Mangiare il vero gelato alla stracciatella, inventato a Bergamo e, presto, marchio cittadino.

Se siete degli amanti del gelato e la stracciatella vi fa impazzire, be’ Bergamo è la città che fa per voi. Sappiate infatti che questo gusto è stato inventato a Bergamo. Si, avete capito bene, proprio nella città dei Mille e presto diventerà uno dei marchi gastronomici di riconoscimento della Città. Questa è infatti una delle prossime novità di  East Lombardy 2017 – Regione Europea della Gastronomia che promuove il territorio attraverso le sue tradizioni enogastronomiche – promossa e voluta dai  Gelatieri Bergamaschi, Ascom Bergamo e dalla Camera di Commercio.

La concorrenza sul gelato a Bergamo è davvero agguerrita. Sono arrivate le catene di gelatai che ogni mese sfornano nuovi gusti e che hanno lanciato la moda delle creme bio, ma non fatevi incantare dalle novità: la stracciatella della Marianna vale una passeggiata fino in Città Alta Perchè è davvero unica. Vi basterà costeggiare le Mura e arrivare fino in Colle Aperto poco prima dell’ingresso della Cittadella, in Città Alta. La potete raggiungere anche con l’autobus che si ferma direttamente davanti, o con la Funicolare che da Città Bassa arriva in Piazza delle Scarpe e percorrere tutta la Corsarola, la via centrale che attraversa la città vecchia. Se riuscite a non fermarvi nel frattempo per gustare altre leccornie, arrivate “alla Marianna” nel corso degli anni, dirigetevi al banco dei gelati, dopo la cassa sulla destra. Lì troverete un cartello con la storia della Stracciatella e la sua ricetta antica.


Si narra che l’ormai celebre bar della Marianna, in Colle Aperto in Città Alta, sia infatti il bar dove un giorno il giovane Panattoni si inventò nei primi anni Sessanta questo gusto mescolando gocce di cioccolato con una montagna meravigliosa di fior di panna e che da allora il mondo abbia cercato di copiarlo senza mai riuscirci veramente.

La gelateria era stata aperta in questo edificio di Bergamo Alta poco prima della seconda guerra mondiale, sulle ceneri di una taverna originaria del Seicento. Il nome Marianna lo si deve a una delle proprietarie, che realizzò un primo ampliamento della struttura tra gli anni Venti e Trenta. Il cambio di gestione risale al 1953, quando subentrarono Panattoni e la moglie Oriana che, essendo di origine toscana, fino a quel momento avevano proposto in un piccolissimo locale specialità della loro terra. Giunto a Bergamo da Lucca nel 1946 con l’idea di importare il tipico dolce toscano, il castagnaccio, Enrico Panattoni aprì con 180 mila lire risparmiati dalla famiglia un primo bar in via Colleoni e poi, il 1° novembre 1953, ‘La Marianna’ fuori dalla Cittadella, in Colle Aperto.

Oggi è un locale tra i più famosi della città. E’ un bar pasticceria  ristorante, dove non solo si possono acquistare anche i celebri biscotti decorati con zucchero colorato e meravigliose torte opera di cake designer fantasiosi, ma la domenica si può fare il brunch (il buffet dei dolci è sensazionale) e la sera si possono gustare i piatti della cucina bergamasca in rivisitazione moderna e di gran pregio.

L’interno è un po’ retrò e il servizio (a volte) non è dei più veloci, ma se siete fortunati, con la bella stagione potete sorseggiare il vostro aperitivo nei tavolini antistante al bar, con vista sul Colle aperto, prenotare un tavolo nel dehors del ristorante godendo della splendida vista su un giardino, o rimanere nella sala del primo piano, con tovaglie e sedie bianco candido e quadri moderni alle pareti opera di artisti bergamaschi che vi faranno sentire immersi in un luogo unico.

Ma veniamo alla storia di questo gelato così speciale, che fa impazzire grandi e piccini.
Era il 1961 e gli affari andavano bene. Un giorno, dopo vari e ripetuti esperimenti, Enrico Panattoni realizza un gelato particolare, una bianchissima crema con all’interno dei pezzi irregolari di cioccolato fondente.

La ricetta all’apparenza sembra molto semplice. Basta aggiungere del cioccolato al fiordilatte e il gioco è fatto. Ma non crediate: non è così. Tutto dipende dalla qualità del cioccolato, che deve essere rigorosamente amaro e sminuzzato con la lama affilata di un coltello e mantecato con il gelato fino alla giusta consistenza.

Il giovane Enrico, nel piccolo laboratorio accanto a ‘La Marianna’ aveva trascorso lunghe notti insonni con l’idea di un nuovo gelato, a provare e riprovare con macchine rudimentali per cercare di trovare finalmente la giusta ricetta. L’idea gli era venuta un giorno pensando a qualcosa di nuovo, qualcosa che non fosse ancora arrivato a Bergamo. La stracciatella alla romana era il consommé più famoso del tempo e, come per quella minestra, gli era venuta l’idea di un gelato del tutto nuovo.

Come l’uovo si coaugula nel brodo bollente, facendo nascere la stracciatella alla romana, voleva che il cioccolato si unisse alla panna senza però perdere la sua consistenza. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi, a quanto pare. Ma dopo innumerevoli tentativi, alla fine ci riuscì.


Ed è arrivato fino a noi. Ovviamente i segreti di questo gelato sono ancora tra le mura della famiglia Panattoni. Ma a noi va bene così.

Ricordate: stracciatella e La Marianna. Binomio inscindibile a Bergamo.

5 Comments

  1. Sono di Bergamo quindi il gelato della Marianna so bene come è…. una bontà…non ci sono parole per descriverlo 🙂 e non perdetevi anche Polenta e Usei 🙂

  2. Io adoro la Stracciatella é il mio gusto di gelato preferito e non sapevo fosse originario di Bergamo 😅 Devo venire ad assaggiare la ricetta originale da La Marianna 😍

    1. Ti assicuro che è speciale. I pezzi di cioccolato sono… mmmm… non riesco neanche a descriverli tanto sono buoni.

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