Famolo strano (misteriosamente) | Itinerario insolito a Bergamo alla ricerca della Triplice Cinta (o del gioco del Filetto)

L’idea me l’ha data un libro su Bergamo che ogni tanto sfoglio per trovare qualche cosa divertente da fare: Bergamo Insolita e Segreta di Emanuele Roncalli. Questa volta l’attenzione mi è caduta su un capitolo dedicato alla Triplice Cinta di Bergamo e ai suoi misteri mai spiegati. Così, questa mattina, armata di libretto e dell’inseparabile smartphone per immortalare il mio tour sono partita alla ricerca della Triplice Cinta: una caccia al tesoro perfetta per una domenica mattina, quando avete voglia di fare una bella passeggiata e scoprire le tracce di una storia davvero enigmatica.

Triplice Cinta:  com’è fatta e di cosa si tratta

Formata da tre quadrati uno dentro l’altro, attraversati a quattro linee orizzontali, che si fermano al quadrato centrale, la Triplice Cinta è un simbolo che si trova non solo in Europa, ma a quanto pare anche in Cina e nello Sri Lanka. Una variante grafica della Triplice Cinta è quella circolare, generata da cerchi concentrici anziché da quadrati. Il prototipo mitico di una simile struttura è nella geometria della capitale di Atlantide, come descritto da Platone nei Dialoghi.

Secondo alcuni si tratterebbe di un simbolo esoterico che rappresenta, nell’ambito di una ricerca spirituale, i tre gradi del cammino degli iniziati verso la meta finale attraverso i tre mondi: il fisico, l’intellettuale e lo spirituale. Può rappresentare quindi l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale, ma anche l’opposizione della terra al cielo o l’universo creato (terra e cielo) opposto al non-creato e al creatore.

Un simbolo esoterico che rimanda ai Templari e anche oltre

Alcuni studi indicano un collegamento tra luoghi storicamente appartenuti ad alcune congregazioni monastiche e cavalleresche e il ritrovamento di una stretta cerchia simbolistica, tra la quale si distingue proprio al Triplice Cinta. In particolare è opinione diffusa che i veri fautori della Triplice CInta medievale fossero proprio i Templari, l’ordine monastico nato in seguito alla prima crociata per difendere  pellegrini cristiani.

Proprio in corrispondenza dei luoghi abitati dai templari, in un periodo che varia tra il XII e il XIV secolo, sono sati ritrovati esemplari della Triplice Cinta. Ma sono state ritrovate anche delle incisioni che rimandano al tempo della Pietra, che dimostra come questo simbolo nasconda un’origine antichissima e avvolta ancora nel mistero. Persino Platone, nei dialoghi Timeo e Crizia, descrive la capitale di Atlantide come una enorme Triplice Cinta.

Un dubbio: Triplice Cinta o Filetto?

Scacchiere o triplice cinte

Se anche voi come me, siete cresciuti con i giochi da tavolo, quelli del passato tipo dama, filetto, dama cinese, girando per Bergamo l’idea che questo non sia solo un segno esoterico, quanto piuttosto un gioco vi viene. Ed evidentemente non sono l’unica, visto che una delle ipotesi più accreditate propende per l’interpretazione secondo la quale la Triplice Cinta che si trova in giro per le città del mondo in realtà raffiguri la scacchiera di un gioco da tavolo. Effettivamente è nota l’esistenza di un antichissimo passatempo il cui schema di base rassomiglia proprio al simbolo oggetto di studio. Tale gioco possiede svariati nomi: in Italia Filetto o Mulino, in Inghilterra Nine Men’s Morris o Merels e in Francia Jeu du Moulin.

I giochi da tavola in passato si incidevano sulla pietra

In passato i giochi da tavola si incidevano soprattutto su pietra e tale pratica si è mantenuta nel tempo dato i ritrovamenti su lastre pavimentate, soglie, davanzali, gradini o chiostri. Sebbene fossero conosciutissimi fin dall’Antichità, si diffusero ampiamente solo nel Medioevo parimenti al gioco della Dama e degli Scacchi; a differenza di questi ultimi due che necessitavano di numerose pedine o pezzi elaborati, per giocare al Tris o Filetto bastava una rudimentale incisione su pietra, oggetti di fortuna da utilizzare come pedine e semplici regole.

A favore della ipotesi ludica è il fatto, piuttosto evidente, che la Triplice Cinta venga ritrovata in luoghi di stazionamento di sentinelle o in carceri. Dunque, in luoghi “di attesa”, dove è probabile che venisse usata come gioco per ingannare il tempo. E infatti, la Triplice Cinta che si trova sul parapetto della finestra del primo piano del Museo dei Cinquecento a Bergamo potrebbe essere semplicemente il gioco del Filetto inciso nella pietra da qualche guardia carceraria o da un detenuto, risalente al tempo in cui l’edificio era un carcere.

Come si gioca a Filetto?

Il Filetto si gioca a coppie e si articola in più fasi. Inizialmente si dispongono a piacimento, sullo scacchiere, nove pedine per ogni giocatore, situandole sugli incroci tra i segmenti. Quindi ad ogni turno un giocatore sposta uno dei suoi pezzi in una posizione adiacente a quella precedentemente occupata. Se tre pedine “alleate” si trovano in fila lungo un segmento, un pezzo avversario esce dal gioco. Il giocatore che rimane con tre pedine o non può più muovere, perde la partita.

Le incisioni sui soffitti o sulle pareti: anche quelle erano un gioco da tavolo?

Tuttavia, alcuni rinvenimenti fuori dalla norma gettano più di un dubbio sul reale significato del simbolo. Diversi esemplari della Triplice Cinta, infatti, sono stati ritrovati, come incisioni, su soffitti o pareti verticali. E dubitiamo che i giocatori del Filetto possano volare o stare a testa in giù!

Questa constatazione conduce necessariamente alla seconda ipotesi, quella per cui la Triplice Cinta abbia una valenza misterica al pari di altre incisioni enigmatiche, come il Quadrato del Sator.

Ricordate il Quadrato di Sator? Ve ne ho parlato in questo articolo: Enigmi: tutto sul quadrato magico di Sator che ha ispirato l’autore del film “Tenet” e che si trova anche a Brusaporto (BG).

 

Caccia al tesoro: alla ricerca delle Triplici Cinte di Bergamo

Lasciamo la macchina nei pressi di via Borgo Palazzo all’altezza del ponte di San Giovanni Nepomuceno. Da qui possiamo partire armati di elenco, cartina e macchina fotografica alla ricerca delle Triplici Cinte sparse per la città di Bergamo. Diamo inizio alla caccia al tesoro.

La Triplice Cinta a Bergamo

Via Borgo Palazzo: 4 triplici cinte al ponte di San Giovanni Nepomuceno

Triplice Cinta a Bergamo in Borgo Palazzo

Partiamo da Bergamo Bassa e dirigiamoci verso il ponte di San Giovanni Nepomuceno sul torrente Morla, in via Borgo Palazzo. Su un parapetto si trovano 4 triplici cinte poco distinguibili. Devo dire che bisogna fare un grande sforzo di fantasia per individuarle, ma… da qualche parte bisogna pur partire.
Io ad essere sincera ho fotografato il parapetto ma sono riuscite ad individuarne solo 3 e non sono tutte complete. Avrò guardato i segni grafici giusti o me ne sono persi altri più completi?

Via Porta Dipinta: una triplice cinta su un parapetto di fronte ad un convento

Via Porta Dipinta. Su lastre del parapetto che delimita e separa la strada bassa da quella alta (quest’ultima è un breve tratto che conduce ad alcuni palazzi) è incisa la bella Triplice Cinta  accompagnata da altri petroglifi, forse altre due Triplici Cinte oggi difficili da distinguere. Devo dire che la caccia al tesoro inizia a farsi interessante.

 

Piazza Mercato delle Scarpe: la triplice cinta sulla base della fontana

La triplice cinta è incisa alla base del muretto su cui poggia la fontana. E’ vicino ad una grata e dovete fare uno sforzo per notarla, ma una volta riconosciuta la riuscirete a distinguere bene.

 

Via Solata: una triplice cinta vicino all’ingresso dell’asilo

Triplice Cinta in via Solata a Bergamo Alta
Triplice Cinta in via Solata a Bergamo Alta. ph. Centro Studi Triplice Cinta

Qui purtroppo sono dovuta andare sulla fiducia: forse c’è o forse non c’è più. Sono arrivata nel bel mezzo dei lavori di rifacimento della strada e la Triplice Cinta non l’ho proprio trovata. In un angolo c’erano delle pietre una sopra l’altra e confido che quando saranno riposizionate al loro posto, quella con la Triplice Cinta tornerà al suo posto. Nel frattempo, questa tappa rimane in stand by.

 

Rocca di Bergamo: una triplice cinta su un masso vicino alla chiesa di Sant’Eufemia

Dirigetevi verso la Rocca di Bergamo ed entrate nel cortile del Museo del Risorgimento. L’incisione della Triplice Cinta si trova in corrispondenza della chiesina di Sant’Eufemia. Sappiate che non potrete aggirarvi per quello spazio se non avrete pagato il biglietto. Io per fortuna ho l’Abbonamento Musei Lombardia che mi permette di entrare in 18 musei di Bergamo senza pagare (o meglio, dopo aver pagato l’abbonamento annuale – ve ne ho parlato qui).

Comunque, arrivati in corrispondenza della chiesina, su un masso in arenaria scorgerete un’incisione molto rovinata della Triplice Cinta. Devo dire che anche in questo caso è necessario un grande sforzo di fantasia, ma se aguzzate la vista, la riconoscerete.

 

Piazza Luigi Angelini: una triplice cinta sul parapetto di un retrobottega

In  Piazza Luigi Angelini, la triplice cinta la si trova su un parapetto di una scaletta esterna di un retrobottega. Non è facilissimo arrivarci perché in quella posizione c’è la pedana del dehors del ristorante Ornella e sicuramente all’ora di pranzo e di cena è impossibile accedervi senza dare fastidio ai commensali. Però in questo caso la Triplice Cinta è assolutamente distinguibile e curiosamente cinta da due lastre tombali.

 

Piazza Vecchia, una Triplice Cinta sul davanzale di una finestra nel Museo del Cinquecento

Triplice cinta a Bergamo nel Museo del Cinquecento

Anche questa tappa necessita di un biglietto per l’ingresso del museo o dell’Abbonamento Musei Lombardia. Devo dire che l’abbonamento è perfetto perché non vi dispiacerà entrare per fare una semplice foto e uscire.

Al primo piano del Museo del Cinquecento, in Piazza Vecchia, sul davanzale di una finestra che guarda verso la Torre del Gombito ci sono diversi graffiti fra i quali una Triplice Cinta davvero molto ben distinguibile. La  finestra si trova nella sala dove si fanno gli incontri e le conferenze, dietro al book shop.

Se chiedete informazioni su questo graffito, non vi diranno molto, se non che questo luogo in passato fu anche carcere e questo lascia intendere che più che un segno esoterico, questo in realtà fu un semplice gioco del filetto, inciso dalle guardie o dai detenuti per far passare il tempo.

 

Piazza Duomo: una triplice cinta sul soffitto dell’Aula Picta

Triplice Cinta a Bergamo Aula Picta Città Alta
Aula Picta Bergamo Alta – Ph. Centro Studi Triplice Cinta

Accanto alla Cappella Colleoni, in Piazza Duomo, si trova l’Aula Picta, un salone che conduce agli uffici della Curia Vescovile. Qui, sul soffitto affrescato ci sono diversi dipinti e tra questi si scorge un disegno raffigurante la Triplice Cinta. Ecco, in questo caso, dato il luogo, l’intento religioso e filosofico è decisamente più plausibile.

 

Piazza della Cittadella: una triplice cinta dipinta su un pilastro del colonnato

Triplice Cinta a Bergamo Piazza della Cittadella

Siamo quasi alla fine di questa caccia al tesoro alla ricerca dei segni della Triplice Cinta. Qui dovete alzare lo sguardo perché la Triplice Cinta si trova nella parte alta di un pilastro (il sulla parte destra) del colonnato che parte dall’ingresso del Museo Archeologico. In questo periodo ci sono dei lavori e l’accesso è interdetto, ma la fortuna in questo caso vi arriderà perchè la Triplice Cinta dipinta si trova proprio in corrispondenza delle transenne dei lavori.

 

Parco della Crotta: una triplice cinta incisa sul parapetto del parco

Siamo giunti al termine: entriamo nei giardini della Crotta, passando dal cancello di Piazza della Cittadella. Saliamo sullo scivolo in pietra e passeggiamo lungo i parapetti in pietra che costeggiano i giardini. Qui troverete una bellissima Triplice Cinta, decisamente distinguibile e completa.
Un bel modo di finire la nostra caccia al tesoro.

 

 

Note: Per saperne di più sulla Triplice Cinta, vi consiglio di andare sul sito del Centro Studi Triplice Cinta curato dalla ricercatrice indipendente Marisa Uberti oppure leggete il libro Il Luoghi della Triplice Cinta in Italia di M.Uberti – G.Coluzzi.

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