Al Santuario della Madonna delle Rose di Albano Sant’Alessandro c’è profumo di devozione tutt’intorno

Madonna-delle-Rose-esternoA pochi chilometri da Bergamo, sulla via per Trescore Balneario, nelle Terre del Vescovado, si trova Albano Sant’Alessandro, cittadina famosa per la sua origine romana e per le tante vicende storiche legate alle lotte tra Guelfi e Ghibellini. Ma è anche il punto di arrivo della prima tappa del Cammino del Vescovado e l’inizio della seconda che ho avuto modo di conoscere durante l’avventura di cui vi sto raccontando da un po’.  In questa località si trova anche il bel Santuario della Madonna delle Rose ( O Santuario della Beata Vergine delle Rose) che, se riuscite a trovarlo aperto, vi invito a visitare. Non prima di averne letto la bella storia di devozione che lo caratterizza e che ne fa un luogo tanto amato da più di 600 anni.

Una devozione antica tutta da scoprire

Arrivando dalla strada provinciale, distinguerete una bella struttura in stile neoclassico. Ma sappiate che non è sempre stato così. Fino al 1855 chi percorreva quella strada si imbatteva in una piccola cappella, abbastanza rustica, che non aveva niente a che vedere con quello che si vede ora. Non c’erano dipinti e nemmeno scritte che indicassero il significato o il motivo per cui tanti pellegrini passassero di qui per dire una preghiera o lasciare un ex voto.  Eppure era proprio questa la particolarità che non si poteva ignorare: la devozione e il rispetto che pellegrini e abitanti dimostravano verso il questo piccolo edificio erano tanto commoventi quanto misteriosi.

Madonna-delle-Rose-decorazioneCosì, un giorno, il parroco decise di scoprire l’origine di tanta devozione per capire se questa poggiasse su qualche miracolo o fosse semplicemente il frutto di una qualche tradizione popolare. E iniziò questa ricerca scandagliando tutti i documenti antichi presenti in parrocchia e nelle istituzioni religiose della zona. Ma non trovò molte informazioni.  I vecchi del paese assicuravano di aver saputo dai loro antenati che in quel luogo era stata ottenuta una grazia prodigiosa, ma nessuno sapeva dire con certezza di cosa si trattasse.

Desideroso di rintracciare tracce di quel culto vago, ma pur sempre vivo, e qualcosa che raccontasse la storia di quella Cappella umile e in rovina, il parroco frugò non solo tra le vecchie carte della Parrocchia, ma anche tra i libri antichi nelle biblioteche di tutta la Bergamasca. Consultò i testi che riportavano leggende, cronache e storie particolari di Bergamo, finché alla fine riuscì a mettere insieme informazioni sufficienti per scrivere la storia di quel luogo nei minimi particolari.  Ed è proprio grazie a lui che dal 1880 siamo in grado di avere informazioni  sull’origine del Santuario della Madonna delle Rose in Albano Sant’Alessandro.

La storia del Santuario della Madonna delle Rose

Tutto inizia nella notte tra il 3 ed il 4 gennaio 1417: due mercanti romagnoli, diretti da Brescia a Bergamo, si trovano sperduti in una boscaglia nei pressi del villaggio chiamato Albano. E’ buio e c’è la neve. Bergamo è a soli 8 km, ma per loro non c’è via di scampo: nell’oscurità della sera, tra rovi e acquitrini coperti dalla neve, si sentono morire di freddo e di paura. Si rivolgono quindi con fervore al Signore, invocano la Madonna e fanno voto di costruire una Cappella se fossero usciti vivi da quella situazione disperata.

Improvvisamente dal cielo raggi di luce rompono le tenebre e una striscia di rugiada luminosa indica loro il cammino. Con animo sollevato e riconoscente seguono quel sentiero che sembra loro dire: “Questa è la via, camminate per essa!”, fino al suo sbocco nella strada maestra ritrovata.

Accompagnati dal chiarore in brevissimo tempo raggiungono la città di Bergamo. Il loro desiderio è quello di ringraziare subito la Vergine, entrando nella basilica di Santa Maria Maggiore, ma questa, data l’ora della notte, è ancora chiusa.

Madonna-delle-Rose-i-viandantiSi riparano in una torre diroccata e buia, ma subito un grande bagliore li blocca e li avvolge: elevata da terra, seduta su un serto di rose che la circondano completamente, appare la Vergine Immacolata con stretto al petto il Bambino Gesù che stringe egli pure in una mano un piccolo mazzo di rose bianche, in atto di offrirlo alla Mamma. Il luogo dell’apparizione venne chiamato, da quella notte, il Colle di Rosate.

Fattosi giorno, la notizia si diffonde in un baleno, giunge al Vescovo e alle Autorità civili; da tutti il fatto prodigioso è giudicato come segno di benevolenza da parte del Cielo per la città di Bergamo afflitta da tanti problemi, per l’Italia martoriata da inimicizie e discordie, per la Chiesa straziata dalla divisione dello scisma. Insomma, un segno di straordinaria importanza in un momento così difficile.

San Bernardino da Siena, che in quei giorni si trova in Bergamo, giudica una benedizione della Madonna quella notturna apparizione. Lo stesso santo ebbe inoltre un’apparizione della Madonna, sempre nel 1417, a Siena. La Santa Vergine apparve con grande splendore al francescano (al secolo Bernardino degli Albizzeschi 1380-1444), promettendogli di aiutarlo nella sua opera di conversione dei peccatori. Bernardino si dedicò fin dall’adolescenza agli esercizi di pietà mariana; fu grande predicatore, fervente mistico e vicario generale dell’Osservanza. Canonizzato nel 1450 è definito dottore della Chiesa nella liturgia francescana.

Tutti sono intenzionati a erigere un Tempio in riconoscenza. Le pratiche burocratiche però si dilungano. I due fortunati mercanti ritornano ad Albano, sul luogo della prima visione, comperano il terreno dove è avvenuta l’apparizione e vi costruiscono la Cappelletta, che richiamerà la devozione dei fedeli per 438 anni.

Un santuario come voto per la fine dell’epidemia di colera

Santuario-Albano-esternoLa cappelletta richiamerà la devozione dei fedeli fino al 1855, quando, cessata la terribile epidemia di colera, per voto unanime della popolazione venne eretto il Santuario che, rinnovato più volte negli anni, è quello che vi trovate di fronte.

All’inizio del secolo scorso, l’abside e la cupola del Tempio vennero ornati dagli affreschi di Luigi Tagliaferri, le pareti abbellite con i quadri della Natività di Maria e della Deposizione di Gesù dalla Croce dell’artista Vittorio Manini. Il quadro centrale dell’apparizione e i medaglioni della volta sono di Arturo Compagnoni.

Grande desiderio dei fedeli sarebbe stato vedere l’Immagine della Madonna delle Rose incoronata nel 1917, quinto centenario dell’Apparizione, ma l’imminente guerra che stava per scoppiare anche in Italia e che già affliggeva il mondo intero lo impedì. La cerimonia solenne fu quindi rinviata al 14 settembre 1920.

La devozione aumentò durante la Seconda Guerra Mondiale, quando madri e spose raccomandano alla Vergine i loro cari, affinché li riconducesse a casa, così come fatto per i due mercanti.

Santuario-Albano-interno

Note

Questo post è stato scritto in collaborazione con l’Associazione per il Turismo delle Terre del Vescovado, nell’ambito del Bando Viaggio #inLombardia. 

3 commenti

  1. Non conoscevo questo santuario pur conoscendo il paese. Interessante il voto per l’epidemia di Colera. Mi fai sempre scoprire cose interessanti

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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