Caprino Bergamasco dall'alto

Caprino Bergamasco: cosa visitare nel capoluogo della Val San Martino, antico luogo di villeggiatura di musicisti e letterati

“Caprino Bergamasco, cosa visitare?” era la domanda che mi ponevo ogni volta che percorrevo la strada che collega Bergamo a Lecco. Così un giorno mi sono fermata in questo paesino a due passi dal Lago di Como e ho deciso di visitarlo in lungo e in largo, scoprendo che qui si trova il famoso collegio (Collegio San Carlo di Celana) dove studiarono un giovanissimo Angelo Roncalli e diverse personalità del mondo della cultura, del Risorgimento e dell’imprenditoria italiana, una chiesa che contiene una stupenda Pala del Lotto e molto altro ancora.

La storia di Caprino Bergamasco

In epoca romana Caprino Bergamasco era un rinomato centro ed era considerato il capoluogo della Val San Martino, snodo importante non solo per i commerci, ma anche per la cultura. Era costruito sull’importante via di comunicazione che univa le città di Bergamo e Como. Questo garantì per anni splendore al borgo, che si sviluppò notevolmente grazie ai commerci.

Il primo documento che attesta l’esistenza di Caprino Bergamasco risale al 962: re Berengario II mappò infatti i terreni presenti nel suo demanio, tra i quali era compreso Caprino.  Nel pieno del Medioevo, Cavrì (questo il nome del borgo in dialetto) si trovò al centro degli scontri tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini. Ancora oggi sono in parte visibili una serie di fortificazioni.

La repressione

Tra i tanti scontri va ricordato quello in cui venne ucciso Ambrogio Visconti, parente di Bernabò. Ciò determinò la terribile repressione di suo padre, Bernabò Visconti, che si mosse di persona devastando e depredando il territorio. Dopo quattro giorni di lotta, gli ultimi ribelli che si erano rifugiati nel Monastero di Pontida, si arresero dopo aver ottenuto la promessa di aver salva la vita. Bernabò invece fece immediatamente decapitare dal primo all’ultimo i 52 ribelli insieme a due monaci che li avrebbero ospitati. Distrusse le facciate, l’abside, il campanile della chiesa e il cenobio del monastero.  Diverse reliquie e suppellettili furono depredate e trasferite nella cappella del castello di Pavia.

La rinascita

Caprino diventa un centro importante dopo la Pace di Ferrara del 1433. Il territorio, conteso a lungo tra Milano e Venezia, viene definitivamente assegnato alla Serenissima con il confine segnato dal fiume Adda. Da quel momento il borgo diventa il centro della Val San Martino. Qui risiede il Commissario Veneto che amministra la giustizia. Per oltre 400 anni Caprino e tutta la Val San Martino gode un lungo periodo di pace e prosperità. Questa tranquillità interrotta da alcune carestie e pestilenze come quella del 1630 narrata da Alessandro Manzoni nei suoi Promessi Sposi. Nei secoli successivi Caprino Bergamasco inglobò i vicini comuni di CelanaFormorone, Perlupario, Opreno e Sant’Antonio d’Adda assumendo l’attuale conformazione territoriale.

Molto importante era anche il Mercato di Caprino. Ad esso affluivano da tutta la zona per il mercato dei bozzoli dei bachi da seta. Non a caso in località Filatoio fu costruita un’importante filanda, la seconda di tutta la provincia di Bergamo, quella dei Conti Sozzi. Se volete approfondire le vicende della bachicoltura di Caprino Bergamasco, leggete: Filanda e filatoio cattedrali della seta a Caprino Bergamasco

Luoghi da visitare a Caprino Bergamasco

È un paese piccolo, ma storicamente interessante. Tra i luoghi che meritano una visita si trova la Chiesa di San Biagio, costruita nel XVIII secolo su modello della chiesa di San Fedele a Milano. Mettendo a confronto due immagini degli interni della prima e della seconda, noterete infatti una grandissima somiglianza.

Lungo la via principale del centro storico si possono vedere diversi palazzi nobiliari. Su tutti vi ricordo il Palazzo Sozzi datato 1700 e la torre del 1260. Infine, il Museo di Scienze Naturali e la Collezione Museale Torri. Da visitare Celana con il suo Collegio San Carlo (se lo trovate aperto) e la parrocchiale con una pala di Lorenzo Lotto.

Collegio San Carlo di Celana

collegio San Carlo di Celana a Caprino Bergamasco visto dall'alto

Il Collegio Celana, fondato nel 1566, era la scuola cattolica più antica d’Italia. Voluta da San Carlo Borromeo per lo studio della grammatica annovera alunni celebri come Angelo Roncalli, che tutti conoscono come Papa Giovanni XXIII. Celebri professori hanno dato lustro all’Istituto e prestigio al paese, attirando studenti non solo dalla bergamasca ma anche dalla Brianza e da altre regioni italiane. Per i loro studi si servono delle pregevoli raccolte di libri della Biblioteca Mandamentale, accresciuta per loro da classici latini ed italiani. Nel 2013 ha chiuso, e con lui, la sua storia.

Leggete anche: Il Collegio Celana di Caprino Bergamasco: da scuola di patrioti, futuri papi, spie e calciatori a set di un reality

Biblioteca Mandamentale

Biblioteca Mandamentale di Caprino BergamascoLa Biblioteca Comunale è situata al pian terreno del Palazzo Municipale già Palazzo Mallegori (Sec. XVIII). Nell’Ottocento era residenza della pittrice contessa Teresa Mallegori (1806-1862), fervente mazziniana. Il Palazzo è sede anche della Biblioteca Mandamentale, uno dei gioielli di Caprino. Oltre seimila volumi in gran parte provenienti dal lascito che il sacerdote Carlo Rosa di Carenno fece ai comuni della Val San Martino nel 1810. Egli stabilì che gli stessi libri dovessero essere conservati a Caprino. Oltre ai testi liturgici di storia e di arte, si aggiunsero col tempo i classici della letteratura italiana e preziose opere come l’edizione veneta della Enciclopedia francese. Oggi i volumi sono conservati negli scaffali lignei originali, a disposizione di chiunque abbia bisogno di consultarli.

Se volete saperne di più ecco un’interessante pubblicazione realizzata da Fucina Ghislanzoni:
BibliotecaMandamentale

Collezione museale Luigi Torri (1904-1996)

Museo Luigi Torri di Caprino BergamascoNelle sale del piano nobile del settecentesco palazzo municipale di Caprino Bergamasco è ospitata anche la Collezione museale Luigi Torri. Un allestimento moderno, pensato per accogliere e valorizzare degnamente e con metodo scientifico la straordinaria collezione de Ol Tôrr di sass. Così era affettuosamente chiamato in paese Luigi Torri, per la sua passione di raccogliere fossili e minerali.

La sua casa di Caprino divenne una specie di museo con migliaia di reperti minerali e fossili. Ben presto, meta di studiosi provenienti da tutto il mondo, tra cui Ardito Desio e il rettore dell’Università Statale di Milano, prof. Caio Mario Cattabeni.

Per approfondire, scaricate questo interessante documento: Collezione_Museale_Luigi_Torri

Il Caffè Pagani

Il Caffè Pagani era il salotto buono dove si ritrovavano musicisti, come Giacomo Puccini che scelse questo paese per nascondersi dalle malelingue quando la sua compagna (una donna sposata che aveva lasciato il marito per lui) rimase incinta; letterati, come Neera e altre personalità del mondo della cultura e della politica.

Leggete il mio post Sulle tracce di Giacomo Puccini a Caprino Bergamasco o questa interessante pubblicazione che mette ordine sulle vicende di Giacomo Puccini a Caprino Bergamasco:  Giacomo Puccini a Caprino Bergamasco

Palazzi storici di Caprino Bergamasco

Aggirandovi per le strade e le piazze di Caprino Bergamasco noterete alcuni palazzi davvero belli e delle piazze che raccontano una storia curiosa. Sono palazzi costruiti tra il 1700 e il 1800 nel periodo di massimo splendore della cittadina. In tale periodo il paese ebbe un notevole sviluppo architettonico perché scelto come luogo di villeggiatura da nobili e borghesi. Questi vi costruirono palazzi prestigiosi con grandi giardini di delizia e decoro.

Ecco due pubblicazioni molto interessanti che vi mostreranno tutti i palazzi da guardare con un occhio attento e che vi racconteranno tutto sui giardini di delizia.

Leggete: Antiche dimore di Caprino Bergamasco e  Giardini di delizia e decoro a Caprino Bergamasco

Curiosità su Caprino Bergamasco

La Camicia Rossa più giovane morta in battaglia al seguito di Garibaldi

La piazza, col suo monumento celebrativo e retorico e soldatesco, racconta una storia molto particolare. Adolfo Biffi era un giovane partito al seguito di Garibaldi. Venne ucciso in battaglia a Calatafimi, nel trapanese, nel 1860 ed era uno “dei Mille” partiti col generale.

Aveva quattordici anni quando si aggregò a Garibaldi assetato di storia, bugiardo sull’età e sfortunato per il primato: la camicia rossa più giovane morta in battaglia, per l’Italia.

Per approfondire, leggete questa interessante pubblicazione: Garibaldi e garibaldini a Caprino Bergamasco

Se volete saperne di più sui bergamaschi che si unirono ai Mille di Garibaldi, ecco un articolo che potrebbe esservi utile: Famolo strano (1000 volte) | Scopri perché Bergamo è detta Città dei Mille

Luogo di villeggiatura degli Scapigliati Milanesi

Tra il Settecento e l’Ottocento Caprino Bergamasco raggiunse il periodo di massimo sviluppo. Poco dopo l’Unità d’Italia, giunsero a Caprino Bergamasco alcuni esponenti della Scapigliatura, tra cui Antonio Ghislanzoni che trascorse a Caprino i suoi ultimi anni di vita.

Le estati felici di Neera, degli Scapigliati milanesi che venivano a villeggiare a Caprino (tutti poeti e scrittori da editoria alternativa, irriverente, libertaria, tutti famosi come i rapper di oggi), di quell’Antonio Ghislanzoni che scrisse l’Aida con Giuseppe Verdi  portarono una ventata di  innovazione.  Caprino per qualche anno ebbe anche un giornale, La Posta di Caprino. Ma anche le penombre dei nobili nei saloni dei palazzi monumentali, delle balere dove si ballava tra vapori di acqua di colonia a buon prezzo, speranze e semplicità.

Leggete anche: Neera scrittrice scapigliata a Caprino Bergamasco e Antonio Ghislanzoni a Caprino Bergamasco

Il Club Scuderia Ferrari più importante d’Europa e (forse) del mondo.

Un’altra curiosità che interesserà gli appassionati di motori è che a Caprino Bergamasco esiste una vera e propria ambasciata della Scuderia Ferrari nonostante il paese  non sia sede di prove o di gare automobilistiche di alcun tipo. Eppure il Club Ferrari di Caprino Bergamasco, per numero di iscritti, è tra i primi in Europa e nel mondo, tra i più attivi e fertili di manifestazioni d’Italia. Il Club della Rossa è oggi un centro di aggregazione sociale che spicca per sensibilità civica, basti guardare la bella piazza dedicata al fondatore della fabbrica di Maranello Enzo Ferrari, realizzata dove sorgeva una semplice rotatoria.

 

 

 

Un commento

  1. Bellissimo articolo, colgo l’occasione per invitare i cittadini che abbiano tempo e voglia da dedicare al nostro bellissimo borgo, ad unirsi al gruppo di volontari che si prodigato nel mantenere un decoro urbano.

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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