Songavazzo: prendere un libro alla Ca di Leber e leggerlo sulla Panchina Gigante che guarda sull’altopiano

Era un po’ che desideravo raccontarvi di questo luogo. Che sia appassionata di libri lo sapete, di luoghi anche, di curiosità pure, e di bookcrossing e panchine giganti anche questo ormai dovreste averlo capito. Ecco perché non sarete sorpresi se vi racconto che sono stata finalmente a visitare la Casetta dei libri (Ca di leber) di Songavazzo, in Valle Seriana, e che mi è piaciuto un sacco. Qui, potete prendere un libro in prestito e leggerlo direttamente sul posto, oppure fare due passi e andare a leggerlo seduti sulla Panchina Gigante che guarda sull’altopiano di Clusone.

Un’esperienza davvero da fare!

Dove si trova la Ca di Leber

La Ca’ di Leber si trova in Val Seriana, nel paese di Songavazzo, sulla via per il monte Falecchio – altro posto di cui vi racconterò presto perché ho scoperto una cosa meravigliosa che non potete proprio perdervi.

La casetta di legno sta sul limite delle piante, a una trentina di metri dalla strada. È raggiungibile da tutti, anche da chi si muove con la sedia a rotelle (meglio se aiutato in salita o con un Tripode). La si raggiunge lungo un sentiero selciato, in leggera salita.

Il parcheggio dove lasciare la macchina è poco distante e per raggiungere l’edificio (ben segnalato già a inizio paese) è sufficiente fare proprio solo 2 passi, nonostante dalle foto possa sembrare in posto isolato. Tranquilli è davvero visibile.

Com’è fatta la Ca di Leber

La «Ca di leber», come si dice nel dialetto della Val Seriana,  si affaccia sull’Altopiano di Clusone. Si tratta di  una piccola casetta di legno costruita con il legname del consorzio forestale della Presolana.

La targa apposta vicino alla porta di ingresso riporta il nome di chi materialmente l’ha costruita e una dedica: «A Renzo Scandella e a tutti coloro che riempiranno questa casa». La porta della casetta si apre dolcemente. All’ingresso c’è la celebre frase di Dostojevskij: «La bellezza salverà il mondo». E siamo tutti d’accordo, vero?

Dentro si sente l’odore del legno. E l’odore del legno si mescola a quello della carta. Perché ai tronchi che costituiscono la casetta sono affissi dei ripiani popolati di libri. Tanti libri. Centinaia di libri.

Com’è nata l’idea della Casetta dei libri

L’idea di costruire una vera casetta in legno da dedicare ai libri è  venuta nell’estate del 2010 quando Davide Sapienza, scrittore che abita a Songavazzo, ospitò Marco Paolini.  L’attore tenne una serata a Paré di Fino del Monte, a 1200 metri di quota, alla quale parteciparono tremila persone.

Paolini interpretava «Uomini e Cani», ispirato all’opera di Jack London. Renzo Scandella, titolare dell’albergo Baitella, con la passione per la falegnameria, costruì per Paolini una casetta di tronchi di legno, uguale a quelle descritte da Jack London. Paolini chiese a Scandella se poteva costruirgliene una dove abitava, ad Asiago.

Fu così che nacque l’idea: perché non fare una casetta di Jack London anche a Songavazzo? E perché non farne un luogo dei libri? Un luogo aperto, un po’ anarchico, un luogo accogliente per tutti. Ed ecco il risultato: una casetta, aperta 24 ore al giorno, dove chiunque può portare o prendere un libro per tutto il tempo necessario.

La casetta è amica della natura che la circonda, non è riscaldata e non è dotata di elettricità. Al suo interno troverete dei veri e propri tesori. Io ho trovato un libro che racconta la storia della Banca Popolare di Bergamo, davvero molto interessante.

Una sala lettura davvero speciale con la Panchina Gigante che guarda sull’altopiano

Per potersi dedicarsi alla lettura dei libri  della Casa dei Libri direttamente sul posto è stata attrezzata una sala di lettura (naturalmente a cielo aperto) composta da alcune panchine proprio davanti all’ingresso  e da una Panchina Gigante adiacente collinetta panoramica.

Una panchina gigante, gialla e marrone. Con una scaletta in legno fatta di libri giganti. Qui c’è il profumo del bosco e il silenzio. C’è però una particolarità curiosa: questa panchina perché non è una delle panchine giganti di cui ho già scritto, come quella blu di Rogno e quella blu e verde di Riva di Solto.

Questa panchina infatti non fa parte del circuito delle Big Bench ideate dal designer americano Chris Bangle. L’amministrazione comunale ha dovuto fare senza l’aiuto della Community, perché le condizioni poste per entrare nel circuito erano che la Panchina fosse ad una distanza a piedi di almeno 20 minuti dal centro abitato, mentre questa è proprio a ridosso delle case. Ma la vista è comunque strepitosa e la vicinanza con la Casa dei Libri la rende ancora più bella.


Note

Le foto contenute in questo post sono tutte mie o di mia proprietà.

13 commenti

  1. La panchina fatta di libri è semplicemente stupenda!!! Che idea strepitosa. Quando si tratta di libri sono sempre in prima fila. Sarebbe davvero bello sbirciare il paesaggio tra una pagina e l’altra godendosi l’aria pulita della montagna!

  2. Ho cominciato anch’io a scoprire le panchine giganti e me ne sono innamorata! Questa vorrei godermela in solitaria con un buon libro preso alla casetta

  3. Songavazzo!!!! Uà che bello. Mi ricorda le estati della mia infanzia passati in Val Seriana, ad Ardesio. Songavazzo era meta abituale, si andava a casa degli zii che avevano casa lì. Che tuffo nei miei ricordi!

  4. Che idea stupenda! Anche io, come te, amo i libri, le panchine giganti, le casette, la natura e la montagna… Che dire di più? Semplicemente, devo venire a vedere di persona questa piccola grande meraviglia, venire a respirare il profumo del legno mescolato a quello della carta e a riempirmi il cuore della meraviglia di queste piccoli grandi idee che fanno tanto bene a tutti noi!

  5. La panchina gigante!!!! 😍 😍 😍 Le ho sempre solo viste in foto. Questa con la scala di libri redo le batta tutte!!! 😀 Queste iniziative di book crossing mi piacciono molto. Ho visto “cassette” per lasciare/prendere libri in vari paesi, lo trovo una bellissima idea e mi sorprende sempre che non spariscano tutti da un giorno all’altro 😛 L’unico difetto è che spesso la qualità delle letture lascia un po’ a desiderare… come dire… la gente prende i libri belli e lasia quelli brutti! 😅

    1. A me è successo di trovare dei libri che leggendoli mi hanno sorpreso. A volte è solo un problema di copertina (brutta). Però hai ragione: spesso sono libri che uno non vuole più in casa. E’ per questo che bisogna fare cultura: condividere un libro e “liberarlo” è un atto di civiltà e di amore verso la cultura.

  6. Un’idea che lascia senza fiato! Lettura e natura..esiste qualcosa di meglio? Adoro al contempo la tua assoluta dedizione ai tuoi luoghi: dalle tue parole traspare un amore incredibile per il tuo territorio, complimenti!

  7. Vorrei tanto che ci fosse una casetta dei libri qui vicino, ci passerei un sacco di tempo. Non c’è niente di più rilassante che leggere un libro in mezzo alla natura…

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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