Libri bergamaschi | Ester di Riccardo Oliverio e la casa abbandonata di Via Sant’Alessandro a Bergamo Alta

Ester di Riccardo Oliverio e la casa abbandonata di Via Sant’Alessandro a Bergamo Alta. Ci sono libri che acquisti perché ti è piaciuto il titolo, altri perché ti sono stati consigliati da qualche lettore che stimi, altri ancora perché la  copertina ti chiama proprio. Questo libro, devo dire che mi ha colpito su tutti e tre i fronti: il titolo, un nome di donna, breve e diretto mi è piaciuto subito; l’ho trovato nella bacheca di Roberto Robert, scrittore bergamasco (ho scritto di uno dei suoi libri qui); e in ultimo la copertina è stata il “gancio” che mi ha immediatamente catturato.

La casa che vedete nell’immagine di copertina del romanzo di Riccardo Oliverio è una casa realmente esistente. Si tratta di un edificio che si trova lungo la via Sant’Alessandro Alta: una casa abbandonata a se stessa, gemella delle due che si trovano nelle immediate vicinanze, al contrario, perfettamente tenute. Per anni, passandoci accanto, mi sono chiesta come mai nessuno l’acquistasse e la rimettesse a nuovo. E per anni ho fantasticato di farlo io, con una vincita al Lotto (eh sì, mica li ho tutti quei soldi per acquistarla e rimetterla a nuovo), fino a quando qualcuno mi ha detto che in realtà quella casa nessuno la voleva perché lì erano successe cose “strane”.

Così, quando ho visto quella casa sulla copertina di Ester, l’ho immediatamente acquistato sperando che leggendolo scoprissi finalmente la storia di quel luogo così misterioso. Ma sarà vera la storia che ho letto?

Ester di Riccardo Oliverio: la sinossi del libro

Ettore, deluso della sua vita sentimentale con Laura e colto da innumerevoli dubbi sul suo modo di essere, lascia Civitanova Marche per trasferirsi a Bergamo e dare il via alla sua nuova attività di direttore nella nascente radio locale.

Promettente giornalista musicale ottiene l’opportunità di intervistare il più grande musicista di progressive rock che ha appena registrato il suo ultimo album prima di ritirarsi dalla scena. L’incontro si rivela ricco di episodi, anche personali, che hanno condizionato la vita del ”Guru”, così viene soprannominato il musicista nell’ambito musicale.

La sera stessa, in circostanze fortuite, Ettore incontra Ester ed è subito un colpo di fulmine. La ragazza, di straordinaria bellezza, in un momento di confidenza gli rivela retroscena inquietanti che riguardano anche la vita del “Guru”.

Via Sant’Alessandro e la casa misteriosa entrano nel romanzo di Riccardo Oliverio e la sua storia piena di misteri tutti da scoprire si intreccia perfettamente con la vicenda per il quale il giornalista verrà coinvolto in un raccapricciante epilogo. Una storia da leggere tutta d’un fiato che vi farà guardare con occhi diversi quell’edificio.

La casa abbandonata di Via Sant’Alessandro

La casa abbandonata di Via Sant'Alessandro
La casa abbandonata di Via Sant’Alessandro

A Bergamo tutti l’hanno vista almeno una volta nella vita, molti la conoscono come la Cà del Diaòl. Si tratta della villa abbandonata che si scorge in via Sant’Alessandro alta, in prossimità dell’omonima scaletta, accanto al semaforo. Attorno a questo edificio, in desolanti condizioni da decenni, aleggiano leggende misteriose. In effetti, è molto strano che un simile edificio sia ancora abbandonato, data anche la posizione invidiabile su uno degli affacci più affascinanti di Bergamo da sempre molto ambito.

Questa zona della città si affaccia sul quartiere Liberty destinato alla borghesia nascente di fine Ottocento. Ville e piccole palazzine destinate a imprenditori, commercianti, medici e architetti, in rapida ascesa in piena Belle Époque: una vera e propria città-giardino, chiamata “I villini”, con case che si distribuivano in un reticolato di strade perpendicolari fra di loro. Autori di questa impresa sono i fratelli Ingegnoli di Milano che, in poco meno di trent’anni, diedero vita ad una zona residenziale che ospiterà più di 1000 abitanti.

In rete si trovano fantasiose ricostruzioni di tentati omicidi, momenti di pazzia, strane morti a catena, visioni e riti satanici legati a questa villetta in stile liberty. Molti giustificano così il fatto che non la si riesca a vendere, ma a volte la verità è molto più semplice  di quello che si pensi. E una banale lite fra eredi può trascinarsi per anni portando la villa allo stato che vediamo.

Come raggiungere la villa abbandonata di via Sant’Alessandro

Scaletta di Sant’Alessandro e villa liberty “sorella” della Cà del Diaol

Se il libro vi ha incuriosito e anche la villa abbandonata vi ha incuriosito, non vi resta che venire a Bergamo e percorrere la via Sant’Alessando. Questa strada è un crescendo di sorprese. Ad un certo punto vi troverete in corrispondenza di  tre ville liberty sorelle costruite nei primi del Novecento durante l’espansione del quartiere Santa Lucia. Le noterete subito perché si affacciano su Bergamo Bassa e una di queste è in evidente stato di abbandono.

Sebbene tutti continuino a dire che è abitata da “strane” presenze (per questo viene soprannominata Casa del Diàol), non lasciatevi intimorire dalle “dicerie”: in fondo è solo una casa in evidente  stato di abbandono. Immaginatela, invece, nel suo momento di massimo splendore, con l’affaccio sulla città, accanto alle sorelle maggiori. E godetevi lo splendido panorama su Bergamo.

Per raggiungerla, leggete: Famolo strano (salendo) | Come raggiungere Bergamo Alta a piedi: 8 itinerari tutti all’insegna della bellezza e della storia.

Informazioni utili

Ester, di Riccardo Oliverio
Lubrina Bramani Editore
Euro 13.30 ca.

Per acquistare Ester, clicca qui

 

Note: le foto sono in parte mie e in parte recuperate in rete. Il link al libro è in affiliazione con Amazon. 

2 comments

  1. Veniamo a Bergamo, città che ho conosciuto grazie a mio marito, bergamasco di origine, almeno una volta al mese da più di vent’anni. Lasciamo la macchina a piedi in zona sant’Anna e saliamo a piedi in città Alta passando per S. Agostino per perderci, dopo S. Viglio, per le stradine che portano ai colli.
    Al ritorno, per una strana abitudine, facciamo sempre la stessa strada, passando proprio accano alla Ca’ del Diaol, di cui ho appreso il nome solo ora. Anche noi fantastichiamo su quella casa, anche noi sperando in una vincita milionaria…. Passandoci accanto, magari già domani, la guarderò con occhi diversi, ma con immutata tenerezza.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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