Leggere Un Filo di Seta, il racconto ambientato nel complesso di San Nicola ad Almenno San Salvatore

Il racconto Un filo di seta di Maria Luisa Ghianda letto da Cose di Bergamo

Ci sono storie sulle cose di Bergamo che mi piace leggere e vivere in prima persona. Ed è quello che riesco a fare leggendo i libricini della collana Genius Loci che raccontano storie possibili legate al territorio di Bergamo. Sono letture veloci e interessanti che mi hanno permesso di immergermi nel tempo in cui furono costruite le Mura Venete e scoprire com’era stata  vissuta dai bergamaschi del tempo  con La vera storia di Gottardo Archi (di Davide Sapienza) o di scoprire il valore e il significato di un quadro esposto all’Accademia Carrara che altrimenti avrei guardato distrattamente senza farmi trasportare dalla storia e dalle suggestioni come invece è avvenuto leggendo La sposa di Attila (di Alessandro Zaccuri). Così, oggi, a poche settimane dalla sua pubblicazione ecco un nuovo racconto, Filo di seta di Maria Luisa Ghianda, che ho letteralmente divorato. Con questo racconto sono andata alla scoperta di un nuovo territorio e di un luogo storico nella zona del Lemine, in Valle Imagna: l’ex convento di San Nicola e la chiesa di Santa Maria della Consolazione di Almenno San Bartolomeo.

I libri della collana Genius Loci dedicati a Bergamo

Un Filo di Seta: la trama

Maria Luisa Ghianda, storica dell’arte e scrittrice, con Un Filo di Seta racconta il ritrovamento di un piccolo ricamo posto nell’increspatura del mantello in seta di una statua lignea secentesca. Un ritrovamento inaspettato, ad opera di un giovane ricercatore bergamasco, che potrebbe cambiare alcuni fondamentali della storia della letteratura dell’Ottocento.

Un (sottile) filo di seta che lega un’investigazione contemporanea ad uno dei romanzi più conosciuti della letteratura italiana: I Promessi sposi. Guido Moroni, studente in tecniche di conservazione e di restauro dei manufatti tessili, s’imbatte, un po’ per caso, un po’ per intraprendenza, in una scoperta inaspettata darà una dimensione reale e storica ai personaggi inventati dal Manzoni.

Tutto questo inserito nello splendido scenario del Lemine, ad Almenno San Salvatore, precisamente nell’ex convento di San Nicola (oggi occupato dal Ristorante La Frasca) e nella chiesa di Santa Maria della Consolazione. Tutto questo ambientato nel 2018, nell’anno in cui a Bergamo è avvenuto un importante ritrovamento, la tavola del Mantegna riscoperto nel caveau dell’Accademia Carrara dal critico d’arte Valagussa che, anche se non è mai stato citato dall’autrice, ha reso tutto a mio parere più intrigante.

Un filo di seta di Maria Luisa Ghianda

Il racconto ha una scrittura non per tutti, con citazioni dotte e i latinismi, ma vale la pena di leggerlo per il percorso storico e artistico che offre sulla nostra provincia. Molto interessante la storia della produzione della seta nella bergamasca, la descrizione del convento degli agostiniani e la storia della chiesa di San Nicola che si intreccia con la peste del 1630 che vi invito a leggere con attenzione, magari proprio passeggiando nel Lemine e visitando la chiesa. Non solo. Leggendolo scoprirete anche alcuni “segreti” e tecniche di restauro che solo chi conosce bene questa materia può raccontare. Ed evidentemente l’autrice del racconto queste tecniche le conosce molto bene.

Genius Loci, per scoprire Bergamo e la sua provincia leggendo

Come tutti i libri della collana Genius Loci, anche in Un Filo di Seta troverete delle informazioni storiche e artistiche ben descritte e curiose, che vi faranno venire voglia di visitare i luoghi di Bergamo con un occhio diverso. O di leggere questo racconto con più gusto se conoscete bene i luoghi descritti.

Nel cuore della narrazione, inframmezzata dalle voci di Renzo e Lucia, aleggia il genius loci del convento e della chiesa di Santa Maria della Consolazione, meglio noto come convento di San Nicola ad Almenno San Salvatore. E forse vi verrà voglia di rileggere i Promessi Sposi, la cui vicenda si intreccia più volte non solo con la scoperta raccontata ne Il filo di seta, ma anche con la storia bergamasca.

La storia del complesso di San Nicola di Almenno

Il Convento di San Nicola sorge nella bergamasca, circondato dai vitigni della collina di Umbriana ad Almenno San Salvatore, alla fine del ‘400, quando un’epidemia di peste portò i cittadini a far voto di erigere una cappella. Il progetto iniziale si trasformò nel giro di pochi anni nella realizzazione di una chiesa e di un convento dedicati a Santa Maria della Consolazione, edificati tra 1488 e 1518.

convento-di-san-nicola

Il complesso visse il suo periodo d’oro alla fine del Cinquecento, quando fu completato il campanile e venne costruito dai celebri maestri Antegnati il prezioso organo, che vanta raffinate ante dipinte (come potete vedere nella foto, sotto).

organo degli antegnati

La splendida chiesa, costruita con la pietra locale, è a navata unica su cui si aprono sei cappelle su ciascun lato che i maggiorenti locali fecero decorare con stucchi e dipinti. Al secondo piano si trovano i matronei, mentre il soffitto è ornato da formelle originali in cotto dipinto. Recentemente alcune di queste formelle si sono staccate e per tanto la chiesa è chiusa per restauro. Verrà riaperta a breve e ve ne daremo conto appena possibile.

formelle chiesa di San Nicola

Durante gli anni della peste, tra il 1630 e il 1631, la popolazione locale così come quella di quasi tutti i paesi della zona fu decimata dalla malattia. Per paura e devozione, gli almennesi dedicarono le loro preghiere a San Nicola da Tolentino, Santo a cui fu poi dedicata la Chiesa. Tenete conto di questa informazione quando leggerete il racconto Un filo di Seta perché è un’informazione importante, così come è importante il fatto che in questa zona c’erano molti bachicoltori e filatoi.

L’intero Convento di San Nicola rimase attivo fino al 1770 quando il Senato Veneto lo confiscò per venderlo all famiglia Vitalba, la quale ne garantì il decoro e l’attività di culto. Sul finire dell’Ottocento la chiesa cadde in declino e fu sempre meno frequentata fino in tempi recenti, in cui è tornata ad essere un luogo vivo e attivo.

convento-di-san-nicola

L’ex Convento oggi ospita infatti un ristorante molto conosciuto nella zona e molto amato anche dai milanesi, La Frasca. 

Il convento, a due piani, ruota tutto intorno al chiostro, aperto al piano terra da un porticato con archi a sesto acuto.

Almenno San Salvatore

Almenno San Salvatore si trova all’inizio della Valle Imagna, nella zona del Lemine. In questa zona si trova il Parco del Romanico, un vero e proprio Museo diffuso dell’arte romanica, riconosciuto a livello europeo. Anticamente denominato “Lemine” questo lembo di terra offre un bellissimo itinerario con scorci suggestivi che permette di visitare quattro chiese veri gioielli di architettura: il Tempio di San Tomè, la Chiesa di San Giorgio,  il complesso di San Nicola e il Santuario Madonna del Castello.

Almenno San Salvatore

Chi è Maria Luisa Ghianda

Maria Luisa Ghianda, autrice di questo racconto è una storica dell’Arte.  Ha insegnato alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e in altre scuole italiane, tra cui l’Istituto Statale d’Arte di Monza. Ha pubblicato un romanzo storico (I mercanti bizantini scomparsi, 2016), oltre a numerosi racconti a soggetto storico-artistico. La sua passione per il Medioevo va di pari passo con quella per il design. Collabora come contributor con “Doppiozero”, “Italia Medievale” e “Living is Life”, riviste on line.

 

Note
Le foto dei libri della collana Genius Loci sono le mie. Le foto del Complesso di San Nicola sono tratte dal sito del Fondo Ambiente Italiano.
La lettura di questo racconto è frutto di una collaborazione con il sito di vendita on line di libri dedicati a Bergamo www.ellelibri.com.