Street art a Bergamo: al Rondò delle Valli c’è una “street” che fa “art” con 39 opere d’arte urbana.

Quanti di voi passando dal Rondò delle Valli per andare o tornare dalla Val Seriana si sono chiesti almeno una volta chi sia l’autore (o gli autori) di quel lunghissimo muro pieno di murales? Quanti di voi hanno riconosciuto i soggetti e le opere ritratti o hanno fatto a gara con gli amici per riconoscerne il più possibile? Quanti di voi hanno avuto la tentazione di fermarsi a fotografare uno ad uno i quadri che compongono quella murata? Se avete risposto “io” ad una di queste domande o siete incuriositi dai 39 murales del Rondò delle Valli di Bergamo, ecco, sappiate che io sono una di voi e che questo articolo risponderà a molte delle vostre domande.

Eccola qui, la street (strada, il Rondò delle Valli di Bergamo) che fa art (arte) con la street art, i murales del Rondò delle Valli. Lungo questa via gli automobilisti (si calcola 90.000 al giorno nei periodi di grande traffico) passano sfrecciando, ma buttando sempre un occhio a quella murata colorata e piena di citazioni d’arte. 750 metri quadri di opere d’arte urbana realizzate 5 anni fa in occasione della riapertura dell’Accademia Carrara, che raccontano la storia dell’arte alla maniera degli street artist.

Rondò delle Valli immagine dalla strada

Storia dei Murales del Rondò delle Valli

La storia dei Murales del Rondò delle Valli in realtà è nota (è apparsa su tutti i giornali cittadini cartacei e on line dal 2015 a oggi), ma sono certa che qualcuno di voi se l’è dimenticata o persa tra le migliaia di informazioni che ogni giorno ci tempestano. Così ve la racconto di nuovo.  5 anni fa l’Accademia Carrara riapriva dopo un periodo di chiusura per restauri: un evento importante che fu festeggiato da tutta la città di Bergamo e che diede il via ad una serie di attività di comunicazione ed eventi d’arte importanti. Colorare il cemento del Rondò delle Valli, portando l’Accademia Carrara sui grigi muri che lo cingono, fu uno di questi.

L’iniziativa era  stata pensata dal Servizio Giovani del Comune di Bergamo, nell’ambito del  progetto Oltrevisioni – nuove cittadinanze culturali–, finanziato da Fondazione Cariplo, attraverso HG80 impresa sociale e da Wiz Art.

Ci sono voluti 45 writer al lavoro gratuitamente per due mesi e mezzo e 975 bombolette spray per trasformare un grigio muro in un racconto moderno della storia dell’arte mondiale rivista con gli occhi degli street artist. 370 metri di lunghezza per due metri di altezza per un totale di 750 metri quadrati ricoperti da 39 murales dedicati all’arte mondiale.

Sotto li trovate tutti in un’unica schermata.

blocchi da 01 a 39

Wiz Art, street artist bergamasco, curatore del progetto

Non è la prima volta che incrocio il lavoro di Wiz Art, nome d’arte di William Gervasoni, direttore artistico del progetto del Rondò delle Valli realizzato per salutare la riapertura dell’Accademia Carrara di Bergamo. La prima volta è stata in occasione dell’articolo dedicato alla Divina Commedia delle Ghiaie di Bonate Sopra (fu lui a mettermi in contatto con Ale Senso, sua collega e curatrice dell’opera) e più recentemente quando ho scritto del murale dedicato a Kobe Bryant, il campione di basket morto in un incidente d’elicottero.

La Bergamasca è costellata di sue opere: le trovate a Bergamo, in Val Seriana (Alzano, Lonno, Ranica, Nembro, etc), lungo il percorso della TEB, nelle Terre del Vescovado (Scanzorosciate, Torre de’ Roveri, etc). Le riconoscete dalla firma inconfondibile e dai suoi Tag WIZ ART. Per questo non ero stupita di scoprire che era stato il curatore e coordinatore dell’opera corale del Rondò delle Valli: ci stava tutto.

In una chiacchierata mi ha raccontato che quello non era stato un progetto facile perché bisognava mettere insieme più anime, più artisti e generazioni di artisti, ma alla fine la murata era splendida e poteva dirsi soddisfatto: “Ho riunito street artist della mia generazione e ragazzi giovani, molto giovani. Li ho messi insieme. Ho raccolto le loro proposte e le ho messe insieme perché la murata avesse un senso, e raccontasse una storia dell’arte con il nostro stile. Ci siamo riusciti e oggi a distanza di cinque anni se ne parla ancora”. 

Wiz Art davanti ad un murale del Rondò delle Valli

Chi ha collaborato alla realizzazione della murata

Gli artisti bergamaschi autori di quest’opera sono i vincitori del bando comunale «Tracce urbane», ideato per celebrare appunto la riapertura dell’Accademia Carrara e raccontare l’arte di tutti i tempi e luoghi, con ogni mezzo espressivo disponibile. Ci sono nomi noti agli appassionati di street art e meno noti perché troppo giovani o perché ancora non sono entrati nei percorsi ufficiali.

Se un tempo si guardava a queste opere con sospetto bollandole come opere di ragazzini, oggi per fortuna non è più così ed è giusto dare il giusto merito al gruppo di artisti che ci ha regalato questa galleria d’arte urbana. Tra i nomi più noti ritroviamo: Wiz Art, il Baro, Pante e Cisa, Kasy 23…  Al progetto ha contribuito anche il proprietario del muro, Giovanni Piccinini, non solo economicamente, ma anche impegnandosi a non imbiancarlo una volta finito.

E oggi, sapendo cos’è e quante voci d’artista sono raccolte lungo questa murata, ogni volta che ci passo accanto con l’auto non posso fare a meno di pensare a quanto dobbiamo essere grati a chi ha regalato a tutti noi la possibilità di visitare una galleria d’arte a cielo aperto in un punto nevralgico per il traffico della città di Bergamo.

4 modi per ammirare la murata del Rondò delle Valli

I disegni sono disposti su 39 blocchi per 750 metri quadrati e partono da Via delle Valli e si immettono nel Rondò delle Valli.  I grandi pittori del passato, le figure iconiche della storia dell’arte si intercalano le civiltà artistiche. “Questi murales non sono copie degli originali, semmai sono rielaborazioni. E’ così che bisogna guardarli. La nostra e l’arte dei grandi, messe insieme, si rafforzano“, spiega Wiz Art, curatore dell’iniziativa.

Riconoscere i quadri famosi

Il primo modo per guardare questa murata (che è il modo di chiamare la superficie dipinta dagli street artist) è senz’altro quello di cercare di individuare i quadri famosi reinterpretati dagli artisti che hanno partecipato all’opera corale. Potete partire dai più conosciuti, come ad esempio La Ragazza con l’Orecchino di Perla, oppure L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. E poi procedere uno ad uno. Io negli anni credo di essere riuscita ad individuarne molti e quelli che mi mancavano, confesso, mi sono fatta aiutare da Wiz Art.

Con un po’ di attenzione e qualche libro di storia dell’arte che vi possa venire in aiuto, troverete:

  • La Notte Stellata di Vincent Van Gogh
  • La ragazza con l’Orecchino di Perla. La riconoscete immediatamente. Ma non potrete fare a meno di notare le citazioni che vengono dalla pop art.
  • Il Viandante Perso sul Mare di Nebbia, simbolo del romanticismo. Quanti di voi l’avevano sulla copertina dei libri di letteratura al liceo? Io si.
  • Guernica di Pablo Picasso con i «Wiz boy», figure caratteristiche del disegnatore, che escono dalle bocche dei cavalli e delle vittime nella guerra civile spagnola.
  • Il Canal Grande di Canaletto che trovate anche nelle sale dell’Accademia Carrara
  • La Ballerina di Botero con il suo viso iconico e il vestito rosso
  • Opera 7 di Mondrian con i suoi quadrati colorati
  • Arte Moderna di De Chirico e l’intepretazione dell’opera con bombolette spray.
  • La Venere di Botticelli, con la dea che esce dalle acque e si ferma sulla conchiglia
  • L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci

 

Distinguere le grandi civiltà

Quando l’Accademia Carrara ha dato il tema all’opera era stata senz’altro larga: l’arte. Questo ha significato ritrovare su questa murata tutte le grandi civiltà anche quelle che in genere noi occidentali studiamo meno nei libri di storia dell’arte. E’ il caso dell’arte precolombiana, quella dei nativi d’America, o l’arte africana. Ma qui la troviamo nei quadri realizzati dagli street artist, intervallati da quadri famosi.

La storia dell’arte mondiale qui parte da lontano ma anche da vicino: con l’arte preistorica dei camuni di casa nostra e quella di Stonehenge. Troviamo anche l’arte della civiltà cinese (se osservate bene troverete un dragone) e quella giapponese.
Ovviamente troveremo anche quella per noi più comune da individuare: quella greca, quella egizia, quella  neoclassica, quella rinascimentale, naturalista e dell’art decò. Per poi arrivare a quella espressionista e alle correnti più moderne.

La statua della Libertà. Simbolo dei giorni nostri, la Statua della Libertà con un braccio cibernetico, marchio distintivo di Kasy 23, all’anagrafe Andrea Casillo.

 

Individuare i volti iconici che raccontano la storia dell’arte

In questa murata troverete un sacco di volti. Sono tutti iconici e ci raccontano ognuno un pezzo di storia dell’arte. Cercateli e fatevi trasportare in questo viaggio nell’arte insieme agli street artist.

  • L’autoritratto di Leonardo da Vinci ci porta verso il Rinascimento
  • Il volto di Dalì  ci fa entrare nel Novecento
  • L’immagine di Nefertiti ci porta in Egitto ai tempi delle piramidi
  • L’uomo Masai con i suoi gioielli rossi e viola ci porta nell’arte africana
  • Il viso di donna con i capelli al vento ci porta nell’Art Decò
  • La testa scomposta di De Chirico ci porta nell’Arte Metafisica

Scoprire la logica degli abbinamenti

L’ultimo modo che vi consiglio è quello di individuare gli abbinamenti artidi. Ce ne sono un po’, ma vi invito a trovarli da soli. Ci vuole un po’ di occhio e un po’ di fantasia, ma non è impossibile. Ecco un esempio che potrebbe esservi utile per individuare tutti gli abbinamenti arditi.

Guardando il primo muro da sinistra ispirato all’origine dell’arte: Pante e Cisa (vedete i tag con i loro nomi in azzurro, nella foto) hanno realizzato un lavoro sulle incisioni rupestri in Val Camonica. Un uomo primitivo guarda verso una grotta con le prime scritte dei Camuni. Accanto c’è la Notte stellata di Vincent Van Gogh. L’accostamento appare azzardato, se non fosse che dall’apertura a finestra della caverna si intravede il paesaggio notturno. Sono piccoli segni che mentre si va in auto non si riescono a percepire, ma che da fermi, un giorno potreste trovare strepitosi e… arditi.

Graffiti camuri, van gogh, stonehenge e Schiele

Qualche altro esempio?

  • Nefertiti e la donna art decò, una accanto all’altra
  • Canaletto che entra nel quadro espressionista di Mirò
  • La Venere di Botticelli che si avvicina alle decorazioni dell’arte greca che si trovano sui vasi

Gli altri? Ce ne sono, ce ne sono. Trovateli, forza, sennò che gioco è?

 

Scheda sintetica dell’opera “La street art racconta l’arte”

Scheda del Murales del Rondò delle Valli di Bergamo

CHI: 47 writers di ogni età fra i più rappresentativi di Bergamo
CURATELA:  Wiz Art (William Gervasoni)
COSA: Opera collettiva  “La street art racconta l’arte
DOVE: Al Rondò delle Valli: passaggio stimato di più di 90000 auto al giorno.
PERCHÉ: Celebrare la riapertura dell’Accademia Carrara di Bergamo
QUANDO: 2015
COME: 975 bombolette spray per ricoprire 370 metri per 2 di altezza circa (più di 750 metri quadrati di muro) d’arte urbana. Visibilità totale.
QUANTO: Durata dei lavori quasi 3 mesi.

Patrocinato dal Comune di Bergamo e dall’Accademia Carrara. Finanziato dal Servizio Giovani di Bergamo tramite il progetto Tracce Urbane e dal proprietario del muro. 

Dove si trovano i Murales del Rondò delle Valli a Bergamo

Il Rondò delle Valli si trova a Bergamo ed è una via a scorrimento veloce che porta verso le valli: Valle Seriana e Valle Brembana. Si imbocca venendo dall’Autostrada uscita Bergamo lungo la Statale che porta in Val Seriana. Comincerete a vedere i Murales in via delle Valli, dopo il cavalcavia.

 

 

 

Note: le foto sono in parte mie e in parte fornite da Wiz Art. 

 

9 commenti

    1. Ne vale la pena. E questo lo incroci tornando dalla Val Seriana prima di entrare sulla A4 a Bergamo

    1. In effetti non è la prima cosa a cui si pensa quando si viene a Bergamo, ma ci sono degli street artist locali molto interessanti che stanno facendo molto bene.

  1. Quando la creatività è messa al servizio dell’arte, della bellezza e della collaborazione nascono iniziative interessanti come questa. E, se da un lato gli artisti hanno avuto delle “tele” sulle quali sbizzarrirsi, dall’altro sono stati generosi a donare tempo ed energia a tutto questo.

  2. Ma che meraviglia! Adoro la street art e la bravura di questi artisti che trasformano le città in gallerie d’arte all’aperto. Ho visto i murales di Dozza e di S.Angelo di Roccalvecce. Devo rimediare anche con Bergamo!

    1. Bergamo ha moltissimi murales, ma sono tutti posizionati in periferia. Per questo ho deciso di cominciare a raccontarli.

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