Via delle Pietre scolpite Albino

Alla scoperta della Via delle Pietre scolpite di Albino: un’opera in divenire dell’artista Remo Ponti

Ha trasformato una piccola strada, ai piedi del monte Cereto, in un’opera d’arte a cielo aperto in continua evoluzione, un luogo d’incontro e di emozioni che merita di essere conosciuta e ammirata. Lui è l’artista Remo Ponti e la piccola strada è la Via delle Pietre di Albino dove l’artista lavora e incontra i passanti spiegando, a chi vuole ascoltare, le sue pietre scolpite una ad una.  Dal 13 settembre 2013 Remo ha cominciato la sua opera permanente sulla via che porta a Piazzo ad Albino, scolpendo le pietre che compongono un muretto lungo 35 metri e alto poco meno di un metro e mezzo. Oggi queste pietre scolpite hanno superato il migliaio: tutte diverse, tutte con un proprio racconto piene di simboli e significati.

Da oltre un anno l’amministrazione comunale di Albino ha inoltre ribattezzato ufficialmente questo angolo di stupore “Via delle pietre”,  il dono dello scultore non solo alla comunità di Albino ma a tutti.

Incontro con Remo Ponti, artista di Albino, nella Via delle Pietre

Remo Ponti e la via delle Pietre

L’ho incontrato qualche settimana fa, lungo la strada che porta al muro delle meraviglie. Stava lavorando una pietra destinata alla festa di una bambina, ma quando gli ho chiesto di raccontarmi la sua opera, non se l’è fatto ripetere due volte e ha cominciato a raccontarmi una ad una le sue pietre dedicandomi un’ora intera della sua mattinata.

Avrei dovuto registrarlo, ma non sono riuscita: ero così conquistata dalle sue parole, e dalla passione che trasmetteva mentre spiegava il significato di ogni pietra da lui scolpita, che mi è sembrato brutto interrompere il flusso dei suoi pensieri e delle sue parole. Perché se ad un osservatore distratto possono sembrare segni e linee scolpite a caso, in realtà sono dei veri e propri racconti, pieni di immagini e simboli della cultura bergamasca, dove la famiglia, il lavoro e la natura si intrecciano.

Storia di un artista versatile, che usa le proprie mani per scolpire la materia

Originario di Cavernago, Remo Ponti è nato il 18 maggio 1938 e vive ad Albino da così tanto tempo che ora si sente a tutti gli effetti albinese. Quando gli ho chiesto che lavoro faceva prima di andare in pensione, prima di cominciare a scolpire le pietre di Albino, mi ha risposto che non lo sapeva, che il suo lavoro è sempre stato “usare le mani“. E che lui aveva “sempre scolpito, le pietre, il ferro, il legno, persino i noccioli delle albicocche“.

Remo è un’artista versatile: oltre alle pietre di questo muro di montagna, incide e lavora marmo e ferro. Attrezzi edili, martelli, punteruoli… E poi ancora il legno, le radici  delle piante che il fiume Serio restituisce con le ondate di piena. Tutto può essere trasformato nelle sue mani. Tutto diventa oggetto per l’arte. Tutto diventa arte.


La Via delle Pietre: un’opera in divenire cominciata nel 2013

Via delle pietre scolpite Albino

La pietre scolpite di Remo Ponti hanno visto la luce per la prima volta nel 2013. Agli inizi non scolpiva il muro, ma pietre, grandi e piccole, lavorandole sulle ginocchia. Un giorno, però, ultimate cinque grandi pietre che si trovavano lungo la strada, degli amici gli dissero scherzando che gliele avrebbero portate via.  Rispose che erano liberi di farlo: non era preoccupato che qualcuno se le portasse via, ma desiderava che fossero di tutti.  E quindi decise di scolpire le pietre del muro. Da allora non ha più smesso. E se anche quel muro dovesse crollare, o subire qualche danno per le intemperie o per l’usura del tempo, le pietre saranno sempre lì,  indistruttibili ed eterne testimonianze del suo mondo interiore e della sua arte.

Se vi fermate a chiacchierare con il signor Remo, vi accorgerete dell’amore che prova per ognuna di quelle pietre. Un po’ come se fossero vive, sono creature che parlano. Perché lui le conosce tutte,  una ad una. Ricorda il momento in cui gli è venuta l’idea per ognuno di quei racconti scolpiti. Le accarezza, ci parla quasi.

E quelle pietre raccontano le storie delle tante persone che sono passate, sia lungo questa strada sia lungo la sua strada. Raccontano di Boing 77 scomparsi, di eroi, di bambini disabili, di libri, di pandemia. Si, anche la pandemia si trova in una delle sue pietre: il ricordo degli amici scomparsi, della paura di uscire, delle bare, della rinascita, della speranza.

 

Cosa vogliono dire le pietre scolpite di Remo Ponti

Remo Ponti scolpisce una pietra dedicandola ai bersaglieri

Devo essere sincera, se non fossi andata a cercarlo, se non gli avessi chiesto di raccontarmi il significato di quelle pietre non avrei capito niente. Avrei solo visto delle pietre scolpite che mi ricordavano delle cose (una maschera, una nota musica, un orecchio, un cerchio, una foglia, un fiore), ma non avrei capito il mondo interiore che Remo Ponti stava lasciando a noi tutti. Per questo, se lo incrociate non siate timidi, chiedetegli di raccontarvi qualcosa della sua opera. Vi stupirà.

Quella pietra con il cerchio  (nella foto in alto) è stata realizzata per ricordare il corpo dei Bersaglieri. Nel cerchio ci sono le penne di un cappello e quel piccolo forellino è l’eroismo dato da una pallottola sparata contro il militare in servizio, pallottola che lo ha trasformato in un eroe caduto per la difesa delle persone e della Patria.

Nella descrizione che Remo fa delle sue pietre scolpite traspare come comune denominatore il continuo confronto tra l’animale e l’uomo o, per meglio dire, dei numerosi tentativi di quest’ultimo di emulare le gesta di uccelli, pesci o animali domestici. Confronto, però, in cui la parte del cattivo spetta sempre all’uomo poiché modifica, storpia e deturpa il mondo per ricavarne solo benefici economici.

Ma non è l’unica tematica che ritorna in molte delle sue pietre. Il ruolo della madre, della maternità, della donna come essere che si prende cura della vita, lo ritroviamo spesso nella sua opera in divenire. E il ruolo della musica o della cultura (libri, scuola biblioteche), anche questo lo troviamo spesso. Ma non mancano le pietre scolpite dopo una chiacchierata o una visita di qualcuno che si è fermato a parlare con lui.

Mille pietre, ogni pietra una storia: la via delle Pietre di Albino

Remo Ponti ha scolpito solo qualche mese fa la millesima pietra, realizzando altrettanti piccoli capolavori, a testimonianza della sua eccezionale vena creativa e abilità nell’uso dello scalpello su un materiale povero e fragile come le pietre di un comune muro di sostegno.

I massi scolpiti non hanno una distribuzione uniforme all’interno del muro; alcuni sono più vicini, quasi si toccano, altri distanziati tra loro da qualche piccola pietra rimasta intonsa. Ad oggi ne ha scolpite più di 1000. Di ogni opera ricorda i minimi dettagli, del perché ha scolpito un forellino piuttosto che un cerchio o uno spuntone.

La sensibilità  che ha dentro passa dalle sue mani e si trasferisce, attraverso un linguaggio tutto suo e attraverso il suo modo di dialogare con la pietra, verso mondi che  possiamo scoprire solo con lui. Un mondo che si esprime con una grande ricchezza di sfumature, con l’aiuto di strumenti semplici, qualche scalpello, un martelletto, un muro di sassi.

Dove si trova La Via delle Pietre ad Albino

Sulla Via delle pietre di Albino

Come raggiungerla: a piedi o in auto?

Raggiungere La Via delle Pietre scolpite da Remo Ponti è abbastanza semplice.

Venendo dalla A4 – uscita Bergamo – si prende la strada per la Val Seriana e si seguono le indicazioni per Albino. All’altezza di Albino ci si infila in paese e ci si dirige verso via Piazzo.

Arrivati in via Piazzo, parcheggiate l’auto e seguite le indicazioni che vi dà googlemaps. E’ una stradina laterale che porta verso il monte. Non infilatevi nella vietta con l’auto perché potrebbe essere un problema girare e fare manovra per tornare indietro. Sono circa 100 metri di cammino su una strada asfaltata: vi conviene andare a piedi.

Altri esempi di pietre scolpite in provincia di Bergamo

Se le pietre e le rocce scolpite di intrigano, sappiate che quelle di Remo Ponti non sono le uniche che troviamo nella Bergamasca. Anche se la sua opera è l’unica ancora in divenire.

Pietre scolpite in Val Cavallina a Luzzana

Una passeggiata nel Parco del Gigante di Luzzana, per ammirare l’uomo di roccia che sostiene la montagna

Pietre scolpite nel Parco dei Colli

Alla scoperta delle Pietre di Cesare Benaglia, 7 santelle scolpite nella roccia

Pietre scolpite nell’Isola Bergamasca

Alla scoperta delle misteriose pietre scolpite a Sotto il Monte (BG) sul Sentiero di Vanni

Pietre scolpite nelle Terre del Vescovado

Enigmi: tutto sul quadrato magico di Sator che ha ispirato l’autore del film “Tenet” e che si trova anche a Brusaporto (BG).

Un commento

  1. Ho piacevolmente scoperto”Famolo strano” grazie per queste chicche sicuramente da vedere.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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