Alla scoperta delle Orobie che non ti aspetti: Le Traversiadi, l’impresa di Maurizio Panseri e Marco Cardullo in un film

le-traversiadi.jpgChi mi conosce sa che non sono un’amante della neve e che gli sci non sono il mio forte. Per questo non sarebbe stato così scontato che io andassi a vedere un film che parla di un’impresa sportiva così estrema, anche se si tratta di un’impresa “bergamasca”: la traversata delle Orobie con gli sci, da Varenna (Lc) a Carona di Valtellina (So). Così, prima di raccontarvi come sono arrivata a guardare il film Le Traversiadi di Maurizio Panseri e di Alberto Valtellina vi racconterò un aneddoto che mi riguarda e che riguarda uno dei due.

Come sono arrivata a Le Traversiadi

Che sono una grande curiosa, ormai lo sapete. Che non mi spaventano le novità e che mi piace provare cose nuove, anche. Quello che forse non sapete è che  in realtà la dote che più  contraddistingue la mia vita adulta è la tenacia: anche quando non ho il talento che ci vorrebbe per fare qualcosa, io mi ci metto lo stesso e mi impegno per riuscire a farlo almeno una volta.

A volte va bene, a volte va male, ma posso dire di non essermi fatta mancare nulla e nessuna esperienza: da una tapasciata in montagna di notte con la pila frontale, a un volo in ultraleggero, a una visita nei sotterranei di Città Alta scendendo da un tombino. Così come un tour in bicicletta di 4 ore, nel circuito del Quadrifoglio attraverso le Terre del Vescovado senza avere alcuna preparazione sportiva. Ed è stato in occasione di questa esperienza, infatti, che ho conosciuto Maurizio Panseri.

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L’incontro con Maurizio Panseri

Di solito googolo i nomi di chi sto per incontrare per avere un’idea di chi avrò di fronte, specie se si tratta di blog tour, ma in questo caso non l’avevo fatto. Sapevo che qualcuno ci avrebbe accompagnato nel giro in bicicletta e ci eravamo scambiati un paio di messaggi per metterci d’accordo su orario e luogo. Ma nulla di più. Maurizio Panseri per me era solo un nome nel gruppo Whattsapp: il nome di chi ci avrebbe fatto scoprire “il percorso cicloturistico Quadrifoglio”.

Appena l’ho incontrato ho pensato che fosse un signore molto a modo e gentile. Si vedeva che era uno sportivo di quelli seri (bici e attrezzatura di quelle giuste), ma non avevo idea di quanto fosse “serio”. L’ho scoperto pochi minuti dopo la nostra stretta di mano, quando il ragazzo che mi stava preparando l’ebike a noleggio l’ha guardato e gli ha detto: “Se avessi saputo che sarebbe venuto qui, avrei portato il libro e l’avrei detto a tutti i miei amici e a mio padre, che sarebbe stato felice di conoscerla”. Lui ha sorriso: “Hai anche tu il libro?“. “Certo, come potrei non averlo? E ce l’hanno tutti i miei amici. E mio padre la segue da tanto tempo e parla sempre di lei“.

Un libro di riferimento per i bikers

La cosa mi ha incuriosito e ho chiesto: “Che libro?
E Maurizio: “Il mio ultimo libro, tutti i percorsi in mountain bike da Bergamo al Lago di Endine e di Iseo” e ha tirato fuori un tomo  pieno di foto e di percorsi che mi ha mostrato con orgoglio. Era davvero un lavoro pazzesco, fatto di percorsi, tracce GPS, foto, consigli. Adatto sia a biker professionisti, ma anche a biker della domenica, come me.

Ma allora sei un VIP” ho detto sorridendo mentre lo fotografavo. Ho guardato la foto: “Un vero VIP“. Non volevo prenderlo in giro, ma sottolineare il fatto che vista l’opera e l’accoglienza da parte dei suoi estimatori era un onore averlo come guida nel nostro percorso. La verità è che se da una parte questa cosa mi faceva piacere, dall’altra un po’ mi preoccupava, visto che stavo per iniziare un tour in bicicletta senza avere nessuna preparazione nelle Terre del Vescovado con un professionista della bicicletta. Il ragazzo allora è intervenuto aggiungendo un carico da novanta: “Non solo. E’ anche uno scalatore. Di quelli bravi“.

Acc… Io sono solo una blogger sciuretta! Avrà la pazienza di aspettarmi? mi sono chiesta un po’ preoccupata. E il vero carico da novanta ce l’ho aggiunto io, andando a strisciare contro un muro dopo appena 10 pedalate “Eccola. Quanto tempo ci metterò a cadere dalla bici se non tocco neanche con i piedi per terra?” Per fortuna lui ha capito con chi aveva a che fare e ha ridotto i giri e mi ha aiutato ogni volta che mi ha visto in difficoltà. E il tour è stato bellissimo.

Non solo MTB e libri, anche sci e un film

E dopo qualche ora ho scoperto che aveva anche concluso un’impresa storica: la traversata delle Orobie con gli sci, da Varenna a Carona. Insomma, uno sportivo di quelli “veri veri”. Ha buttato lì l’informazione come se fosse una cosa del tutto normale mentre dalla pista ciclabile ci mostrava la catena delle Orobie innevate e in pieno sole (nella foto sotto).

Ma quello che non sapevo è che di questa impresa ne aveva persino fatto un film: Le Traversiadi, appunto. L’ho scoperto qualche giorno fa, quando ho scritto per fare gli auguri di Buon Anno e lui mi ha invitato alla proiezione del film a Bergamo. E ho messo insieme i puntini di tutte le informazioni che erano rimaste nel mio retrocervello: sci, Orobie, traversata, libro, arrampicare, film…

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Le Traversiadi

Il film Le Travesiadi  è il viaggio di Maurizio Panseri e Marco Cardullo fra le montagne della Bergamasca e nella storia dell’alpinismo: 180 chilometri e 15.000 metri di dislivello in poco più di una settimana. Un viaggio da Varenna, sulla sponda lecchese del lago di Como a Carona di Valtellina, ripercorrendo le stesse vie, gli stessi luoghi, di quando venne fatta per la prima volta nel 1971.
Maurizio Panseri  e Alberto Valtellina (autori del film) vanno alla ricerca degli ideatori della traversata delle Orobie con gli sci per raccontare i luoghi e lo spirito di avventura che ha animato questa impresa nell’arco di cinquant’anni.  Si, perchè la traversata delle Orobie con gli sci è stata percorsa già quattro volte in passato.

Sulla scia dei pionieri Angelo Gherardi, Franco Maestrini e Giuliano Dellavite, Maurizio e Marco nella primavera 2018 hanno percorso e filmato un’avventura un tempo considerata impossibile: trekking, sci di fondo, sci alpinismo, (ar)rampicate, salite coi ramponi, discese sulla neve e pernottamenti di quelli che non ti fanno mai riposare completamente, per un totale di circa 180 km.

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Cosa vedrete nel film Le Traversiadi

Tranquilli, questo non è uno spoiler. Anche se c’è poco da spoilerare in un film che si sa come inizia e come finisce. Il film di Panseri e Valtellina (non chiamatelo documentario e nemmeno docu-film)  comincia proprio dallo studio del tracciato, dei ricordi e degli oggetti personali  che Alessandro “Geko” Gherardi, figlio dello scomparso Angelo che ideò e mappò con ostinata precisione la traversata del 1971, conserva ancora. Una testimonianza straordinaria che dà il senso dell’orgoglio per questo padre che non c’è più e che ha compiuto per la prima volta questa impresa, che si aggiunge ai diari intensi e affettuosi di Jean-Paul Zuanon, che con Gherardi ripeté la traversata nel 1974.

Le scene della traversata di Maurizio e Marco si mescolano ai ricordi dei protagonisti del passato, agli spezzoni del film in pellicola Super 8, Passo dopo passo, con cui il cineamatore Gianni Scarpellini immortalò la traversata del 1980 con Maestrini, alla lettura dei diari. E si mescolano anche alle testimonianze di amici e compagni di rampicata, voci di un tempo in cui andare sulla neve aveva un lato quasi eroico.

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Le Traversiadi (come le ho capite io)

Se pensate che questo film sia la celebrazione di un record vi sbagliate. Qui potrete davvero comprendere cosa significa amare la montagna, rispettarla e temerla. Cosa significa rispettare le imprese del passato. Scoprirete cosa significa affrontare la neve e le rocce, le salite dolci e i muri di ghiaccio. Cosa significano la fatica, il peso degli zaini (compagno di viaggio che può aiutare o mettere in difficoltà), la tenuta degli sci, l’aiuto di chi è più forte e si carica più degli altri.

Cosa significa prepararsi, studiare un percorso nei minimi dettagli per riuscire ad affrontare anche gli imprevisti. Affidarsi ad un capogruppo anche quando si pensa che avrebbe potuto fare meglio. Cosa significa vivere la gioia di una sciata “perfetta”, quando si solca la neve immacolata e dura che non ti spezza le gambe.

Cosa significa il freddo o il vento che ti fa tremare tutto. Cosa significa passare sul crinale della montagna, quando davanti a te c’è la neve e dietro il vuoto. Cosa significa non dormire mai completamente e quanto dolce possa essere il conforto di un momento semplice ma essenziale come una pausa per riposare, mangiare o scambiare due parole con altre persone.

Qui ho scoperto che persone straordinarie sono tra noi e quando non compiono imprese come queste fanno vite normali: lavorano in ufficio, guidano macchine o camion, scrivono libri, vanno a piedi o in bicicletta, cucinano, fanno film, sciano (anche) sulle piste, vanno a funghi… Dobbiamo solo imparare ad ascoltare e scopriremo chi sono.

La domanda che non ho fatto: cosa significa Traversiadi?

E si, non l’ho fatta. Ma prima o poi glielo chiederò di persona. Del resto non sono sicura che l’abbiano capito tutti. 😉

Note

Le immagini relative al Film Le Traversiadi sono tratte dal video promo che gira on line. Tutte le altre sono mie e sono state  scattate in occasione del blog tour Alla scoperta del percorso cicloturistico Quadrifoglio organizzato dalle Terre del Vescovado. 

9 commenti

  1. Lo confesso che prima di leggere questo tuo post non avevo assolutamente idea di chi fosse il signor Panseri e nella mia ignoranza pura nemmeno cosa fossero le orobie. Ho imparato qualcosa di nuovo e questo mi piace molto.

  2. La mia più profonda ammirazione. Essendo tendenzialmente pigra, reputo un eroe già chi si alza al primo colpo di sveglia. La tenacia di questi uomini è davvero ammirevole. Chissà se posso definire traversiadi anche le virate dal letto al divano! Scherzo.. complimenti per il tuo reportage.

  3. Anche io non avevo mai sentito parlare del personaggio, sia perché non sono amante di montagna e sci e sia perché non abito nelle tue zone. Sicuramente va tutta la mia ammirazione a figure di questo tipo che riescono a realizzare imprese partendo da una forte passione e unendogli costanza e forza d’animo.

  4. Complimenti per il tuo racconto tra passione per l’escursionismo e cinematografia. Tempo fa sono stato anch’io a Bergamo, ma non ho avuto modo di vedere il territorio da te descritto. Spero presto di ritornarci e di completare il tour nella Bergamo delle Orobie 💛😉

  5. Ciao mi hai aperto un nuovo mondo fatto di luoghi incantevoli e parole che non conoscevo, complimenti

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