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Curiosità: il monumento dedicato a Gaetano Donizetti che ha cambiato volto prima di vedere la luce

La storia di Gaetano Donizetti è costellata da curiosità e misteri che mi fanno impazzire. Il mistero della calotta cranica scomparsa, la leggenda del teschio usato come portamonete, il mistero della canzone Te voglio bene assaje, la storia curiosa della torta del Donizetti. E c’è un’altra chicca che devo proprio raccontarvi: la storia del monumento dedicato a Gaetano Donizetti (quello che si affaccia sul laghetto dei cigni in Largo Gianandrea Gavazzeni, vicino al Teatro Donizetti) che ha cambiato volto.
Di cosa si tratta?

Curiosità: il monumento che “ha cambiato volto”

La vita degli scultori non è sempre facile e la storia lo dimostra. Ci sono artisti che ottengono una committenza e che poi si ritrovano a dover fare i conti con problemi vari: l’opera non piace, il committente non ha più i soldi per pagare, il costo è lievitato e i committenti si rifiutano di pagare la differenza, muore il mecenate e gli eredi non vogliono sobbarcarsi il costo dell’opera commissionata, e via di seguito. L’opera di cui sto per parlarvi rientra in una di queste casistiche.

Realizzato da Francesco Jerace, il monumento non nacque inizialmente per Bergamo, ma per Catania. La città siciliana aveva commissionato all’artista calabrese una scultura in onore del compositore catanese Vincenzo Bellini. Alcuni documenti dell’epoca riportano che  Jerace e l’amministrazione siciliana non erano d’accordo sul costo dell’opera dedicata a Bellini che era (come spesso succede) lievitato e l’artista per non dover rinunciare ai soldi dovuti prese una decisione drastica e decise di non dare più l’opera in marmo a Catania. Ma non solo!

Siamo nel 1895, vicini al centesimo anniversario della nascita di Gaetano Donizetti (1797) e l’amministrazione bergamasca aveva indetto un bando per la realizzazione di un monumento dedicato al musicista orobico. Jarace non ci pensò due volte e partecipò al bando utilizzando lo stesso bozzetto sostituendo il volto di Bellini con quello di Donizetti. Era un azzardo, ma in fondo Bellini e Donizetti erano entrambi musicisti: perché non provarci?  E, se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, Jerace vinse il bando!

Il concorso bergamasco “provvidenziale” 

Quello che si vede oggi sul Sentierone, accanto al Teatro Donizetti, è dunque l’esito di un concorso a cui parteciparono 52 scultori italiani, vinto, sul finire del 1895 dal calabrese Francesco Jerace. Il monumento dedicato a Gaetano Donizetti fu inaugurato il 26 settembre 1897 (praticamente domani, visto che la prima pubblicazione di questo articolo è il 25 settembre 😉 ) e possiamo senz’altro affermare che fu provvidenziale non solo per Jerace, ma anche per Bergamo. Senza quel concorso, forse l’opera non avrebbe mai visto la luce in quella forma e nemmeno dedicata al nostro amato musicista.

Il monumento in marmo statuario è grandioso. Si presenta con un largo sedile semicircolare posto su un alto plinto, dove il musicista si ispira ascoltando la musica suonata dalla Musa Melopea. Il basamento di granito è costituito da gradoni che agli angoli ospitano aree fregiate con festoni e bucrani. Attorno al monumento un laghetto dove nuotavano dei bei cigni e ora più modestamente delle anatre. Attorno al laghetto un piccolo parco con alberi di alto fusto e panchine dove è possibile rilassarsi in pace quando si passeggia in centro.

Perché il Monumento a Gaetano Donizetti di Jerace vinse il concorso del 1895

Il modo con cui Jarace ha dato fisionomia al monumento è sorprendente e anticipatore. Lo scultore siciliano ha costruito un’esedra semicircolare dove, dal lato sinistro, sta seduto Donizetti, mentre in piedi, sulla destra, la musa Melopea suona sulla cetra melodie ispiratrici. Non c’è tensione o drammaticità in questa composizione. C’è invece un senso di malinconica soavità in Melopea, che tocca le corde mentre ispira un assorto ascoltatore (Donizetti), che sta per trascriverne le note sui fogli tenuti sulle ginocchia.

La novità non è solo nell’impostazione generale dell’immagine ma è in ogni dettaglio.
La stessa collocazione di Melopea, non al centro e non del tutto a destra come la figura di Donizetti, crea nel ritmo compositivo una discontinuità che ne rompe la simmetria; e così la diversa distanza tra Donizetti e Melopea e tra Melopea e il limite destro dell’esedra.

Monumento dedicato a Gaetano Donizetti

Dove si trova il monumento

Il monumento si trova in Largo Gianandrea Gavazzeni, di fronte all’ingresso principale del Teatro Donizetti di Bergamo, in Città Bassa. L’opera si vede passeggiando lungo il Sentierone.

In questo momento è nascosto dai lavori per il restauro del Teatro, ma tra qualche mese (dopo che sarà terminato anche il restauro dello stesso) sarà possibile ritrovarlo più bello che mai.

Tutti i misteri e le curiosità su Gaetano Donizetti

Misteri e curiosità intorno alla vita e alle opere di Gaetano Donizetti sono diversi e tutti gustosi. Io ne ho già raccontati diversi. Se volete recuperarli, ecco i link. Per leggere, basta un clic.

La calotta cranica scomparsa e ritrovata

Se volete saperne di più sul mistero che avvolse per trent’anni la morte del musicista e sulle leggende metropolitane che sono nate intorno alla storia della calotta cranica ecco un paio di articoli. Mi raccomando leggeteli nell’ordine che ve li metto qui sotto perchè uno spiega l’altro. 😉

Un portone aperto sul mistero che avvolse per trent’anni Gaetano Donizetti da morto

La calotta cranica di Donizetti usata come portamonete? Un documento del 1875 racconta tutta un’altra verità.

La fake news che non fu mai smentita da Donizetti

Sotto, un articolo dedicato al mistero sulla paternità della musica di una canzone molto famosa dal titolo Te Voglio Bene Assaje. Non fatevi ingannare dal titolo, non è quella di Dalla (che in realtà si intitola Caruso), ma quella cantata anche da Roberto Murolo. All’interno dell’articolo trovate anche il link alla canzone per ascoltarla.

Te voglio bene assaje: un mistero e il silenzio di Gaetano Donizetti

Gaetano Donizetti da mangiare e da bere

E infine, ecco un paio di curiosità legata a un dolce famosissimo e a uno Spritz dedicati al mitico Gaetano. Tutto da provare.

Sentirsi in Paradiso assaggiando una fetta di Torta del Donizetti

Onorare la musica, Bergamo e il rito dell’aperitivo con il cocktail bergamasco Donizetti Spriss

 

Note: le foto sono in parte mie e in parte recuperate in Rete. 

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