Famolo strano (con l’assassino) | Thriller, noir, polizieschi e gialli ambientati a Bergamo che dovete assolutamente leggere

Eccoci ad una nuova puntata della rubrica Famolo Strano. Ma questa volta a per farlo davvero strano ho deciso di scomodare… un assassino! E dove trovare un assassino, anzi, una pletora di assassini che ci portino alla scoperta della città, se non nei romanzi? Oggi infatti vi farò una bella la lista di Thriller, Noir, Polizieschi e Gialli ambientati a Bergamo e in provincia che dovete assolutamente leggere per guardare con occhi nuovi la Bergamasca .

E, se amate leggere tanto quanto amate scoprire Bergamo in modo diverso dal solito, con questi suggerimenti di lettura avrete pane per i vostri denti. In questo elenco di romanzi ambientati a Bergamo troverete misteri, leggende, furti e omicidi, ma anche chicche di storia locale narrati dai migliori giallisti bergamaschi, che hanno scelto la loro città per ambientare le loro storie. Storie vere o inventate, contemporanee o ambientate nel passato: scopriremo pagina dopo pagina una Bergamo nuova, piena di angoli sconosciuti e di misteri da risolvere.

Questo elenco non ha, ovviamente, la pretesa di essere esaustivo, perché man mano che mi addentravo in questo viaggio ho scoperto che sono moltissimi i romanzi ambientati nella Bergamasca. Vi porteranno attraverso il lato oscuro della provincia con approcci completamente differenti e con ambientazioni storiche che spaziano dal 1500 fino al giorno d’oggi. Ne ho scelti 17: un numero perfetto per introdurre un mistero, un furto o un assassinio, non trovate?

Non mi resta dunque che augurarvi buona lettura e buon viaggio!

Nostalgia del Sangue, di Dario Correnti

Nostalgia del Sangue di Dario Correnti è un noir italiano che vi terrà incollati alla pagina sia per la suspense che per i personaggi che lo abitano. Gli stessi luoghi dell’Isola Bergamasca che più di cento anni fa, infestati dalla miseria, dalla denutrizione e dalla pellagra, videro gli spaventosi delitti di Vincenzo Verzeni, il ”vampiro di Bottanuco”, il primo serial killer italiano, studiato da Lombroso con la minuzia farneticante che caratterizzava la scienza di fine Ottocento, aggiungono orrore all’orrore diventando lo scenario di una nuova serie di omicidi. Il serial killer moderno sembra citare il modus operandi di quel primo assassino non è però un giovane campagnolo con avi ”cretinosi”, è una mente lucidissima, affilata, che uccide con rabbia ma poi quasi si prende gioco degli inquirenti.

A raccontare ai lettori le sue imprese e, a un certo punto, a tentare in prima persona di dargli la caccia, la coppia più bella mai creata dal noir italiano: Marco Besana, un giornalista di nera alle soglie del prepensionamento, disilluso, etico e amaro come molte classiche figure della narrativa d’azione, e una giovane stagista, la ventiseienne Ilaria Piatti, detta ”Piattola”. Un uomo anziano e una ragazza rappresentanti emblematici delle due categorie più deboli della società italiana di oggi, uniscono la loro fragilità e le loro impensabili risorse per raccogliere la sfida lanciata dal male.

Io ho trovato sette modi diversi per leggerlo. Se volete saperne di più, oltre al libro, leggete anche:  Nostalgia del Sangue, il noir ambientato nell’Isola Bergamasca, da leggere in 7 modi diversi. 

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Le gocce sul vetro, di Wainer Preda

Gialli ambientati a Bergamo

Bergamo, primavera 2019. Mentre l’Atalanta scala le classifiche, la città è sconvolta da una serie di delitti indecifrabili. Walter Torriani, giornalista d’antan, indaga sulle morti, legate a prima vista ad ambienti speleologici. La principale sospettata è una bella docente universitaria con cui, in passato, ha vissuto una tormentata storia d’amore. In un crescendo di colpi di scena, Torriani scopre un misterioso intrigo che da Bergamo porta fino a Praga. E un segreto, che dalla Seconda guerra mondiale è celato sotto le montagne bergamasche. Un segreto per cui si può uccidere.

“Le gocce sul vetro” ha una trama complessa, avvincente e ben congegnata; è una storia in cui realtà e fantasia si fondono e si intrecciano con sapienza e avvince il lettore da subito grazie anche a un ritmo narrativo incalzante. I capitoli sono brevi e serrati ma nulla tolgono all’accuratezza delle descrizioni: Bergamo, infatti, è molto più che lo sfondo su cui Wainer Preda costruisce la vicenda; la città è comprimaria, è parte viva e vibrante, è terreno fertile per la quotidianità che l’autore disegna con sentimento.

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Game Over, di Herbert Zambelli

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Bergamo, catapultata in un presente distopico è scossa da omicidi sempre più cruenti, dai sotterranei di Città Alta fin nei piccoli paesi di provincia.

Maverick, un ereditiero convinto che tutto si possa comprare, è deciso a vendicarsi di un torto subito. Roberto invece allena il suo clan di gamer, per disputare il torneo internazionale del videogioco di guerra più conosciuto al mondo. Inverni, commissario dal passato tormentato, chiamato a indagare sulle morti legate al mondo virtuale, si trova a collaborare con una task force gestita da una vecchia conoscenza.

In un mondo dove il videogioco è uno sport, i tre uomini si scontreranno in una partita finale dove l’unico modo per vincere è… non giocare.

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La forma e la sostanza, di Roberto Robert

roberto-robert scrittore

Una storia di prostitute uccise ogni dodici giorni su cui indagano la commissaria Anna Ponzio e l’assistente Milena Muraro della questura di Bergamo, ma anche lo studio privato del criminologo Secondo Terzi, primo dei due personaggi-chiave del romanzo. Sempre elegante, distinto, affetto dalla sindrome di Charcot-Marie-Tooth (una patologia neurologica genetica che riguarda i nervi periferici del controllo, del movimento e sensoriali), Terzi si muove lento appoggiandosi al suo bastone, ma possiede acume e furbizia, anche quando si arrovella sui segni (numeri? Lettere?) lasciati sul ventre delle ragazze brutalmente ammazzate.

L’altro perno attorno cui gira la narrazione è don Roberto Vannucchi, prete toscanaccio mandato dalle parti di Paratico, dove fonda la Domus Errantium, una casa di accoglienza per tossici, prostitute, barboni e tutti coloro che hanno bisogno di una mano. Fuma, beve, dice parolacce e ha una certa insofferenza alle regole. Da quelle parti non lo amano perché insozza con i suoi disgraziati la tranquillità lacustre della zona e lui non fa nulla per farsi amare perché pensa alla sua unica missione: aiutare gli ultimi.

Robert cala i due personaggi e gli altri di contorno in una Bergamo pre-Covid assai verosimile, dove l’attesa trepidante per la sfida Atalanta-Manchester City o il traffico generato dalle misure di sicurezza per l’arrivo di Mattarella a Bergamo entrano ed escono dalla storia aumentandone il gradiente realistico.

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I tarocchi di Bergamo, di Francesco Gianola

Bergamo. Il maresciallo Rizzi e il quasi pensionato-licenziato-esodato Rodolfo si imbattono in un furto avvenuto nella prestigiosa Accademia Carrara. A sparire sono i tarocchi Visconti-Sforza, carte medioevali preziose per il loro valore artistico, ma altrettanto misteriose per il loro aspetto mistico ed esoterico. I percorsi di due facoltosi fratelli, di alcuni rappresentanti americani della Morgan Library di New York e di una mendicante si intrecciano in un complicato caso in cui pure il Diavolo sembra metterci lo zampino.

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I polizieschi di MaLo, il poliziotto scrittore

MaLo, o Maurizio Lorenzi, il poliziotto-scrittore. Anche lui è ormai parte di un vero e proprio genere letterario, quello degli  “autori in divisa”, uomini e donne dello Stato, dediti ogni giorno alla nostra sicurezza: nelle strade, sulle volanti, nelle grandi città e nei comandi di paese, al servizio scorte, nelle questure, alle frontiere. Come lui, carabinieri, poliziotti, magistrati, con il loro carico di esperienze, emozioni controllate ma non dimenticate. Eccolo quindi affidare alla penna ricordi e vicende di cronaca reale, bergamasche e non.

Identikit. Il disegnatore di incubi, di Maurizio Lorenzi

Disegnare il volto dell’autore di un reato del quale non si possiedono immagini basandosi sulle descrizioni di vittime o testimoni, ricostruire i lineamenti del viso di un latitante a partire da una fotografia scattata anni prima, tenendo conto del progressivo invecchiamento legato al passare del tempo. Tracciare occhi, naso, bocca, zigomi e rughe della persona così come il “disegnatore forense” li ha immaginati sulla base delle informazioni raccolte, e dare nuovo impulso alla caccia all’uomo.

È un lavoro complesso fatto di intuizioni, ponderazioni, abilità artistiche e approfondite nozioni di psicologia, quello degli agenti del Servizio Polizia Scientifica impegnati nella sezione identikit. È questo, dal caso della banda della Uno Bianca a quello di Unabomber e molti altri, il mondo in cui si muove e respira il disegnatore di incubi, uno dei più grandi investigatori della storia italiana, che abita a Zanica nella provincia bergamasca.

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Il tempo degli sbirri, di Maurizio Lorenzi

Le storie non finiscono mai. E’ Quello che accade nella vita di due poliziotti di strada, sbirri che non hanno mai avuto paura di sporcarsi le mani nella feccia criminale e di percepire il male contagioso. E così, quando viene arrestato il direttore del carcere della loro città, Bergamo, la loro mente corre veloce agli eventi di quindici anni prima, quando dalla stessa prigione riuscirono ad evadere due pericolosi detenuti. Una vicenda clamorosa e dai risvolti torbidi, di cui si occuparono in prima persona.

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Sherlock Holmes tra sacro e profano,
di Rino Casazza

E poi ecco Sherlock Holmes tra sacro e profano, giallo di Rino Casazza, pubblicato nella serie da edicola “I Gialli di Crimen”, romanzo ambientato nel 1903 in cui gli investigatori coinvolti sono addirittura Sherlock Holmes e Auguste Dupin, chiamati a indagare sul furto della preziosa corona della Madonna di Borgo Santa Caterina.

Bergamo, agosto 1903. Durante la ricorrenza religiosa della “Apparizione” viene portata in processione, tra ferree misure di sicurezza, la corona della “Madonna Addolorata”, fatta di oro e pietre preziose. Il “Fantasma”, re del crimine, sfida Auguste Dupin, decano di tutti gli investigatori, a impedirgli di realizzare il furto impossibile del prezioso copricapo. Ad accompagnare e aiutare il vegliardo detective è lo scrittore e drammaturgo Giuseppe Giacosa, che aveva incontrato Dupin in una precedente avventura al Teatro alla Scala.

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I gialli storici (e umoristici) di Fabio Paravisi

Gialli ambientati a Bergamo - Fabio Paravisi scrittore

Tutto comincia una mattina quando Fabio Paravisi nota una targa in via Borgo Palazzo che riporta un nome: Francesco Monticelli. E’ curioso e ancora non sa che dietro a quel nome si nasconde un intricato omicidio: il mediatore nella compravendita di terreni e bestiame ucciso nel 1869 da tre briganti che lo rapinarono di una manciata di lire. Paravisi, giornalista bergamasco de Il Corriere della Sera, nel 2018 decide di scriverci un libro giallo ambientato nella Bergamo post-unitaria.

Dalla sua penna (tastiera dovremmo dire oggi) nascono Fainella Nino, carabiniere, e Pagnocelli Defendente, guardia di Pubblica Sicurezza. I due, una “coppia che normalmente non si forma in natura”, conducono strampalate indagini di cui nessuno si vuole occupare con l’aiuto di singolari personaggi che si avvicendano nella Bergamo di fine Ottocento.

Era il 2018 e da allora non si è più fermato. Sono ormai  5 gli episodi narrati da Fabio Paravisi, scrittore giallista capace di incollare il lettore alle sue pagine bergamasche con humor e colpi di scena. Dopo aver letto le pagine dei suoi gialli, camminare per la città non sarà più lo stesso.

Le impronte del male, di Fabio Paravisi

Un intricato omicidio avviene a Borgo Palazzo: il mediatore nella compravendita di terreni e bestiame viene ammazzato nel 1869 da tre briganti che lo rapinarono di una manciata di lire. A condurre le indagini è una coppia improbabile, ovvero Nino Fainella, carabiniere a piedi, e Defendente Pagnoncelli, guardia di pubblica sicurezza, tra prostitute, garibaldini, osti e nobili, in una Bergamo dei primi anni dell’Unità d’Italia.

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Uno di Troppo, di Fabio Paravisi

Nell’antico carcere di Sant’Agata, nel cuore di Bergamo Alta, è successa una cosa mai vista. Qualcuno ha scavato una galleria sotto le mura, ma non per evadere: per entrare. L’enigma sconcerta tutti, dall’esasperante direttore al burocratico capo dei secondini fino alle guardie e all’imponente e inutile procuratore del re. Inutile indagare fra i detenuti e le suore del reparto femminile: nessuno sa niente. Ma all’improvviso tra i detenuti si verifica un omicidio, poi un secondo. L’indagine si allarga tra filande, assassini e portinaie fino a scoprire una brutta vicenda rimasta sepolta da anni. E a risolverla toccherà nuovamente la e coppia di investigatori de “l’impronta del male”.

Per approfondire, leggete: Con i gialli di Fabio Paravisi: un tuffo nella storia e nei misteri della Bergamo di fine Ottocento

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Sotto gli occhi di tutti, di Fabio Paravisi

Bergamo, fine Ottocento. L’uomo più potente della città viene trovato ucciso, ma due tutori dell’ordine Nino e Fendo, gli stessi delle Impronte del male e di Uno di troppo vengono incaricati di trovare la calotta cranica di Gaetano Donizetti, che qualcuno ha fatto sparire durante l’autopsia. Due storie che si intrecceranno tra il manicomio di Astino e i sotterranei delle Mura Venete fino a scoprire molti segreti della città e dei suoi abitanti.

Per approfondire, leggete: Sotto gli occhi di tutti, di Fabio Paravisi: un tuffo nella storia e nei misteri della Bergamo di fine Ottocento

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L’ombra del Muto, di Fabio Paravisi

Tornano Nino e Fendo, i due improbabili tutori dell’ordine nella Bergamo dell’Ottocento. Questa volta dovranno lottare da soli contro le bande di feroci briganti che tengono in pugno due paesi della Valle Brembana, tra agguati, sparatorie, incursioni e due singolari storie d’amore. Colpo di scena assicurato e morti ammazzati. Tanti morti ammazzati da sembrare quasi un western.

Per approfondire, leggete: L’Ombra del Muto di Fabio Paravisi, il giallo storico ambientato in Val Taleggio alla fine dell’Ottocento

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La Legge dell’Inseguitore, di Fabio Paravisi

Fiera di Sant’Alessandro, Bergamo, fine Ottocento. Dopo l’epidemia di colera riapre la millenaria Fiera di Sant’Alessandro, che attira da tutta Europa attrazioni, visitatori e personaggi di ogni tipo. Inizia una strana catena di uccisioni che sembrano scollegati fra loro, se non fosse per qualche indizio che
viene colto solo Fainella e Pagnoncelli, che arriveranno al colpo di scena finale. Anzi, due…

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I gialli e i noir storici di Marco Carminati

Marco Carminati scrittore gialli ambientati a Bergamo

Marco Carminati è nato a Treviglio nel 1953. Scrittore appassionato di storia e cultura locale, è autore di una collana di romanzi ambientati nel territorio bergamasco, con l’ambizione di rivisitare, attraverso la finzione narrativa, alcune singolari vicende di questa terra e questa gente.

Noir Bergamasco. L’ombra dei Disciplini, di Marco Carminati

Bergamo, al centro del rinnovato interesse dopo il recente riconoscimento Unesco delle sue Mura storiche, vede prosperare una serie di iniziative culturali dal respiro internazionale. Una di queste si svolge nel Palazzo Fogaccia di Clusone, che ospita un Convegno sull’arte pittorica di Giacomo Busca, detto Borlone, autore della Trilogia della Morte, commissionatagli dalla Con­fraternita dei Disciplini.

Durante i moderni lavori accademici, volti a rivendicare la supremazia del pittore bergamasco nel panorama delle “Danze macabre” prosperate soprattutto nel Nord Italia ed Europa, si verificano alcuni omicidi a distanza di poche ore, nell’arco della stessa notte. Per quale motivo? E chi è, o chi sono, gli assassini? Che filo rosso –  di sangue – lega un serafico porporato della Curia pontificia, monsignor Antonino Pievanelli, docente di Storia della Chiesa, ad un vecchio e sulfureo monaco svedese, padre Axel Karlsson,  allo scapigliato e ribelle professore della Sorbona, Jérôme Leclerque, e infine ad una docile suora scandinava, madre Norberta, assegnata alle necessità degli illustri ospiti durante il soggiorno scientifico?

A ipotizzare la complessa rete di connessioni fra i misteriosi decessi, che si configurano immediatamente come gesti criminali, è un altro degli accademici lì convenuti, il professor Jakub Silek, dell’Università di Tel Aviv, il quale indaga con lo spirito prettamente laico, poco prima di dovere lasciare l’inchiesta ufficiale alla Polizia. E scopre l’unica spiegazione possibile, che poteva stare di casa solo nella cittadina bergamasca, dove un pittore geniale aveva sconvolto ogni precedente rapporto dell’uomo con la morte…

Per saperne di più sul luogo dove si svolge la vicenda: Dimore storiche bergamasche | Visita a Palazzo Giovannelli Fogaccia di Clusone, un gioiello che pochi conoscono veramente

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Giallo Bergamasco, di Marco Carminati

Intrighi e spie in terra orobica nella Belle Époque. 1914, un intraprendente cronista de ”L’Eco di Bergamo”, quotidiano nato da pochi anni, insieme a un Brigadiere dei Reali Carabinieri di stanza a San Giovanni Bianco, indaga sull’assassinio di un Diplomatico della Sublime Porta, di una femme fatale dalle ambizioni letterarie e di un cameriere armeno, ospiti nella località termale di San Pellegrino, meta mondana delle più raffinate nella Belle Époque. E la verità riportata alla luce è particolarmente imbarazzante, in giorni che vedono ammassarsi sul capo dell’umanità i terribili venti della Grande Guerra, cui le misteriose morti sono collegate.

E la verità riportata alla luce è particolarmente imbarazzante, in giorni che vedono ammassarsi sul capo dell’umanità i terribili venti della Grande Guerra, cui le misteriose morti sono collegate. Un omaggio alla terra bergamasca, che nulla ha da invidiare ai più celebri luoghi deputati, a ragione o a torto, come crogiolo della storia.

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Gli ultimi Leoni. Come le Mura di Bergamo furono salvate, di Marco Carminati. 

Nell’ultimo decennio del 1700, ai tempi della Repubblica Bergamasca, che ebbe peraltro breve stagione, le Mura venete rischiarono di sparire per mano di una setta segreta giacobina.
Nel secondo decennio del 2000, e più precisamente nell’anno di candidatura delle stesse Mura a Patrimonio UNESCO, esse hanno corso nuovamente quel rischio, per un folle disegno terroristico casualmente sventato…

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Miserere. L’enigma Donizetti, di Marco Carminati

Il taccuino di un Regio Commissario di Pubblica Sicurezza, donato oltre un secolo e mezzo dopo da un ex alunno del Conservatorio di Bergamo al suo professore, risveglia in questi la curiosità su di una controversa vicenda a tinte fosche, che riguardò il grande Compositore bergamasco.

Con l’aiuto di un’ispettrice di Polizia, violinista per vocazione, l’insegnante si trova a dipanare un’intricata matassa, dove quel che sembra, o si vuol far sembrare, è ben altra cosa dalla realtà dei fatti.
Una sfida avvincente, in cui si trovano coinvolti due investigatori dilettanti, che lascia loro intravedere in filigrana pagine di storia cittadina, ricca di fasti e d’inquietudini, di intense gioie e di tormenti immani, proprio come quelli dell’esistenza tribolata di Gaetano Donizetti.

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Note: I link sono tutti in affiliazione. Nessun accordo con le case editrici o gli autori è stato preso. La selezione è frutto di una libera scelta operata in funzione del gusto personale dell’autrice dell’articolo e dei suggerimenti arrivati da un sondaggio su Instagram. Le foto sono in parte mie, in parte recuperate in rete e in parte richieste (e fornite) dagli autori. 

2 comments

  1. Grazie delle recensioni ai miei gialli, ma attenzione la foto non è la mia, ma di un noi omonimo, pure scrittore bergamasco e critico d’arte. Vedo se riesco in qualche modo a girarvi una mia foto. Buona serata. Marco Carminati

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