Alla scoperta delle curiosità sui 10 luoghi da visitare assolutamente a Bergamo Alta

Ho già scritto oltre 240 post dedicati a Bergamo e molti di questi parlano della città vecchia (o Città Alta, come la chiamano affettuosamente i Bergamaschi) e delle cose da vedere quando si viene nel capoluogo orobico. Eppure, qualche giorno fa, sono stata fermata per caso da due turisti che mi hanno chiesto cosa c’era da vedere a Bergamo Alta e mentre facevo mente locale sui luoghi da consigliare loro, mi sono resa conto che oltre ai luoghi classici ci sono 10 luoghi che secondo me bisogna assolutamente visitare a Bergamo Alta almeno una volta nella vita. Non solo perché sono belli, ma perché raccontano delle storie curiose. Piazza Vecchia, Piazza Duomo, Via Colleoni, il Lavatoio di Via Mario Lupo, le Mura, la Rocca, sono tutte attrazioni che si esplorano facendo il tour classico che dura uno o due giorni. Ma c’è molto di più. E anche se ormai è chiaro a tutti che a me non basterebbe una vita per esaurire tutte le curiosità su Bergamo Alta, ecco un post per visitare Bergamo Alta in un giorno, senza rinunciare alle chicche

Che ne dite, cominciamo?

1. La Funicolare

Lo sapete che se cercate Funicolare di Città Alta, la trovate in Città Bassa e se cercate Funicolare di Città Bassa la trovate in Città Alta? Non ci credete? Fate una prova con Google Maps.
Infatti le stazioni della Funicolare di Bergamo prendono il nome della stazione di arrivo e non di partenza. Una stranezza, ma non troppo, una volta che ci avete fatto l’abitudine.

Ma c’è una cosa curiosa che mi piace citare ogni volta che parlo di questo strano mezzo di trasporto di cui i bergamaschi vanno così fieri: la funicolare festeggia il suo compleanno il 20 novembre, giorno in cui il servizio partì nel 1887. Per saperne di più su questa giornata storica e sulla storia della funicolare, leggete: Festeggiare il compleanno della Funicolare di Bergamo.

Funicolare.png

2. Piazza Mercato delle Scarpe e le corporazioni

E’ la piazza di approdo della Funicolare che porta in Città Alta. E’ una piazza molto carina, con bar, ristoranti e gelateria e… un negozio di scarpe. E non ve lo dico a caso. Infatti questa piazza prende il nome dalla corporazione dei Calzolai che in epoca medievale aveva la sua sede proprio qui.

Nell’antico palazzo medievale che oggi ospita la stazione d’approdo in Città Alta della Funicolare c’era anche la corporazione delle Beccarie (macellai, che ritroveremo più avanti).

bergamo-piazza-mercato-delle-scarpe.jpg

Da questa piazza potete dirigervi verso Piazza Vecchia attraverso la via principale oppure potete dirigervi verso la Rocca, sul colle di Sant’Eufemia.
Se scegliete la via dei negozi, guardate con molta attenzione le vetrine: scoprirete che rispondono tutti a dei canoni estetici molto definiti. Qualche indizio? Le insegne sono in ferro battuto. Le illuminazioni non hanno il neon. Per saperne di più leggete: 10 cose da sapere sulle vetrine di Città Alta a Bergamo. 

3. La Rocca, i Mille e il semovente giallo

La Rocca di Bergamo si trova sul Colle di Sant’Eufemia e nasce come costruzione difensiva e nel corso dei secoli subisce diversi  cambi d’uso. Oggi è uno dei punti panoramici più belli di Bergamo da cui è possibile fotografare Città Alta e Città Bassa a 360 gradi.

Se siete degli amanti della fotografia e vi piacciono i luoghi instagrammabili, Bergamo è la città che fa per voi. E la Rocca di Bergamo è uno dei posti wow che dovete proprio visitare. Se volete saperne di più, leggete: Salire sulla cima della Rocca di Bergamo per dominare la città a 360 gradi Bergamo Alta: 10 posti instagrammabili tra l’Accademia Carrara e la Rocca, passando dalle Mura e da Piazza Vecchia.

Bergamo Alta fotografata dalla Rocca

Ospita anche il Museo del Risorgimento la sezione dell’Ottocento del Museo Storico della città, che vanta, tra l’altro, una collezione interessante di cimeli della spedizione dei Mille. Infatti Bergamo  ha dato alla causa risorgimentale 174 Camicie Rosse e questo è il motivo per cui è detta anche Città dei Mille (titolo onorifico concesso dal Presidente della Repubblica Gronchi nel 1960 in occasione del primo centenario della spedizione).

Il Parco della Rocca oggi è un museo memoriale della guerra: vi sono conservati cannoni, pezzi di artiglieria, cippi commemorativi e altri cimeli. Ma c’è un mezzo molto particolare, che catturerà sicuramente l’attenzione di grandi e piccini ed è un carrarmato di colore giallo. In realtà si chiama “semovente” ed era uno dei mezzi da guerra utilizzati nella campagna d’Africa, nella battaglia di El Alamein del 1942 . Il giallo era appunto per mimetizzarsi col giallo della sabbia del deserto.

4. Convento di San Francesco

Il Convento di San Francesco è parte del Museo delle Storie di Bergamo. Oggi è possibile visitarlo pagando un biglietto d’ingresso, mentre se siete accompagnati da una guida turistica abilitata avete la possibilità di visitarlo gratuitamente.

E’ un posto davvero molto suggestivo. Soprattutto quando ve ne spiegano la storia. Nei secoli è stato convento, prigione, ospedale, scuola elementare. Oggi ospita anche il Museo della Fotografia Archivio Sestini.

Chiostro delle Arche

5. La casa coi comignoli

Uscendo dal Convento di San Francesco, camminando sulla destra, troverete un affaccio che guarda sulla città. Di fronte a voi una casa con numerosi comignoli in mattoni, tutti diversi.

Le curiosità su quell’edificio sono due: la prima è che quella prima della Legge Merlin era una Casa di Tolleranza e i comignoli corrispondevano alle stanze a disposizione dei clienti: quando c’era il fumo significava che il camino era acceso e la stanza “occupata”, quando non usciva il fumo significava che la stanza era libera e la ragazza in attesa di clienti. Non è una storia molto edificante, ma fino al 1958 questa pratica era socialmente accettata. Si racconta che le ragazze cambiassero spesso (max 15 giorni) per far sì che i clienti non si affezionassero troppo e non ci fossero fughe e quindi perdita di business… Lungo la via San Lorenzo ce n’erano addirittura 3. Ma non avventuratevi suonando i campanelli per vederle all’interno: ora sono private e chi le abita potrebbe giustamente reagire in modo animato!

La seconda storia o curiosità riguarda sempre i comignoli: esiste una norma circoscritta a Città Alta che impone che i comignoli siano realizzati in mattoni per adattarsi al contesto. Questo ha fatto in modo che si sviluppasse una vera e propria arte costruttiva del comignolo. Ma si sa, i muratori bergamaschi sono famosi per questo e per molto altro.

Ex casa di tolleranza in Bergamo Alta

6. Piazza Mercato del Fieno

Un questa piazza una volta la settimana si svolgeva il mercato del fieno e da qui il nome. E’ una piazza dove ancora oggi si trova l’antica bottega di un fabbro. La stessa in cui da ben quattro generazioni si realizza buona parte degli arredi in ferro (insegne, balconi, grate) che si trovano in Città Alta.

Sempre in questa piazza si possono distinguere tre torri medievali che caratterizzavano Bergamo e per cui rimase a lungo soprannominata la Città delle 100 torri.

Ma non sono le uniche curiosità legate a questa piazza. Se guardate le facciate delle case noterete che pur essendo armoniche tra loro, hanno stili e tipologie di realizzazione molto diverse: troviamo quelle con la pietra a vista, quelle con la facciata stuccata, quelle con le pietre disegnate e quelle con la pietra riportata in superficie.  Segno che nel tempo le tecniche costruttive e decorative hanno subìto l’avvicendarsi delle mode.

tre case torri medievali in Piazza Mercato del Fieno

7. Torre del Gombito e Lavatoio di via Mario Lupo

Ne ho già ampiamente parlato in diversi post: la Torre del Gombito ha quasi 800 anni ed è la torre medievale più alta di Bergamo. Si contende il primato con la Torre del Campanone, ma vi consiglio di salirci un lunedì se riuscite: la vista a 360 gradi su Bergamo è davvero strepitosa (ed è gratuita).
Prima di salirci, leggete: Salire a piedi sulla Torre del Gombito, il grattacielo che ha più di 800 anni

Il Lavatoio, invece, nonostante i merletti della sua copertura facciano pensare a qualcosa di coevo alla torre, in realtà fu costruito alla fine dell’800 (1891). Questa era una zona decisamente diversa da come la vediamo ora: era tra le zone più densamente popolate e più insalubri di Bergamo. Ci volle l’ingegner Luigi Angelini negli anni Quaranta del Novecento per riqualificare quella zona e dare un nuovo volto a Città Alta demolendo le vecchie case fatiscenti prive di valore storico. E proseguendo sulla via Mario Lupo, ex via delle Beccarie (delle macellerie) troverete anche i bagni pubblici che Angelini fece realizzare nel 1946 nel Piano di Risanamento di Città Alta per dare un minimo di igiene a chi non aveva il bagno in casa (e non erano pochi, credetemi). Ancora oggi vengono utilizzati dai turisti che hanno bisogno di un pit stop.

Per saperne di più sulla storia di questo lavatoio in stile liberty, leggete: Il lavatoio di via Mario Lupo a Bergamo Alta, un luogo di storia e di storie

Torre e Lavatoio.png

8. Piazza del Duomo e Basilica di Santa Maria Maggiore

Forse non tutti sanno che la Basilica di Santa Maria maggiore non è il Duomo di Bergamo. Il duomo dedicato a Sant’Alessandro è proprio di fianco. La Basilica non appartiene alla Curia, ma appartiene ad una istituzione privata cittadina, la MIA, Fondazione della Misericordia Maggiore, che dal 1449 è stata incaricata della sua gestione. O meglio, i muri esterni appartengono al Comune, mentre le decorazioni interne e le opere contenute appartengono alla MIA, in quanto da questa acquistate nel corso dei secoli.

Ci sarebbero davvero mille curiosità da raccontare sulla Basilica. A partire dalle pietre bianche che si incontrano ogni tanto e che sono delle pietre o marmi di edifici monumentali preesistenti e riutilizzati, all’intercapedine che troviamo tra il muro esterno e il muro interno che serviva alle guardie veneziane per controllare quanto veniva detto (e da chi) durante le assemblee cittadine che si tenevano in basilica. Si, perché la Basilica di Santa Maria Maggiore non aveva solo funzione religiosa, ma anche politica e civica e qui si riunivano le famiglie nobili per discutere degli affari della città o dove redigevano atti notarili.

Potremmo ricordare i leoni stilofori rossi e bianchi, che sono tra le opere più instagrammate di Bergamo oppure la facciata in corrispondenza dell’abside nord orientale, su cui si intravvedono ancora gli affreschi che decoravano anche esternamente tutta la chiesa…

La Basilica di Santa Maria Maggiore e Gaetano Donizetti

Per non parlare dei monumenti funebri dedicati a Simone Mayr e Gaetano Donizetti. Il primo maestro di Cappella e il secondo musicista di fama internazionale che ha dato lustro a tutta la città. Sulla tomba di Donizetti trovate dei putti con le parti intime diciamo così “velate” (qualcuno sospetta che i genitali siano stati letteralmente scalpellati) e con i tasti del pianoforte a ricordare proprio la professione del compianto.

Vi ricordo che durante la traslazione dal cimitero di Valtesse all’ultima dimora in Città Alta, si accorsero che i resti del povero Donizetti mancavano di una parte fondamentale: la calotta cranica. E che ci vollero quasi due anni perché fosse ritrovata in Val Seriana nella bottega di un macellaio (nipote di uno dei medici che aveva eseguito l’autopsia sul celebre compositore) che l’usava come porta spiccioli. Ma sarà stato davvero così insensibile?

Se siete arrivati fino a qui, in Piazza Duomo, dovete assolutamente leggere questi articoli che vi raccontano tutte le chicche relative alla piazza e a Gaetano Donizetti: Alla scoperta di Piazza Duomo, il cuore antico di Bergamo AltaLa calotta cranica di Donizetti usata come portamonete? Un documento del 1875 racconta tutta la verità.

9. Il Mausoleo di Bartolomeo Colleoni e il mistero del corpo sepolto

Il Mausoleo di Bartolomeo Colleoni è uno dei posti che trovo più affascinanti in assoluto. Curiosità da raccontare ce ne sarebbero davvero tante. Vi elenco le prime che mi vengono in mente e di cui ho già parlato in diversi post, sparsi qua e là e di cui vi metto il link così che possiate leggerli.

Lo stemma del Colleoni, con i tre c… oni, è uno degli oggetti più instagrammati e… toccati di Bergamo. Pare infatti che toccarli porti fortuna. E in alcuni momenti della giornata, in estate e di domenica, c’è addirittura la fila. Va detto, inoltre che il cancello che protegge l’ingresso del Mausoleo su cui si trovano gli stemmi che tanto piacciono ai turisti non è così antico: infatti è stato realizzato nel 1913, in pieno periodo Liberty.

Per approfondire: Al grido di Coglia andiamo a toccare i c…, lo stemma del Colleoni

Quando Colleoni lo face costruire, chiese al governo della Città di poter abbattere il Palazzo della Ragione che ne copriva la vista. Per fortuna gli risposero di no. Anche perché per la costruzione del monumento funebre il grande condottiero già aveva fatto abbattere l’abside nord occidentale della basilica, dove era collocata la sagrestia. Già che siete qui, se è aperto, vi invito a visitare il Palazzo della Ragione e i suoi meravigliosi affreschi. Per saperne di più leggete: Ammirare i 100 strappi nel Museo dell’Affresco, il museo che racconta la storia e le storie della Bergamo “picta”

Il mistero dei misteri: il ritrovamento del corpo di Colleoni

Nel mausoleo sono contenute le spoglie del condottiero, ma non nel sarcofago più grande come ci si potrebbe aspettare. Si trovano invece nel basamento collocato sotto il sarcofago, in una sorta di intercapedine nella quale era stata collocata la sua bara di legno.

Questa storia è in realtà un piccolo giallo che appassionò i bergamaschi per parecchi anni:  nel 1923 vennero aperti i  due sarcofagi che compongono il monumento funebre, su richiesta del Re Vittorio Emanuele III, ed entrambi risultarono vuoti. Si cominciò quindi una lunga ricerca del corpo del condottiero in tutte le chiese di Bergamo e provincia, sollevando le pietre dai pavimenti, alla ricerca delle tombe che qui venivano tradizionalmente collocate …

Ma fu solo nel 1969, grazie all’invenzione di nuove tecniche di investigazione elettromagnetica (diciamo una sorta di metal detector), che si scoprì che il suo corpo era stato sempre all’interno del Mausoleo, ma  nascosto nel basamento, probabilmente per proteggerlo dai nemici politici che avrebbero potuto profanarlo in segno di spregio; e qui si è conservato per quasi 500 anni, in ottimo stata grazie al fatto che la bara era stata ricoperta di calce. Una storia curiosa, no?

10. Il Caffè del Tasso e la statua che gli sta di fronte

Ecco ci arrivati in Piazza Vecchia, la piazza più bella di Bergamo Alta. Il Caffè del Tasso, si trova nell’angolo a sinistra guardando il Palazzo della Ragione, è uno dei locali storici più antichi di Bergamo. Risale al 1476, ossia addirittura a prima della scoperta dell’America (1492), quando era conosciuta come la “Locanda delle due spade”. Al suo interno potete trovare una collezione di foto, disegni e autografi di persone celebri davvero interessante. Se avete la pazienza e un minimo di conoscenze di cinema, teatro, letteratura e televisione, potete sicuramente riconoscere dei nomi che fanno parte della nostra storia passata e recente.

Lo cito spesso perché io amo andarci a bere il caffè la domenica mattina. Ma, vedendolo, capirete il perché di tanto amore per questo luogo. Per saperne di più, leggete: Fare colazione al Caffè del Tasso, locale storico del 1473, dopo una passeggiata in Città Alta. 

Poi ovviamente guardatevi intorno: siete in Piazza Vecchia!
Leggete: Alla scoperta dei tesori di Piazza Vecchia che dovete assolutamente conoscere e 5 curiosità e cose da fare in Piazza Vecchia una volta scoperte

Il Torquatone

La statua che trovate invece di fronte è quella di Torquato Tasso, poeta bergamasco autore della Gerusalemme Liberata e di moltissime altre opere. Non vi parlerò del Tasso, però, di cui ho già scritto alcuni post (che potete leggere in vari punti del blog), bensì della sua statua: il Torquatone. Infatti la curiosità è che la scultura seicentesca ad un certo punto, a metà del secolo scorso sparì dalla piazza per qualche mese senza un motivo apparente.

Erano gli anni Cinquanta e, dopo il restauro della statua, con un giudizio affrettato e con valutazioni estetiche superate il sindaco di allora, Tino Simoncini, la fece rimuovere certo che non sarebbe dispiaciuto a nessuno. La popolazione invece insorse e per riportare la statua al suo posto si mobilitarono diverse personalità cittadine, tra cui l’architetto Sandro Angelini, che ne parla anche nella sua autobiografia. La tanto vituperata statua alla fine non era poi così disprezzata, anzi. Il Sindaco tornò quindi sui suoi passi. Su suggerimento dello stesso Sandro Angelini, che gli propose di ricollocarla al suo posto nel mese di agosto quando i bergamaschi erano in ferie e l’avrebbero ritrovata bella come il sole al loro rientro,  la fece ricollocare in Piazza Vecchia con grande soddisfazione di tutti.

Come dire: “Non comprendi mai fino in fondo quanto qualcosa sia importante, finché non te la tolgono”.

Caffè del Tasso e statua di Torquato Tasso.jpg

Consigli per scoprire Bergamo Alta come un local

Bergamo Alta si visita rigorosamente a piedi. Dimenticatevi macchine, motorini e tutto ciò che ha un motore. E’ una zona pedonale e le auto vanno lasciate lungo le Mura nelle strisce blu o nei parcheggi a pagamento. Mettete ai piedi scarpe comode e fatevi una bella camminata perdendovi nelle vie della città vecchia. Ogni angolo è una sorpresa e racconta una storia. Se volete sapere perché è così bello camminare in Città Alta, leggete:  Flanare nelle 10 vie più belle di Bergamo e meno frequentate dai turisti, per (ri)scoprire la storia e le storie della città

Eccomi quindi al termine di questo tour ideale pieno di curiosità. Voi ne conoscete altre? Vi va di raccontarmele nei commenti?

 

Note

Questo post è stato realizzato in seguito al Blog Tour che ho organizzato a maggio in collaborazione con la community delle Travel Blogger Italiane. Sponsor tecnici dell’iniziativa il Gruppo Guide Città di Bergamo, Visit Bergamo e Turismo & Innovazione. 

Ringrazio inoltre Barbara Savà, mia amica e guida turistica del Gruppo Guide Città di Bergamo, che è riuscita a trovare per ognuno dei 10 luoghi visitati qualcosa di sfizioso da raccontare che ci ha tenuto incollati alla città per almeno tre ore. Tutte le informazioni contenute nel testo sono state raccontate durante la visita guidata tenuta da Barbara Savà, ad eccezione del punto 1 (che ho notato per caso un giorno) e del punto 10 che… beh… per quello ho studiato. 😉

32 commenti

  1. Sono certa che tra i lettori qualcuno ci racconterà di altre storie ed aneddoti, Città Alta ne è piena…..

  2. Quando abitavo a Monza sono andata un paio di volte a Bergamo. Che meraviglia, è una città che mi è piaciuta tantissimo! Città alta poi è una piccola perla!

    1. Bergamo è una città tutta da scoprire. Continua a seguirmi, scoprirai cose sempre nuove. Proprio come me.

  3. È una città che non conosco e il tuo post mi ha messo voglia di scoprirla! Ci sono un sacco di luoghi interessanti! Attendo anch’io gli aneddoti ☺️

  4. Raffi, mi sono resa conto di quanto devo ancora vedere di Bergamo, intanto magari inizio proprio dalle prime 10, le restanti 230 le farò con calma!

  5. Bello questo post: fa giocare a “ce l’ho” e “manca”, come con le figurine. Te l’ho già detto: mi toccherà tornare a Bergamo presto.

  6. §Non sono mai stata a Bergamo ed ogni volta che apro il tuo blog é una scoperta, una finestra che si apre su un posto che sta diventando sempre meno estraneo grazie ai tuoi racconti.

  7. Mi hai fatto appassionare a questa citta e non poco! Quante storie si scoprono. La casa con i comignoli é sicuramenmte quella che mi ha sorpreso di più e sono sicura che se venissi con il mio fidanzato, amante di cinema e letteratura, scoverebbe i vari autografi al caffè del Tasso!

  8. Sono stata a Bergamo ma sempre di corsa e alcuni edifici mi mancano, dovrò tornare a vederli. Carina la storia del comignolo col fumo che significava “occupato”

  9. Mi è piaciuta molto Bergamo Alta purtroppo non conoscevo ancora il tuo blog quindi mi sono persa molte delle sue attrazioni, alla prossima visita sarò molto più preparata.

  10. Breve esperienza a BG lo scorso settembre. Siamo atterrate a Orio e abbiamo deciso di fare un aperitivo in città alta prima di tornare a Milano. Ebbene, non l’abbiamo trovata. O meglio, la città alta c’è, ma non abbiamo trovato parcheggio e se avessimo letto prima il tuo blog .. di sicuro avremmo trovato un’altra soluzione! Morale? Torneremo sicuramente con tempi più umani e cercheremo di vedere tutto quello che sarà possibile. Intanto grazie!

  11. Io voglio assolutamente andare al Caffè del Tasso! Adoro scoprire i caffè storici delle città che visito… Ma anche la Casa dei Comignoli non scherza. In realtà, nulla scherza: è tutto bellissimo, forse anche perché mi ricorda l’infanzia. La funicolare, da piccola, mi sembrava una cosa pazzesca! E sì, insomma, che gran bella città Bergamo. Complimenti a te per tutte le chicche che sciorini.

  12. Io adoro Bergamo Alta e tu me la fai apprezzare e scoprire ogni volta che ti leggo. Ad esempio non sapevo nulla della storia dell statua di Torquato Tasso che mi è piaciuta molto. Con i bergamaschi non si scherza!

  13. Praticamente ho appena realizzato di non aver visto nulla quella volta che ho passeggiato per Bergamo Alta. Ero andata a trovare un’amica ma ho visto si e no, 3 cose tra quelle elencate. E niente, mi tocca tornare a trovarla e segnarmi tutte queste cose interessanti! 😍 Seguirò questo blog molto volentieri perché ho veramente adorato Bergamo nonostante sia stata pochissimi giorni 🙂

  14. Non sono ancora stata a Bergamo ma mi riprometto sempre di recuperare 🙂 Il tuo articolo ed in generale tutto il blog saranno i miei punti di riferimento!

  15. Sono di Bergamo, ho studiato città alta, soprattutto dal punto di vista archeologico: aggiungerei quel bel “vialetto” che c’è nella cittadella e porta ad un parco, è carino per il fatto che ci sono ancora i solchi per i carri. Me lo hanno sempre spacciato di epoca romana, non ci credo molto.
    Da vedere Biblioteca Angelo Maj, straordinaria con il sito archeologico posto alle sue spalle. Da visitare il museo del Duomo e assolutamente trovare un bello spettacolo al Teatro Sociale, quanto lo amo. Se poi si vuole mangiare, proprio davanti al teatro c’è la panetteria con le pizze al trancio buone e ricche di farciture.
    Spero di aver dato qualche nuovo spunto!!! Tirerò fuori la mia tesi e magari trovo qualche altra chicca.

    1. Ho esplorato poco la Cittadella. Dovrei approfondirla.
      Invece sui resti romani ho scritto in un articolo dedicato alla mostra Bergomum della scorsa primavera.
      La pizza farcita è tra le mie preferite e non manco di portarmene a casa un trancio la domenica come stuzzichino dopo la passeggiata della mattina.
      Attendo le chicche. 😘

      1. Al momento sono all’estero, passeranno alcuni mesi prima del mio rientro a Bergamo. Una cosa te la posso già dire: Parre. Il suo sito archeologico è veramente importante perché era dove vivevano i bergamaschi. Poi ci fu un periodo di carestia, il popolo si trasferì nell’attuale città alta. Quindi si può dire che Parre era la pre-Bergamo.

      2. Grazie dello spunto. Mi documenterò e ti contatterò. Grazie ancora dei commenti e di avermi letto.

  16. Ho avuto modo di visitare Bergamo un po’ per caso e ne sono rimasta affascinata! Mi sono persa alcune di questi luoghi…dovrò rimediare al più presto! =)

  17. Ormai fischieranno le orecchie a tutti i bergamaschi per tutte le volte che ultimamente nomino questa città! Spero davvero di poterci venire presto e questo tuo post è stato davvero utilissimo! Grazie 😊

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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