross country o Hike end Fly si valuta in funzione della situazione.
      Per conoscere l’importo delle diverse tipologie di volo, contattare info@voloanchio.com

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