Dal Traghetto di Leonardo, tra Villa d’Adda e Imbersago, alle chiuse: leggende e verità sulle opere idrauliche vinciane.

Il traghetto che attraversa l’Adda e collega le sponde bergamasca di Villa d’Adda e quella lecchese di Imbersago ha una lunga storia, che comincia molti secoli fa, cinque per la precisione. L’invenzione di questo traghetto infatti è stata attribuita a Leonardo da Vinci e per tutti ormai è il Traghetto di Leonardo anche se qualcuno ha messo in dubbio che sia stato proprio il genio toscano a progettarlo. Quello che si sa per certo è che il primo modello del traghetto risale comunque a prima del Cinquecento e che Leonardo ne disegnò uno. Così come disegnò conche e chiuse di cui l’Adda è disseminato. Quello che non sappiamo è fino a che punto siano sue invenzioni o quanto invece vennero solo migliorate.

Valle dell'Adda ripresa dall'alto

Leonardo ebbe la possibilità di vedere, studiare e ammirare le sponde del nostro fiume per progettare tra l’altro uno o più canali navigabili che congiungessero il Lago di Como a Milano, i famosi Navigli, opere che sulla scorta dei suoi studi verranno poi realizzate nei secoli successivi. Questi paesaggi di ripe scoscese, acque e vegetazioni si sono voluti identificare nello sfondo di molte sue opere, come La Vergine delle Rocce o addirittura La Gioconda. Non è un caso infatti che molti ville e palazzi nobiliari della zona vantano dipinti e affreschi con paesaggi del luogo, gli stessi che potrebbero aver  “ispirato” i quadri di Leonardo.

Leonardo e l’Adda: un rapporto durato oltre vent’anni

L’Adda per alcuni secoli ha costituito il confine naturale tra la Repubblica di Venezia e i territori delle Signorie milanesi. Lungo questo corso d’acqua si scoprono luoghi dove l’ingegno dell’uomo e la bellezza della natura si sono fusi in un unico paesaggio che dalla pianura, attraverso le forre e il naviglio di Paderno, cambia e si modifica sino alla veduta delle Prealpi Lombarde che si affacciano su  Lecco e il Lago di Como.

Leonardo ha vissuto a più riprese per quasi vent’anni lungo le sponde del fiume Adda, ospite di Gerolamo Melzi, Capitano e Conte delle milizie milanesi, a Villa Melzi d’Eril a Vaprio (nella foto sotto).  Leonardo fece da precettore al figlio, il giovane Francesco Melzi, che ne divenne caro amico, che lo seguì fino alla morte, ereditandone disegni e manoscritti scientifici e artistici. Le tracce di questo soggiorno le ritroviamo infatti sia nei suoi scritti che nelle sue opere, nei suoi disegni e nei suoi dipinti. Qui si narra che Leonardo abbia progettato (o semplicemente migliorato) ogni opera idraulica atta a rendere navigabile il fiume Adda, con l’intenzione di trasportare le merci dal lago fino a Milano.


All’epoca del suo soggiorno a Vaprio d’Adda, risalgono le rappresentazioni cartografiche della Valle Brembana, della Valle Imagna, della Valle Camonica e del Lago d’Iseo, anche’esse nella Raccolta Reale dei Windsor (fogli 12673 e 12674) che lasciano senza parole per l’accuratezza con cui sono state stese, considerati i mezzi dell’epoca. In Valchiavenna rimase colpito dalle cascate create dal fiume Acquafraggia, che citò nel Codice Atlantico: “su per detto fiume si trova chadute di acqua di 400 braccia le quali fanno belvedere”.

 

Com’è fatto e come funziona il traghetto di Leonardo

Gli studi di Leonardo sull’acqua e sulle correnti permisero non solo  di mettere a punto nuove tecniche da applicare alla navigazione e all’immersione, ma più semplicemente di progettare (o migliorare) un traghetto ancorato in grado di attraversare il fiume senza dispendio di energia, come quello di Imbersago.

Il traghetto, costituito  da due barconi affiancati e fissati tra loro, sormontati da una piattaforma in ferro provvista di una guardiola a pianta esagonale, è in grado di portare due automobili e numerose persone; è utilizzabile a semplice richiesta e il pedaggio è particolarmente contenuto.

Il principio di funzionamento del traghetto è molto semplice: la corrente dell’acqua,  garantisce la propulsione del natante, che agisce su un grande timone fisso posto a prua tra i due scafi, mentre a poppa ne troviamo un’altro ed è manovrato dal conducente.
La corrente del fiume contrastata mediante una fune guida tesa tra le due sponde, è la spinta  e rimane solo la spinta trasversale che muove alternativamente l’imbarcazione tra una sponda e l’altra. Più forte è la corrente, maggiore risulta la velocità del traghetto. Solo in caso di acqua praticamente ferma si rende necessario l’intervento dell’uomo, che tramite un bastone in ferro aiuta manualmente il traghetto ad attraversare il fiume.

Dove si trova il Traghetto di Leonardo

Il Traghetto di Leonardo si può raggiungere con l’auto da Villa d’Adda (Bg) o da Imbersago (Lc). Con la bicicletta da Imbersago, lungo la ciclabile che costeggia l’Adda dalla sponda Milanese e Lecchese.

Seguite le indicazioni che trovate sia a Villa d’Adda che a Imbersago. Su entrambe le sponde troverete un parcheggio.
Il traghetto funziona tutti i giorni durante la bella stagione e solo nel week end in inverno a orari ridotti. Per sapere costi e orari di funzionamento del traghetto.

Traghetto, conche e chiuse sono  davvero invenzioni di Leonardo?

Non si sa con precisione se ad inventare il traghetto di Imbersago sia stato davvero Leonardo o qualche altro inventore rimasto sconosciuto. Molte di quelle che vengono comunemente considerate invenzioni di Leonardo sono in realtà tecnologie sviluppate negli anni da artigiani e proto-ingegneri di cui non conosciamo il nome. Quello che è certo però è che il genio fiorentino studiò il corso del fiume per diversi anni, al servizio del signore di Milano Ludovico il Moro e che disegnò un traghetto, identico a quello attuale, in occasione del suo soggiorno a Vaprio d’Adda. Tale disegno, datato 1513, è presente nel Codice Windsor (o Codice Atlantico), conservato nella biblioteca reale dell’omonimo castello in Inghilterra.

Anche le Porte vinciane, ossia quel sistema di chiuse dotate di un portello manovrabile dalla strada alzaia, che consente di riempie e svuotare i bacini intermedi e permette alle imbarcazioni di superare i dislivelli passando da un bacino all’altro, in realtà potrebbero non essere  una sua invenzione. Leonardo si limitò a studiarle e molto probabilmente ad apportare qualche miglioria, contribuendo a una già sviluppata tradizione ingegneristica. Nel caso delle porte vinciane  non si sa bene quale sia stato il suo contributo poichè non ci sono documenti che supportinto l’ipotesi che siano completamente frutto del suo ingegno: solitamente in caso di invenzione lasciava scritti molto dettagliati, ma in questo caso non se ne trovano.

Anche le conche non furono una sua invenzione

Anche se erroneamente si pensa che fosse lui l’ideatore dei Navigli in realtà fu uno degli ingegneri che li studiarono, per completarne la rete. Lui progettò ampliamenti e numerose migliorie. Sappiamo che a partire nel 1497 – quando Leonardo viveva a Milano da 15 anni – il duca Ludovico il Moro ordinò che il naviglio della Martesana fosse collegato alla cosiddetta “fossa interna”, ossia ai canali che si trovavano attorno al centro della città lungo quella che tuttora viene chiamata “cerchia dei navigli”.

È possibile che Leonardo abbia dato la sua consulenza per la realizzazione delle tre conche e delle chiuse che servirono per fare questo collegamento. Potrebbe aver contribuito a perfezionarne il funzionamento ed è possibile che le sue rappresentazioni aiutarono la manutenzione dei portelli nei secoli successivi. I disegni del Codice Atlantico che le rappresentano risalgono probabilmente al 1506, quando la costruzione delle conche era quasi finita. Leonardo disegnò i portelli da vari punti di vista, sia in prospetto che in pianta, con particolare attenzione allo sportello secondario per regolare la portata dell’acqua.

Una gita in bicicletta alla scoperta della Valle dell’Adda

Se avete voglia di saperne di più su Leonardo e di farlo immersi nella natura, vi consiglio il percorso dell’Ecomuseo dell’Adda di Leonardo che attraversa le province di Milano, Monza e Brianza fino a Lecco, lungo il corso del fiume. L’area dell’Ecomuseo coinvolge il Parco Adda Nord e il territorio che si estende nelle province di Lecco, Milano e Bergamo. Questo Ecomuseo, cioè un museo che si sviluppa all’aperto sul territorio riconoscendo il valore dei suoi beni, onora il grande Leonardo Da Vinci nei luoghi in cui approfondì i suoi studi, sviluppò invenzioni e fece le sue osservazioni sulla natura.

Oppure potete farlo in bicicletta seguendo il percorso n.2 suggerito da Maurizio Panseri nella sua guida “Da Milano a Valbondione in bicicletta (Lyasis edizioni): La Valle dell’Adda. Ciò che contraddistingue questo tratto di strada con la ciclabile è la presenza dell’acqua: scorci suggestivi valorizzano il territorio che si snoda lungo il fiume Adda e accoglie i navigli di Paderno e della Martesana.

Da Milano a Valbondione in bicicletta

In entrambi i casi, percorrendo questo tratto di Adda,  sembra di fare un salto indietro nel tempo, attraversando i secoli che ci separano dall’epoca di Leonardo Da Vinci e riscoprendo i luoghi che egli stesso ha vissuto e studiato. Ma non solo. Lungo il tratto di fiume che va da Cassano d’Adda fino a Brivio si incontrano pregevoli testimonianze storiche: vestigia celtiche, longobarde e romane, opere idrauliche della bonifica benedettina alto medioevale, castelli medioevali e rinascimentali, chiese, santuari, centrali idroelettriche (la Centrale Taccani ad esempio), filatoi e opifici cotonieri e il sito patrimonio dell’Unesco, il Villaggio Operaio di Crespi.

 

11 commenti

  1. Molto interessante questo articolo sul traghetto “di Leonardo”,
    I sistemi di chiuse mi hanno sempre affascinato e fra l’altro mi risulta che gli ideatori di queste chiuse siano gli stessi che hanno fatto il canal du centre historique in Belgio.

  2. Sempre interessanti i tuoi articoli. Trovo bellissima l’idea di far conoscere queste opere di ingegneria così antiche, indipendentemente da chi le ha ideate e costruite. Bello anche il percorso di Leonardo da fare in bici sull’Adda. La nostra prossima meta lombarda sarà proprio il Villaggio Operaio di Crespi che faremo in primavera.

  3. Queste sono le mie zone😍 spesso si dice non siano interessanti invece ci sono delle piccole gemme bellissime come il traghetto di Leonardo, grazie che ne parli!!

  4. Ho imparato tante cose *_* Anni fa feci una vacanza tra amiche, indimenticabile, proprio a Imbersago, a casa di una ragazza. Ma forse eravamo troppo giovani perché non ricordo di aver sentito parlare di nulla di tutto ciò. Quindi viva il senno di poi 🙂

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