Castello di Bianzano in autunno

Castello di Bianzano: verità e leggende sul castello più misterioso della Val Cavallina

Le storie dei castelli e delle fortezze medievali sono sempre piena di misteri. Il Castello di Bianzano conosciuto anche come Castello Suardi non è da meno. Guide turistiche e pubblicazioni ci ricordano che anche a Bianzano, piccolo borgo affacciato sul lago d’Endine, il castello cela misteri e intrighi tutti da scoprire.

Il grande mistero è legato alla presenza dei Templari sul territorio che potrebbero essersi presi cura del castello e aver partecipato con una serie di indicazioni esoteriche alla costruzione dello stesso. Numeri e simboli, immagini ripetute che si trovano anche in altre zone d’Italia abitate dai Templari: molto sembra ricondurre a questi monaci-cavalieri che potrebbero aver abitato non solo quest’angolo della Val Cavallina, ma anche altri luoghi nei dintorni.

Dove si trova il Castello di Bianzano?

Il Castello di Bianzano si trova in posizione dominante sul versante occidentale della Val Cavallina.
Un tempo, da questa posizione strategica, era possibile controllare sia la strada proveniente dalla Val Seriana tramite la Valle Rossa che quella che collegava Bergamo con il Lago d’Iseo e la Val Camonica. Ancora oggi offre un’ottima vista sul Lago di Endine e sul Monte Torrezzo.

Promontorio dal Castello di Bianzano

Com’è fatto il Castello di Bianzano?

Inserito ai limiti del borgo medievale di Bianzano, il castello possiede una struttura a pianta quadrata, con le diagonali di essa rivolte in direzione dei punti cardinali.

Il castello di Bianzano dominato dalla grande torre

E’ dominato da una torre incentrata nel lato d’ingresso, di notevole altezza (m 25), tuttora efficiente per maestà di costruzione, a base di pietre squadrate, resistenti ai geli della zona montana, scavate sulla montagna sovrastante. L’edificio è diviso da una lieve cornice di sasso marrone di Sarnico in due parti: l’inferiore è fatta a bugne.

Esternamente è protetta da due cinte murarie che formano altrettanti spalti posti su due livelli differenti: la prima ha i lati paralleli a quelli del castello stesso, con piccole torri (solo parzialmente conservate) poste al centro di ognuno di essi, mentre la seconda, di forma irregolare, presenta una torretta ad ognuno dei quattro angoli. In uno spigolo dell’edificio si riscontrano tuttora alcuni elementi di merlatura guelfa.

Il Castello di Bianzano e la torre della cinta muraria esterna

Tra le mura si trova un  vallo e ponte levatoio.

La cinta muraria e il ponte levatoio del Castello di Bianzano

L’edificio possiede numerose aperture a bifore composte da archi ogivali differenti tra loro. Il portale in stile gotico con arco a sesto acuto è dominato dal blasone o stemma nobiliare.

La facciata principale del Castello di Bianzano

La decorazione dell’ingresso

L’ingresso è costituito da un’alta torre, alla base della quale è presente un ciclo di affreschi databili alla metà del XIV secolo, che proseguono anche nell’atrio interno.

L’atrio d’ingresso pavimentato a ciottoli è coperto da volta a botte, è dipinto con vivaci colori da mano maestra, configuranti amorini che giocano, adorni di ghirlande di fiori secondo lo stile cortigianesco del tempo, e raffigura altresì le quattro virtù cardinali, perché sede di giustizia. Sulla volta sono ancora visibili le raffigurazioni degli stemmi dei Suardo e dei Visconti.

L’atrio fu probabilmente affrescato in poco tempo da una bottega di artigiani, incaricati di abbellire il castello in occasione della visita dei conti Suardo. Ciò è testimoniato dall’assenza del segno di fine giornata, che dimostra che l’affresco fu realizzato senza interruzione di tempo per essere terminato
prima della visita dei conti.

 

Nella piccola corte interna, dotata di un ballatoio su tre dei quattro lati, si trovano altri dipinti rappresentanti le quattro virtù, alcuni putti intenti al gioco e alla danza, nonché alcuni motivi ornamentali costituiti da rombi bianchi e neri, simbolo della famiglia dei Visconti.

Qual è la data di costruzione?

La data di costruzione del castello di Bianzano dovrebbe risalire all’anno 1233, come riportato su una pietra posta sulla spalla destra del portale del cortile. Tale indicazione è tuttavia messa in discussione dagli storici, che ancora oggi dubitano sia delle origini del castello che della funzione a cui esso era adibito. Alcuni pensano avesse solo funzioni difensive, altri residenziali, ma altri ancora che fosse utilizzato essenzialmente come deposito di alimenti.

I dubbi sulla data di costruzione sono dovuti al fatto che non esistono documenti scritti a cui far risalire la posa della prima pietra. Questo anche a causa del fatto che recentemente sono stati portati alla luce resti di muratura e parte del basamento di una torre in una zona poco distante. La presenza di questa fortificazione tenderebbe quindi a posticipare la costruzione dell’attuale castello che, edificato all’estremità del borgo in quella che allora poteva essere la prima zona edificabile, evidenzierebbe una data di costruzione successiva a quella del borgo stesso.

Castello di Bianzano visto dalla strada

Qual è il legame tra il Castello e la famiglia Suardi?

I primi documenti di cui si ha traccia indicano che il maniero risultava essere esistente già dal XIV secolo, di proprietà della famiglia Suardi. A quel periodo risale il primo atto riferito al castello, riguardante un evento dalla grandissima importanza: nel 1367 Giovanni, appartenente alla famiglia Suardi, sposò Bernarda Visconti figlia di Bernabò, reggente del Ducato di Milano, ricevendo in dono il castello stesso. Ancora oggi tale evento è al centro di una rievocazione storica, che si svolge il primo fine settimana di agosto, che coinvolge l’intero borgo ed attira numerosi spettatori.

Lo stemma della famiglia Suardo, collocato sopra il portale d’ingresso al
Castello, rappresenta un leone rampante e un’aquila artigliante che azzanna una preda di
selvaggina. I colori sono il giallo ed il rosso.

bifore e stemma dei Suardi sulla facciata del Castello di Bianzano

Perchè sul Castello di Bianzano non ci sono merlature?

Guardando l’esterno del castello vi renderete conto che non ci sono le merlature tipiche dei castelli medievali. Questo perchè con l’arrivo della Repubblica di Venezia, al fine di porre fine alle lotte tra guelfi e ghibellini, arrivò anche l’ordine di distruggere tutte le fortificazioni. La famiglia Suardi, al fine di evitare la demolizione del castello, decise di eliminare le merlature e di ricoprire l’intera struttura con un tetto, rendendola così dimora signorile.

Successivamente l’edificio subì altri rimaneggiamenti: vennero ampliate le cantine, operazione rivelatasi poi sfortunata, visto che causò il parziale cedimento a valle della struttura.

 

Castello di Bianzano visto dal parco

Origine templare: verità o leggenda?

Stando ad alcuni studi dell’attuale proprietario, l’architetto Vittorio Faglia, è possibile ipotizzarne l’origine templare: a prova di questo, vi sarebbe il particolare simbolismo utilizzato nell’edificio, oltre che i resti di una merlatura guelfa (mentre i conti Suardi appartenevano alla fazione opposta, i ghibellini). Questi avrebbero utilizzato infatti la struttura al fine di presidiare la zona, al centro di numerosi traffici economici, ma anche per accogliere pellegrini e viandanti. È tuttavia nelle mura del maniero che occorre posare gli sguardi per scorgere fra le pietre i segni riconducibili ai Templari.

Lo stemma del Comune di Bianzano

stemma di BianzanoUn possibile indizio ci arriva dallo stemma del Comune di Bianzano. Diviso in tre parti su fondo rosso, l’emblema reca due simboli: una conchiglia argentea e il bordone del pellegrino. Segni che ancora una volta riportano alle antiche vie di pellegrinaggio, come la Strada Francigena o il Cammino di Santiago. Percorsi che erano presieduti dall’ordine religioso dei Cavalieri Cristiani Medioevali.

Templari, che garantivano assistenza ai pellegrini, ma anche l’esazione dei pedaggi, potrebbero aver scelto questo centro come luogo di riferimento per il controllo dell’alta valle.

La particolare posizione

Il maniero della Val Cavallina è orientato verso i 4 punti cardinali con gli angoli del suo impianto quadrato e regola con precisione le proporzioni del corpo di fabbrica, del cortile e della torre in relazione alle culminazioni solari al solstizio d’inverno, agli equinozi e al solstizio d’estate. Più precisamente, i raggi del sole agli equinozi colpiscono un preciso angolo interno, mentre per i solstizi i punti di incidenza individuano larghezza e altezza della torre, del castello, del cortile; la luna invece corregge l’orientamento del castello ai punti cardinali con 10 gradi di differenza.

Il numero aureo

La fortezza di Bianzano contiene inoltre il cosiddetto «numero aureo», o «di Fidia» nei due portali del cortiletto, che si ricava dividendo l’altezza per la base: il risultato è 1,618, numero aureo, «divina proporzione». Una cifra già teorizzata sotto i Greci e portata avanti da Leonardo da Vinci, che l’avrebbe applicata al Cenacolo.

Il fiore della vita e la stella di David

Nella parte sinistra dell’ingresso si nota un «fiore della vita», scolpito in un cerchio: sopra vi compaiono una data illeggibile e il segno zodiacale del Leone (mese di agosto?). Sopra il ballatoio e appena sotto il tetto è stato rilevato un altro «fiore della vita». Questo simbolo è presente come elemento decorativo in tante altre chiese, luoghi di culto e castelli Templari. Nella simbologia del castello di Bianzano non manca pure un tondo che inscrive una stella a sei punte, la stella di Davide.

Fiore della vita Castello di Bianzano

Fra gli altri elementi decorativi spicca la geometria delle losanghe bianche e nere. I Templari ne fecero largo uso nelle loro costruzioni. Il cortile è praticamente tappezzato da questi «rombi», associati alla famiglia Visconti, ma che potrebbero nascondere il dualismo cielo-terra, luce-tenebre.

Croci, crocieri e Templari

Sembra inoltre che il mistero del castello di Bianzano sia racchiuso nelle croci e nei crocieri.

Le feritorie a forma di croce che si ritrovano anche nella casa a torre di Colognola a Casazza, sembra che non servissero per le balestre, ma per richiamare la simbologia templare. Inoltre sulla volta del maschio della torre si trova un medaglione decorato con uccelli. Si tratta di uccelli crocieri che secondo la leggenda avrebbero tentato di togliere le spine dalla corona di Cristo: anche qui, il rimando alla croce dei Templari è immediato.

A caccia di Templari in Val Cavallina

Il Castello di Bianzano non è l’unico luogo della Val Cavallina in cui si trovano segni dei Templari. Che sia vero o meno, ecco altre due attrazioni che potete andare a scoprire nei dintorni: La Chiesa di San Pietro in Vincoli di Spinone al Lago e la Torre di Colognola a Casazza.

Per approfondire, leggere: Scopri tutte le curiosità e i misteri sulla splendida chiesa romanica di San Pietro in vincoli di Spinone al Lago (BG)

Visitare il Castello di Bianzano

Il castello di Bianzano è di proprietà privata e oggi è la residenza estiva degli attuali proprietari.

Durante l’anno vengono organizzate diverse visite guidate che permettono di scoprire il castello e il borgo di Bianzano. Percorso solo su prenotazione con guida per la visita interna al Castello e secondo il calendario di aperture programmate esposte dal Comune di Bianzano.

La visita dura 1 ora .

Parcheggio: SI (invece la sosta per i bus è consentita sul piazzale vicino alla rotonda di ingresso al paesello; non è possibile accedere coi bus al borgo storico)
Possibilità di picnic nell’area esterna al perimetro del castello.

Per saperne di più: http://www.cortedeisuardo.com/

Note: le foto sono mie e in parte recuperate in rete. 

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