Barzizza il rito dei pendolocc. Dopo anni di assenza dovuti alla pandemia, a Barzizza, in Val Gandino, ha ripreso vita l’antica tradizione dei pendolocc. La riscoperta di queste antiche tradizioni mi emoziona profondamente, poiché ci ricordano quanto la nostra vita sia intrecciata con la natura e quanto sia importante preservare le tradizioni tramandate dai nostri avi.
La storia dei “pendolocc” affonda le radici nell’antichità, quando ogni anno, durante la settimana dell’Ascensione, a Barzizza si svolgevano le Rogazioni. Queste processioni, di origine cristiana ma legate ad antichi riti pagani, avevano lo scopo di invocare la fertilità dei campi e la protezione dalle intemperie. Era un momento di comunione tra l’uomo e la terra, un’occasione per chiedere le benedizioni divine e per celebrare il ciclo vitale della natura.
Ecco quello che troverete in questo articolo
Pendolocc: un rito propiziatorio per invocare la fertilità
Il termine “pendolocc” si riferisce ai fiori di maggiociondolo, e la festa si celebrava tradizionalmente nella notte dell’Ascensione. I giovani del paese, celibi e sposati, adornavano le strade e la piazza con rami fioriti di maggiociondolo, dedicando particolare attenzione alle porte delle ragazze nubili e delle zitelle.
Ogni anno nella settimana in cui cadeva la festa, tra mercoledì e giovedì, si svolgevano a Barzizza le Rogazioni, processioni a carattere propiziatorio, per impetrare dal cielo la fecondità dei campi e la protezione contro le intemperie. Erano la riesumazione di antichissimi riti legati al culto della terra, la Grande Madre. La comunità si riuniva poi per pregare e chiedere la benedizione divina affinché i raccolti fossero abbondanti e protetti dalle calamità.
Cos’è il Maggiociondolo
Grande arbusto originario dell’Europa meridionale che viene volgarmente definito “Maggiociondolo” in riferimento all’epoca e all’aspetto della sua peculiare fioritura, che si sviluppa generalmente a più fusti sino ad un altezza di 4-6 m. Appariscente ad abbondante fioritura che compare verso la fine della primavera, intorno al mese di maggio, quando l’arbusto si ricopre di profumati fiori dal colore giallo dorato disposti in grappoli penduli della lunghezza di 20-25 cm. Foglie trilobate della lunghezza di 6 cm dalla colorazione verde sulla pagina superiore e verde-argentea su quella inferiore.
In alcune regioni esso viene considerato una pianta magica. Si narra anche che le streghe lo utilizzassero per preparare pozioni e bevande, e durante i sabba cavalcassero un bastone realizzato con il legno di questa pianta bella e misteriosa.
Cosa sono le Rogazioni
Le rogazioni sono, nel cattolicesimo, processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle seminagioni, arricchite di preghiere e atti di penitenza. Hanno la finalità di attirare la benedizione divina sull’acqua, il lavoro dell’uomo e i frutti della terra.
Si distinguono in “maggiori” nella giornata del 25 aprile e “minori” nei tre giorni che precedono la festa dell’Ascensione nel rito romano (otto giorni nel rito ambrosiano).
Come si svolgeva il rito dei Pendolocc

La raccolta dei rami avveniva sulle pendici del Monte Farno, nella valle chiamata “Al de pendolòcc”. Durante la settimana precedente, venivano individuate le frasche più belle e rigogliose da destinare al taglio. Ma la festa non si limitava alla decorazione floreale: per le strade, si spargeva abbondante paglia e prezzemolo selvatico, e alcuni più creativi disegnavano con la calce figure di capre sui muri delle case.
La notte passava velocemente, tra il silenzio e la clandestinità, e al mattino presto le donne ripulivano la piazza e le strade, in una gara con i maschi canzonatori. Tuttavia, chi varcava la soglia della chiesa poteva ancora ammirare gli effetti della festa, con i fiori di maggiociondolo adornare l’altare maggiore e gli altari laterali.
Con il passare del tempo, molte di queste antiche tradizioni sono cadute nell’oblio, ma la recente ripresa dei “pendolocc” a Barzizza riaccende la fiamma di una storia millenaria. Grazie all’impegno di alcuni appassionati e dell’intera comunità locale, questi simboli di fertilità sono tornati a esistere
Dove si trova il Monte Farno
Il monte Farno, alto 1250 m s.l.m., è situato lungo il crinale che separa la val Gandino dalla valle Seriana, in provincia di Bergamo. Il monte Farno, che dà il nome alla conca di cui fanno parte il pizzo Formico e la Montagnina, si trova appena sopra il paese di Gandino ed è considerato uno dei luoghi più caratteristici della media valle Seriana, dato che la sua mole affusolata è facilmente riconoscibile da molti punti dalla valle stessa.
Sulle pendici di questo rilievo sono stati rinvenuti resti che attestano la presenza dell’uomo già dal paleolitico, ma è verso il XVI secolo che la conca acquisisce notevole importanza per via del florido mercato della lana presente nella zona. Difatti, a causa del fatto che la strada di fondovalle era considerata poco sicura perché infestata dai briganti in località Ponte Nossa, i mercanti preferivano salire la montagna per poi ridiscendere a Clusone e Cerete, acquistando i prodotti lanieri direttamente dai pastori sull’altipiano della val Gandino e nella conca del Farno.
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Gli altri riti recuperati dal passato in provincia di Bergamo

Quest’anno, la tradizione è stata ripristinata in modo più moderato rispetto agli anni passati, con i “pendolocc” impiegati principalmente per decorare piazza Duca d’Aosta e dintorni. Questo ritorno alle radici ha ricevuto ampi consensi, rievocando un’epoca passata ricca di fascino e mistero.
Ogni “pendolocc” è un piccolo capolavoro artigianale, un tributo alla saggezza e alla creatività dei nostri antenati. Osservare questi manufatti decorati con fiori selvatici e ghirlande di edera ci riporta indietro nel tempo, quando il legame con la terra era più stretto e la spiritualità era intrecciata con il ciclo delle stagioni.
Ma non è l’unico rito recuperato nelle nostre valli. Qui sotto nel trovate quattro:
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