Pomeriggio a corte nel castello di Bartolomeo Colleoni a Malpaga

Vuoi passare un pomeriggio in un vero castello, passeggiando per le sale del maniero indossando splendidi abiti cinquecenteschi e sentirti una vera castellana? Basta andare a Malpaga, nel castello di Bartolomeo Colleoni, a pochi chilometri dalle rive del fiume Serio, nella Bassa Pianura Bergamasca Orientale.

Il Castello di Malpaga è una delle costruzioni più tipiche della Lombardia, sia per l’interesse architettonico, che per le vicende storiche che vi si collegano. Personaggio di riferimento di questo castello è il condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, importante figura del quattrocento bergamasco.

L’ho visitato per la prima volta molti anni fa, in occasione di una mostra di arredamento. Al tempo ero interessata solo a scoprire nuovi modelli di lampade e di divani, ma questa volta devo dire che, grazie alla giornata di apertura straordinaria Castelli, palazzi e borghi medievali mi sono concentrata decisamente di più sul luogo, la sua storia, l’architettura e le opere pittoriche contenute.

Pur non essendo costruito, come altri castelli italiani e stranieri, sulla cima di colline e di rocce scoscese, la rocca, con la sua cinta muraria merlata e l’imponente torre che si eleva a dominare la pianura, questo castello forma col paesaggio un insieme di grandiosa bellezza. Il castello di Malpaga nella sua struttura complessiva è di forma quadrata, circondato da due cinte murarie e da due fossati. All’interno del primo fossato (che non esiste più) c’erano le scuderie e gli alloggiamenti dei soldati. Il secondo fossato, invece, è ancora visibile dall’esterno del castello. I materiali da costruzione sono rappresentati da ciottoli alternati con masselli in cotto. Rimangono esternamente le tracce della tipica merlatura di origine rinascimentale.

Il castello perfettamente integrato in un paesaggio incontaminato, è un gioiello di creatività e di ospitalità, e fu edificato da un ghibellino verso la metà del ‘300, sicuramente prima della scoperta della polvere da sparo. Lo stile architettonico e decorativo del castello vede affiancarsi stili appartenenti ad epoche diverse soprattutto riguardanti il ‘300, il ‘400, il ‘500.

Una storia legata a doppio filo con quella del condottiero, Bartolomeo Colleoni.

Con la nomina di Bartolomeo Colleoni (1395-1475) a Capitano Generale di tutte le milizie della Repubblica di Venezia, il Senato della Serenissima il 24 giugno 1455 concede al grande condottiero la facoltà di scegliere come dimora un castello posto sul confine a difesa della Repubblica dalle invasioni provenienti dal Ducato di Milano.

Il 29 aprile 1456 Bartolomeo Colleoni preferisce invece acquistare per 100 ducati d’oro il Castello di Malpaga dal Comune di Bergamo. Con l’invenzione della polvere da sparo Colleoni si rende da subito conto che il castello non è difendibile. Da qui nasce il grande impegno del condottiero per renderlo difendibile: fece innalzare le mura, costruire alloggi per le truppe e un secondo fossato. Nel giro di poco tempo il castello fu circondato dalle abitazioni dei suoi soldati, scuderie e porte fortificate e divenne una cittadella inaccessibile, ma meta di personaggi di alto rango e di grande cultura.

 

 

Nel 1458 il Colleoni vi si stabilisce, come in una vera reggia, con la moglie Tisbe Martinengo. Qui ospitò artisti e ricevette i grandi del tempo. Come tutti i principi del suo tempo, il Colleoni voleva affermare e manifestare il prestigio raggiunto e il potere conquistato attraverso opere visibili che dessero memoria della grandezza raggiunta, attraverso un mecenatismo che ne certificasse la sensibilità alla cultura, al bello, all’arte. Nel castello furono organizzate cacce (molto amate dal Colleoni stesso), tornei e giochi che terminavano sempre con sontuosi banchetti finali. Bartolomeo Colleoni abbellì il suo castello servendosi della collaborazione di valenti artisti del tempo, alcuni provenienti dalla Borgogna, altri da territori vicini.

 

 


Testimonianze artistiche all’interno del castello.

Visitando il castello ci si trova di fronte a un’apoteosi di colori, tesi a esaltare la figura del condottiero e che ingentiliscono un maniero che si presenta all’esterno nella sua architettura militare rude e minacciosa, ma addolcito all’interno dalle mani degli artisti che via via si sono succeduti.

Le pareti del castello sono quasi interamente affrescate e costituiscono non solo una viva e bellissima testimonianza artistica ma anche una testimonianza degli usi e del modus vivendi dell’epoca.

 

 

Cortile interno
L’affresco della parete del cortile, davanti all’ingresso, rappresentante la battaglia della Riccardina – battaglia combattuta dal Colleonia alla ricerca spasmodica della gloriosa impresa – è attribuito al Romanino.
L’affresco si trova all’aperto ed è deteriorato dall’esposizione alle intemperie e alla luce viva del sole, ma è ancora ampiamente leggibile, Si tratta di un affresco particolarmente importante perché rappresenta con naturale e vivo realismo la scena bellica, i combattenti, le armature, i cavalli e i movimenti quasi animati nel loro realismo figurativo.

 

 

 

 

Salone dei banchetti
Alcuni affreschi sono deteriorati, ma ancora ampiamente leggibili, altri sono stati vandalizzati a eterna testimonianza della stupidità umana, altri invece sono ancora splendidi, vivi e destano l’ammirazione e lo stupore del visitatore.
Questi ultimi celebrano la visita del re Cristiano I di Danimarca, (12 e 13 marzo 1474) in viaggio come pellegrino per Roma con il Duca di Sassonia e una scorta di 200 cavalieri. Il Colleoni per invitarlo e averlo come ospite al castello gli va incontro con un seguito di 500 cavalieri. Gli affreschi mostrano il corteo regale, l’ospitalità del Colleoni, i banchetti, i tornei e le scene di caccia. Questi affreschi sono stati commissionati dagli eredi a esaltazione della casata, e sono attribuiti al Romanino.

Stanze del piano superiore
Al piano superiore del castello si trovano degli affreschi secenteschi non particolarmente eccezionali, ma dai colori vivaci. Su alcune pareti si distinguono delle allegorie che testimoniano una certa sensibilità del condottiero che voleva dare di sé anche un’immagine di umanità, in contrasto con la sua fama di rude guerriero. Particolarmente significativa è l’allegoria del silenzio raffigurata nelle forme di un vecchio che fa il segno del silenzio o del segreto, che tutti al castello erano tenuti a osservare.

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Camera da letto del Colleoni
In quella che era la stanza privata del Colleoni si nota l’assenza del caminetto per ragioni di sicurezza, si voleva evitare la possibilità di intrusioni nemiche attraverso la canna fumaria, e la presenza di un piccolo affresco sacro quattrocentesco, che la tradizione vuole fosse molto amato dal Colleoni.

Sempre per ragioni di sicurezza, alle finestre c’erano degli sbarramenti, di modo che nessuno potesse entrare nella camera per attentare alla vita del signore. In più si usava dormire da seduti, sia per digerire meglio (all’epoca si usava mangiare molti legumi, quindi cibo pesante, difficile da digerire) ma anche per ragioni difensive, infatti quando dormivano tenevano sempre una spada sul fianco del letto in modo che, se qualcuno riusciva ad eludere la sicurezza ed entrare nella camera, il signore riusciva sia ad alzarsi velocemente, ma anche a difendersi.


Dopo Colleoni…

Bartolomeo Colleoni ebbe solo discendenze femminili: Ursina, Isotta, Caterina, Medea, Dorotina, Riccadonna, Cassandra, Polissena. Dopo la morte di Bartolomeo Colleoni, avvenuta il 2 novembre 1475, il castello di Malpaga passò ai suoi nipoti Estore, Giulio e Alessandro Martinengo-Colleoni, figli di Gerardo Martinengo e di Ursina Colleoni.

 

 

Malpaga rimase in possesso dei Martinengo-Colleoni fino al 1880. In quell’anno fu acquistato dai Conti Roncalli. Nel 1924 passò in proprietà alla famiglia Crespi. Oggi è una delle più importanti proprietà terriere ed appartiene alla Malpaga Spa. Il Castello si trova ancora in uno splendido contesto di campi coltivati, boschi, rogge e cascine non lontani dal fiume Serio che con le vicine Prealpi Orobie formano un complesso naturalistico architettonico di grande valore, sicuramente unico nel suo genere.

Note: 
Le foto sono mie. Le informazioni contenute nel testo le ho recuperate in rete e durante la visita guidata. 

Il Castello è aperto e visitabile. Io l’ho visitato durante la seconda giornata dell’evento Castelli, borghi e ville medievali, detto anche Castelli Aperti.

Qui trovate le indicazioni con gli orari e le date di aperture.
Se volete visitare il castello in abiti d’epoca, ecco le informazioni

 

 

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39 Comments

  1. Un Castello meraviglioso! Posso solo immaginare cosa possa essere restare incantati davanti a tutti quei meravigliosi affreschi! Sicuramente è una chicca da non perdere. Grazie per avermela fatta conoscere! 😉

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    1. Grazie a te di questo commento. Mi fa molto piacere. Ho sempre paura di dilungarmi troppo e di togliere il piacere della scoperta. Ma poi penso anche che non c’è niente di meglio che visitare un luogo con qualcuno che ti racconta quello che stai vedendo… 🙂 Almeno, per me è così.

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  2. Io e i miei amici siamo dei veri appassionati di castelli, e tempo fa abbiamo scoperto che la bassa bergamasca è un territorio (incredibilmente) ricchissimo di castelli. Siamo passati anche da Malpaga, e confermo che ne vale al pena!

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  3. Ciao, non ne avevo mai sentito parlare! Ma la veritá é che non sono nemmeno mai stata a Bergamo e questo tuo blog mi sta facendo scoprire la bellezza autentica di questa provincia. Spero di poter visitare anche questo Castello quando organizzeró il mio primo fine settimana nel Bergamasco 🙂

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  4. Bartolomeo Colleoni ha trattato proprio bene il suo castello, credo che oggi ce ne vorrebbero di più persone come lui, forse non avremmo tanti beni abbandonati. Tu sei stata proprio brava a dettagliare con tanti particolari la sua descrizione. Grazie

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  5. I castelli mi hanno sempre appassionata, di solito organizzo week end e viaggi anche in funzione della loro presenza in una determinata zona ma ti confesso che questo non lo conoscevo ancora. Ti ringrazio per la ricchezza di dettagli che mi ha fatto venire una gran voglia di visitarlo, del resto dalla casa in montagna non dovrebbe essere così lontano. Le pareti affrescate sono una meraviglia!

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  6. ma e’ bellissimo questo castello! a parte che a me mi affascina il mondo medioevale.. gli affreschi sono ben visibili anche se un po’ rovinati pero’ trasmettono emozione!!Bellissimo!

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  7. Io e i miei bimbi adoriamo i castelli: hanno un’atmosfera un po’ magica e un po’ misteriosa. Con un po’ di fantasia si entra spesso dentro a delle fiabe… me lo segno dovessi passare da Bergamo!

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  8. La visita guidata vale gli euro ben spesi per la guida.
    Il Castello è magnifico gli interni uno spettacolo.
    Delio.
    P:S: ma le foto con che macchina fotografica professionale le fai?
    L’ottica è italiana ? Il corpo macchina quanto pesa?

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