Entrare a Bergamo (e nella sua storia) con il mosaico di Andrea Mastrovito all’aeroporto di Orio

In questi giorni di vacanze pasquali e Ponti molti partiranno e prenderanno l’aereo dall’Aeroporto di Orio, il Caravaggio. Mentre pensavo a questa cosa mi è venuta in mente un’opera che incontrerete al vostro ritorno, nella zona degli arrivi di Orio, che dovete assolutamente fermarvi a guardare (e ammirare) con un po’ di attenzione. Si tratta del mosaico di Andrea Mastrovito, un maxipannello di quasi 50 metri quadrati dedicato alla città di Bergamo, «Ab urbe condita» che tradotto dal latino significa la città da quando è stata fondata. Questa è l’opera che l’artista bergamasco ha creato per raccontare la città di Bergamo e la sua storia in occasione di Expo2015 e che dall’anno successivo si trova in aeroporto come “Benvenuto” per chi entra in città.

Mosaico Mastrovito aeroporto

Creato in occasione dell’Esposizione Universale di Milano, questo mosaico moderno è rimasto esposto nel padiglione temporaneo dedicato alla Città dei Mille dal 25 settembre al 1 ottobre 2015. Al termine del periodo è stato smantellato (è composto da oltre trecento pannelli) e dopo qualche mese è stato rimontato nella sala arrivi dell’aeroporto di Orio, come biglietto da visita per chi passa da una delle “porte moderne” della città di Bergamo.

Ad urbe condita: il mosaico che racconta Bergamo ai viaggiatori

L’opera “Ab urbe condita” rappresenta un punto di vista sorprendente, capace di accendere una nuova luce sui tesori di Bergamo, di raccontare un percorso suggestivo del territorio attraverso arte, cultura, storia e sport.

Qui sotto trovate l’immagine della parte centrale e più sotto i due estremi, di destra e di sinistra.

Andrea Mastrovito mosaico 1

Andrea Mastrovito ha realizzato questo mosaico a olio richiamando i personaggi della storia passata e recente di Bergamo e sullo sfondo i monumenti di Città Alta. Osservando l’opera composta da 300 tessere di cartoncino su base rigida, ritroviamo la storia di Bergamo sintetizzata in un unico sguardo, ma vediamo anche i personaggi uscire dall’opera e raccontarci le loro storie e le storie di tutti.

Un racconto poetico che parla di noi e che dà il benvenuto a chi arriva in città. Una storia che viene raccontata a partire dal mitico fondatore Cydno, passando per Bartolomeo Colleoni, Arlecchino, Giovanni XXIII, Felice Gimondi, il Cavaliere in Rosa, i Mille di Garibaldi e Stromberg, Gaetano Donizetti e la Piccinini, il Campanone e il gelato alla stracciatella. Il tutto con sfumature di ogni colore, dal grigio al rosso acceso.

Da Expo 2015 all’area Arrivi di Orio

L’opera, esposta nel settembre 2015 nello Spazio Bergamo del cardo italiano a Expo per iniziativa del Comune di Bergamo e della Camera di Commercio di Bergamo, ha trovato collocazione su una parete nell’area di ritiro bagagli dell’aeroporto. SACBO ha accolto la proposta avanzata dal Comune e dall’Ente camerale, provvedendo a individuare uno spazio idoneo agli arrivi dell’aerostazione.

L’installazione, che occupa una parete per 15,50 metri di lunghezza e 3,50 di altezza, è stata curata dall’ufficio progettazione dell’Unità Infrastrutture Aeroportuali di SACBO, che ha provveduto a preallestire i componenti del mosaico prima del fissaggio a muro, apponendo a protezione una pellicola protettiva di plexiglas.
Una installazione che va ad aggiungersi al campionario di immagini della città di Bergamo e del suo territorio, collocate in varie forme all’interno del terminal, per accogliere i viaggiatori.

L’intervista ad Andrea Mastrovito

Andrea Mastrovito oggi vive a New York ed è un artista nel panorama degli artisti italiani contemporanei molto quotato. Ero rimasta colpita già in occasione della mostra L’Incanto svelato a Palazzo Polli. Sua infatti era una delle opere che ho fotografato e che mi aveva decisamente affascinato. Quando ho messo insieme i puntini ricordandomi che sua era anche l’opera di cui vi sto parlando non ci ho pensato due volte e ho provato a contattarlo per farmi raccontare la genesi dell’opera che da quasi tre anni si trova a Orio in aeroporto. Ed ecco l’intervista che gli ho fatto:

CDB – Come sei stato coinvolto nel progetto Expo?
AM – Il Comune aveva chiesto una mano alla GAMeC per una supervisione artistica allo Spazio Bergamo per l’Expo: Stefano Raimondi, allora curatore in GAMeC, pensò a me e mi propose di lavorare assieme ad un progetto, da realizzare con la collaborazione di un’agenzia di comunicazione, la PG&W di Bergamo.

CDB – Qual era la richiesta?

AM – L’obiettivo era raccontare le eccellenze bergamasche, dalla storia all’arte, dalla letteratura al paesaggio alla gastronomia etc…

CDB – Cosa significa raccontare Bergamo per un artista? E’ una sfida o un’avventura?

AM – Sicuramente un compito molto molto complesso, il rischio di essere descrittivi e “di parte” era molto alto. Inoltre il pubblico dell’EXPO aveva bisogno di un messaggio veloce, quasi pubblicitario più che artistico. Trovare un equilibrio ed una soluzione, anche date le difficoltà tecniche dovute alla predisposizione del padiglione, è stato davvero difficile.

CDB – Come mai ha scelto la tecnica del mosaico? Era nei requisiti?

AM – Nessun requisito: l’opera è divisa in tanti riquadri che corrispondono, ognuno, agli scomparti della grande libreria che caratterizzava il padiglione: quella libreria era lì, fissa, e non si poteva togliere. Tutti i padiglioni regionali/cittadini a rotazione hanno dovuto utilizzarla o nasconderla…io ho pensato di farla diventare un’enorme cornice per centinaia di piccoli quadri che, continuando uno nell’altro, eliminassero la frammentazione a favore di una lettura  senza soluzione di un’unica enorme immagine. Dalle foto dell’installazione originale puoi vedere cosa intendo.

CDB – Come hai scelto i personaggi inseriti nel mosaico? È riuscito a inserire tutti quelli che volevi o hai dovuto lasciar fuori qualcuno?

AM – Ho messo tutti, credo, e chi (o cosa) è rimasto fuori venne poi inserito nell’animazione che, sul lato opposto della stanza, raccontava cronologicamente la storia della città.

CDB – C’è un aneddoto per ognuno di questi personaggi che si lega alla tua vita? Puoi raccontarci qualcosa?

AM – Eh, senz’altro, da Stromberg, capitano mitico, storico della Dea (Atalanta per chi non sa niente di calcio, ndr), che mi raccontò un giorno in pizzeria di essere felicissimo di far parte del mosaico, alla stracciatella, inventata dal papà di un mio carissimo amico, Mirko Panattoni, di cui consiglio assolutamente l’incredibile “gelato conviviale” in Marianna… Poi c’è Cydno, fondatore di Bergamo secondo il mito, che nella mia interpretazione ha il volto di Ciano, il mio assistente storico che viene puntualmente riconosciuto e fotografato da tutti i nostri amici che passano da Orio… E poi se ci fai caso, nell’ultima parte, a destra, ci sono gli ultrà dell’Atalanta…chissà magari ci sono anche io…o qualcun altro…

CDB – Quando è durata la realizzazione dell’opera?

AM – Un mese e mezzo/due, non ricordo bene, all’epoca avevo parecchie mostre contemporaneamente e tutto si accavallava.

CDB – Quali sono state le difficoltà tecniche o creative? (Se ce ne sono state…)

AM – Tagliare i cartoncini a misura esatta direi! E poi installarli all’expo, con una bella soluzione trovata da mia moglie: accorpare i pannellini a dei parallelepipedi di polistirolo da inserire negli scomparti della libreria di cui sopra…

CDB – Dove ha lavorato per realizzare quest’opera? Bergamo o New York? Quest’opera è stata chiusa in una valigia o una scatola e ha viaggiato da New York a Bergamo?

AM – No no, tutto realizzato nel mio vecchio studio dell’epoca, in città alta.

CDB – Ho letto su FB che quando c’è stato l’alluvione a Bergamo e l’aeroporto si era allagato lei da New York ha chiesto se il mosaico fosse ok. E’ vero che le opere sono come dei figli o è una visione romantica?

AM – Le opere sono come figli finché stanno in studio. Poi quando escono di casa restano figli sì, sempre, ma di puttana.

CDB – Che effetto fa sapere che ogni anno milioni di viaggiatori passano davanti alla sua opera e la guardano?

AM – Nessuno.

CDB – Che effetto fa arrivare in aeroporto e vedere la propria opera sulla parete che accoglie tutti i viaggiatori?

AM – Ovviamente mi metto sotto la faccia di Cydno, faccio un selfie e lo mando a Ciano. Che ridere!

La time line della storia di Bergamo
time line

Ecco la time line (linea del tempo) che nel 2015 è stata realizzata da Andrea Mastrovito e proiettata in un video .

1372 Inizia la storia del Moscato di Scanzo,vino bergamasco fra i più antichi d’Italia che rappresenta la più piccola denominazione di origine controllata  garantita (DOCG) del Belpaese.

1524 – 1532 Vengono realizzate da Giovan Francesco Capoferri, su disegno di Lorenzo Lotto, le meravigliose tarsie lignee nella chiesa di Santa Maria Maggiore.

1550 ca. Nasce la famosa maschera di Arlecchino che da Bergamo diventa uno dei personaggi più famosi della commedia dell’arte e dell’immaginario carnevalesco.

1632 Nel borgo bergamasco di Gandino arriva un’antica e pregiata varietà di mais denominata Mais Spinato di Gandino che oggi, grazie ad un progetto di salvaguardia e valorizzazione, è stata riscoperta in tutte le sue qualità.

1797 Nasce Gaetano Donizetti, celebre compositore italiano e famoso operista. Le opere di Donizetti, tra le quali L’elisir d’amore e il Don Pasquale, sono oggi rappresentate nei teatri di tutto il mondo.

1860 Ha luogo la storica spedizione dei Mille, comandata da Garibaldi e decisiva per la futura unità d’Italia. Bergamo fu la città che diede il maggior numero di uomini.

1899 Inizia, dall’omonima fonte, il processo di imbottigliamento dell’acqua San Pellegrino, oggi tra le più conosciute e famose al mondo.

1949 Il celebre architetto Le Corbusier visita Bergamo e definisce Piazza Vecchia una tre le più belle d’Europa, a cui “non si può più toccare neppure una pietra, sarebbe un delitto”.

1958 Viene eletto Papa Giovanni XXIII, originario del comune bergamasco di Sotto il Monte. In meno di cinque anni di pontificato riuscì ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa Universale. È ricordato con l’appellativo di “Papa buono”.

1961 Viene inventata a Bergamo, da Enrico Panattoni, La Stracciatella, gusto di gelato tra i più famosi al mondo.

1950 – 1975 Nasce il sentiero delle Orobie che collega diversi rifugi delle Prealpi Orobiche, in provincia di Bergamo. Ogni estate migliaia di turisti percorrono, per 160 chilometri, il sentiero immerso nella natura.

Chi è Andrea Mastrovito

Andrea Mastrovito.jpgAndrea Mastrovito è nato a Bergamo nel 1978 e la sua vita si divide tra l’Italia e New York dove vive da alcuni anni. Suo grande amore oltre all’arte è l’Atalanta e lo si scopre scorrendo la time line della sua pagina Facebook dove alle sue opere d’artista si alternano i post sulle vittorie e soddisfazioni che l’Atalanta sta regalando ai suoi tifosi.

Il suo lavoro è caratterizzato dalla reinvenzione degli spazi espositivi con disegni e ritagli,  video-installazioni sincronizzate e performance. Negli ultimi anni ha esposto nei maggiori musei  nazionali ed internazionali tra cui il MAXXI di Roma, il Museo del Novecento di Milano, il MART  di Rovereto, la Manchester Art Gallery, il MUDAC di Losanna e il MAD di New York. A Bergamo,  hanno ospitato i suoi lavori la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e il Museo  Bernareggi, presso l’Oratorio San Lupo. Collabora da diversi anni con la Galerie Guy Bärtschi di Ginevra, la Foley Gallery di New York e  la Galleria Giuseppe Pero di Milano e ha all’attivo diverse personali in Italia, Francia, Svizzera e  Stati Uniti, nonché numerose collaborazioni esterne al mondo dell’arte (dalla moda alla musica, dal  cinema al mondo del calcio). Lo scorso anno alla Mostra del Cinema di Roma ha presentato il suo primo film da regista NYsferatu

Note

Mentre studiavo Andrea per fargli l’intervista ho scoperto delle cose molto interessanti di luoghi di Bergamo legati alla sua opera d’artista di cui voglio assolutamente raccontarvi . Come si dice tra quelli giovani “stay tuned” (ossia, continuate a seguirmi) che non ve ne pentirete. 

Le foto le ho tratte dalla pagina FB di Andrea e sono state realizzate dai suoi amici o estimatori. Ho tentato di contattare l’ufficio comunicazione dell’aeroporto di Orio chiedendo di poter fare delle foto davanti al mosaico. Spero che prima o poi mi rispondano. 

9 commenti

  1. Le città le riesco a raccontare bene sempre e solo chi ci vive. Grazie Raffaella per aver aggiunto un’altra bella scoperta della tua Bergamo.

  2. Pensare che prendo quasi ogni weekend L aereo da orio ma purtroppo non ho ho visto questo stupendo mosaico! Spero che la prossima volta che ci andrò di vederla. Se L obiettivo dell artista era raccontate le eccellenze di Bergamo ci è proprio riuscito 😍

  3. Non conoscevo la storia del mosaico e del suo artista, grazie per averla condivisa 🙂 Lo guarderò con attenzione la prossima volta che partirò dall’aeroporto di Bergamo!

  4. L’ultima volta che sono scesa a Orio al Serio era il 2010, quindi non c’era ancora quel mosaico, ahimè. Prenderei oggi un volo solo per vederlo. Adoro quando riescono a rendere “carini” gli arrivi in aeroporto. Credo sia davvero un ottima idea, da esportare, visto che per lo più sono sempre anonimi! come sempre Raffy, ne scovi una nuova ogni secondo!

  5. Non sapevo di quest’opera meravigliosa. L’idea di dare un benvenuto così è davvero geniale perché in modo allegro, colorato e sorprendente riesce a raccontare l’intera storia della città. direi che un’opera moderna ma al tempo stesso racchiude tutta la storia della città di Bergamo!

  6. Ma questo Andrea sembra il cantante dei Fiori Fighters! Scherzi a parte, non so se ho mai visto questo pannello dal vivo (negli ultimi anni i miei passaggi a Orio sono decisamente calati), ma è molto interessante la storia che c’è dietro e il rapporto con il territorio. Tante volte non ci fermiamo a guardare cose che svelano tanti di quei segreti ad uno sguardo attento…

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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