Scoprire quali sono le miniere bergamasche visitabili e programmare una bella gita coi bambini

Ieri era il 4 dicembre, Santa Barbara. Lo sapete che questa santa oltre ad essere la protettrice dei fuochi d’artificio e dei pompieri è anche la santa protettrice dei minatori? E quindi oggi è la giornata giusta per andare alla scoperta delle miniere bergamasche ancora visitabili.  Che ne dite?

Miniera vuol dire da sempre lavoro duro e pericoloso, non solo a Bergamo, ma in ogni parte del mondo. Eppure, oltre al sudore e alle vite a rischio, nelle miniere c’è una magia particolare, quel senso del “Viaggio al centro della Terra” che Giulio Verne aveva ben descritto nel suo romanzo. Ecco perché quando mi capita di visitarne una, vivo una miriade di sentimenti che vanno dall’ammirazione, alla paura, allo stupore, a volte anche dell’indignazione per le condizioni in cui vivevano uomini e perfino bambini…

Visitare una miniera

Visitare una miniera è una esperienza educativa straordinaria, non solo per i nostri figli, ma anche per noi adulti, per ricordare che sono esistiti  lavori durissimi,  svolti in condizioni estreme, con poco o nessun rispetto per la salute dei lavoratori e per l’ambiente circostante.

Anche se oggi la maggior parte delle miniere italiane sono diventate destinazioni turistiche, inserite in territori stupendi dove la visita nelle cavità sotterranee è un’esperienza emozionante, ricordiamo che ne esistono molte in tante parti del mondo – e anche in Italia – che funzionano e che sono luoghi ancora duri e con un’alta percentuale di rischio per chi vi lavora.

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L’attività mineraria bergamasca

L’attività mineraria nelle valli bergamasche risale ad epoche remote: argento, rame e ferro furono sempre scavati, in particolar modo nelle zone tipicamente minerarie della Valle Brembana, della Valle Seriana (o Val Seriana che dir si voglia) ed oltre il passo del Manina, nella Val di Scalve.

Plinio scrisse che nel territorio di Bergamo esistevano miniere di calamina, minerale che serviva a preparare l’aurichalcum (oricalco). A quei tempi la calamina, che con la blenda è uno dei principali minerali dello zinco (questo metallo era allora sconosciuto, essendo stato scoperto solo nel 1700), doveva venir impiegata esclusivamente in miscela con il rame per la fabbricazione dell’ottone. Quella tipologia di ottone adoperato nel sistema monetario di Augusto per coniare il sesterzio e il dupondio.

Con la scoperta dell’America l’interesse per l’oro e l’argento in Italia decadde, di conseguenza si presuppone che le antiche miniere di argento di Ardesio chiusero in quel periodo. Le miniere più importanti rimasero quelle dei minerali del ferro della Val Bondione e della Val Di Scalve, che restarono aperte fino a qualche decennio fa.

Se volete saperne di più vi consiglio questo articolo di Adrio Bocci molto interessante. 

Venendo ai giorni nostri, qualche anno fa un’azienda australiana ha richiesto la concessione per rimettere in funzione le miniere bergamasche già presenti sul territorio, ovviamente con tutti i sistemi di sicurezza e la strumentazione 4.0. Si diceva che sarebbero stati riaperti tutti i 200 chilometri di gallerie già presenti. Se ne è parlato per un po’ di anni ma il progetto iniziale è stato rivisto e ridimensionato. Adesso tutto tace.

Le miniere bergamasche visitabili

I parchi minerari turistici hanno oggi l’obiettivo di far riscoprire la tradizione mineraria italiana che, in alcuni casi, risale parte addirittura all’epoca dell’Impero Romano, quando si scendeva e si scavava nella roccia delle montagne a mani nude, con pale e picconi, alla ricerca del ferro per le spade e le armature.

Ecco quindi le miniere bergamasche visitabili che fanno parte di alcuni tra i più importanti parchi minerari o ecomusei della Lombardia.

Miniera Gaffione nel Comune di Schilpario

All’interno del complesso della Miniera Gaffione di Schilpario si svolgono visite guidate con lo scopo di rivalutare e trasmettere alle generazioni di oggi la storia e cultura mineraria della Val di Scalve. Ci sono vari percorsi museali all’interno delle antiche gallerie dismesse. Questi percorsi sono attrezzati con illuminazione elettrica, documentazione fotografica d’epoca, oggetti e utensili usati nella miniera, ferrovia originale con vagonetti e trenini per il transito dei visitatori. Tutti i percorsi sono itinerari reali da cui emerge la cruda realtà che riporta la fatica di questo duro lavoro di cui diverse generazioni furono protagoniste.

Miniera Paglio-Pignolino nel Comune di Dossena

Grazie alle visite guidate organizzate dall’Associazione Miniere di Dossena è possibile visitare con la bella stagione l’antica miniera Paglio-Pignolino di Dossena, conoscere il duro lavoro di minatori e taessine, percorrendo le gallerie di carreggio e visitare le camere di coltivazione, dove fino al 1982 avveniva l’estrazione di minerali, principalmente calamina e fluorite.

Dal 2016 in queste miniere ha preso vita il progetto di stagionatura di un formaggio, Ol Minadur, proprio in una delle camere della miniera. Temperature e umidità costanti conferiscono al formaggio un gusto intenso particolare e ricco di sfumature, grazie anche a batteri e fermenti presenti solo un questo luogo.

Leggi: Alla scoperta delle Miniere di Dossena, dove stagiona il formaggio Ol Minadur


Costa Jels nel Comune di Gorno 

Il sito minerario di Costa Jels (lo trovate digitando questo nome su google – non lo inserisco perchè l’indirizzo non è https e purtroppo penalizza siti come il mio. Spero lo modifichino quanto prima) è stato teatro di scavi minerari dall’epoca romana fino agli anni Sessanta del Novecento. Entrando in profondità è possibile esplorare il Ribasso dei Serpenti ad una temperatura costante di 10°C. Qui si possono apprendere le tecniche di lavoro dei minatori locali e rivivere l’esperienza unica di un minatore di Gorno, rimasto sepolto vivo in una miniera australiana per 9 giorni.

Miniere della Valle del Riso nel Comune di Oneta

La Fattoria Ariete, fattoria didattica delle miniere (anche questo sito non posso inserirlo ma lo trovate agevolmente digitando su google) dal 2004 promuove visite alla riscoperta del mondo rurale e della storia antichissima della Val del Riso legata al mondo delle miniere bergamasche.
Lungo il sentiero dei minatori si incontrano gli antichi fabbricati: la Laveria, la casa del custode, gli ingressi principali. All’interno della galleria, con macchinari e attrezzature e fotografie storiche si scopre dal vero questo affascinante e pericoloso lavoro.

Questa è un’iniziativa perfetta per i bambini (scuole di ordine e grado, gruppi e famiglie).
L’ingresso in miniera è possibile anche in carrozzella.

Miniera “Polveriera” a Gorno e Miniera “Foghéra” a Oneta sono due occasioni per entrare in questo universo sotterraneo.

Santa Barbara la protettrice dei minatori e di molte altre professioni

Il 4 dicembre si festeggia Santa Barbara perché in questa data nel 306 morì martire, torturata secondo la leggenda con il fuoco. E per questo viene invocata contro la morte improvvisa per fuoco, contro i fulmini e le esplosioni.

È la patrona di artificieri, Vigili del fuoco (la cui preghiera recita La nostra vita è il fuoco, la nostra fede è Dio per Santa Barbara Martire!), minatori, marinai, artiglieri, architetti, ingegneri ambientali, muratori, campanari, ombrellai.
Per festeggiarla c’ è chi spara a salve in aria e chi visita le caserme dei Vigili del fuoco.

Se fossimo negli anni ’50, o in uno degli anni in cui le miniere erano ancora aperte, oggi le troveremmo chiuse per la Festa di Santa Barbara e tutti i minatori sarebbero in chiesa con l’abito della festa. E’ questo che si legge nei tanti racconti di quel tempo. Gli ex minatori invece oggi onorano questa festività con una messa all’interno della miniera per ricordare le tante vittime di questo lavoro.

 

Note

Le foto di questo post sono state recuperate in Rete. 

14 commenti

  1. Adoro visitare le miniere: mi sembra di entrare in totale contatto con la terra e, allo stesso modo, rendere omaggio a chi ha fatto un lavoro durissimo.

  2. Ti devo fare i complimenti per i continui articoli. Sono stato svariate volte nel bergamasco per lavoro e non pensavo ci fossero così tante cose da fare o vedere. Le miniere non ne fanno eccezione. È proprio il tipo di itinerario che mi piace svolgere, lo trovo estremamente rilassante. Me lo segno nei preferiti e al prossimo passaggio ci farò senz’altro un pensierino.

  3. Ma dai non sapevo che vi erano queste miniere da poter visitare in questa zona mio Marito adora queste cose un brl regalo per il suo compleanno

  4. Quante curiosità scopro leggendo i tuoi articoli! Innanzitutto non sapevo che santa Barbara fosse la protettrice dei minatori e poi non sapevo che ci fossero così tante miniere nei dintorni di Bergamo. In primavera verrò sicuramente a visitare la città e ne approfitterò per visitare qualche miniera! Adoro esplorare grotte e miniere 🙂

  5. Non sono mai stata nel bergamasco ma non pensavo che ci fossero questi posti che si possono visitare, dalle foto e dalle descrizione dei vari posti sembrano anche carini da visitare.

  6. Non sapevo di queste miniere, deve essere proprio un’avventura emozionante percorrere i cunicoli sotto terra. Grazie per le informazioni.

  7. Ma quante miniere ci sono nel tuo territorio!! A me piace molto visitare questi ambienti sotterranei, anche se è triste pensare alla vita dei poveri operai che ci lavoravano!

    1. Se devo essere sincera stupisce sempre anche me. Ogni volta è una scoperta che non posso fare a meno di raccontarvi.

  8. Innanzitutto complimenti per il post dettagliato. Mi rendo sempre più conto che non conosco l’Italia. Non sono mai stata a Bergamo né conosco i suoi dintorni. I miei figli adorano le miniere, il trenino per visitarle e il caschetto. Andrò a vederle

  9. Solo recentemente ho scoperto che è possibile visitare alcune miniere… ho iniziato con le miniere di sale presenti vicino a Cracovia, ma non sapevo ce ne fossero anche in Italia visitabili!

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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