Chiesa romanica di San Pietro in Vincoli di Spinone (BG)

Scopri tutte le curiosità e i misteri sulla splendida chiesa romanica di San Pietro in vincoli di Spinone al Lago (BG)

A Spinone al Lago, località sulle rive del Lago d’Endine, famosa per le sue acque solfuree che ne hanno caratterizzato la vita e le attività economiche e sociali, si trova una chiesa davvero splendida dedicata a San Pietro. Si tratta della Chiesa di San Pietro in vincoli dedicata appunto a San Pietro, Apostolo e primo Papa, con riferimento al momento della sua vita pastorale in cui venne imprigionato (i vincoli sono infatti le catene).  E’ una chiesa romanica piena di curiosità e misteri. E’ un edificio che catturerà senz’altro la vostra attenzione, non solo per la bellezza del luogo in cui si trova, ma anche per la sua storia e le chicche che scoprirete leggendo questo articolo.

Dove si trova la chiesa di San Pietro in Vincoli

La chiesa di San Pietro in Vincoli sorge all’interno di un giardino pubblico di Spinone al Lago. Si trova lungo via Nazionale, la via che attraversa il paese tra il Lago d’Endine e le montagne. Questo edificio è un raro esempio di arte romanica risalente al 1200 e protetta dalle Belle Arti in quanto monumento nazionale.

Un tempo era una chiesa di campagna, lontana dal centro del paese e si raggiungeva con delle stradine immerse nei campi. Oggi si trova proprio lungo la via più trafficata del paese, ma la sua posizione contornata da magnifici alberi secolari continua a renderla un luogo appartato e affascinante, perfetto per cerimonie e matrimoni.

Chiesa di San Pietro in Vincoli a Spinone al Lago (BG)

 

Curiosità e misteri sulla chiesa di San Pietro in Vincoli

Gli edifici romanici sono meravigliosi per chi è sempre a caccia di storie e misteri. La Chiesa di San Pietro in Vincoli, a pochi metri dalle rive del Lago d’Endine è un gioiello dell’arte romanica piena di curiosità, tutte da scoprire.

La chiesa è frutto di almeno 5 (ri)costruzioni successive

La chiesa attuale è l’ultima di almeno cinque (ri)costruzioni dell’edificio che è stato ampliato e modificato: la prima risale all’XI e XII secolo, momento in cui la chiesa era molto più piccola.

Nella prima metà del 1400, la chiesa venne restaurata e ampliata con un corpo di fabbrica che ne raddoppiò la capienza. Fu abbattuta la parete a nord e in quella a sud venne ampliato il portone d’accesso.

Questa nuova fase è oggi testimoniata dall’intonaco a raso e per un portalino realizzato in uno stile che si richiama al gotico sul nuovo fronte a sud, dove si intravedono resti di iscrizione su un’architrave in calcare chiaro locale, affiancato da due montanti laterali in pietra simona.

Durante una fase successiva, risalente presumibilmente al XVII secolo, la facciata venne rialzata e furono inseriti il rosone centrale e un timpanetto nell’angolo a nord-ovest. La terminazione delle murature è stata armonizzata dalla realizzazione di un corridoio in travertino locale, a coronamento di tutta la struttura.

Facciata principale della chiesa di San Pietro in Vincoli (Spinone, BG)

L’asse dell’edificio nel XV secolo fu ruotato di 90 gradi

La chiesa originaria presentava un orientamento differente che rivolgeva la facciata verso est, in direzione del lago da cui dista poche decine di metri. Nel XV secolo l’asse dell’edificio venne ruotato di 90 gradi, portando l’ingresso a meridione e raddoppiando la capienza.

Si riesce a capire bene come dovesse essere, andando all’interno. Qui si vedrà una piccola abside posta infatti ‘fuori posto’ per le forme odierne ma un tempo – essendo rivolta verso est (verso il lago) – era il punto in cui il celebrante evocava la presenza di Cristo, mentre l’ingresso era dalla parte opposta, a occidente, come è prassi nelle chiese cristiane.

Anche da fuori, fateci caso, è possibile individuare facilmente l’abside originario che ora si trova sul lato più lungo della chiesa.

Vista laterale della chiesa e abside del primo nucleo della Chiesa di San Pietro in Vincoli a Spinone (BG)

Fu affrescata da artisti di scuola lottesca

Anche se ora l’interno sembra spoglio e severo, da testimonianze passate risulta che l’abside della chiesa di San Pietro in Vincoli, fino alla metà del cinquecento, fosse ancora interamente ricoperto da affreschi. Oggi, purtroppo, sono visibili solo pochi brani dell’affrescatura originaria. Anche gli affreschi che decoravano le pareti dell’abside e la volta sono andati completamente distrutti; sono invece visibili alcuni affreschi disposti sulla parete del presbiterio, tra cui una “Madonna con Bambino” del 1528.

Di particolare interesse sono invece gli affreschi di influenza lottesca situati sulla faccia inferiore dell’arcone del presbiterio. Si tratta  di dodici affreschi raffiguranti sei profeti (Davide, Abacuc, Isaia, Geremia, Ezechiele e Mosè) alternati a sei sibille (Eritrea, Samia, Delfica, Chimica, Ellespontica e Persica).

Questi affreschi fanno parte di una serie di opere di scuola lottesca presente nella Val Cavallina. Infatti nel 1600 il Lotto si fermò a Trescore per affrescare l’Oratorio Suardi di Villa Suardi (da visitare assolutamente) e vi rimase diversi mesi. In quel periodo fu un fiorire nella zona di opere che si rifacevano al suo stile, a dimostrazione dell’influenza che ebbe in tutto il territorio.

Il campanile ha un’insolita copertura conica

Quello che si vede oggi è il risultato di un poderoso restauro (un tempo c’era un protiro antistante l’ingresso, con parapetti, oggi scomparso). Il campanile termina con una copertura conica, a pigna, abbastanza insolita per la zona, ma perfetta per l’armonia di tutto l’edificio.

Che ne dite, non è bellissimo?

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Un masso erratico coperchio tombale mostra un’incisione misteriosa

Il nucleo primitivo della chiesa, molto più ridotto rispetto all’attuale struttura, doveva essere adibito a luogo di sepoltura per gli abitanti della zona. Esternamente alla chiesa, addossata all’abside romanica, protetta da un vetro è osservabile una particolare copertura tombale costituita da un masso di porfido segnato  due nitide croci, di cui una patente.

Si pensa che proprio quest’ultima incisione riconduca la chiesa ai Templari, ma non ci sono conferme di ciò. A sostegno di questa tesi che vedrebbe i monaci Templari non solo a Spinone, ma in tutta la zona, ci sono anche alcune incisioni rinvenute in altri edifici della zona. A queste si aggiungono altri segni, come ad esempio le particolari feritoie che si trovano sulla Torre di Colognola a Casazza (che ho potuto visitare personalmente e che è davvero un gioiellino: se vi capita andateci!).

L’influenza dei Templari nella Val Cavallina: verità e leggenda?

Sulla presenza dei Templari nella Val Cavallina gli studiosi si dividono: alcuni dicono che erano presenti e attivi, altri invece che i segni e le tracce ritrovate sono solo delle coincidenze. Se questo può sembrarvi di per sè già una curiosità, sappiate che non è la prima volta che la presenza dei Templari nella bergamasca viene affermata e smentita. Anche in Valle Imagna è successa la stessa cosa nella Contrada Roncaglia dove alcuni asseriscono di aver riconosciuto segni e sigilli dell’Ordine dei Templari e altri dimostrano che sono solo coincidenze. Oppure nel Tempio di San Tomè, dove si sono riconosciuti segni esoterici e sigilli Templari, ma che sono anche simboli riconducibili a quando San Tomè era un tempio pagano.

C’è chi dice che le incisioni a croce rinvenute in tutta la zona (dal castello di Bianzano, alla chiesa di San Pietro in Vincoli, financo alla Torre di Colognola) sono segni così comuni da essere ovunque e chi dice che sono tipiche dei Templari per dimensioni e proporzioni. Va però detto che secondo alcuni studiosi i toponimi riferiti alla ‘Spina’ o ‘Spino’ erano strettamente connessi alla presenza dei Templari.

La Torre di Colognola (Casazza, BG) e i Templari

Colognola è una pittoresca e minuscola frazione sopra Casazza. Tra le strette vie di questo piccolo borgo si trova una delle case-torri monumentali, tra le meglio conservate di tutta la valle, realizzata in pietra locale.

La torre risalente al Duecento originariamente era molto più alta, ma fu ridimensionata quando i Suardi, i padroni di casa, subirono la confisca di tutti i loro beni da parte della Repubblica di Venezia.

La torre di Colognola è parte di un antico complesso fortificato che comprendeva case per i coloni che lavoravano la terra, oltre all’abitazione del signore, Antonio Suardi e la torre, dove con la famiglia si rifugiava in caso di pericolo. Questa struttura nasce quindi a scopo difensivo e lo si può notare dalle piccole finestrelle con archi a tutto sesto e feritoie che limitavano il rischio di irruzione nemica.

Finestre e porte, come quella di ingresso al piano terra erano decorate con motivi a spina di pesce. Alcune feritoie a croce fanno pensare che potessero esserci dei contatti con i Templari, ma anche in questo caso gli studiosi hanno opinioni discordanti.

I Templari a Bergamo e nella Bergamasca: le prove ci sono

Che sia vero o non sia vero, lascio la diatriba agli studiosi che ne sanno più di me. Trovo comunque affascinante la storia di questo Ordine Monastico Cavalleresco così pieno di misteri e fascino che ha ispirato libri, film e serie televisive.

I templari arrivarono a Bergamo nella seconda metà del XII secolo. La loro chiesa era dedicata a “Santa Maria mansionis Templi”, da identificarsi certamente con Santa Maria Elisabetta in borgo Pignolo, definita nei documenti “de Templo” o “in Templo”.  Ricerche d’archivio hanno portato alla luce documenti testamentari, con tanto di estremi identificativi e data (1160) che documenterebbero la presenza di un Collegio dei Crociati e di una Domus Templi a Bergamo e di alcune donazioni fatte in favore di San Tomè di Almenno.

È sicuramente una strada da approfondire, chiarire ed investigare che appare molto intrigante. Non mi dispiacerebbe se fosse vero che siano stati proprio questi monaci cavalieri ad aver contribuito al mantenimento non solo della chiesa di San Tomè (così si legge nei documenti ritrovati) ma anche della splendida Chiesa di San Pietro in Vincoli.

 

Tour nel Romanico in provincia di Bergamo

Se anche voi come me siete affascinati dall’arte romanica, vi invito a rileggere alcuni post in cui suggerisco dei luoghi e dei monumenti da visitare assolutamente. Non ve ne pentirete.

Bassa Valle Imagna

Ecco alcuni articoli dedicati ai gioielli del Romanico che si trovano in Bassa Valle Imagna, nella zona del Lemine.

Itinerario del Romanico nelle Terre dell’Antica Lemine: passeggiata per famiglie tra arte e natura

Scopri tutte le curiosità sulla Chiesa di San Giorgio in Lemine e sulla costola di drago che… non è di drago!

Alla Rotonda di San Tomè, sulla via del Romanico Lombardo

Isola Bergamasca

Ecco un paio di articoli dedicati agli edifici romanici che si trovano nell’Isola Bergamasca e più precisamente a Bonate Sotto.

Alla scoperta di Bonate Sotto, a due passi dal Brembo, tra Romanico e prati aridi

All’antica Basilica di Santa Giulia a Bonate Sotto

Bergamo e hinterland

Ecco un paio di articoli dedicati al Romanico presente a Bergamo e nella zona dell’hinterland. Si tratta della Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta e dell’ex abbazia di Valmarina. Leggeteli con attenzione e fatemi sapere cosa ne pensate, se vi va.

Alla scoperta di Piazza Duomo, il cuore antico di Bergamo Alta

Scoprire la storia (e le storie) dell’ex abbazia di Santa Maria di Valmarina, scrigno del romanico lombardo.

 

 

Note

Questo articolo è frutto di un blog tour organizzato dal Comitato turistico InValCavallina. 

Ringrazio il direttore del Museo Cavellas, professor Mario Suardi, per gli spunti e per le informazioni sul territorio.

Le foto sono in parte mie e sono state scattate durante il Periplo del Lago d’Endine che ho raccontato in questo articolo (Trekking per tutti: il giro ad anello del lago d’Endine, in Val Cavallina tra natura e arte ) e in parte d’archivio e recuperate in rete o sul sito InValCavallina. 

 

 

 

 

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