Nino Galizzi scultore bergamasco

Artisti da riscoprire | A Bergamo, itinerario tra le opere di Nino Galizzi, scultore bergamasco

All’Ex ateneo di Sciente Lettere e Arti, in Città Alta in queste settimane è in mostra la produzione più intima e privata di Nino Galizzi scultore bergamasco novecentesco. L’ho visitata per caso, senza conoscerne veramente il percorso e sapendo poco dell’autore, se non che era uno scultore bergamasco molto attivo e che lavorò spesso con le istituzioni del tempo per abbellire edifici pubblici.

Questa mostra ha avuto il pregio di risvegliare in me la voglia di saperne di più e di suggerirmi un itinerario alla (ri)scoperta delle opere di Nino Galizzi, che tocca piazze, palazzi e musei di Bergamo, alla (ri)scoperta di tutto il lascito pubblico di questo artista. Riscoperta sì, perché le sue opere le vediamo ogni volta che ci aggiriamo per il Centro Piacentiniano di Bergamo e non solo.

Chi era Nino Galizzi (scultore)

Nino_Galizzi_scultoreCon le sue sculture è presente in collezioni private e pubbliche, come la ex galleria di Roma e la Galleria di Arte Moderna di Milano. Molte sue opere si trovano anche in edifici pubblici di Bergamo, Milano e Roma.

Nino Galizzi nasce a Bergamo il 12 marzo 1891. Compie i primi studi alla scuola d’Arte Applicata Andrea Fantoni e all’Accademia Carrara di Bergamo. Passa quindi a Roma e a Firenze. Presta servizio militare per quasi 5 anni. Combatte su tutti i fronti italiani, in Macedonia, Serbia e Grecia, guadagnandosi promozioni e decorazioni al valore.

Dopo la partentesi militare riprende gli studi e il lavoro. Soggiorna a Roma in varie riprese e a Parigi. Abita e lavora alternativamente a Milano, Roma e Bergamo. Partecipa a innumerevoli importanti esposizioni nazionale come la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, la Permanente di Milano. Tiene varie mostre personali sia in Italia che all’Estero. Per qualche tempo insegna Plastica presso l’Accademia Carrara di Bergamo.

Partecipa all’organizzazione di concorsi e premi facendo parte di diverse Giurie. Diverse sono anche le collaborazioni con giornali e riviste.

Nino Galizzi muore a Bergamo il 20 settembre 1975.

Itinerario bergamasco alla scoperta delle opere di Nino Galizzi

Ed eccoci al nostro itinerario alla (ri)scoperta di una selezione di opere di Nino Galizzi. Un viaggio che si snoda da Piazza Duomo, in Città Alta, e che arriva fino al Cimitero Maggiore in Bergamo Bassa.

Da Bergamo Alta a Bergamo Bassa

Battesimo di Cristo Nino Galizzi Bergamo

Partiamo dalla Basilica di Santa Maria Maggiore, in Città Alta, dove troviamo un Cristo orante in bronzo posto proprio di fronte alla tomba di Gaetano Donizetti. Si tratta del Battesimo di Cristo, realizzato nel 1923, opera dalla grande forza espressiva.

Scendiamo verso Bergamo Bassa e arriviamo alla GAMeC, dove troviamo esposte due opere di Galizzi: un Autoritratto e La Ritrosa.

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Nel cuore del Centro Piacentiniano

Nel giro di pochi metri Nino Galizzi lasciò nel Centro Piacentiniano di Bergamo significative presenze del proprio operato. Sul fronte dei portici sul Sentierone troviamo infatti le riproduzioni allegoriche dei fiumi Brembo e Serio della metà degli Anni Venti. Si affacciano dal porticato del lotto G del Centro Piacentiniano e li potete distinguere chiaramente dalla rappresentazione sintetica tipica del Galizzi.

Nel Palazzo della Camera di Commercio, troviamo la Scultura in bronzo Sonno e Sogno di Nino Galizzi.

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Sugli edifici razionalisti di Bergamo

Sul fronte principale del Palazzo delle Poste in Città Bassa spiccano 5 statue alte più di tre metri del peso di 5 quintali. Due, quelle rappresentanti l’Italia Etrusca e l’Italia Romana, sono di Galizzi. Si trovano su robuste e imponenti colonne di Ceppo di Camerata Cornello, da cui si innalzano capitelli risolti in puri profili di sezione, piccolo basamento su cui si innestano queste allegorie bronzee.

Ci spostiamo poi verso il Palazzo degli Uffici Statali, sempre in Città Bassa nel Centro Piacentiniano, troviamo degli altorilievi in marmo. Il complesso degli Uffici Statali occupa un’ampia area tra largo Belotti e via Dei Partigiani. La fitta sequenza di finestre semplicemente riquadrate aperte su ogni fronte del palazzo, è interrotta in corrispondenza dell’ingresso su Largo Belotti: uno squarcio verticale, dove la parete si dissolve nella luce del portale e delle ampie finestrature superiori, mentre i parapetti sono mascherati dai pannelli con i bassorilievi di Nino Galizzi illustranti “I lavoratori della terra e i costruttori” e “La famiglia, i tributi e i lavoratori“.

Proseguendo vero il palazzo che ora accoglie la sede bergamasca di Banca Intesa, soffermiamoci davanti all’interessante portale segnato bassorilievi con le Allegorie del Lavoro: otto riquadri in marmo bianco di Carrara del 1955/57.  Le formelle rappresentano a sinistra l’Edilizia, l’Assistenza, il Risparmio e la Scienza. A destra abbiamo invece il Commercio, l’Agricoltura la Beneficenza e l’Industria. Mostrano un linguaggio maturo dello scultore nutrito di una nuova sintesi plastica di grande forza narrativa, anche se in formato ridotto.

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Al Cimitero Monumentale

Spostandosi poi al Cimitero Monumentale troviamo alcune opere di Galizzi, dove l’arte composta e rigorosa sposa la pietas. Soffermatevi dunque sul rilievo in pietra La Deposizione che adorna il monumento funebre della famiglia Persico. E sulla Pietà, scultura a tutto tondo su monumento funebre della famiglia Zanoni.

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Tutte le opere di Nino Galizzi presenti a Bergamo (elenco cronologico)

Se volete rendere l’Itinerario tra le opere di Nino Galizzi ancora più completo ecco l’elenco delle sue opere in ordine cronologico che possiamo trovare ad abbellire gli edifici pubblici di Bergamo città.

  • La Ritrosa, 1913, scultura in gesso, Galleria d’arte moderna e contemporanea (GAMeC), Bergamo
  • Autoritratto, 1945, scultura in gesso, Galleria d’arte moderna e contemporanea (GAMeC), Bergamo
  • Il battesimo di Cristo, 1923, scultura in bronzo, Basilica di S. Maria Maggiore, Bergamo
  • L’Italia Etrusca, 1931, scultura in bronzo, Palazzo delle Poste, Bergamo
  • L’Italia Romana, 1931, scultura in bronzo, Palazzo delle Poste, Bergamo
  • Sonno e sogno, 1936, scultura in bronzo, Camera di Commercio, Bergamo
  • I fiumi Brembo e Serio, anni ’30, scultura in bronzo, Sentierone, Bergamo
  • Agricoltura e artigianato, 1947, altorilievi in marmo, Palazzo degli Uffici Statali, Bergamo
  • Allegorie del lavoro, 1955-57, formelle in marmo, Portale Banca Intesa, Bergamo
  • Crocefisso, scultura in bronzo, Istituto Don Orione, Bergamo
  • La deposizione, rilievo in pietra, Cimitero, Bergamo

Opere di Nino Galizzi presenti in Val Brembana

Nino Galizzi non lavorò solo in città: alcune opere sono presenti anche in provincia, come ad esempio nel giardino di Villa Belotti a Zogno.

Grandi bergamaschi, 1927 ca, sculture in pietra di Sarnico, Giardini pubblici di Villa Belotti, Zogno (BG)

Particolarmente ricca è la prima fase con l’ideazione del Convito dei Grandi Brembani, undici busti di uomini di grande fama di famiglia originaria della Val Brembana, eseguiti dallo scultore bergamasco Nino Galizzi. Di questi nove sono raccolti a semicerchio nella parte pianeggiante del parco: sono i grandi vissuti tra il 1500 e il 1700, tra i quali campeggia il busto di Jacopo Palma il Vecchio, che probabilmente è l’autoritratto dello scultore; altri tre (Calvi, Cattaneo e Ruggeri), sono collocati a monte di questi e appaiono rivolti verso di loro. L’insieme è completato dalla stele del Saluto all’ospite, opera sempre del Galizzi e con testo del Belotti. Con questa operazione, il giardino diviene luogo di rifugio adatto all’otium umanistico e specchio di un animo profondamente turbato dalle sorti della nazione.

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La mostra all’ex Ateneo

Mostra Nino Galizzi Bergamo

Nella mostra di Piazza Giuliani dedicata a Nino Galizzi dimenticate le opere esposte hanno tutt’altra dimensione. Troverete infatti fino al 12 dicembre 2021 statuine in gesso e bronzo dalle linee classiche, volti e busti di donna, un delizioso orso bianco e qualche fotografia di Galizzi sotto le Armi. Gli studi alla Fantoni e alla Carrara nei primi anni del Novecento. Il suo peregrinare tra Milano, Roma, Bergamo e Parigi. Si tratta di un’esposizione che non cita tutta la sua produzione, ma che è certamente un primo passo verso la riscoperta di un artista bergamasco poco citato, ma certamente di valore.

 

Note: le foto sono in parte mie e in parte recuperate in Rete.
Sitografia: Ninogalizzi.it, Ecodibergamo.it
Bibliografia: Bergamo scolpita di Marcella Cattaneo e Tosca Rossi

 

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