Ad Almenno San Salvatore, nel convento di San Nicola, alla scoperta dei vini Lurani Cernuschi

In Valle Imagna, sulla Collina Umbriana c’è un complesso monastico molto bello e che nel 2016 è diventato uno dei 10 Luoghi del Cuore FAI. Si tratta del Complesso di San Nicola, ad Almenno San Salvatore, ed è proprio qui che si trova la cantina  che sono stata a visitare la scorsa settimana, in cui ho potuto assaggiare i vini Lurani Cernuschi, e che ho inserito in questa lista di 101 cose da fare almeno una volta nella vita in provincia di Bergamo.

Siamo ad ovest di Bergamo, in Valle Imagna, a due passi dalla Rotonda di San Tomè, nel complesso del parco del romanico, con la Madonna del Castello all’interno della Pieve di Lemine, e la Chiesa di San Giorgio, in un luogo dove si coltiva la vite dal 1400 e probabilmente anche da prima! Le documentazioni che lo accertano risalgono al 1487, precisamente il 13 novembre, quando i frati Agostiniani acquistarono un appezzamento di terra arativa a vigneto in località Umbriana. Il terreno esiste ancora oggi ed è proprio sulla collina di Almenno San Salvatore, la stessa collina che ospita il convento di San Nicola (in origine dedicato a Santa Maria dell’Incoronazione).

Il convento e i vitigni che per secoli sono stati  curati dai frati, oggi sono proprietà dell’azienda agricola Lurani Cernuschi, che vi ha impiantato la propria sede. Guardate la foto ripresa da un drone e ditemi se non è un posto magnifico?

Convento

Un’azienda agricola nel convento di San Nicola

L’azienda agricola Lurani Cernuschi ha sede in questo bellissimo complesso monastico che oggi ospita anche il ristorante La Frasca. Il convento risalente alla fine del XV secolo fu abitato dai frati Agostiniani fino al 1772. Fu proprio in quella data che la Repubblica Veneta fece chiudere il convento e lo mise all’incanto.

Ad aggiudicarselo il conte Paolo Defendo Vitalba che il 2 giugno 1773, espletate tutte le operazioni d’asta, entrò in possesso dell’intero complesso monastico di Almenno con una parte dei terreni, pari a poco più di 30 pertiche. La cessione fu approvata da Venezia, perché il compratore offriva più che sufficienti garanzie circa il mantenimento dei diritti sia materiali che spirituali della chiesa a lui affidata. I Vitalba, così come riportano i documenti, tennero fede ai propri impegni, gestendo con correttezza gli aspetti finanziari ed amministrativi connessi alla loro funzione di custodi.

Oggi l’affascinante storia di questi luoghi e di questa cantina la potete ritrovare nei nomi della selezione di vini Lurani Cernuschi….

Selezione vini Lurani Cernuschi

Il passaggio dai Vitalba ai Lurani Cernuschi

Agli inizi del XX secolo, il complesso di San Nicola e tutti i terreni annessi passarono per eredità alla famiglia degli attuali proprietari, i conti Lurani Cernuschi di origine milanese. Emanuele Lurani Cernuschi fu il primo ad occuparsene e comprendendone le potenzialità l’organizzò come una vera e propria azienda agricola: i terreni intorno al convento venivano coltivati, oltre che a vigna, anche a cereali, orti e a baco da seta, con la formula della mezzadria, tipica dell’epoca.

La cantina, sempre presente nella zona, raccoglieva le uve che venivano portate dai mezzadri e il vino rosso prodotto era venduto solo a livello locale in damigiane, come era in uso al tempo. Fu negli anni ‘60, quando ormai la mezzadria stava scomparendo, che il figlio del conte Emanuele, Giampiero Lurani Cernuschi, decise di modernizzare l’intera azienda e specializzarla nella produzione vinicola producendo non solo rossi, ma anche bianchi in bottiglia.

Così, dalla metà degli anni ‘70, la qualità dei vini dell’azienda è cresciuta fino a diventare  ottima per rispondere alle richieste di un pubblico sempre più esigente. Giovanni de Ferrari (nipote di Giampiero) che dal 1993 segue l’azienda in prima persona durante la degustazione raccontava di quanto sia cambiato il mercato del vino in questi ultimi anni.

Si beve meno, ma si beve meglio

Guardate il grafico che ho recuperato da una pubblicazione dell’Università di Adelaide (Austrialia) sul Consumo mondiale di vino dal 1920 al 2016, se fino agli anni 70 il consumo di vino pro capite in Italia superava i 90 litri annui, oggi siamo arrivati a 36 litri anno. Questo significa che si bene meno, ma meglio. E non è un male. Certo, non si fanno più i numeri di una volta, ma il vino oggi è molto più buono e (lo dico da consumatrice attenta) può diventare un’esperienza.

Consumo di vino pro capite.png

Anche le tecniche produttive del vino e di coltivazione della vite si sono adattate a questo trend, proprio per garantire maggior qualità al vino. Questi significa che la coltivazione va a privilegiare la cura delle uve a scapito della resa per ettaro. Ma le soddisfazioni in termini qualitativi sono decisamente migliori e l’azienda Agricola Lurani Cernuschi ne è un esempio.

L’azienda agricola Lurani Cernuschi

E’ un’azienda da visitare: i vigneti sotto il campanile di San Nicola meritano davvero di essere visti (e fotografati) e potete incontrare il signor Giovanni e ascoltare i suoi  racconti in grado di farvi fare un viaggio nel tempo attraverso i segreti del mondo della vinicoltura.

Oggi ci sono circa 15 ettari coltivati a vite e si possono osservare ai piedi del campanile del convento (dove si trovano le cantine e il centro aziendale). Il ciclo della vite vive qui il suo arco biologico, tutto nel rispetto della qualità e della natura. Cosa significa?

Che clima e terreno qui sono ideali per produrre uve di qualità. Uve lavorate in una cantina dotata delle migliori attrezzature e in grado di produrre ottimi vini in bottiglia. La stessa cantina fu costruita appositamente per permettere alle uve di giacere nel giusto ambiente, con una fermentazione a temperatura controllata, fino all’affinamento in bottiglia.

  • La cura della vite è fondamentale. Ogni grappolo deve arrivare al momento della vendemmia nelle migliori condizioni. Ecco perché la vite viene curata a partire dal momento dell’impianto per tutta la durata delle tante delicate fasi della produzione. Ogni intervento, come la potatura invernale ed estiva, serve a garantire l’alta qualità dell’uva raccolta.
  • La vendemmia non si decide a tavolino sulla base delle disponibilità delle persone, ma viene decisa in base alle caratteristiche dei vitigni, dopo attenti controlli su zuccheri e acidità. E le uve vengono selezionate e raccolte rigorosamente a mano per portare in cantina i grappoli della migliore qualità.
  • La vinificazione è una fase molto importante. Il mosto fermenta nelle vasche dopo l’aggiunta di lieviti selezionati. Passata una settimana il vino viene travasato e lasciato riposare fino ad autunno inoltrato nelle botti di cemento vetrificato. I rossi invece che hanno bisogno di un invecchiamento diverso vengono affinati in botti di legno di rovere che garantisce quella morbidezza finale che li caratterizza. Il segreto? Sono proprio le antiche mura, costruite dai frati secoli fa, che garantiscono una temperatura ideale per tutto l’anno e una giusta umidità per la maturazione del vino.
  • L’imbottigliamento conclude un anno di lavoro in vigna e in cantina. Durante questa fase le bottiglie vengono etichettate e controllate una per una per garantire l’immagine del prodotto finito.

 

E poi? Be’ c’è la vendita, che avviene direttamente in cantina o con consegne a domicilio. Basta richiedere il vino contattando la cantina o inviando un’email all’indirizzo azienda@luranicernusch.it per essere ricontattati e scegliere il proprio vino.

 

La selezione di vini Lurani Cernuschi

La Lurani Cernuschi produce ogni anno circa 70.000 bottiglie, divise su 9 etichette: 3 vini bianchi, 4 rossi, 1 rosato ed uno spumante metodo Martinotti.

Nell’immagine che le riassume tutte che ho messo sopra e che racconta la storia di quei luoghi attraverso i nomi dei vini, potete distinguere due Valcalepio DOC prodotti secondo il disciplinare che ne regola la produzione (Tornago e Armisa) e tre IGT (San Nicola, Lemine, Umbriana), un bianchino vivace (Vitalba), un rosato “femminile” (Rosa di San Nicola), un vino del Vitigno Manzoni (Opis) e uno spumante brut (Elle Ci).

Una degustazione dei vini Lurani Cernuschi 

Per scoprire i vini Lurani Cernuschi, basta andare alla sede delle Cantine Lurani Cernuschi ad Almenno San Salvatore durante una delle visite guidate con degustazione che vengono organizzate o durante le aperture delle Dimore Storiche Bergamasche. Si richiede la prenotazione (035-642576), o via mail a luranicernuschi@yahoo.it

 

Nella magica cornice di un monastero cinquecentesco avrete l’occasione di conoscere l’arte e il mestiere di fare il vino, di imparare i primi rudimenti di una degustazione, il tutto insaporito da un’indimenticabile giornata in campagna. Giovanni De Ferrari vi accompagnerà in questa avventura, che certamente non dimenticherete, con un programma che vi farà entrare davvero nella storia di questi vini locali:

  • Visita alla cantina e approfondimento delle tecniche di produzione
  • Degustazione dei vini prodotti in azienda

Oppure, sempre per assaggiarli, potete andare a pranzo o cena al Ristorante La Frasca che ha in esclusiva tutti i vini delle Cantine Lurani Cernuschi.

Volete sapere come abbinarli?

Uno dei miei crucci (che non sono nè un sommelier, nè un Assaggiatore ONAV) quando mi capitava di andare ad acquistare i vini direttamente in cantina, era quello di non sapere con quali cibi abbinarli per esaltarne il gusto e di dover chiedere lumi.

scheda-ais-cibo-vinoHo scoperto on line il metodo Mercadini sugli abbinamenti cibo e vino che si basa sui principi di vicinanza o contrasto di sapori fra un cibo e un vino.  C’è una scheda che appositamente compilata vi aiuta a scegliere il giusto abbinamento cibo vino. Questa scheda viene utilizzata dall’Associazione Italiana Sommelier in cui vengono considerate e valutate determinate caratteristiche del vino e del cibo attribuendo un punteggio ad ogni sensazione. Certo, dovete farci un po’ la mano (anzi, il gusto) e prepararvi in anticipo, ma alla fine la soddisfazione è davvero tanta.

Tratto da: https://www.alimentipedia.it/abbinamenti-vino-cibo-metodo-mercadini.html

Se invece non avete voglia di imparare il metodo Mercadini, affidatevi alla brochure che trovate in cantina che riporta tutte le caratteristiche dei 9 vini Lurani Cernuschi o questa che vi allego (basta un clic): ci troverete anche dei suggerimenti sugli abbinamenti perfetti.

Note

Le foto sono mie ad eccezione della ripresa aerea che viene dal sito Lurani Cernuschi. La degustazione l’ho fatta qualche giorno fa in occasione di una delle aperture delle Dimore Storiche Bergamasche. 

Questo post è stato scritto in collaborazione con Eco Turismo Valle Imagna e con la partnership di Turismo e Innovazione. Iniziativa realizzata nell’ambito del bando Wonderfood & Wine di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia per la promozione di Sapore inLOMBARDIA.

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3 commenti

  1. Amo le degustazioni di vini e condivido il pensiero che è meglio vivere meno, ma meglio!
    Come sempre hai dato una chiara spiegazione con anche cenni storici di questa esperienza.

  2. Adoro visitare le cantine, se poi sono in un luogo così bello e ricco di storia ancora di più!
    Non ho ancora mai degustato i loro vini e forse una visita a questo complesso immerso nel verde, potrebbe essere il modo giusto per conoscerli!

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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