La Rotonda di Ghisalba, il Pantheon Lombardo progettato da Luigi Cagnola, dottore in Diritto

Rotonda di Ghisalba. A Ghisalba, nel cuore della Bassa Pianura Bergamasca sorge la Rotonda, la chiesa parrocchiale di San Lorenzo progettata da Luigi Cagnola, autore anche dell’Arco della Pace di Milano e del Campanile di Urgnano. Il sorprendente edificio neoclassico ha preso il posto dell’antica chiesa risalente ai primissimi decenni successivi alla caduta dell’impero romano che sorgeva sulle rovine del tempio pagano dedicato a Giove.

Grande conoscitore e amante dell’arte classica, per questo progetto Cagnola si ispirò al Pantheon di Agrippa a Roma e questa cosa gli valse molte critiche. Tuttavia come vedremo più sotto, non fu l’unico a ispirarsi al grandioso edificio romano poiché oggi se ne trovano diverse copie da Nord a Sud nello Stivale. Io vi devo confessare che avendo visitato il Pantheon a Roma, il Tempio Canoviano di Possagno, la chiesa di San Simeon a Venezia e il British Museum di Londra, mi sono emozionata e non poco a Ghisalba. E sotto scoprirete perchè.

Troverete 5 curiosità che secondo me rendono ancora più affascinante questo edificio neoclassico nel cuore della Bassa Bergamasca Orientale.


La Rotonda di Ghisalba, una grande opera nel cuore della Bassa

La Rotonda di Ghisalba (BG) si presenta con la forma di un tempio classico, la cui facciata principale è schermata da un profondo pronao composto da quattordici colonne d’ordine composito, che sorreggono un frontone triangolare.

Varcato il grande portale (m. 3,10 x m. 5,80) ricavato da un solo blocco di noce, si entra in una vasta aula circolare di una solennità contenuta, accentuata dal fascio di luce che piove dalla sommità della cupola, copia di quella del Pantheon – con l’unica differenza di avere la sommità vetrata. La fioca luce proveniente dai dodici finestroni e dall’oculo della cupola, originando luci ed ombre conferisce a tutto l’edificio un senso di mistero e di infinito.

La possente cupola fu affrescata dal ticinese Francesco Tencalla (1828-30) e ridipinta ex novo dal decoratore bergamasco Angelo Pasinetti di Borgo di Terzo nel 1975. Questi dipinse anche la parete cilindrica e le semicolonne.

L’altare maggiore (1831-33) è ancora opera Cagnola ed è formato da un alto stilobate rivestito di marmo giallo venato, da otto colonne in marmo verde di Varallo con basi e capitelli laminati in oro zecchino e dal timpano in marmo bianco di Carrara. Le tre pale che ornano gli altari provengono dall’antica chiesa, e sono opera del celebre pittore bergamasco Gianpaolo Cavagna (1556-1627).

5 curiosità sulla Rotonda di Ghisalba

La Rotonda di Ghisalba fu progettata da un architetto… in pectore

Il progetto, in stile neoclassico, fu redatto dal noto architetto di origine milanese Luigi Cagnola. Ma c’è un “ma”: Cagnola non era un vero architetto.

Studiò lettere a Roma, dal 1776, al collegio Pio Clementino, rilevando anche, secondo l’uso tradizionale, i monumenti romani sotto la guida di un certo Tarquini. Nel 1781 si laureò in diritto civile a Pavia; avviato dalla famiglia alla carriera diplomatica, entrò nell’amministrazione austriaca e fu assegnato, per le sue qualità di disegnatore, all’ufficio che si occupava dei confini dello Stato.

Ma i suoi interessi erano volti soprattutto all’architettura, nella quale si volle pur sempre considerare un “dilettante”, rifiutando gli impegni di tecnico: del 1782 è un progetto di università caratterizzato, come i precedenti, dalle grandi dimensioni degli elementi componenti e dalla ripetizione di motivi identici. Frequentava anche la libera accademia del pittore Terreni e, contemporaneamente, si dava a studi di aeronautica compiendo un’ascensione in pallone il 31 gennaio 1784 e finanziando un premio per gli studi sugli aerostati. In pochi anni produsse molti progetti di fantasia che suscitarono una certa eco nell’ambiente milanese. Si racconta che una sera durante una rappresentazione alla Scala di Milano fece girare tra il pubblico uno dei suoi bozzetti  suscitando l’ammirazione dei presenti: una vera operazione di posizionamento ante litteram.

Dalla fantasia alla pratica il passo fu evidentemente breve, visto l’interesse dei milanesi. E in pochi anni divenne un vero architetto in pectore partecipando a diversi concorsi pubblici. Certo oggi sarebbe denunciato per abuso della professione, ma nell’Ottocento questa cosa evidentemente non era un problema. Anzi. A questo si aggiungeva il fatto che il Cagnola amava dire che la tua attività di “architetto dilettante” veniva fatta pro bono.

Per saperne di più leggete anche: Alla scoperta del Campanile del Cagnola a Urgnano: 10 curiosità sulla torre campanaria in pietra più alta d’Italia.

Luigi Cagnola, autore del progetto, non vide mai la Rotonda finita

I lavori iniziarono nel 1821 e terminarono nel 1834, anno di consacrazione. Cagnola venne a mancare il 13 agosto 1833 prima che la chiesa fosse conclusa. Di conseguenza, parte degli ultimi lavori non furono eseguiti sotto l’attenta guida di Luigi Cagnola e qualcuno, al tempo, lo rilevò.

Le critiche arrivarono non per il plagio ma per… la destinazione!

Si racconta che Luigi Cagnola venne criticato abbastanza aspramente per via della Rotonda di Ghisalba. Ma contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la maggior parte dei commenti dei detrattori si concentrarono non tanto sul fatto che l’architetto concepì l’opera ad imitazione del Pantheon di Roma, quanto piuttosto per il fatto che un progetto così ambizioso fosse destinato ad una chiesa parrocchiale e non ad un santuario.

La Rotonda di Ghisalba non è l’unica copia del Pantheon in Italia e all’estero

Va detto tuttavia a difesa del Cagnola che scelse la parrocchiale di Ghisalba per mettere in opera il suo grandioso progetto che contemporaneamente alla sua Rotonda, in Italia si costruirono altre bellissime chiese ispirate al Panthon, come la S. Francesco di Paola a Napoli fatta erigere da Ferdinando I, disegnata dal cavaliere Pietro Bianchi,  il Tempio di Canova a Possagno, a Torino alla Beata Vergine con disegno del Bonsignori, per ordine del Re Carlo Felice, e a Milano la chiesa di S. Carlo Borromeo, disegnata da Carlo Amati.

Numerose chiese, sale civiche, università e biblioteche riecheggiano la sua struttura con portico e cupola. Molti sono gli edifici famosi influenzati dal Pantheon. In Italia si segnalano il Pantheon famedio del cimitero monumentale di Staglieno di Genova, il prospetto del Teatro Massimo di Palermo, la chiesa di San Simeon Piccolo di Venezia, il Cisternone di Livorno, la chiesa della Gran Madre di Dio e il mausoleo della Bela Rosin a Torino (nella foto sopra).

All’estero il Pantheon di Soufflot a Parigi e, nei paesi anglosassoni, la rotonda del British Museum, la villa di Monticello e la rotonda dell’Università della Virginia volute da Thomas Jefferson tramite la rilettura palladiana del Pantheon, la Low Memorial Library della Columbia University di New York (quella dove furono ambientate alcune scene del film Ghost-Busters) e il Jefferson Memorial di Pope a Washington Si segnala anche la Chiesa della S. Trinità a Karlskrona, nella Svezia meridionale.

Leggete anche: Famolo strano (copiando) | Monumenti e opere d’arte bergamasche che hanno uno o più gemelli in giro per il mondo

Il mistero del campanile a pianta rotonda “scippato” da Urgnano

Alcuni aspetti del progetto architettonico di Luigi Cagnola non furono mai realizzati per motivi economici. Tra gli elementi previsti dall’architetto c’erano infatti il rivestimento esterno dell’edificio e i rosoni del pronao che avrebbero dovuto riprendere quelli della cupola.

Il progetto dell’architetto Cagnola non prevedeva la costruzione di una campanile anche se voci affermano che la torre di Urgnano avrebbe dovuto essere proprio per Ghisalba e che, per mancanza di fondi, il progetto fu dirottato verso il paese vicino.

Per saperne di più sulla torre campanaria di Urgnano, potete leggere l’articolo che vi ho segnalato al punto 1. 

La nuova chiesa, tuttavia, fino alla fine dell’Ottocento fu affiancata dalla stessa torre campanaria che si trovava accanto all’antica pieve. Nel 1894 venne per presentata l’idea di un nuovo campanile. La costruzione si concluse nei primi anni del 1900. Oggi, la chiesa è affiancata da un’alta torre campanaria, conclusa, sopra la cella campanaria, da un tempietto circolare che riprende il tema del Monumento coragico di Lisicrate.

 

 

Cosa vedere nei dintorni di Ghisalba

Da Ghisalba è un attimo arrivare a Cavernago. Qui potete andare alla scoperta dei luoghi che raccontano la storia di Bartolomeo Colleoni. Qui sotto un paio di link che possono aiutarvi nella visita:

 

Note: le foto sono in parte mie e in parte recuperate in rete. 

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