Trezzo sull’Adda: alla scoperta della Centrale idroelettrica Taccani, gioiello di ingegneria dal gusto Liberty

Giochi di luci e ombre che si riflettono sulle acque dell’Adda, un colpo d’occhio che mi emoziona ogni volta che la guardo. Maestosa e imponente è la Centrale idroelettrica Taccani: si trova immersa nel meraviglioso scenario naturale di Trezzo sull’Adda, lì dove il fiume si allarga sino a creare una suggestiva ansa, rifugio di anatre e cigni. Meta perfetta per una gita domenicale, questa incredibile opera di ingegneria idraulica è un manufatto industriale di inizio 1900 che non ha mai smesso di funzionare.  Patrimonio architettonico nazionale per la sua splendida facciata eclettica e gli interni Liberty, è senza dubbio l’impianto più scenografico e conosciuto che si trova oggi sul Fiume Adda. Fotografarla almeno da fuori è d’obbligo se vi trovate sul fiume, a Trezzo. E se capitate in uno dei giorni d’apertura al pubblico, approfittatene: è davvero da visitare!

Una centrale liberty dal gusto eclettico

La Centrale idroelettrica Taccani di Trezzo sull’Adda è situata sull’asta fluviale del fiume Adda, all’interno dell’omonimo parco. L’edificio della centrale è posto sulla sponda destra dell’Adda poco a monte dello sbarramento, di fronte alla riserva naturale dove nidificano oche, folaghi e cigni.  Sorge alla base del promontorio roccioso che determina l’ansa del fiume, sulla cui sommità scorgiamo ancora le rovine del castello costruito nel 1370 da Barnabò Visconti. Se volete saperne di più, vi invito a rileggere il mio articolo dedicato al Viaggio in battello sull’Adda in cui racconto brevemente del Castello e della riserva.

Centrale Taccani a Trezzo dritta.jpeg

La storia della Centrale ha più di un secolo ormai: inizia con l’acquisto di un terreno da parte di Cristoforo Benigno Crespi, del pagamento dei diritti d’utilizzo delle acque, seguito dalla progettazione della centrale a fine Ottocento e culmina con la realizzazione di questo mastodontico capolavoro e messa in funzione della centrale nel 1906. L’impianto produttivo voluto da Crespi, progettato da Gaetano Moretti e seguito nella parte tecnica da Alessandro Comi,  sorge per dare energia al vicino Villaggio Operaio di Crespi d’Adda in seguito a un periodo di forte sviluppo della realtà industriale. Ma non solo.

Una delle direttive date dal Crespi era che l’impianto fosse ben inserito da un punto di vista ambientale e non contrastasse con i resti del castello visconteo. Doveva inserirsi nell’ambiente originario senza creare stridenti contrasti, per questo la scelta del materiale da costruzione cadde su una tipologia di puddinga nota come “ceppo dell’Adda”. Così l’architetto Gaetano Moretti, incaricato della parte architettonica, e l’ingegner Adolfo Covi, che curò la parte tecnica, realizzarono un edificio davvero unico nel suo genere, che univa alle innovazioni tecnologiche un linguaggio decorativo raffinato, ricco di richiami all’architettura liberty dallo stile eclettico.

Proprio questa ricerca della “forma bella”, evidente nei decori di gusto orientaleggiante come nei lampioncini in ferro battuto, conferma la centrale Taccani come uno degli episodi più alti del tentativo di mediazione tra ingegneria e architettura, arte e tecnica. Costruita in cemento conglomerato – materiale ancora poco utilizzato in Italia agli inizi del XX secolo – ma interamente rivestita in pietra di ceppo estratta dal fiume. Il suo coronamento frastagliato ripropone infatti le merlature del soprastante castello, mentre aperture e rientranze che movimentano la monumentale facciata ricordano le naturali sporgenze della roccia.

La parte tecnica della centrale Taccani

La pianta dell’edificio, con due ali asimmetriche e un corpo centrale sporgente, corrisponde perfettamente alla destinazione degli spazi presenti all’interno: alla sala dei comandi, posta al centro, si affiancano infatti una lunga ala delle turbine a sinistra e l’ala per le macchine a vapore a destra.

La prima realizzazione comprende due sale di produzioni differenti: uno termico con 4 motori a carburante e uno idroelettrico con 10 turbine. La centrale idroelettrica di Trezzo costituiva, per l’epoca in cui fu costruita, un vero e proprio “polo energetico” in quanto comprendeva oltre alla sezione idroelettrica con dieci generatori che fornivano una potenza di 10.000 kW, anche una sezione termoelettrica con quattro generatori a vapore della potenza complessiva di 4.000 kW destinati ad integrare la produzione idroelettrica durante le magre invernali del fiume Adda.

Il progetto è unico nel suo genere, e sfrutta a pieno la grande portata di oltre 200 metri cubi d’acqua al secondo, che l’Adda garantisce quasi costantemente, senza la necessità di condotte forzate.

A metà degli anni ’90 è stato operato un consistente intervento di miglioramento e ammodernamento tecnologico e ambientale che ha restituito alla centrale piena efficienza e sicurezza, nonché il mantenimento di elevati standard di affidabilità. Nella centrale, oggi, sono in funzione 6 gruppi turbina/alternatore, costituiti da 4 turbine ad elica e 2 turbine Kaplan in grado di utilizzare portate fino a 180 m3/sec. La potenza efficiente è di circa 10.500 kW e l’energia producibile è in media di circa 65 milioni di kWh, sufficiente al fabbisogno annuo di oltre 24.000 famiglie.

L’impianto si completa con un importante diga, un’opera di gallerie per la restituzione dell’acqua di recente restaurate. Oggi funziona ininterrottamente con 6 turbine, con una struttura completamente rinnovata e perfezionata,  gestita da ENEL GREEN POWER.

Visitare la Centrale Taccani: esperienza interattiva unica in Italia

Completamente rinnovata nel giugno 2019, la visita alla Centrale Taccani vi lascerà a bocca aperta!

Le macchine in funzione e tutte le sale che conservano preziosi dettagli liberty sono visitabili con un’esperienza interattiva unica in Italia.  Il percorso, di circa un’ora, è gestito dalle guide Pro Loco, che illustrano ai visitatori il funzionamento della Centrale, la sua storia e tutte quelle piccole grandi curiosità sulla produzione di energia che non immaginate.

Numerosi computer di ultima generazione, proiezioni e personaggi virtuali interagiscono con il turista e lo rendono protagonista in un’avventura a 360° nel mondo dell’energia sostenibile con giochi, e contenuti digitali.

Note

Le foto sono mie. 

7 commenti

  1. Anni fa facevo un corso di cinema e teatro, e per i saggi finali (spettacoli, proiezioni ecc.) ci installammo tre giorni in una centrale idroelettrica. Non ricordo assolutamente quale fosse, la mia mente allora vagava tra nuvole e pellicola, ma ora che leggo il post e vedo le foto penso proprio che fosse questa. Quanti ricordi mi hai risvegliato *_*

  2. Il posto è meraviglioso e io ci vado spesso a passeggiare e godermi la bellezza del paesaggio e dei dettagli liberty della costruzione. Non l’ho mai visitata però e mi hai dato un’ottimo spunto per tornarci. le foto sono bellissime e fanno onore al nostro bel cielo di lombardia!

  3. Io adoro lo stile Liberty ed è bello che qui sia stato usato x un edificio industriale e che sia ancora funzionante! Hai citato Crespi d’Adda…mi incuriosisce moltissimo quel posto! Spero di visitarlo prima o poi!

  4. Wow!! Che bello! Ci sono passata diverse volte davanti e non sapevo si potesse visitare internamente! Mi ha incuriosito parecchio!

  5. Mai vista una centrale idroelettrica così bella… Da lontano sembra un palazzo signorile in riva al fiume non si intuirebbe mai il suo reale utilizzo. Mi piacciono sempre i luoghi che visitandoli ti sorprendono! 😊

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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