Visitare Villa Passeri, gioiello liberty di Sarnico, in compagnia del proprietario

Villa Passeri, al numero 1 di Viale Orgnieri, sorge nei pressi del parco pubblico di Sarnico, sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo, in una zona che all’inizio del secolo era denominata Piè degli Orti. In origine era una piccola filanda e nel 1907 venne trasformata in abitazione per volere del proprietario Pietro Faccanoni. Oggi è uno dei cinque gioielli  che hanno contribuito a far diventare Sarnico capitale italiana del Liberty. Uno stile che parla di un’epoca ormai lontana ma che ha ancora il suo fascino.

Villa passeri verticale

Villa Passeri è una delle cinque opere in stile Liberty nel Comune di Sarnico, costruite nei primi del Novecento. E’ l’unica, oltre a Villa Faccanoni, ancora abitata ma è sicuramente quella che al suo interno conserva più tracce storiche di inizio secolo. In quel periodo non esisteva l’attuale viale Orgnieri, ma vi era solo una piccola filanda dove Pietro Faccanoni decise di stabilirsi. Pietro Faccanoni, nato il 14 marzo 1857, sposa Emilia, nel 1880. In questa villa ha sempre vissuto sino alla morte, avvenuta nel 1943.

La villa, dopo la morte di Pietro, fu acquistata da Luigi Passeri, il signore che ci ha accolti e che ci ha fatto visitare la villa. L’unica documentazione rintracciabile di questo passaggio di proprietà nella pubblicistica contemporanea è quella del Monneret de Villard. Un’altra documentazione grafica esistente (costituita da due copie eliografiche acquerellate) è ancora in mano agli attuali proprietari Passeri.

La villa è bellissima, non solo vista da fuori. Per fortuna ogni tanto viene aperta al pubblico per le visite guidate, cosicchè in rete ho ritrovato diverse fotografie che mi hanno permesso di farmi un’idea degli interni. Ma credetemi, guardare le foto che si trovano on line è niente in confronto alla meraviglia e allo stupore che ho vissuto quando ho potuto aggirarmi personalmente in quelle stanze, accarezzando con lo sguardo oggetti e storie.

Un occhio attento può notare immediatamente la cifra dello stile di Sommaruga, come la fascia passante che lega le finestre e i motivi a nastro intrecciati a quelli di gusto floreale. La cancellata, le ringhiere, le grate per porte e finestre in ferro battuto sono opera di Alessandro Mazzucotelli, artista – artigiano al quale l’architetto era solito affidarsi per la realizzazione dei suoi progetti.

Il celebre fabbro-scultore Alessandro Mazzuccotelli fu incaricato della creazione di tutti i ferri decorativi: il cancello esterno del giardino con relativa cancellata, ringhiere, grate per porte e finestre, reggi lampade e altri elementi ornamentali. I soggetti si basano sullo studio nel nastro piatto, motivo ornamentale usato anche nelle altre due ville. Tutto l’insieme della decorazione della cancellata è più ridimensionata come gusto scenografico rispetto a quelle che si trovano nel resto di Sarnico e in particolare delle altre due ville Faccanoni. Si notano meno motivi vegetali, solo alcune decorazioni floreali sulle punte dei nastri di ferro. Per tutta la parte alta corre un nastro a punta, richiamandone la funzione originaria difensiva. Molto caratteristico è infine il balconcino centrale chiuso da una vetrata che crea una piccola zona verandata molto chic.

Dalle informazioni che si trovano sul sito del Liberty di Sarnico, si evince che l’operazione effettuata da Sommaruga sulla struttura esistente era consistita in un parziale sventramento della preesistente filanda per ricavarne una grande scala e nell’aggiunta di un corpo laterale dove furono ricavati nuovi ambienti al piano terra e al primo piano. Oggi è possibile vedere ancora i graffiti realizzati sul soffitto della grande veranda e dello scalone.

Sommaruga era riuscito a creare un’opera dove, alcune consuete sigle del suo stile rinunciano alla loro abituale aggressività plastica per appiattirsi in una resa bidimensionale di gusto grafico, secondo una tecnica da lui più volte usata, soprattutto in decorazioni d’interni.

Come altri architetti del suo tempo, infatti, progettò anche gli interni di questa villa. E qui troviamo ancora parte degli arredi originali tra cui una sala da pranzo disegnata dallo stesso Sommaruga. Il gusto per l’arredo globale, con boiseries e mobili a muro viene condiviso con il grande ebanista Quarti. Il legno usato da Eugenio Quarti per i mobili di questa villa è molto pregiato (teak d Cuba).

La stessa cura artigianale è riservata al resto dell’interno: la grande scala con la ringhiera in ferro battuto, i lampadari in ottone molto vicini al gusto praghese della Casa delle Municipalità, un grande camino meravigliosamente scolpito, le decorazioni in cemento graffito che si distribuiscono sulle volte della scala e della loggia con leggeri disegni di pergolati fioriti. Il tutto conservato ottimamente per merito della famiglia Passeri.

Luigi Passeri, 96 anni suonati, si aggira ancora nella villa con il suo bastone e l’orgoglio di chi ha contribuito a mantenere in vita e vivo questo gioiello dell’architettura. Durante la visita è stato proprio lui ad accoglierci e a raccontarci gli oggetti con pacatezza e garbo, come se accarezzasse i ricordi. Originario di Iseo, l’acquistò nel ‘54 un anno dopo aver sposato Carlotta, insegnante originaria di Siena che lo seguì al nord. Entrambi furono molto importanti per Sarnico: lui come farmacista del paese e lei prima come insegnante e poi come storico preside.

Luigi Passeri in veranda

Accogliendo il gruppo di cui facevo parte, si è quasi scusato  per la “modestia della sua abitazione, rispetto a tutte le altre ville progettate da Sommaruga”. Lui e sua moglie Carlotta volevano conservare la bellezza della casa che un tempo fu di Faccanoni. Addirittura il soffitto della casa, verdino, lo hanno ridipinto a mano quando si stava scolorendo, mentre i graffiti che decorano la veranda e l’interno dello scalone l’hanno dovuto affidare ai giovani studenti di Brera, unici depositari delle tecniche di decorazione col cemento colorato.

Questa villa conserva la memoria del tempo e mostra il tocco dell’attuale proprietario, visibile in oggetti presi dai viaggi per il mondo. Quadri, sculture, statue. E una collezione di vasi da farmacia, dalla bellezza cristallizzata, memoria della professione condotta per tanti tanti anni.

Visitare questa villa è come fare un tuffo nel passato ed entrare nella vita di questo signore, amante dei viaggi e, sicuramente, del Liberty.

Mentre ci mostrava la sua camera da letto ci ha descritto ogni angolo e ogni mobile che aveva scelto con cura nel corso degli anni, esempi mirabili dell’art nouveau provenienti da tutta Europa.

Non so cosa succederà di questa villa, ma spero che un giorno qualcuno se ne prenda cura con lo stesso amore e la apra al pubblico come una di quelle case museo del FAI. Perché così tanto amore per la conservazione e la manutenzione di edifici storici e artistici non devono andare perduti e devono diventare patrimonio dell’umanità. Come è successo per Villa Litta a Milano, oggi diventata casa museo.

 

Note: 
Questo articolo è stato realizzato in due battute: la prima quando pensavo che non sarei riuscita a visitare di persona la villa, utilizzando le informazioni trovate in rete; la seconda, dopo aver visitato la villa utilizzando le informazioni della guida, il racconto del proprietario e quelle trovate sul libro fornito dalla Proloco di Sarnico in occasione della visita guidata. Alcune foto sono mie e altre sono state recuperate in rete. Chi riconoscesse le proprie foto e non avesse desiderio che siano pubblicate a corredo del post può contattarmi: sarà mia cura eliminarle. 

Per visitare Villa Passeri o le altre ville liberty presenti a Sarnico, tenere d’occhio il sito della Proloco di Sarnico o del FAI. 

Per ulteriori informazioni sulla villa e sul Liberty di Sarnico, navigate questo sito. Troverete sicuramente delle cose interessanti. 

 

 

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